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A Grottammare “Herakles”, “Ultime parole” e “La ballata di Stroszeck” di Werner Herzog

di | in: Cultura e Spettacoli

La Ballata di Stroszeck

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Mercoledì 7 gennaio, Sala Kursaal, Grottammare
 
ore 21.15

Herakles

di Werner herzog (Germania 1962, b/n, 12’)

 

ore 21.45

Ultime parole

di Werner Herzog (Germania 1968, b/n, 13’)

 

ore 22.00

La ballata di Stroszeck

di Werner Herzog (Germania 1976, col, 108’)

 

GROTTAMMARE – Prosegue con vigore la rassegna “La conquista dell’inutile” organizzata dall’Associazione Blow Up di Grottammare e dedicata al grande regista Werner Herzog. Dopo la straordinaria performance teatrale di Fernando Micucci dedicata a Herzog, il secondo appuntamento del 2015, mercoledì 9 gennaio, tornerà ad essere incentrato sui film del maestro tedesco. Alle ore 21.15 presso la Sala Kursaal di Grottammare verranno proiettati tre bellissimi film:  Herakles (Germania 1962, b/n, 12’), Ultime parole  (Germania 1968, b/n, 13’) e La ballata di Stroszeck (Germania 1976, col, 108’). Si inizia alle 21.15 con Herakles (Ercole), il primo cortometraggio realizzato da Werner Herzog ad appena 20 anni. 6 anni prima, quando ne aveva solo 14, aveva letto in una enciclopedia come realizzare una regia cinematografica, ne fu folgorato e, come disse più tardi, lì trovò tutto quello che gli serviva per iniziare a fare il regista, tranne la cinepresa da 35 millimetri che  rubò alla scuola di cinema di Monaco. Herakles riprende il mito delle dodici fatiche di Ercole, aggiornandolo ai giorni nostri. La seconda opera, prevista alle 21.45, si intitola Ultime parole ed è un cortometraggio girato in due giorni a Creta e sull’isola di Spinalonga, durante la lavorazione di Segni di vita, il primo lungometraggio del regista. Il film parla di un anziano suonatore di cetra che per anni si è rifiutato di lasciare l’isola di Spinalonga, un tempo usata come lebbrosario, della quale era rimasto l’unico abitante. La polizia ha forzato l’uomo a lasciare l’isola e a trasferirsi in paese, dove vive suonando la cetra ma rifiutandosi di parlare. Paradossalmente, continua a ripetere la frase: “Non dirò niente di niente, non voglio dire nemmeno no, è la mia ultima parola”.

La terza opera in programma inizierà alle ore 22.00 ed è uno dei lungometraggi più importanti di Herzog. La storia è quella di un emarginato tedesco, Bruno Stroszek, che, uscito di prigione, va a cercare fortuna nel Wisconsin in compagnia di una prostituta e di un vecchio. “Si tratta di un’opera anomala nella filmografia di Herzog, ma non per questo meno rappresentativa, tanto da essere una delle più amate del regista bavarese. Considerato in genere come il film più lineare nella narrazione e tra i meno visionari dell’autore (tra i suoi pochissimi con ambientazione contemporanea), è in realtà tra i più radicali nel tentativo di fondere in un tutt’uno le sue due specialità (finzione e documentario) e di mettere in scena la favola nera del vissuto degli attori stessi.” [Claudio Carosi] Si segnala che l’incontro di sabato 10 gennaio,  “Lezione di storia dell’arte herzoghiana” a cura di Luca Parmegiani (docente di Storia dell’Arte, saggista) è stato rimandato a sabato 21 marzo. Tutti gli appuntamenti della stagione sono gratuiti una volta effettuata l’iscrizione all’Associazione Culturale Blow Up al costo di soli 10 €.

Attenzione: l’appuntamento settimanale di blow up, come previsto sul calendario, da gennaio si è spostato al mercoledì

 

Si segnala che l’incontro di sabato 10 gennaio, “Lezione di storia dell’arte herzoghiana” a cura di Luca Parmegiani (docente di Storia dell’Arte, saggista) è stato rimandato a sabato 21 marzo.

 

La conquista dell'inutile

La conquista dell’inutile

Presentazione XX stagione

  

Ci siamo! La XX stagione dell’Associazione culturale BLOW UP è in atto. Dopo diverse stagioni caleidoscopiche con iniziative eterogenee che rispecchiavano i nostri molteplici e diversificati interessi culturali era “d’obbligo” a questo punto tornare all’essenza cinematografica più dura e pura e non potevamo che farlo con uno dei più interessanti cineasti viventi, ossia Werner Herzog, visionario, geniale, intelligente, profondo, fisico, magmatico, folle, estremo, fondamentale!

 

Un regista “totale” che si è confrontato con tutte le arti e tanti saperi, un po’ come fa la nostra associazione da vent’anni, con la fiction cinematografica e televisiva, con il documentario e con la fusione dei due generi, con l’opera lirica e con il teatro, con la musica e con la TV, con la pellicola e con il digitale, con la scrittura e l’avventura, con la natura e i suoi lati più estremi, con l’uomo e tutti i suoi aspetti, compresi quelli più reconditi, con lo sport, con la religione e la spiritualità, con la scienza e la fantascienza, con la tradizione, con la storia, con la superstizione e la magia, con la fatica e il sacrificio, con il lavoro e il mondo del lavoro, con il pericolo, con il sogno costante di mostrare l’impossibile, quello che non si era mai visto prima in uno schermo.

