ArmataAppunti

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San Benedetto del Tronto, 2015-04-11 – Riceviamo da Tonino Armata e pubblichiamo integralmente

 

Egregio direttore

 

 

 

Da molti anni ormai Gaspari è il Sindaco di San Benedetto del Tronto. Giovanni Gaspari come tutti sanno è un esperto della città, e per questo ha sempre dichiarato di aver necessità di suggerimenti.

 

Il suo ragionamento è sempre stato fin dalla prima campagna elettorale la valorizzazione della politica per tenere la nostra città, San Benedetto del Tronto, al livello delle altre città delle Marche.

 

In una città quale la nostra, ricca (ormai si può dire) di storia e piena di gente in gamba, imprenditori e professori, studiosi e innovatori, operai e artigiani, manca notoriamente una classe dirigente, una categoria di persone, capaci di prendere in mano le sorti della città, e di guidarla. E da quando il sindaco e la sua giunta sono al governo della città, ci siamo chiesti, pieni di speranza: sono loro, un bel campione di classe dirigente? Dimostrano loro, che una classe dirigente potenziale esiste in città, possiamo affidarle, fiduciosi, le sorti della città? Sì, ce lo siamo chiesti. Ma la risposta, purtroppo, è negativa. Lo avevamo capito da tanti segnali, uno dopo l’altro.

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L’invito a partecipare all’incontro di ieri pomeriggio dal titolo “LA CITTA’ CHE CAMBIA VOLTO” Gli impegni rispettati e quelli per l’ultimo anno di mandato, è stato la prova definitiva.

 

Per oltre mezzora, con una serie di diapositive proiettate a parte, ci ha spiegato le opere fatte e messe in sicurezza (Torrente Albula, scuole ecc). Scelte certamente interessanti e apprezzabili. Ma non ci ha detto le opere non fatte, quelle che non ha potuto fare e quelle che non ha voluto fare.

 

Fra le opere non fatte ne cito qualcuna a caso: la mancata ristrutturazione dell’ex palazzina del giardiniere ubicata nel nuovo giardino Olindo Pasqualetti (ristrutturazione inserita nel programma elettorale del secondo mandato). E a proposito di sicurezza, per la disfunzione ideologica di un assessore non si è voluto recintare il nuovo giardino Olindo Pasqualetti, con la conseguenza delle orrende scritte oscene fatte da alcuni balordi sui muri della suddetta ex palazzina, sui giochi dei bambini, e gli escrementi sui muri dei bagni pubblici. Potrei andare avanti ma mi fermo qui*.

 

In queste settimane per coprire questa vergogna l’amministrazione è ricorsa alla (ri) pulitura. Ora la domanda è: quanta è costata ai cittadini sambenedettesi questi interventi di (ri) pulitura? E perché si insiste a non recintare il nuovo giardino Olindo Pasqualetti? Già a pochi giorni dalla ripulitura spuntano nuove scritte oscene sui muri dei bagni pubblici.

 

Questo comportamento indica la vera natura del nostro sindaco e della sua giunta: una natura non politica di amministratori che credono di sapere, di volta in volta quali siano i nostri problemi, e come vadano risolti; quali siano i provvedimenti giusti, quali le soluzioni, ma che purtroppo non sono in grado di risolverli.

 

Una classe dirigente (e quindi i nostri amministratori pubblici) dovrebbe essere, una categoria diversa: una categoria di persone dotate di conoscenze, di sensibilità politica; in grado non solo di individuare di volta in volta i problemi all’ordine del giorno, ma di infondere la volontà di risolverli; capace di dare la certezza che conosce la strada giusta, e che sa farsi seguire.

 

Tonino Armata

 

 

 

P.S. La nota positiva di ieri pomeriggio è stata l’omaggio a tutti i partecipanti della nuova edizione del volume “San Benedetto del Tronto – Città adriatica d’Europa” di Giuseppe Merlini edito dall’Amministrazione Comunale

 

*ndr: da Armata ci aspettavamo qualcosa di più…

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