dalla Regione Marche

dalla Regione Marche

04 feb 2015
PESCA IN ACQUE INTERNE – APPROVATO IL CALENDARIO 2015.

La Giunta regionale, su proposta dell’assessore alla Pesca sportiva, Paola Giorgi, ha approvato il calendario regionale piscatorio 2015 e il relativo tesserino di pesca. “Il calendario che approviamo – commenta Paola Giorgi – mira a salvaguardare la fauna ittica e tutelare l’ambiente, nell’esercizio di un’attività largamente praticata nel nostro territorio. Con questo strumento discipliniamo gli attrezzi, le esche e i sistemi di pesca, le dimensioni minime di cattura, i periodi e gli orari di divieto e il numero dei capi prelevabili in relazione alle diverse specie ittiche e altre modalità da osservare nell’esercizio della pesca. L’approvazione è avvenuta dopo aver ottenuto il parere favorevole delle provincie e delle associazioni“. Le acque interne della Regione sono distinte in tre categorie: A, B, C. La prima è di pregio dal punto di vista ittiofaunistico e prevalentemente popolata da salmonidi, mentre la seconda è a popolazione mista. Entrambe sono sottoposte a regime di pesca controllata. La categoria C riguarda acque popolate da ciprinidi. Nelle sole acque di categoria A è stato istituito il riposo biologico nei giorni di martedì e venerdì per l’intera stagione di pesca ed è obbligatorio utilizzare ami con ardiglione schiacciato o senza. La pesca può essere esercitata con una sola canna da una lenza con un solo amo, mentre limitazioni sono stabilite circa l’uso delle esche ed è vietata la pasturazione. Maggiore libertà nelle acque di categoria C, dove è possibile pescare con due canne, con un solo amo ciascuna, a meno che si tratti di pesca al lancio con esca artificiale. Non ci sono limitazioni all’uso di esche o all’attività di pasturazione che va effettuata comunque utilizzando al massimo due chili di prodotto. Nelle acque regionali è consentita la cattura della la trota oltre i 22 cm, della trota lacustre, il coregone e la tinca oltre i 30 cm., il barbo e il cefalo oltre i 20 cm., il cavedano e il persico reale oltre i 18 cm., la chieppa oltre i 25 cm. e il luccio e la carpa oltre i 40 cm. Le carpe di oltre 65 cm andranno immediatamente rilasciate sul posto. La pesca alla trota di tutte le varietà è consentita a partire dal 22 febbraio fino al 4 ottobre. E’ vietata la pesca del coregone dal 15 dicembre al 15 gennaio, del luccio dal 15 febbraio al 15 marzo, della carpa e della tinca dal primo al 30 giugno, del persico reale dal primo marzo al 30 aprile e della cheppia dal 15 maggio al 15 giugno. In tutte le acque interne della regione l’esercizio della pesca è consentito da un’ora prima del sorgere del sole a un’ora dopo il tramonto, per un massimo di cinque capi di salmonidi catturabili giornalmente. Nelle acque di categoria A è vietata ogni forma di pesca di qualsiasi specie ittica dopo la chiusura della pesca alla trota, mentre in quelle di categoria B, dopo la chiusura alla trota, è consentito pescare altre specie ittiche fino al 22 novembre 2015. Il calendario fissa ulteriori divieti, quali la pesca del gambero, del granchio di fiume o dell’anguilla, mentre è vietato vietato abbandonare esche, pasture o pesci lungo la sponda, sui greti e in genere nell’alveo dei corsi d’acqua Chi esercita l’attività piscatoria nelle acque di categoria A e B, oltre alla licenza, deve essere in possesso del tesserino, valido per l’intero territorio regionale, rilasciato dalla Provincia di residenza, su cui annotare la giornata di pesca e i capi di salmonidi catturati. Il costo del tesserino è di cinque euro, mentre la sanzione per mancata riconsegna entro il 30 novembre va dai 25 ai 50 euro.

 

 

TRASMESSO ALL’ASSEMBLEA LEGISLATIVA IL PIANO REGIONALE DI GESTIONE DEI RIFIUTI PER L’APPROVAZIONE DEFINITIVA.

