Il presidente della Regione Spacca all’inaugurazione dell’Hospice di Macerata

Il presidente della Regione Spacca all’inaugurazione dell’Hospice di Macerata

Macerata, 2014-12-20 – “La virtuosità della sanità marchigiana non si basa solo sull’ottimizzazione delle risorse e sull’architettura dei servizi, ma anche su valori come la sua profonda umanità. E’ su questo profilo e sul rispetto della persona che vive la struttura che inauguriamo oggi. Se nelle Marche si possono realizzare progetti come questo, è perché è stata data una forte spinta sull’innovazione di sistema: una azione di grande significato, realizzata grazie soprattutto agli operatori della sanità”. Lo ha detto il presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca, partecipando oggi a Macerata all’inaugurazione dell’Hospice, struttura residenziale territoriale dedicata alle cure palliative  a pazienti affetti da una patologia evolutiva ed irreversibile. La spesa complessiva per le opere è stata di 721.470 euro di cui 692.120 assegnati dalla Regione Marche.


“La presenza cosi numerosa di tanti cittadini a questa inaugurazione – ha detto – dà il senso dell’importanza di questa struttura per la comunità di Macerata. Il principale ringraziamento va agli operatori che hanno contribuito a realizzare l’Hospice. Di fronte a tagli sempre più drammatici dei trasferimenti statali in ogni settore e soprattutto in sanità, difficilmente le Regioni sono in grado di investire. La Regione Marche lo sta facendo e sta realizzando il programma che era stato annunciato. Il Tavolo sui Livelli essenziali di assistenza istituito dal Ministero della Salute ha giusto pochi giorni fa certificato l’ottima qualità dei servizi che ci pone in cima  alla classifica nazionale. Non ci aspettano momenti facili – ha sottolineato – perché le Regioni stanno sopportando tagli drammatici che, per di più, non sono commisurati alla virtuosità, ma anzi proprio per questo incredibilmente rischiano di penalizzare i territori più capaci. Le Marche devono affrontare un bilancio con 230 milioni in meno rispetto all’anno passato e questo ci impone di lavorare di più e meglio sulla progettazione per accedere alle risorse europee, le uniche oggi disponibili. Possiamo riuscirci, se sapremo superare le logiche di esasperazione territoriale a favore della coesione regionale”.

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