dalla Regione Marche

dalla Regione Marche

06 nov 2014
“MARCHE + 20: SVILUPPO NUOVO SENZA FRATTURE” – SABATO LA PRESENTAZIONE DEL RAPPORTO.

“Marche +20 – Sviluppo nuovo senza fratture” è il tema del Rapporto verrà presentato sabato 8 novembre alla facoltà di Economia Giorgio Fuà ad Ancona (Aula A ore 9.30). Il Rapporto effettua un check-up della regione definendo scenari di lungo periodo sia a carattere inerziale, sia individuando percorsi virtuosi di sviluppo per affrontare le sfide e le opportunità che il futuro offre. Non è un programma di governo di breve periodo, bensì delinea le traiettorie virtuose di crescita di medio-lungo periodo delle Marche. Marche +20 si presenta quindi come un cantiere progettuale aperto, che parte dall’analisi del presente per guardare il futuro della comunità marchigiana in una prospettiva di crescita e benessere. Naturalmente si tratta di un cantiere non esaustivo. Offre un quadro di riferimento utile per tutti coloro che hanno a cuore il futuro della regione: policy maker, imprese, lavoratori, famiglie, professionisti, tutti i soggetti vitali che animano il policentrismo diffuso delle Marche. “Questo lavoro – ha detto il presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca – si è avvalso del contributo di alcuni dei maggiori esperti italiani di programmazione. Questi personaggi sono stati sfidati dal governo regionale a pensare le Marche a venti anni da oggi. Uno sforzo di visione che non è tipico delle modalità del pensiero politico, abitualmente prigioniero del presente. Volevamo una analisi d’insieme per collegare il pensiero contingente a progetti che proseguono nell’arco del tempo. Questa sfida sulle visioni è stata raccolta con la cultura tipica della Scuola di Ancona che il prof. Alessandrini incarna ed è stato realizzato un lavoro straordinario di approfondimento e analisi della cultura, dell’economia, del territorio in tutti i suoi aspetti, un tipo di approccio che ci riporta ai tempi del dott. Fuà. Il Rapporto – ha proseguito – ha un valore eccezionale perché detta le linee guida per costruire il futuro, fuori dalle logiche di posizione e con ampi orizzonti. Molto rilevante è inoltre l’analisi quantitativa che ci offre valutazioni anche per il presente. Si evidenzia che siamo più bravi nella coesione sociale che nella produzione del reddito (tabella power point pag.4) ). Basti pensare a tutte le misure che in questi anni il governo regionale ha attivato per la tutela della base occupazionale. Adesso però, nella logica del governo regionale che deve tenere in equilibrio questi aspetti, vanno avviate nuove attività per produrre reddito e nuovi posti di lavoro. Si tratta di un imperativo categorico, l’indicazione più importante che emerge dallo studio. Senza reddito infatti, non ci sono risorse per i servizi che danno benessere. Altra considerazione che condivido è quella fortissima che emerge dalle difficoltà dettate dalla crisi economica e dal conseguente taglio dei trasferimenti statali. Per far fronte a questa situazione – ha concluso Spacca – sono necessarie anche nella pubblica amministrazione integrazioni virtuose tra soggetti che devono mettere insieme competenze per una maggior produttività agli stessi costi”. “La crisi e una malattia epidemica che ha coinvolto tutti – ha spiegato il prof. Alessandrini – . Per superare queste difficoltà lo sviluppo nuovo delle Marche non può e non deve contare su un solo motore trainante, ma deve poter contare anche su altri motori e assi di sviluppo (vedi tabella 6). Il decollo dello sviluppo marchigiano è avvenuto più di mezzo secolo fa grazie alla spinta del motore dell’industrializzazione. Motore che ha anche avuto il merito di fornire il principale contributo al mantenimento nel lungo periodo di un livello di sviluppo superiore, anche se di poco, alla media italiana. Questo è avvenuto nonostante il limite del deficit di produttività del lavoro industriale, che ha esposto il sistema produttivo marchigiano al vaglio selettivo della crisi. Ciò non significa che il nuovo modello di sviluppo non dovrà più contare sull’industria. Rinunziare al ruolo propulsivo dell’industria equivarrebbe a gettare via il bambino con l’acqua sporca. Dobbiamo invece aumentare la capacità produttiva senza perdere in benessere. Il “bambino” va fatto quindi crescere alimentandolo con innovazioni tecnologiche, cognitive, produttive, organizzative e una grande attenzione alla formazione. Solo così si potrà reggere alla crescente competizione. La crisi ci ha costretto a guardare in faccia la realtà delle Marche, che non possono rimanere l’isola felice ad alto tasso di occupazione manifatturiera in specializzazioni a basso valore aggiunto, ma devono puntare su tutte le loro risorse a partire dal turismo, dalla cultura, dalla ruralità e risorse naturali”. IL PROGETTO – Il Progetto istituzionale “Marche + 20” si è sviluppato in 3 anni, sotto il coordinamento scientifico del professor Pietro Alessandrini. Il compito è stato quello di sviluppare un’ampia analisi del sistema economico e sociale delle Marche per offrire un quadro di riferimento di lungo periodo. L’analisi è stata improntata a criteri di concretezza e di geo-referenzialità, anche mettendo a confronto la realtà delle Marche con quella di altre 5 regioni (Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Umbria e Abruzzo) e con la media italiana. Il rapporto è suddiviso in tre parti: la relazione, i contributi e le appendici. La Relazione “Sviluppo nuovo senza fratture” presenta il metodo, i principi e i risultati del lavoro che si è svolto. Offre quattro livelli di approfondimento: 1. Quadro di sintesi in cui vengono delineati gli indirizzi per uno sviluppo nuovo, polivalente e senza fratture. 2. Quadro generale macroeconomico dell’economia marchigiana con le previsioni di medio-lungo periodo. 3. Elaborazioni di sintesi degli indicatori del BES (Benessere equo solidale) e del QSN (Quadro strategico nazionale). 4. Analisi dei motori di sviluppo economico (Attività industriali, Ruralità e risorse ambientali, Servizi per il mercato e Turismo); dei motori di sviluppo sociale (Istruzione e formazione, Servizi sociali, Servizi sanitari e Servizi per il territorio e l’ambiente); degli assi traversali dello sviluppo (Cultura, Energia e Infrastrutture). La sezione Contributi raccoglie in primo luogo i contributi dei membri del Comitato Scientifico: Fulvio Coltorti, Giuseppe Dematteis, Marco Pacetti, Enzo Rullani, Carlo Trigilia. In aggiunta il Rapporto presenta contributi anche di membri esterni al gruppo di lavoro. La sezione Appendici presenta tutte le elaborazioni svolte con i dati del BES e del QSN e l’atlante cartografico che è stato di supporto al lavoro. 

