“Mio Papà” presentato in anteprima nazionale al Palariviera

“Mio Papà” presentato in anteprima nazionale al Palariviera

S. BENEDETTO DEL TRONTO (AP), 24 novembre 2014 – E’ stato presentato al Palariviera, in anteprima nazionale, il nuovo film di Giulio Base, “Mio Papà”, girato a S. Benedetto e Grottammare tra novembre e dicembre del 2013. In sala erano presenti il regista e gli attori Giorgio Pasotti, volto noto del cinema italiano, e il giovanissimo Niccolò Calvagna.

“Mio Papà” racconta la storia di Lorenzo, un sommozzatore che si innamora di Claudia, ragazza separata con un figlio, Matteo, di sei anni. Da principio Lorenzo non vuole che il legame con Claudia si solidifichi, soprattutto per la presenza di Matteo, visto come un ostacolo dal giovane. Nel giro di poco, però, tra Lorenzo e Matteo nasce un legame molto profondo, capace di resistere anche ad un avverso destino.

Il film racconta l’emozione di crescere figli che non sono i propri“, ha raccontato Giulio Base nella conferenza stampa prima del film. “Ricordo quando Giorgio Pasotti mi ha parlato dell’idea di questa storia, per certi versi autobiografica. Mi è piaciuta subito, perché in quell’idea c’era anche la mia vita.

Il regista ha poi tenuto a ringraziare quanti hanno contribuito a realizzare il film e non ha nascosto l’emozione di presentarlo in anteprima proprio a S. Benedetto, alla presenza di molte delle persone che hanno partecipato, come comparse, alle riprese. “Abbiamo abitato qui per due o tre mesi, alcune scene sono state girate addirittura a pochissimi metri da questo cinema“, ha detto Base, “quindi lasciatemi dire che è una gioia immensa essere qui.

 

“Mio Papà” ha il merito di toccare una tematica importante con audacia e di concentrare il proprio sguardo sui tre personaggi principali, che sono ritratti in modo semplice ma efficace, in un continuo sfumare di cielo e mare, fotografati con colori plumbei ed invernali. La sceneggiatura, però, scritta, tra gli altri, dagli stessi Pasotti e Base, non brilla certo per originalità e verve narrativa. E’ una scrittura, quella che sorregge il film, più da televisione che da cinema, con dialoghi spesso modesti e con alcuni passaggi importanti tirati via senza la necessaria analisi psicologica. “Mio Papà” è, in definitiva, un film che non lesina emozioni, ma che forse manca di spessore. Certo, il linguaggio visivo parlato da Base è quantomai a portata di famiglia – forse il vero obiettivo del regista era di fare un film da guardare insieme, genitori e figli – e la Riviera immortalata dal direttore della fotografia Fabio Zamarion è suggestiva quanto basta a far brillare gli occhi di chi questi luoghi li abita, ma hanno parecchio esagerato quelli che hanno paragonato “Mio Papà” a “Kramer contro Kramer”.

(pl)

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