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dalla Regione Marche

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Paola Giorgi

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16 dic 2014
DIFESA DELLA COSTA NELLE MARCHE, L’ASSESSORE GIORGI PUNTUALIZZA LA SITUAZIONE.

“Tanta confusione, su una tematica così emergente, come la difesa della costa, non aiuta certo i balneari a risolvere i problemi, anzi! È opportuno ristabilire un po’ di corretta informazione, iniziando dalla variante al Piano della costa”. L’assessore alla Difesa della Costa, Paola Giorgi, interviene per puntualizzare l’operato della Regione, anche a seguito delle polemiche che la questione, periodicamente, solleva sulla stampa. “Il Piano della costa, dopo l’approvazione definitiva, da parte della Giunta regionale (avvenuta il 17 novembre scorso) – spiega l’assessore – è stato subito trasmesso alla IV Commissione consiliare competente che non si è ancora riunita, nonostante fosse accompagnato da una lettera che ne ribadiva l’urgenza dell’approvazione e la necessità di non perdere tempo prezioso per dare risposte sollecite all’emergenze in corso. Ricordo che la variante riguarda sette interventi del tratto costiero regionale (che presentano elevatissimo grado di rischio, per le infrastrutture pubbliche e la pubblica incolumità), individuati in base a criteri e studi puntuali. Gran parte di questi interventi (per esempio quello su Porto Recanati, località martoriata negli ultimi tempi, per la quale molte parole sono state spese, ma che rischia, con uno slittamento dell’approvazione della variante, di vedere vanificate soluzioni che, oggi, grazie alla variante stessa, potrebbero essere applicate) incidono su tratti costieri di cui è condivisa la difesa con RFI, che deve tutelare l’infrastruttura ferroviaria, anche attraverso la disponibilità a un cofinanziamento delle opere stesse, elemento assolutamente non secondario considerata la scarsezza di risorse. Anche se, è opportuno ricordare, la Regione Marche ha inserito nel proprio POR FESR 2014/2020 (Fondi strutturali europei) la possibilità di finanziare interventi di difesa della costa: siamo in attesa di avere, dalla Commissione europea, la convalida finale dell’atto per poter mettere a disposizione le risorse che saranno attivate con compartecipazione pubblica o privata (ferrovie appunto). La buona notizia in merito è che il nostro POR FESR sarà tra i primi, tra tutte le Regioni italiane, che verranno approvati, così come valutato dalla Commissione europea stessa”. “C’è poi un’altra questione alla ribalta in questi giorni – ricorda Giorgi – quella di Porto Sant’ Elpidio, dove si verifica l’erosione costiera, ma con caratteristiche, per la pubblica incolumità e gli impatti sulle infrastrutture, diverse rispetto agli interventi previsti nella variante in corso che, come già spiegato, è molto puntuale sulle emergenze più elevate. Chiaramente le difficoltà degli operatori balneari sono e restano prioritarie da risolvere per l’assessorato regionale, così come deve essere prioritario per tutti il rispetto verso questa categoria che non va presa in giro proprio quando si dimostra più fragile per le difficoltà che trova. Come ho più volte detto, ma non mi stanco di ripeterlo, il Piano della costa, così come ogni sua variante, è un atto di programmazione urbanistica, non un atto di programmazione finanziaria e sarebbe più che opportuno non creare confusioni in merito. Declinato sulla problematica di Porto Sant’Elpidio (come per le altre), significa che, per una variante che prevedesse un tipo di difesa rigida, le scogliere (o quello che si stabilirà) non si materializzeranno in mare per incanto, ma a seguito di un intervento che ha un costo intorno ai 20 milioni di euro. Ricordo, infatti, che non si possono effettuare interventi di difesa rigida puntuali, cioè in porzione di paraggio, che causerebbero gravissimi danni erosivi di bordo sui tratti adiacenti non protetti. Proprio per cercare di reperire le risorse necessarie per Porto Sant’Elpidio (che a oggi non esistono) ho scritto alcuni giorni fa una lettera al sindaco affinché ci trasmetta il progetto di difesa della costa, di cui da tempo parla, per inserirlo nell’apposito data base di dialogo con la struttura contro il Dissesto per concorrere a eventuali futuri finanziamenti ministeriali: a dire il vero, la struttura tecnica regionale aveva già chiesto il progetto nei mesi scorsi, in concomitanza con le osservazioni al piano, ma non è stato mai trasmesso. La struttura regionale sta valutando ora il tipo di intervento da prevedere per Porto Sant’ Elpidio, anche attraverso un proprio percorso autonomo. Vale comunque la pena ricordare che l’attuale Piano prevede già, nel tratto interessato, un intervento di ripascimento di circa 280.000 mc di materiale, da reperire dai fiumi Chienti e Tenna che, se attuato, avrebbe il duplice vantaggio di difesa della costa e riduzione del rischio idrogeologico delle aste fluviali interessate. Certo è che occorrerebbe iniziare a ragionare anche su soluzioni di maggiore garanzia per i balneari e minor costo per la collettività, come la delocalizzazione puntuale di alcuni stabilimenti con concessioni non proprio tutelate, ma purtroppo rilasciate”.


