XIV Conferenza Nazionale Anci Piccoli Comuni

XIV Conferenza Nazionale Anci Piccoli Comuni

 

Le osservazioni e le proposte dell’ANCI Marche piccoli Comuni

 

 

Cossignano, 2014-11-08 – “Chiediamo una manutenzione straordinaria o revisione delle disposizioni normative relative ai piccoli comuni e l’abrogazione del D.M. 11 settembre 2013 perché non corrispondono a ragionevolezza e buon senso. Inoltre riteniamo indispensabile avere assicurazioni sui requisiti minimi di uniformità di interpretazione delle norme a partire dalla gestione delle funzioni fondamentali”. E’ questa la richiesta avanzata da Roberto De Angelis, sindaco di Cossignano e coordinatore regionale ANCI Marche dei piccoli Comuni, intervenendo alla XIV Conferenza Nazionale Anci Piccoli Comuni e VIII Conferenza Nazionale Unioni di Comuni svoltesi a Milano presso MiCo – Milano Congressi il 6 novembre scorso. De Angelis sostiene da tempo, tra le altre e diverse questioni, che l’associazionismo dei piccoli comuni in Italia non potrà mai funzionare perché così come è stato disciplinato dal legislatore (a partire dal 2010) non tiene conto della complessità della riorganizzazione dei comuni, dell’adeguatezza o appropriatezza delle risorse finanziare e umane coinvolte per garantire servizi essenziali e, pertanto, non si potrà che assistere a fallimenti sia sul terreno operativo, in termini di lievitazione dei costi e di esiti inadeguati, sia sul terreno della qualità dei servizi.

ANCI Marche
ANCI Marche

Il legislatore chiede ai piccoli Comuni da una parte di associarsi obbligatoriamente in convenzioni o unioni di comuni, al fine di fornire servizi più adeguati sia ai cittadini che alle imprese, dall’altra obbliga a ridurre le spese di personale anche per quei comuni che sono stati sempre parsimoniosi con tale spesa e magari sono pure in sotto organico ovvero in meno di quanti dovrebbero essere. E’ come chiedere di fare le nozze coi fichi secchi!

 

 

Ovviamente una legge nazionale scritta male fa generare ulteriori complicazioni dal fronte regionale, che sulla base di certe disposizioni, aggiunge ulteriori vincoli inutili, “limiti demografici minimi” e “dimensioni territoriali omogenee per area geografica” che non hanno nulla a che fare con la corretta gestione in termini di efficienza, efficacia ed economicità, in quanto si formulano parametri che non partono da indagini sulle caratteristiche demografiche e socio-economiche dei comuni coinvolti, sulla struttura dei relativi territori, sulla realtà organizzative ed economico-contabili delle singole Amministrazioni comunali interessate all’associazionismo.

 

 

Quindi fare manutenzione urgente su queste disposizioni spot che hanno generato solo una babele di norme a sfavore del sistema istituzionale ed in particolare a partire dai piccoli comuni, soprattutto quelli parsimoniosi e virtuosi. La questione dei piccoli comuni e il loro associazionismo dovrebbe assumere una valenza strategica nel sistema Italia. A tal proposito De Angelis sottolinea che “se è certamente grave che chi legifera non sempre si dimostra all’altezza della situazione, è ancor più grave il fatto che, una volta assodato che ciò che è stato disposto necessita di essere urgentemente rivisto, secondo i canoni del buon senso e della ragione, non si ha neppure la volontà di rimediare”. L’auspicio pertanto è che qualcuno torni a ragionare con urgenza su questi aspetti normativi e sui relativi effetti dannosi che stanno producendo, con la piena consapevolezza che tali amministrazioni comunali e le loro scelte svolgono un ruolo centrale nella vita dei cittadini e del territorio rappresentato.

clicca l’allegato

Lettera Piccoli comuni Anci Marche

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com