Nella scorsa riunione la Giunta regionale ha adottato la proposta di piano per la gestione dei rifiuti e disposto la sua trasmesso all’Assemblea legislativa regionale, per l’approvazione definitiva. Obiettivo del Piano è quello di adeguare la programmazione regionale di settore alle disposizioni della direttiva CE n. 98/2008. “Il Piano – afferma l’assessore regionale all’Ambiente Maura Malaspina – costituisce uno strumento strategico per governare la gestione integrata del ciclo dei rifiuti prodotti nel territorio regionale, con la finalità prevalente di ricondurre lo smaltimento in discarica a una operazione residuale, di quantità e impatto sempre più limitati, orientando le attività di gestione verso le operazioni di riutilizzo/preparazione al riutilizzo e riciclo. Ciò nella logica dello sviluppo di una ‘economia circolare’ organizzata in modo che i rifiuti di qualcuno divengano risorse per altri soggetti coinvolti nel ciclo di vita dei beni e servizi e quindi si riducano progressivamente.” Il Piano regionale ha una valenza temporale pluriennale fino al 2020 ed è in linea con le tempistiche della programmazione comunitaria. E’ stato elaborato sulla base dei seguenti macro obiettivi: minimizzazione della produzione dei rifiuti attraverso efficaci azioni di prevenzione; aumento della raccolta differenziata attraverso la riorganizzazione dei servizi di raccolta secondo il modello del “porta a porta”; massimizzazione del recupero di materiali anche attraverso la valorizzazione del rifiuto indifferenziato; miglioramento delle prestazioni tecnico/ambientali degli impianti; massima riduzione dello smaltimento in discarica. “Nel nuovo Piano – continua Malaspina – si conferma che nel contesto marchigiano non sono percorribili soluzioni che prevedano la realizzazione di impianti di trattamento termico (termovalorizzatori) da destinare a recupero energetico del rifiuto urbano indifferenziato.” Sulla base di questi obiettivi i risultati che il Piano prefigura sono in sintesi: prevenzione: contrazione della produzione pro capite del rifiuto urbano del 10% al 2020 rispetto al dato medio del periodo 2010-2012; raccolta differenziata: al 2020 la raccolta differenziata per avvio a recupero sarà superiore al 70 per cento a livello di ogni Ambito territoriale ottimale; smaltimento: minimizzazione del ricorso alla discarica attraverso l’evoluzione del sistema impiantistico di pretrattamento per consentire un ulteriore recupero di materia anche dal rifiuto indifferenziato con eventuale possibilità di valorizzazione energetica indiretta. Un altro elemento di novità che caratterizza questo nuovo Piano è il futuro assetto gestionale che consentirà nel tempo il conseguimento di migliori prestazioni, superando, a livello di singolo Ambito Territoriale Ottimale, le situazioni di difficoltà oggi registrate.Si tende quindi in maniera decisa verso un sistema in grado di permettere una maggiore efficienza ed economicità della gestione dei rifiuti con conseguente contenimento/riduzione dei costi a carico dei cittadini, anche attraverso la promozione della tariffa puntuale e della raccolta di qualità.La proposta di Piano, pur confermando l’attuale assetto istituzionale (mantenimento dei cinque Ato e delle relative Autorità d’ambito), auspica una possibile integrazione funzionale tra le Autorità d’Ambito per il conseguimento delle migliori prestazioni del sistema gestionale. Ciò vale soprattutto per quanto attiene alle problematiche del soddisfacimento dei fabbisogni impiantistici, superando così quell’elemento di frammentarietà che ha caratterizzato fino ad oggi il settore e che rischia di rappresentare il vero e fondamentale vincolo al raggiungimento degli obiettivi di efficacia e di efficienza che vogliamo, permettendo alle imprese locali di essere più competitive attraverso una riduzione dei costi dei servizi a favore dei cittadini. La proposta di Piano è stata sottoposta alla procedura di Valutazione ambientale strategica che si è conclusa positivamente migliorando gli aspetti ambientali e ampliando i livelli di tutela con riferimento ai perimetri dei Siti Natura 2000.Parallelamente, sono state previste agevolazioni localizzative a favore degli ampliamenti degli impianti di recupero già esistenti se funzionali allo sviluppo tecnologico aziendale nell’ottica del raggiungimento degli obiettivi di riciclaggio previsti dalla normativa comunitaria. Parte integrante del Piano è il Programma regionale di prevenzione dei rifiuti, importante strumento attuativo che delinea gli orientamenti generali, gli strumenti e le linee di intervento in materia di riduzione dei rifiuti da mettere in atto nel territorio regionale in stretta collaborazione enti, istituzioni, organizzazioni della società civile scuole e cittadini.

Cresce il Turismo nelle Marche

 

 

04_02_2014_Dati Turistici04_02_2014_Dati Turistici

TURISMO MARCHE, SEGNI POSITIVI DI ARRIVI E PRESENZE. MOLTO BENE IN PARTICOLARE, IL DATO DEI FLUSSI DALL’ESTERO: + 1,90% E + 2,70% RISPETTIVAMENTE

 

GIAN MARIO SPACCA: “UNA FORTE FIDUCIA SUL NOSTRO PRODOTTO TURISTICO HA PREMIATO TUTTO IL SISTEMA CHE HA LAVORATO CON GRANDE DETERMINAZIONE ”

 

