Piero Celani: “Perché Spacca?”

Piero Celani: “Perché Spacca?”

Ascoli Piceno, 2015-04-23 – Perché l’accordo con Spacca? E’ la domanda che mi sento rivolgere più spesso in questi giorni di inizio campagna elettorale. E perché no si potrebbe rispondere semplicisticamente. In realtà l’accordo elettorale con Marche 2020 e con Gian Mario Spacca è il frutto di un progetto comune e condiviso. Un progetto in dieci punti di grande pragmatismo per una regione Marche sempre più protesa verso il futuro, forte ed orgogliosa della sua marchigianità caratterizzata da quello spirito imprenditoriale, voglia di lavorare, inventiva che ci hanno resi giustamente famosi in Europa. Ma anche l’occasione, storica, per riequilibrare quel rapporto invero non sempre facile in questi anni con la dominante visione ancona centrica. Nel documento che abbiamo sottoscritto nei giorni scorsi c’è una sostanziale e chiara inversione di tendenza ed una forte attenzione per il Piceno. E’ un’occasione che non esito a definire storica per un confronto importante con quel PD che vogliamo e possiamo mandare a casa.

Vogliamo, in sostanza realizzare un progetto che fonda la direzionalità e la progettualità

del PICENO con quella di Ancona, contro la sciagurata ipotesi che si passi con Ceriscioli ad

un centralismo Pesarese che per il Piceno sarebbe veramente mortale.

Mi si obietta che negli anni scorsi ho polemizzato con Spacca. E’ vero. Da sindaco di

Ascoli Piceno prima e Presidente della Provincia poi, ho avuto delle polemiche con il

Presidente della Regione Marche nel contesto del suo ruolo istituzionale. Ma mai con

l’uomo: un moderato che proviene dalla vecchia DC e con una visione della società

comune a quella che caratterizza Forza Italia.

Spacca è un uomo che viene dalla cosiddetta società civile. Non è mai stato un uomo di

apparato come lo è il candidato del PD, Ceriscioli. Anche su questo aspetto vi vorrei

invitare ad una riflessione.

Il contrasto Spacca/PD al quale stiamo assistendo in questi giorni con il balletto del ritiro

degli assessori PD, è in realtà la cartina di tornasole del vero rapporto che ha regolato la

vita politica regionale in questi anni. Da una parte il partito/governo legato alle logiche

del vecchio PCI e dall’altro chi voleva aprirsi sempre più al mondo del lavoro portando

avanti politiche innovative volte a supportare a far crescere quello spirito imprenditoriale

che può creare lavoro ed occupazione. Due visioni contrastanti che spesso sono entrate in

collisione anche bloccando la crescita della nostra regione.

Ora, come dicevo, siamo di fronte ad una occasione storica.

Possiamo mandare a casa il PD, sventando il tentativo di spostare il baricentro della

regione sempre più a nord, magari verso Pesaro, e ritrovare il giusto equilibrio per una

crescita armonica di tutto il territorio dove non vi siano cittadini di serie B.

Per il Piceno sarebbe la svolta. Una svolta auspicabile specie in questa fase così difficile

con un mondo del lavoro alle prese con una crisi durissima. Abbiamo l’occasione per

riprendere a progettare, per impostare politiche concrete per il territorio, per dare quelle

risposte che da troppi anni ormai attendiamo.

Vogliamo tornare ad essere protagonisti di oggi e di domani.

L’Istituto Piepoli ci accredita di un testa a testa col Pd e i sondaggi dicono anche che con

la Lega Nord e FdI saremmo in testa. Per questo mi rivolgo agli amici della Lega Nord e di

Fratelli d’Italia perché facciano una ulteriore riflessione sul proprio posizionamento in

questa tornata elettorale. Forza Italia non si è avvicinata al PD. L’accordo con Marche

2020 è un accordo su una comune identità progettuale. Abbiamo intenti comuni. Gli

stessi intenti che hanno sempre caratterizzato il centrodestra in tutti questi anni. Quel

centrodestra che è stato la casa comune anche degli amici della Lega e di Fratelli d’Italia.

Insieme possiamo vincere. Il PD non ha futuro.

Insieme impegnamoci in una coalizione dei moderati. Facciamo sì che il voto del 31

maggio sia un voto utile. Utile alla nostra regione.

Ing. Piero Celani

Piero Celani
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