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Il calo del Pil sulle future pensioni: effetti negativi

di | in: Sociale

UIL Pensionati

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San Benedetto del Tronto – Forti preoccupazioni vengono espresse da Francesco Fabiani Segretario della UIL Pensionati sulle voci di questi giorni relative agli effetti del Pil sulle pensioni.

Infatti sembrerebbe che dalla riforma Dini (1995), per la prima volta, le nostre pensioni non saranno rivalutate e potrebbero essere tolti dei soldi.

Il motivo è legato ad una percentuale: -0,1927%. Ovvero al tasso di capitalizzazione 2014 per la rivalutazione dei montanti contributivi che viene calcolato ogni anno dall’Istat sulla base della serie storica del Pil (ultimi 5 anni). Oggi questo non cresce dal 2° trimestre 2011.

Il 27 ottobre scorso, Ministero del Lavoro e Istat hanno inviato ai dicasteri competenti, Inps e Casse di previdenza un documento che stabilisce il coef?ciente negativo. Ovvero “il coefficiente di rivalutazione risulta inferiore all’unità, a causa della dinamica negativa del Pil nominale nel periodo considerato”.


Che cosa vuol dire questo?

Vediamo un esempio: i 10mila euro versati ad oggi da un lavoratore andranno moltiplicati per 0,998073.

Cioè saranno 9.980,73 euro ai quali dobbiamo aggiungere gli effetti dell’inflazione e la perdita del potere d’acquisto delle pensioni per l’entrata in vigore del sistema contributivo.

Effetti fortemente dannosi per i lavoratori già penalizzati dalle decisioni fiscali negative sulla previdenza integrativa (i fondi pensione).

Questa rivalutazione negativa riguarda tutti i lavoratori poichè la riforma Fornero ha stabilito che il metodo contributivo per tutti anche per coloro che hanno iniziato a lavorare prima del 1995, ed è in relazione ai contributi versati dal 2012.

Per queste ragioni è urgente che l’INPS invii ad ogni iscritto l’estratto contributivo con le stime della pensione attesa (famosa busta arancione).

L’istituto afferma che questo sarà inviato entro dicembre vedremo.

Circa questa nuova situazione negativa per i lavoratori è necessario un intervento legislativo che elimini la stortura e non si intacchi il capitale versato dal lavoratore ha versato.

Ciò è più che mai urgente anche alla luce di ulteriori effetti negativi per il futuro.

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12 Novembre 2014 alle 20:15 | Scrivi all'autore | | |

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