Ancona – Cresce il turismo nelle Marche. In controtendenza rispetto all’andamento nazionale, che registra segni meno negli arrivi e nelle presenze (rispettivamente -0,63% e -1,82%) i movimenti turistici nella nostra regione sono in crescita: +0,34% negli arrivi e +0,72% nelle presenze nel 2014. Particolarmente positivo il dato relativo ai turisti stranieri, con un significativo incremento sia degli arrivi sia delle presenze: 1,90% e 2,70% rispettivamente. E’ questo il dato più significativo che ha connotato la soddisfazione del presidente della giunta regionale e assessore al Turismo, Gian Mario Spacca, espressa oggi nel corso di una conferenza stampa al Seeport Hotel di Ancona. Erano presenti: il dirigente regionale del Servizio Turismo, Pietro Talarico, il responsabile della valorizzazione del sistema turistico integrato,Mario Ruggini e il responsabile del settore accoglienza turistica e Osservatorio regionale Turismo, Fabio Buzzo.

“Nonostante lo scenario di 4 anni di recessione e la crisi gravissima – ha sottolineato Spacca in apertura –  le Marche, in tendenza opposta rispetto all’Italia, registrano dati in aumento, a partire da quelli provenienti dai mercati esteri con 2 milioni 161 presenze e 405 mila arrivi nel 2014, come ci dicono le rilevazioni dell’Osservatorio regionale del Turismo.  Un risultato raggiunto non per caso, ma premiante del forte impegno di tutto il sistema turistico che ha saputo lavorare insieme,  in maniera organica e caratterizzato dalla forte fiducia nel Turismo, come segmento strategico per  la crescita economica, sul quale il governo regionale ha investito risorse ed energie. I risultati  degli ultimi anni sono arrivati per diverse  ragioni: dall’aver puntato non sul turismo di massa ma sulla qualità dell’offerta, al merito di una promozione intelligente, a tutto tondo che va dai testimonial d’eccezione – Dustin Hoffman,  Neri Marcorè, le Winks-  fino al web marketing con un cambio di strategia promozionale affidato alle nuove forme di comunicazione che il Social Media Team ha saputo esprimere al meglio, raggiungendo vette di visibilità altissima e incrementando così la reputazione “turistica” della nostra regione. Anche il capitale umano e la formazione professionale degli operatori sono stati  oggetto di forte attenzione da parte del governo regionale, con l’attivazione di 150 milioni di investimenti privati in 5 anni generati da 15 milioni di euro di contributo regionale, un moltiplicatore quindi di potenzialità per il futuro. Solo nel 2014 la Regione ha stanziato 1,5 milioni di euro di Incentivi per la qualificazione e l’occupazione di giovani per la promozione dell’offerta turistico-culturale. Inoltre, ma non ultimo, l’investimento sull’Aeroporto delle Marche da parte della Regione rappresenta uno dei fattori determinanti per vedere confermati i dati positivi  dall’estero”. La Regione non solo ha impegnato risorse per l’ampliamento dell’aeroscalo ma ha aperto anche all’ingresso di investitori internazionali nella compagine sociale. “Le Marche hanno saputo mantenere un trend in crescita, consapevoli di quanto il turismo sia ormai una componente essenziale per la tenuta economica  di un territorio.  Certo c’è ancora molto da fare – ha aggiunto il presidente – a cominciare dalla ricerca di nuovi mercati  nel Far East e penso alla Cina in particolare, ma sapremo anche sfruttare al massimo l’occasione dell’Expo non come vetrina solo milanese ma  portando anche ad “assaggiare” concretamente la nostra offerta turistica sul territorio.” Il presidente Spacca ha poi annunciato che sarà rafforzata la strategia regionale basata sui sei cluster di prodotti turistici (Mare. Le Marche in blu; Cultura. The Genius of Marche; Dolci colline e antichi borghi; Parchi e natura attiva; Made in Marche. Gusto a km. 0 e shopping di qualità; Spiritualità e meditazione) e su nuovi Network di prodotto trasversali ai cluster (Terme e Benessere; Bike; Trekking; Family; Cultura; Business; Meeting e il Progetto pilota 2015, Network Wedding-Location per matrimoni di stile). A tale proposito il dirigente regionale del Servizio Turismo, Pietro Talarico ha sottolineato, “nonostante i problemi di bilancio regionale” la volontà di investimento  in nuove tecnologie e la capacità tutta marchigiana di saper intercettare risorse integrative basandosi sulla trasversalità “ virtuosa” che il Turismo può mettere in moto.  “Le Marche – ha concluso il Presidente Spacca – pur investendo in innovazione, non rinunciano a sostenere la propria identità caratteristica della micro-impresa turistica che – ricordiamolo -occupa circa 16 mila lavoratori nella regione”. Al termine una testimonianza di una giovane partecipante al corso di formazione sostenuto dalla Regione su “ Destination Management” che ha raccontato la sua esperienza molto positiva, dallo stage fino all’assunzione a tempo indeterminato.

 

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