Anci Marche, Roberto De Angelis: “I piccoli Comuni sono una cosa seria”

Anci Marche, Roberto De Angelis: “I piccoli Comuni sono una cosa seria”

Ancona, 7 marzo 2015 – L’attuale situazione di grave crisi della finanza locale dovuta alle manovre che si sono succedute negli ultimi anni e che hanno imposto ai Comuni tagli ai trasferimenti ed obiettivi di Patto di Stabilità impediscono ai Comuni stessi di continuare ad assicurare investimenti e coesione sociale. Quest’anno, seppur con qualche differenziazione, sarà arduo per chiunque fare i bilanci senza “lacrime e sangue”, tant’è che si inizia a parlare di “disequilibrio di comparto indotto”, come sta avvenendo nelle province. Da più parti si denuncia la situazione di incertezza e confusione normativa in cui si trovano amministratori e funzionari nella predisposizione dei bilanci e che rende impossibile qualsiasi programmazione. La situazione non è più sostenibile. L’attività di revisione della spesa (c.d. “spending review”) ha prodotto nel tempo meno servizi, più tasse per compensare in parte le riduzioni dei fondi, crollo degli investimenti e aumento della febbre dei bilanci, segnalata da termometri precisi come l’impennata delle anticipazioni di cassa. Nella relazione diffusa dalla Corte dei Conti sulla situazione finanziaria degli enti territoriali (delibera n. 29/2014) si conferma uno squilibrio nelle manovre di finanza pubblica:?agli enti territoriali, è stato chiesto «uno sforzo di risanamento non proporzionato all’entità delle loro risorse», in base a scelte andate «a vantaggio degli altri comparti che compongono il conto economico consolidato delle amministrazioni pubbliche».

ANCI Marche
ANCI Marche

Il problema è serio per i conti, ma grave per le sue ricadute concrete perché colpisce con più forza gli anelli più deboli del sistema, a partire dai Comuni più piccoli. Non si può continuare a tagliare risorse in modo lineare senza una adeguata valutazione del rapporto tra attribuzioni intestate, risorse impiegate e servizi da rendere. La giungla delle normative nazionali e regionali accresce la burocrazia con le relative verifiche in maniera disordinata e a dismisura, con nuovi obblighi neppure leggeri, aggravando il deprecabile clima di disorientamento. L’esercizio associato delle funzioni fondamentali dei piccoli comuni è un processo così importante che non può essere scritto, così come lo è oggi, con disposizioni irrazionali, incomplete e contraddittorie, come se tutti i Comuni si trovassero nella medesima condizione di partenza e senza una valutazione dei costi/benefici di ciò che si vuole ottenere. Le funzioni fondamentali oltre a recare difficoltà nell’individuazione del contenuto concreto delle stesse, possono rilevarsi anche diseconomiche se gestite tutte in forma associata. I volumi di risparmio accertati sino ad oggi attraverso le forme associative dei piccoli Comuni sono di dimensioni contenute e non sembrano che possano incidere in maniera significativa sui saldi del comparto in quanto nelle organizzazioni esistenti c’è un alto livello di rigidità che non consente di far registrare risparmio modulando le risorse utilizzate (così come aveva già previsto il Servizio Studi della Camera dei Deputati in occasione della valutazione della proposta di legge). Tutto ciò premesso i Sindaci dei piccoli Comuni, per il tramite del Coordinamento dell’ANCI Marche, auspicano che ci sia un tempestivo ripensamento sotto il profilo sia ordinamentale che finanziario del comparto dei Comuni, sia grandi che piccoli, con la serietà che merita a partire dal confronto urgente con il Governo ed il Parlamento e con la Regione per gli aspetti di relativa competenza.

Il Coordinatore dei piccoli Comuni

Roberto De Angelis

(Sindaco di Cossignano)

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