DISTRETTO CULTURALE EVOLUTO, AL VIA I QUATTRO PROGETTI A TITOLARITÀ REGIONALE.

“Dopo l’avvio dei 13 progetti del Distretto Culturale Evoluto selezionati a seguito di avviso pubblico, si completa il lavoro di fertilizzazione del territorio”. Lo ha affermato questa mattina nel corso dell’incontro con la stampa l’assessore alla Cultura, Pietro Marcolini, che ha annunciato l’avvio dei quattro progetti a titolarità regionale che la Regione ha stabilito di finanziare: “Progetti che rilanceranno nei prossimi anni le imprese culturali ad alto contenuto di conoscenza come traino dello sviluppo e opportunità di riequilibrio economico, in particolare nei contesti territoriali teatro di crisi del manifatturiero tradizionale. Perché – ha ribadito Marcolini accanto ai rappresentanti capofila dei quattro progetti – è la cultura la risposta delle Marche alla crisi”. Il Distretto Culturale Evoluto delle Marche, previsto dalla normativa di settore del 2010, assume un quadro attuativo concreto e completo, qualificandosi come azione strategica in stretta connessione con la programmazione regionale delle risorse europee per il periodo 2014-2020, con l’Accordo di programma Quadro da sottoporre all’Amministrazione nazionale, con l’Accordo per lo sviluppo della piattaforma dell’Heritage Science tra Regione Marche, Consiglio nazionale delle Ricerche, Sistema Universitario regionale, MiBACT, e con altre azioni a valere su risorse regionali, nazionali, comunitarie che prevedano il sostegno a iniziative e modelli di sviluppo territoriale a matrice culturale. Creatività sinonimo di sviluppo e migliore qualità della vita Il coinvolgimento nei progetti di tante realtà già operative e il dialogo con il mondo delle imprese, dimostrano che il messaggio è stato recepito: è la cultura la carta che le Marche possono giocarsi nei prossimi anni per una competizione tra territori dove la creatività è sempre più sinonimo di sviluppo e migliore qualità della vita. Investire in cultura nelle Marche non solo sarà più facile, grazie alla logica che sta alla base del DCE, cioè quella di una visione integrata tra cultura, economia e territorio, ma avrà un ritorno certo visto il forte interesse dei cittadini marchigiani verso luoghi ed eventi culturali come dimostrato anche dal Rapporto Federculture 2014. “Le Marche – ha ribadito Marcolini alla presentazione del Rapporto annuale di Federculture – sono una regione capace di distinguersi in positivo e dove continua a crescere la consapevolezza che investire nella cultura significa investire in qualità e valore. Nonostante la crisi incida sensibilmente sugli investimenti e i consumi culturali, la scommessa marchigiana di fare della cultura un fattore anticiclico, capace di contaminare nuovi settori a partire da quelli produttivi, di mobilitare nuove risorse, energie e competenze e di essere elemento di traino di un nuovo sviluppo locale, riceve ulteriori attestati e incoraggiamenti. I Dati del Rapporto Federculture parlano chiaro: le Marche sono ai primi posti tra le regioni italiane in cui gli abitanti spendono di più in cultura; i residenti visitano siti archeologici e luoghi della cultura, frequentano concerti e vanno al cinema in percentuale maggiore rispetto la media nazionale. Siamo orgogliosi di questi risultati che premiano l’azione regionale di favorire, anche attraverso eventi come festival, stagioni teatrali, concerti, visite e laboratori nei musei nell’arco