Tam, Tutta un’Altra Musica con Guano Padano a Grottazzolina

Tam, Tutta un’Altra Musica con Guano Padano a Grottazzolina

QUELL’AMERICA POLVEROSA, IN UNO STATO D’ANIMO CHIAMATO VIAGGIO

Grottazzolina – Quegli Stati Uniti polverosi, con un Ovest che continuava a muoversi, sono stati raccontati in tanti modi. Ed in questa narrazione persistente, la musica ha sempre giocato un ruolo particolarmente suggestivo. Insieme alla letteratura. Un binario lungo il quale si muove anche “Americana”, ultima produzione discografica di Danilo Gallo, Alessandro “Asso” Stefana e Zeno De Rossi, quasi 8 anni insieme come Guano Padano. La loro è un’esperienza vissuta tra tournée con Vinicio Capossela e palchi condivisi con i Calexico, tra timbriche surf/punk e melodie tex/mex, tra i paesaggi della provincia italiana e quel pregno odore di frontiera. Un desiderio di ricerca, travolgente, dove anche il cinema gioca un ruolo determinante e che Danilo racconta con la leggerezza di chi, in questa mescolanza creativa, sa sempre trovare linfa vitale.

Diciamo subito che il concetto di viaggio, a partire dalla copertina, è quanto mai al centro del vostro ultimo lavoro.

“Il concetto di viaggio è un concetto ampio. Può riferirsi al viaggio pratico, il prendere un mezzo per andare dall’altra parte del mondo; poi c’è il viaggio immaginifico o immaginario. Ecco, questa seconda tipologia di viaggio è quella che ci interessa di più: lasciare, appunto, che la fantasia e l’animo riescano così viaggiare, prendendo spunto da suggestioni che possono essere musicali, letterarie o anche semplicemente di immagini, come nel caso della copertina del disco. Ci sono stati grandissimi uomini della storia che non hanno mai viaggiato o quasi mai, penso a Kafka, eppure a leggere i suoi libri non si direbbe. Quindi, il viaggio è prima di tutto uno stato d’animo.”

Vi definite un gruppo “piuttosto libero”, ma dietro questo album c’è oggettivamente un lavoro molto accurato.

“Sì, ‘Americana’ è anche il titolo di un’antologia letteraria del 1941 di Elio Vittorini che fu aiutato tra gli altri da Pavese e Montale, che per primi tradussero in lingua italiana autori americani come Ernest Hemingway, John Steinbeck, John Fante e tanti altri. Lo fecero in maniera molto creativa e anche in questo senso immaginaria: lo stesso Vittorini non era mai stato negli Stati Uniti, per cui ha immaginato quella terra. Anche la sua traduzione non è letterale, perché lui non conosceva benissimo la lingua inglese. Attraverso la traduzione creativa, quindi, hanno dato forma ad un’immagine dell’America che, se vogliamo, è anche immaginifica. Il nostro vuole essere un omaggio a questa antologia e, essendo dei musicisti, abbiamo utilizzato la musica per fare la stessa cosa: ci siamo ispirati ad alcuni racconti di questi scrittori e abbiamo voluto viaggiare attraverso questi territori, attraverso questa America polverosa ma anche metropolitana, con le sue praterie, i suoi villaggi, le sue città. Abbiamo viaggiato attraverso le letture ed il nesso musicale ci sta tutto perché è innegabile che la nostra musica, seppur variegata dal punto di vista stilistico, sia comunque di ispirazione americana.”

Frugando tra le varie recensioni ed interviste mi è piaciuta particolarmente questa considerazione: “con ‘Americana’ siamo dalle parti del capolavoro”.

“Sicuramente un enorme piacere. Ne siamo orgogliosi ma ci facciamo una risata, perché a volte non crediamo abbastanza in queste parole. Siamo abbastanza con i piedi a terra, pur credendo molto nel nostro lavoro. Quest’ultimo disco, che chiude una sorta di trilogia, lo riteniamo molto maturo e rispecchia molto l’anima del gruppo, le varie sfaccettature che possiamo trovare nei tre musicisti, se vogliamo anche di estrazione musicale differente. Ecco, il disco ci piace molto, ma se sia o meno un capolavoro lo lasciamo dire agli altri.”

A proposito di luoghi polverosi, c’è un band culto nella narrazione musicale di questi spazi: i Calexico. E tra voi c’è molto di più che qualche punto di contatto, giusto?

“Giusto, nel senso che Joey Burns già in occasione del nostro primo disco omonimo aveva avuto parole di elogio per il gruppo. Poi Asso ha avuto modo di collaborare con i Calexico e suonando con Vinicio Capossela aveva avuto modo di conoscerli personalmente, andando più volte in Arizona. Nel corso degli anni si è mantenuto questo rapporto di scambio e di confronto. Poi l’estate scorsa, in occasione delle due date italiane del tour europeo dei Calexico, abbiamo avuto l’onore di poter aprire i loro concerti e lì si è rafforzata la nostra conoscenza ed amicizia. Addirittura Joe si è innamorato del nostro lavoro e ha voluto di suo pugno scrivere un testo, che poi ha letto e recitato in un brano dello stesso disco.”

C’è molta attesa per il vostro live, anche nel Fermano. Cosa deve aspettarsi il pubblico?

“Che cosa deve aspettarsi? Ritorno alla tua prima domanda, circa il viaggio. Sicuramente, appunto, un viaggio che ognuno può farsi a modo proprio. Ed in questo senso l’immaginario gioca un ruolo essenziale. Se vogliamo anche la cinematografia, non intesa nel senso di pellicola ma di film che ognuno veramente può immaginarsi. Queste due parole, viaggio e film, intese in senso metafisico, credo che siano gli elementi essenziali che una persona possa aspettarsi dal nostro concerto.”

(intervista di Andrea Braconi / TWITTER e INSTAGRAM @andreabraconi74)

IL CONCERTO

Lunedì 22 dicembre 2014 ore 21:30

Grottazzolina (FM)

TAM Club – Presso Teatro Novelli, Via Parco della Rimembranza 1

Intero € 8,00 – Ridotto € 5,00

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