La Dolce Vita… dov’è? *

La Dolce Vita… dov’è? *
*copyright Luciano Biondini
ROSARIO GIULIANI e LUCIANO BIONDINI QUARTETTO al CottonJazzClub di Ascoli
                             “JAZZ FROM THE MOVIES”
 
Rosario Giuliani            sax alto e soprano
Luciano Biondini           fisarmonica
Enzo Pietropaoli           contrabbasso
Marcello Di Leonardo  batteria
C=Lounge  –  17 aprile 2015  –  h 21,15 (circa)
       Ormai questo nostro affettuoso ex birrodotto C=Lounge (con quel suo esclusivo cielo di tubi di rame scuri, ohh pure stavolta l’ho detto…) è forse la seconda Casa del Jazz d’Italia, dopo quella di Roma. Altrimenti dopo la recente PRIMA romana – solo in Duo – di questo progetto italo/israeliano (“JAZZ FROM THE MOVIES” – tributo a Ennio Morricone e Nino Rota – ), Giuliani/Biondini & C. non sarebbero piombati improvvisamente al Cotton Club di Ascoli per la vera PRIMA del loro Quartetto.
       Ma figurati se Rosario e Luciano non venivano qua tra gli amici: chi gli vuole più bene? Veramente, se Biondini è di casa tanto che potrebbe tranquillamente lasciarci parcheggiata la fida fisarmonica Victoria, Giuliani pare che mancasse da 6 anni… Eh, come passa il tempo…
       E queste celebri musiche da film, chi lo direbbe che sono mediamente “vecchie” di 50 anni? No, non le avevamo dimenticate, son bastate poche battute per riconoscerle e ricantarcele dentro. Anzi, srotolandoci (alla Paolo Conte) di quei film le pellicole (La Dolce Vita, Nuovo Cinema Paradiso, La strada, 8 ½, C’era una volta in America…) ci siamo gustati il concerto come al cinema. Con Ennio Morricone e Nino Rota seduti poco più in là nella stessa fila.
       In apertura, emozioni dalla DOLCE VITA di Fellini: motivo “sacro”, universale e, proprio per la sua “facilità” orecchiabile e minimalista, difficilissimo da trattare. Perfetto già all’origine, cosa vuoi migliorare, arduo metterci le mani, fai danno. Eppure. L’assolo di Biondini, reverente e rivoluzionario, centrifuga ricordi e fotogrammi, fontane di Trevi, nere Triumph TR2, nottambule vie Veneto… Jazz di affreschi in bianco e nero, note segrete furtive e illuminanti, come flash di paparazzi.
       Giuliani e i suoi sax, che già 6 anni fa ci stupiva, oggi ci commuove come un film. Protagonista e gregario, educato e trasgressivo, quieto e trascinatore. Usa prevalentemente il sax alto, il soprano gli serve per finire i quadri, per raggiungere pensieri nascosti, per duellare e duettare meglio coi bottoni alti di madreperla della Victoria di Luciano. Tracce di Francia, in certi momenti. Ma è tutto il Quartetto che, pur in “rodaggio”, gira a meraviglia. Pietropaoli al contrabbasso, come se ne avesse due o tre e li alternasse: per produrre calore acustico con note avare di hertz, per aggredire in velocità quando serve, per tirar fuori sublimi acuti di violino, con archetto o senza. Di Leonardo alla batteria non lo conoscevo. Chapeau! Imperturbabile come un passista, preciso come un Rolex, attento alla levigatezza dei dettagli; non rimproverategli la scarsa potenza e la poca irruenza, va bene così.
       Conclude ancora con LA DOLCE VITA, il nostro quartetto perfetto (quartetto, non quartet!) emozionato come il primo giorno di scuola. Chiosando, per scherzo e anche per davvero, Luciano Biondini appare forse il più disinvolto e realista con quel suo “ah, la dolce vita… dov’è?”. Sarà per quella faccia un po’ così quell’espressione un po’ così… , sarà che lui è umbro, abituato ai capolavori, sarà che è scenografico lui stesso: oltre che una perfetta maschera da film, pare un principe uscito dai dipinti di Giotto o Piero della Francesca, basta mettergli un regale mantello, un copricapo adeguato, una lucente spada al posto della fisarmonica…
       Meglio la fisarmonica e basta.
       20 aprile 2015                           PGC    
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