dell’anno, la fruizione della cultura a 360 gradi”. Le Marche, che sono in testa alla classifica delle regioni italiane sia per incidenza del valore aggiunto del sistema produttivo culturale che per occupazione, con un primo posto per spesa turistica attivata dalla cultura (Fonte: Symbola/Unioncamere 2013), diventano protagoniste di una nuova stagione “distrettuale”, per molti versi diversa dalla precedente che ha fatto grande il Made in Italy, ma ugualmente attenta allo sviluppo locale, questa volta però nel segno della cultura. I quattro progetti di iniziativa regionale Sono il progetto Adriatico, piattaforma di cooperazione culturale ed economica per la Macroregione Adriatica (attuato dalla Sviluppo Marche SpA), il progetto Urbino città ideale (attuato dall’Urbino International Centre), luogo di sperimentazione di una formula di accoglienza legata alla creatività, all’arte, all’identità di questo centro straordinario del Rinascimento, il progetto S.IN.C Spettacolo, Innovazione, Creatività (attuato dal Consorzio Marche Spettacolo), per lo sviluppo della filiera dello spettacolo, e il progetto Impresa Cinema, (attuato dalla Fondazione Marche Cinema Multimedia) per il rafforzamento della filiera del cinema, che ha dimostrato anche di recente enormi potenzialità con la produzione de “Il giovane favoloso” diretto da Mario Martone. I progetti di iniziativa regionale del Distretto Culturale Evoluto sviluppano un partenariato costituito da oltre 60 attori e stakeholders del territorio, tra cui 5 enti pubblici, 45 imprese, 13 associazioni private. Gli interventi si articolano in diverse tipologie: sono 25 gli interventi di cooperazione tra imprese culturali e creative, 25 le azioni di valorizzazione di eccellenze culturali ed enogastronomiche, 6 gli interventi di formazione a carattere prototipale, 1 intervento di applicazione tecnologica. Il contributo regionale ammonta ad un totale di 1.750.000 euro per un totale di risorse mobilitate pari ad oltre 3,5 milioni di euro. I progetti a titolarità regionale si connotano tutti in modo particolare per l’apertura internazionale e la connessione a reti lunghe, e per l’intersettorialità e multidisciplinarietà finalizzate in particolare a integrare e capitalizzare le esperienze che stanno maturando nell’ambito dei 13 progetti regionali in corso di attuazione sul territorio. Questi quattro progetti d’iniziativa regionale hanno pertanto un duplice ruolo: da una parte quello di sviluppare i temi individuati come portanti, dall’altra quello di legare elementi comuni o evitare criticità dei progetti sul territorio creando un sistema omogeneo, interconnesso e integrato di azioni di sviluppo territoriale a base culturale, evitando che quanto promosso possa restare confinato in ‘isole’ di innovazione ed assicurando il massimo grado di spillover delle attività ed iniziative programmate. I progetti del Distretto Culturale Evoluto delle Marche dimostrano un’alta capacità di ‘dinamizzazione’ di energie, di progettualità, e rappresentano sicuramente dei punti di forza rispetto ai quali lavorare anche in futuro in direzione di un sempre maggiore ampliamento della platea dei consumatori e di audience development del sistema produttivo culturale in dimensione regionale ed extraregionale.

Distretto Culturale Evoluto
Distretto Culturale Evoluto

RIDUZIONE DEL RISCHIO IDROGEOLOGICO AD ANCONA SUD, LA REGIONE INVITA LA PROVINCIA A SOTTOSCRIVERE L’ACCORDO CON OSIMO.