 

La conquista dell’inutile è il titolo del suo diario tenuto durante la lunga lavorazione di Fitzcarraldo nel bel mezzo della splendida foresta amazzonica, della natura ostile e lussureggiante, totalmente indifferente agli uomini e ai loro progetti, compreso quello del protagonista, Fitzcarraldo, di portarvi la musica di Enrico Caruso e dell’Opera italiana, che fa da specchio alla volontà folle ed inutile di Herzog di girarvi un film e di far scavalcare una montagna vera ad una nave vera per portarla da un fiume all’altro disboscando una striscia di foresta vergine che da lì a pochi anni si riprenderà tutto con la sua vegetazione rigogliosa e inarrestabile…

 

La conquista dell’inutile a volte sembra assomigliare anche alle nostre fatiche di visionari che da vent’anni si ostinano a concepire la cultura come servizio e come un caleidoscopico tutto che va vissuto con naturalezza quasi scontata, banale, qualcosa di cui ci si nutre quotidianamente per rimanere vivi e che va rinfocolato ossessivamente e continuamente affinché non si smetta mai di sognare, di crescere, di rimanere uomini dagli sguardi vivaci e ardenti, nonostante che, parafrasando qualche passaggio del diario herzoghiano, le vanità del mondo e le grandezze del potere siano chiuse nel profondo silenzio del cimitero, nonostante che la vita sia micidiale, sia mentre la si vive che quando finisce, nonostante che la morte sia ereditaria.

 

Ma soprattutto La conquista dell’inutile è da intendersi come un elogio all’inutilità come essenza della vita, come scelta contro l’utilitarismo di un tempo superbo e sciocco qual è il nostro, come antidoto allo squallore della dittatura dell’utilità, come vittoria dell’essere sull’avere, come quintessenza dell’arte, della creatività e dell’avvicinamento alla verità, come presupposto fondamentale per elevarsi e per mantenere vivo lo spirito, perché il massimamente utile, direi anzi l’essenziale, era è e sarà sempre il gratuito, il disinteressato, l’inutile. E a tal proposito non posso che rimandarvi alla lettura del bellissimo libro-manifesto del professor Nuccio Ordine “L’utilità dell’inutile” ispirato ad alcune intuizioni e teorie del pedagogo americano Abraham Flexner. 

 

Quando abbiamo scelto Werner Herzog pensando alla sua vita straordinaria, alle sue imprese uniche ed inclassificabili di uomo-artista, alla sua opera inconfondibile e monumentale, alla sua visone del mondo e della vita, abbiamo tenuto conto soprattutto dell’impatto emotivo ed estetico che potrebbe costituire per i giovani entrandovi in contatto. Herzog e il suo esempio possono cambiare la vita, possono donare nuovi ed interessanti punti di vista, possono restituire la  voglia e la volontà di sognare, di inseguire imprese che i più considererebbero folli e di cui invece, il nostro tempo devastato e vile, la nostra società liquida, le nostre menti piallate dal pensiero unico e dalla dittatura dell’economia, avrebbero tanto tanto bisogno.

 

La XX stagione blowuppiana del 2014-2015 consta di ventinove appuntamenti tra film e incontri con ospiti, dj set e aperitivi lunghi, degustazioni enogastronomiche, performance video-teatrali, incontri multimediali di natura didattica su arte contemporanea, cinema e creatività, fotografia, viaggi avventurosi, lavoro e nuovi media, negli spazi della Biblioteca-Mediateca Comunale, di Palazzo Kursaal, del Dep Art (Piazzale Stazione) e della Galleria d’Arte Opus, nella sempre più bella e accogliente città di Grottammare.

 

Una stagione che costituisce sì un corpo unico, ma al contempo articolato ed omogeneo quindi godibile anche per sezioni, per temi o per singole iniziative, e che con la frequente doppia proiezione serale da anche la possibilità di passare solo mezza serata da noi, arrivando tardi o andando via prima.

 

Tutti gli appuntamenti sono gratuiti una volta effettuata la tessera F.I.C. 2014-2015 rilasciata e timbrata dall’associazione culturale Blow Up a 10 €.

Le tessere possono essere velocemente fatte all’ingresso di ogni iniziativa della stagione.

I 10 € della tessera sono di vitale importanza per la sopravvivenza dell’associazione e di tutte le sue attività socio-culturali, nonché per la riuscita della stagione stessa e delle collaborazioni con altre realtà associative, artistiche, culturali e con gli ospiti che interverranno.

 

E’ sempre più difficile riuscire a fare cultura nelle modalità in cui noi di Blow Up l’intendiamo, possibilmente priva di sensazionalismi, svincolata dalle logiche dettate dalla TV, capillare nel territorio, concreta, quotidiana, che valorizzi i talenti e le potenzialità delle persone, che crei aggregazione sociale, interculturale ed interetnica e che sviluppi il senso civico e l’estetica relazionale. Nonostante tutto, però, la nostra forza è, e rimarrà, la vostra presenza fisica alle nostre iniziative, il passaparola,  l’essere seguiti in rete (blog, pagina Facebook, sito), i messaggi e le richieste di collaborazione che riceviamo e che inoltriamo e che di anno in anno accrescono e migliorano i nostri contatti. Vi aspettiamo!

© 2015, Redazione. All rights reserved.


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4 Gennaio 2015 alle 11:58 | Scrivi all'autore | | |

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