 

Anticipo dei saldi al 3 gennaio, la proposta alla Conferenza dei presidenti delle Regioni.

Canzian: “Proposta maturata a seguito del difficile contesto economico e su richiesta di alcune associazioni”

 

Le Regioni stanno valutando la possibilità di anticipare la data di inizio dei saldi invernali al 3 gennaio, rispetto al 5 già stabilito. La decisione definitiva verrà assunta nel corso della Conferenza dei presidenti delle Regioni che si svolgerà giovedì 18 dicembre. Lo comunica il vicepresidente e assessore al Commercio della Regione Marche, Antonio Canzian: “La scelta ovviamente riguarderà anche le Marche. È maturata a seguito del difficile contesto economico che stiamo ancora attraversando e della richiesta pervenuta da alcune associazioni di categoria”.

 

La Regione Marche accelera sulla Banda Larga:

la Giunta, su proposta dell’assessore Malaspina, destina ulteriori risorse per estendere il servizio a tutti i territori marchigiani

La Giunta regionale, su proposta dell’assessore all’Agricoltura Maura Malaspina, ha approvato oggi la delibera che destina una nuova dotazione finanziaria, a valere sulle risorse dell’Asse III del PSR (Programma di sviluppo rurale) 2007-2013, per mettere a disposizione ulteriori risorse destinate alla diffusione della banda larga su tutti i territori marchigiani, comprese le aree rurali e interne. La decisione – commenta l’assessore Malaspina –  “è conseguenza di un accordo che in data 18/07/2011 la Regione Marche e il ministero dello Sviluppo Economico (Mise) hanno sottoscritto per lo sviluppo della Banda Larga sul territorio regionale. Tali atti disciplinano i rapporti tra Regione e Mise per la realizzazione delle attività inerenti il potenziamento delle dotazioni infrastrutturali e per la diffusione del servizio di connettività a banda larga, secondo le specifiche tecniche concordate nell’ambito della strategia del Piano telematico regionale. Nel corso del 2013, Regione Marche e Ministero hanno sottoscritto una apposita Convenzione operativa per l’attuazione degli interventi da finanziare con i fondi Feasr nelle Aree Rurali di collina e di montagna (le cosiddette “Aree Rurali Bianche C e D”) delle Marche, ai sensi del Psr Marche 2007-13. I relativi lavori di realizzazione sono in corso di svolgimento nelle zone individuate in fase di progettazione preliminare da Infratel. Tale progetto preliminare, non coprendo la totalità delle esigenze di infrastrutturazione riscontrate sul territorio in occasione delle consultazioni degli operatori indette da Infratel, può essere ora ampliato, anche in ragione delle indicazioni strategiche sopraggiunte da parte della Commissione europea in materia di superamento del digital divide e incluse nell’Accordo di partenariato sottoscritto con l’Italia come atto preliminare all’approvazione dei piani e programmi comunitari per il periodo 2014-2020. Con la delibera odierna, la Giunta si avvia a stipulare una seconda convenzione operativa Regione-MISE a integrazione della medesima tipologia di interventi, da finanziare con il fondo Feasr nelle aree rurali. L’intervento di complessivi 10 milioni di euro anticipa le direttive della Commissione sui temi dell’innovazione a favore delle imprese e dei cittadini in aree rurali o soggette a  svantaggi naturali.

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16 Dicembre 2014 alle 15:50 | Scrivi all'autore | | |

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