Paola Giorgi
Paola Giorgi

Rimodulare il quadro economico per la messa in sicurezza del bacino del fiume Aspio in modo da procedere alla sottoscrizione dell’Accordo di programma con il Comune di Osimo e avviare subito il primo stralcio dei lavori idraulici previsti dal progetto definitivo, approvato e finanziato dalla Regione con 6 milioni e 250 mila euro. È l’invito rivolto, con una lettera, alla Provincia di Ancona dal servizio Infrastrutture della Regione Marche, allo scopo di realizzare le opere strutturali sul bacino idrografico dell’Aspio (fossi Offagna, San Valentino e Scaricalasino), interessato dall’ultima alluvione che ha colpito le aree a sud di Ancona. I costi originali del progetto sono lievitati di 570 mila euro a seguito dell’aumento delle indennità degli espropri necessari per realizzare le casse di espansione che consentono di ridurre le portate delle piene tramite un temporaneo stoccaggio delle acque in eccesso. Senza i 570 mila euro la Provincia non può sottoscrivere l’accordo. “Ma la somma può essere trovata all’interno dei 6 milioni e 250 mila euro che la Regione ha trasferito alla Provincia, attraverso una rimodulazione del quadro economico per poi procedere all’affidamento dei lavori– chiarisce l’assessore alla Difesa del Suolo, Paola Giorgi – Questa operazione consente di ridurre i tempi amministrativi, dal momento che la Regione mette a disposizione altre risorse, ora accantonate per i contenziosi ancora aperti sui rimborsi concessi alle attività produttive danneggiate dall’alluvione. Somme che, appena svincolate, potranno integrare le maggiori necessità che si evidenzieranno durante la realizzazione dei lavori di messa in sicurezza del bacino dell’Aspio. Quindi non sussistono impedimenti amministrativi e burocratici che ritardino la sottoscrizione dell’accordo, dal momento che la Regione è garante che gli ulteriori fondi necessari saranno disponibili già dai primi mesi del prossimo anno, come ha assicurato il dirigente del servizio Infrastrutture nella lettera inviata alla Provincia di Ancona”.

 

Cosmari a Ecomondo – Padiglione D1 Area Marche

Venerdì 7 novembre, alle ore 10.00 illustrazione del nuovo Piano regionale dei Rifiuti

 

Per il tredicesimo anno consecutivo il Cosmari partecipa ad Ecomondo la rassegna fieristica dedicata all’ambiente, giunta quest’anno alla sua diciottesima edizione e che si tiene presso il quartiere fieristico di Rimini da mercoledì 5 a sabato 8 novembre 2014.

Nel padiglione D1, all’interno dell’Area Marche, il Cosmari allestirà uno spazio espositivo per presentare le varie attività consortili ed i servizi erogati ai cittadini dei Comuni della provincia di Macerata. Come nelle passate occasioni, è stata predisposta un’area espositiva di oltre sessanta metri, dove verranno presentate in maniera accattivante, tutte le attività istituzionali del Gruppo Cosmari. Da sottolineare che lo stand è allestito con materiali riciclo e a esempio, per creare il bancone che sarà utilizzato come desk per la distribuzione di materiali informativi e pubblicazioni, sono stati utilizzati diversi bancali di legno provenienti da recupero. Molti anche gli amministratori dei Comuni maceratesi attesi a Rimini e che grazie a Ecomondo avranno un momento privilegiato di confronto e di studio per approfondire tutti gli argomenti e tutte le esperienze presentate, anche dalle altre realtà italiane. Inoltre è prevista anche la visita di diverse scuole sia primarie che secondarie di primo e secondo grado di tutta la provincia di Macerata.

 

Il programma della giornata di venerdì 7 novembre prevede, oltre alla visita della fiera, come tutti gli anni, un convegno che si terrà, alle ore 10.00, presso la sala conferenze dell’Area Marche, Padiglione D1. E’ stato scelto un argomento particolarmente interessante che consentirà a tutti gli addetti ai lavori dei settore ambiente di confrontarsi con quelle che saranno le linee guide dettate dalla Regione Marche nella gestione integrata dei rifiuti.

 

“Piano Regionale dei Rifiuti. Quale ruolo nel futuro sistema organizzativo e gestionale”

Ne discutono e si confrontano il Presidente del Cosmari Daniele Sparvoli, il Presidente della Provincia di Macerata Antonio Pettinari, l’Assessore all’Ambiente della Regione Marche Maura Malaspina. A seguire, alle ore 11.00, l’illustrazione del nuovo Piano regionale dei rifiuti a cura di Fausto Brevi di Oikos progetti Milano.

Alle ore 11.30 sarà dato spazio al dibattito, alle proposte e alle integrazioni. Le conclusioni saranno affidate al Senatore Mario Morgoni della 13° Commissione permanente “Territorio, Ambiente, Beni ambientali” e Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati del Senato della Repubblica.

Modera i lavori il Direttore del Cosmari Giuseppe Giampaoli.

 

A concludere l’illustrazione dell’“Ottavo rapporto sul Porta a Porta”, la Premiazione dei Comuni virtuosi e la consegna all’AOM Associazione Oncologica Maceratese onlus degli utili derivati dalla raccolta differenziata degli oli vegetali a cura della Adriatica Oli e Cosmari.

 

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Cartolina Invito Convegno 2014

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