Poker di obiettivi in Palazzina Azzurra per la rassegna annuale del Fotocineclub Sambenedettese

Poker di obiettivi in Palazzina Azzurra per la rassegna annuale del Fotocineclub Sambenedettese

 

di Rosita Spinozzi

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – È un poker d’eccezione quello che il Fotocineclub Sambenedettese, sabato 18 ottobre alle ore 17, tirerà fuori sul ‘tavolo’ della Palazzina Azzurra per l’inaugurazione di una collettiva che vedrà protagonisti quattro assi dell’obiettivo come Marina Brancaccio, Nereo Cardarelli, Gianfranco Marzetti, Mario Pignotti, con all’attivo un brillante percorso segnato da mostre, concorsi ed importanti riconoscimenti. Pertanto non poteva esserci titolo più appropriato di ‘Poker d’obiettivi 2014’ per la rassegna annuale di fotografia organizzata dal Fotocineclub Sambenedettese con il patrocinio del Comune di San Benedetto del Tronto, Fiaf, Uif, che dal 18 al 30 ottobre impreziosirà i locali della Palazzina rivierasca con una serie di immagini suddivise nelle sezioni ‘Acqua, Cielo, Terra’ di Marina Brancaccio, ‘Donne di Cinema’ di Nereo Cardarelli, ‘Scatti rubati’ di Gianfranco Marzetti, ‘Portraits’ di Mario Pignotti. Tre sambenedettesi ed un ripano (Cardarelli), pronti a raccontarsi attraverso scatti di eccelsa bellezza che mettono in risalto non solo la loro capacità di ‘scrivere con la luce’, ma anche il proprio estro creativo unito ad una notevole sensibilità artistica, elementi indispensabili per far sì che ogni immagine sia in grado di emozionare chi la osserva. Ed è proprio il bisogno di emozionarsi il filo conduttore che lega le splendide opere della signora Marina Brancaccio, medico veterinario che, pur avendo una formazione professionale e culturale scientifica, nutre una grande passione per la fotografia naturalistica-paesaggistica attraverso la quale riesce a comunicare lo stupore, la poesia e la musica che lo spettacolo della natura suscitano nel suo animo. Nella mostra ‘Acqua,Cielo, Terra’, infatti, l’autrice propone foto particolamente suggestive permeate da un affascinante cromatismo ed una composizione accuratamente studiata. Foto che vanno ben oltre la ricerca di evasione dalla realtà, in quanto nascono dalla volontà di condividere l’entusiasmo per la bellezza del creato. Un obiettivo pienamente centrato dalla Brancaccio, che allieta il nostro sguardo con la trasparenza del mare, le sfumature azzurre del cielo, i colori caldi tipici della terra. Un talento espresso attraverso immagini che riportano l’attenzione su un importante concetto che spesso dimentichiamo: la vera ricchezza dell’umanità risiede non nei beni materiali, ma nello splendore della natura e dei suoi elementi primari. Pertanto la sezione proposta dall’autrice sambenedettese è da considerarsi un autentico gesto d’amore nei confronti dell’acqua, del cielo, della terra, ed anche nei riguardi della sua città natale.

Meravigliosa l’ampia raccolta di ritratti che Nereo Cardarelli, a partire dal 1992 ad oggi, ha ‘rubato’ ai personaggi internazionali del mondo del cinema, della cultura e dello spettacolo realizzati in occasione dei Festival del Cinema di Venezia, Berlino, Taormina. Per la mostra in Palazzina Azzurra, l’autore ripano ha scelto venticinque immagini femminili che compongono ‘Donne di Cinema’, sezione animata dall’intento di svelare il primo piano di alcune dive oltre la loro dimensione legata alla settima arte. Più donne che star, dunque. Ma sempre e comunque dotate di fascino, carisma, bellezza, in qualsiasi frangente esse abbiano accolto con disponibilità l’obiettivo di Cardarelli, molto apprezzato per la sua capacità di raccontare in punta di piedi e con eleganza le piccole, grandi storie racchiuse nei volti delle persone. A fare da ‘testimonial’ alla serie di ritratti, sulla locandina appare il viso limpido e perfetto dell’attrice australiana Rose Byrne, che nel corso della sua carriera ha ottenuto due nomination ai Golden Globe, due nomination agli Emmy Awards, una nomination agli Screen Actors Guild Awards e vinto una Coppa Volpi. Straordinariamente talentuoso quanto schivo, Nereo Cardarelli non ama parlare di sé e del suo lusinghiero percorso nel mondo della fotografia che, oltre alla partecipazione ad innumerevoli festival cinematografici, lo ha visto autore anche di numerosi scatti legati ad avvenimenti di carattere sociale, tra cui ricordiamo l’intensa personale del 1992 ‘Praga- Cronaca di un avvenimento’, reportage sul cambiamento socio-politico avvenuto in Cecoslovacchia con la caduta del comunismo. Autodidatta formatosi nel circuito marchigiano, l’iter artistico di Cardarelli è stato accompagnato da un’intensa attività di studio di natura privatistica della tecnica, storia e linguaggio della fotografia, che hanno contribuito a rendere ancora più solide le basi professionali intorno alle quali ruota il suo indiscusso talento che ha ormai varcato i confini nazionali.

