Democratura e Doparie

Democratura e Doparie

di Tonino Armata

 

San Benedetto del Tronto – Sabato 6 marzo leggendo su la Repubblica l’articolo di Lucio Caracciolo “DEMOCRATURA”: oligarchia e populismo, la terza via di Putin”, poi ieri ripreso da Eugenio Scalfari per dare addosso come tutte le domeniche al premier Renzi. Sostenendo che: “Non si può dire che affiori in queste parole la tentazione verso la DEMOCRATURA, ma insomma qualche passo in quella direzione si sta compiendo. Probabilmente avviene in modo inconscio ed è quindi l’inconscio che gioca la sua partita, ma in politica esso può fare a volte danni irreparabili”.

 

Oggi viviamo in Italia (e non solo) una fase politica molto difficile. Il governo e la sua maggioranza hanno difficoltà a cambiare la legge elettorale e parte della Costituzione compreso il Tito V. Abbiamo di fronte una democrazia seriamente ammalata in cui esplodono a raffica difficoltà e tensioni sociali, e in cui è profondamente intaccato il rapporto di lealtà tra cittadini e politici. C’é ancora qualcosa che si può fare per fermare il declino e invertire la rotta?

 

Studi scientifici sulle emozioni dimostrano che gli istituti di democrazia diretta incrementano la felicità personale: i cittadini svizzeri sono più soddisfatti nei cantoni, dove possono influenzare maggiormente le decisioni politiche. Ci vorrebbe in Italia un nuovo strumento di partecipazione democratica allargata, che riavvicini gli elettori alla politica e che consenta loro di provare nuovamente fiducia nei confronti dei politici, senza più considerarli come appartenenti a una casta privilegiata e intoccabile.

Lo strumento per rispondere validamente alla crisi della politica e alle denunce dell’antipolitica e alla riorganizzazione del Pd occorre pensare alle DOPARIE, ossia, le primarie svolte dopo le elezioni e vertenti su questioni e decisioni di governo.

 

Il termine “DOPARIE” ha un significato duplice: si collega al termine primarie: mentre le primarie si fanno prima delle elezioni, le DOPARIE si fanno dopo elezioni, quando è maggiore lo scollamento tra politica e problemi dei cittadini; fa venire in mente il fenomeno del doping, però in questo caso si tratta di doping positivo: come il movimento del corpo fa bene al cervello, così i movimenti della società civile e la partecipazione democratica possono aiutare il Partito Democratico a governare.

 

Attraverso una DOPARIA, la coalizione (o il partito unico in questo caso il Pd) al potere potrebbe consultare i propri elettori a proposito di questioni non previste al momento della redazione del programma di governo, oppure riguardo a questioni previste dal programma ma che spaccano la coalizione (o il partito unico in questo caso il Pd). Si veda, ad esempio, la visione della legge sulla giustizia che ha spaccato la coalizione di governo. Una DOPARIA consultiva su questo tema avrebbe degli effetti sicuramente positivi: gli elettori si sentirebbero spinti a interessarsi delle questioni pubbliche e si sentirebbero finalmente coinvolti e ascoltati dai politici per le decisioni più importanti; i politici stessi riacquisterebbero una parte della fiducia degli elettori; il governo avrebbe la forza e il consenso per prendere decisioni difficili.

 

Ma le DOPARIE oltre a essere consultive, potrebbero anche essere propositive. Qualora i cittadini si accorgessero di un problema sociale per loro importante, ma assente dall’agenda politica, essi potrebbero spingere la propria coalizione di governo a indire una DOPARIA. Un esempio? Vi ricordate ll doppio cartellino dei prezzi in euro e in lire. Se ci fossero state le DOPARIE nel 2002, quando dopo il cambio lire-euro è iniziata la speculazione sui prezzi dei beni al consumo, i cittadini avrebbero potuto costringere i politici a rendere obbligatorio il doppio cartellino, con un chiaro effetto deterrente contro l’aumento sconsiderato dei prezzi. Altri esempi? L’istituzione di un salario minimo. La Tav in Val di Susa. L’innalzamento dei fondi per la ricerca scientifica e per la cultura.

 

Questo strumento di democrazia partecipativa nelle mani dei cittadini costituirebbe una continuazione ideale di movimenti e processi associativi della società civile, che sono nati, sono cresciuti dal punto di vista mediatico e poi sono sfioriti proprio per l’assenza di strumenti di partecipazione.

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