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Grande successo per Overtime Festival

di | in: Cultura e Spettacoli, Il Mascalzone Sportivo

Overtime Festival

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MACERATA, 2014-10-13 – Si è chiusa la quarta edizione di Overtime, il festival del racconto e dell’etica sportiva che ha portato per cinque giorni Macerata ad essere il fulcro della passione e dell’impegno in nome dello sport. Numeri da record per le presenze in città, grande soddisfazione per l’intera manifestazione, organizzata dalla Pindaro Eventi, che ha visto associati il Comune di Macerata, l’Università di Macerata, RaiSport, associazioni nazionali, capitanate da Amnesty International, e realtà locali, come “Stammi Bene”, “Tipicità” e “Progetto InArea”. Quaranta eventi totalmente gratuiti che hanno riempito la città e che hanno consolidato la fama del comune marchigiano come capitale dell’etica sportiva.

A contribuire alla consacrazione di Overtime sono stati soprattutto due fattori. Il festival si è svolto all’insegna della leggerezza e del divertimento, che hanno consentito anche ai tanti studenti presenti a Macerata di partecipare attivamente agli incontri e di ballare e cantare nelle due serate musicali che la Pindaro Eventi, organizzatrice di Overtime ha di fatto offerto alla città.


Nella serata di giovedi 9 ottobre è stata Paola Maugeri, veejay di Radio Virgin e volto noto della tv, a scatenare i ragazzi sulle note di 30 successi della storia del rock, rivisitati in “chiave sportiva”. A Boosta e Samuel, from Subsonica, è stata affidata invece la chiusura del Festival, con un lungo e appassionato dj-set, che ha visto migliaia di giovani in Piazza della Libertà. Un divertimento che si è trasformato in leggerezza grazie a personaggi come Marco Ardemagni, Giovanni Storti, Franz Rossi, che hanno raccontato della loro passione di podisti amatoriali, che fanno della corsa il loro stile di vita e la loro passione, o con Furio Zara e Nicola Calzaretta, giovani giornalisti che hanno dedicato un libro ai soprannomi dei calciatori.

Al Festival si è parlato di fuoriclasse, sia dal punto di vista sportivo, raccontando le gesta di campioni come Mennea, Pantani, o Di Bartolomei, che hanno avuto parabole sportive di grande successo ma che sono scomparsi troppo presto, legando però il loro nome alla leggenda sportiva. Ma anche dal punto di vista dei giornalisti. Personaggi come Gianni Mura, Franco Bragagna, Claudio Ferretti e Marino Bartoletti hanno raccontato la loro lunga storia di cronisti, aiutando a riflettere sulle nuove forme di comunicazione e di narrazione dello sport, e dando a chi li ha ascoltati il piacere di conoscere segreti del mestiere e aneddoti di lunghe carriere negli stadi, nei palazzetti, nelle redazioni.

Ma soprattutto Overtime Festival ha ribadito il valore dell’etica sportiva, e si è posto come luogo della riflessione su temi come la legalità, la disabilità, la lotta al doping, tutti legati al mondo dello sport. Gli interventi di personaggi come Gianni Maddaloni, l’Onorevole Laura Coccia, il Presidente della Nuova Quarto Calcio, Luigi Cuomo, sono stati il cuore della narrazione sportiva che a Macerata ha preso corpo e hanno portato l’attenzione sull’aspetto etico dello sport, anche in funzione dei tanti giovani che hanno preso parte agli incontri.

Il messaggio di resistenza che è arrivato dalla storia di Gianni Maddaloni, allenatore e preparatore, padre della medaglia d’oro di Sidney Pino Maddaloni, ma soprattutto anima di una terra difficile come Scampia si è così intrecciato alla vicenda della Nuova Quarto, la squadra anticamorra, ma ha trovato un filo conduttore anche nell’esperienza dell’Onorevole Laura Coccia, ex atleta disabile e promotrice in Parlamento di leggi a favore dello sport pulito e dello sport per tutti.

A corollario, Macerata è riuscita a rendersi teatro anche di iniziative legate al cibo e alle arti visive, ha raccontato lo sport con mostre e installazioni, coi fumetti e con la gastronomia, con la street-art e coi laboratori di scrittura, applicando, di fatto, lo sport a qualunque momento della giornata, ad ogni stato d’animo. Prova ne è stata la presenza di numerosi studenti delle scuole, che hanno assistito agli incontri e hanno visto i cortometraggi e i documentari sociali, che hanno raccontato storie di più di dieci discipline sportive, viste ognuna da un punto di vista differente.

Lo sport come veicolo di lotta alla camorra, di integrazione sociale, di coesione territoriale e di passione civile. Ma anche di divertimento e leggerezza, per chi cerca svago e sorriso, correndo in pista, inseguendo un pallone, lottando contro i propri limiti o contro chi sarà sempre avversario, ma mai nemico.

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13 Ottobre 2014 alle 17:11 | Scrivi all'autore | | |

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