Reportage, racconto fotografico, e street-photography dove la rapidità d’azione permette di cogliere attimi e situazioni irripetibili che si realizzano in una frazione di secondo. Sono questi i generi prediletti da Gianfranco Marzetti, autore della sezione ‘Scatti rubati’ in cui presenta una bellissima selezione di queste foto, realizzate sempre con attenzione e discrezione in modo da trarre dai soggetti immagini reali e genuine. Nato a San Benedetto del Tronto, Marzetti ha iniziato la sua attività fotografica negli Anni Sessanta, periodo in cui ha fondato con alcuni amici il Fotocineclub Sambenedettese di cui è presidente. Ha così avuto modo di instaurare molteplici contatti sia in campo nazionale che internazionale, quindi conoscere e seguire alcuni grandi maestri della fotografia italiana come Mario Giacomelli, Gianni Berengo Gardin, Giorgio Tani, Ferruccio Ferroni ed altri ancora, insieme ai quali ha esposto in svariate mostre effettuate in diverse città italiane. Molte foto di Marzetti sono state pubblicate su riviste e libri di fotografia, mentre nel corso di questi anni ha partecipato ad innumerevoli concorsi e alle varie attività fotografiche anche nell’ambito delle Federazioni Nazionali di fotografia, in cui ha rivestito diversi incarichi direttivi. Riconoscimenti pienamente meritati, visto che i suoi ‘scatti rubati’ testimoniano non solo l’aspetto professionale che da sempre lo contraddistingue, ma anche quel guizzo di originale creatività tale da conferire un valore aggiunto ad immagini che traggono linfa vitale dal vivere quotidiano e non solo. Il suo obiettivo, infatti, è in grado di ‘colorare’ la realtà senza, però, comprometterne la spontaneità.

Assai intensi e degni di nota i ‘Portraits’ in bianco e nero di Mario Pignotti, nato a Ripatransone e trasferitosi prima a Londra e poi a San Benedetto del Tronto. «La sua mostra è un complesso gioco di intime relazioni a volte platoniche, a volte reali, che concede a chi osserva le emozioni di una immagine senza tempo; oltre la percezione di uno strano dinamismo che, seppur limitato dal genere, riesce a raccontare il passato sotto forma di una autobiografia silente» spiega il dott.Diego Pizi, fotografo professionista esperto del settore «Concetti, questi, rintracciabili nella selezione di ritratti che l’autore ha elaborato negli anni. Oltre ad avvalersi della tecnica del bianco-nero, Mario Pignotti propone una rappresentazione che evita indugi e declinazioni, ponendo con maggior forza l’accento sugli aspetti più reconditi che lo sguardo di ciascun individuo esprime. L’espressione è intesa come linguaggio di comunicazione, la vera ‘sostanza’ di una fotografia».Proveniente dalla ‘hold school’ con pellicole e diapositive, Pignotti ribadisce con i suoi scatti quanto sia stato educativo imparare alla ‘vecchia maniera’ per poi lavorare agevolmente ora in camera chiara. Esperienza che trasmette in modo superbo con i suoi scatti in digitale, dove utilizza soprattutto le suggestioni del bianco e nero, generando un sapiente mix di tradizione, esperienza, modernità, volontà di raccontare piccoli frammenti di vita che si svelano attraverso le infinite e mutevoli espressioni di quei volti che l’autore ha saputo ritrarre con stile e sensibilità. Volti che parlano in silenzio e svelano piccoli segreti a chi li osserva con attenzione.

Esposizione on-line:www.mostrefoto.altervista.org 

Info:www.sambfotoclub.altervista.org 

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