Replica del Presidente D’Erasmo al Sindaco Castelli

Replica del Presidente D’Erasmo al Sindaco Castelli

Ascoli Piceno, 2015-04-03 – Nessuna guerra con il Comune Capoluogo, ma c’è un’azione trasparente della Provincia nell’interesse generale di tutti i Comuni per mettere in sicurezza le strade, continuare ad erogare i servizi essenziali per la comunità locale come edilizia scolastica, tutela dell’ambiente ed urbanistica, cercando di salvare l’Ente Provincia dal default e attuare nel migliore dei modi il tortuoso percorso della riforma degli enti di secondo grado, salvaguardando il territorio ed i dipendenti. In appena 5 mesi, sono state reperite risorse certe per 7 milioni di euro recuperando vecchie entrate, tra cui quelle del Patto Territoriale e, stiamo cercando con l’impegno della struttura tecnica ed amministrativa dell’Ente di recuperare ulteriori risorse ex Casmez per 8 milioni di euro e sbloccare altri fondi Anas. Senza contare la difficoltà di dare sicurezza e credibilità ad un piano di riequilibrio ereditato dalla precedente amministrazione e non certo di facile attuazione. Non sono candidato a nulla, questo impegno lo conduco esclusivamente al servizio del territorio e Agatha Christie avrebbe le prove, e non solo gli indizi, per dimostrarlo!

Della Start se ne sta occupando il nuovo Consiglio di Amministrazione e, come noto, ci sono vicende complesse al vaglio degli organi competenti. Per quanto riguarda la questione autovelox ricordo al sindaco Castelli che li ha fatti installare la precedente Giunta Celani per fare cassa e non certo il sottoscritto che ne ha ereditato la difficile gestione e ne ha sempre stigmatizzato l’utilizzo. Perché il sindaco non ha protestato in quel momento e lo fa solamente ora: non centra forse il pregiudizio politico? A causa delle clausole stringenti della convenzione non posso certo togliere i dispositivi di rilevamento dalle strade (il sindaco che ha analoghi problemi con la Saba dovrebbe comprendere!). Ma proprio per venire incontro agli automobilisti ho da subito avviato l’iniziativa che si concretizzerà presto di apporre la cartellonistica a messaggio variabile non obbligatoria in modo da aumentare la visibilità degli autovelox e quindi avvisare meglio gli utenti a tenere le andature prescritte ed evitare così le sanzioni.

E veniamo alla questione rifiuti, trascurata per anni da Celani e Castelli e che, appena insediato come Presidente della Provincia, mi sono trovato ad affrontare in piena emergenza per non lasciare l’immondizia in mezzo alla strada. Di concerto con i sindaci del territorio, con decisione assunta dall’assemblea dell’ATA, è stata individuata la soluzione economica del conferimento alla Geta. E il Comune di Ascoli ha fatto ricorso al Tar contro l’ordinanza della Provincia: chi fa dunque la guerra? Sherlock Holmes avrebbe la risposta sul colpevole!

Per quanto riguarda, infine, la strada Salaria ricordo al Sindaco Castelli che le eccezionali precipitazioni hanno aggravato ulteriormente il complesso movimento franoso da monte che interessa il tratto e che abbiamo pertanto obblighi di sicurezza e incolumità pubblica. Non per questo stiamo trascurando la questione. Anzi, oltre a liberare a più riprese la strada, abbiamo stanziato delle risorse pur in questo momento di grave emergenza finanziaria e stiamo completando i necessari rilievi tecnici e geologici indispensabili per approntare le soluzioni più idonee in stretto coordinamento con gli Enti con cui dobbiamo relazionarci in base gli obblighi di legge e sicurezza. Invito quindi il sindaco Castelli ad un impegno comune nell’interesse esclusivo della comunità locale: solo facendo squadra e remando tutti dalla stessa parte, quella dei cittadini, indipendentemente dalle appartenenze politiche si possono infatti risolvere meglio le problematiche di questo nostro territorio.

Il Presidente della Provincia

Paolo D’Erasmo  

 

Io, Paolo D’Erasmo e i dubbi di Agata Christie

 

 

Guido CastelliGuido Castelli

Ascoli Piceno – Il Presidente D’Erasmo suona la grancassa e comunica al mondo la buona novella del recupero di una somma importante, ben 2.840.000 euro, derivante da economie del “vecchio” patto per l’agricoltura e la pesca.*

Il Presidente tuttavia si scorda di aggiungere qualche piccolo dettaglio e cioè che a salvare dalla perenzione quei fondi, lo scorso luglio, fu il sottoscritto. All’inizio dell’estate 2014 appresi da fonti ministeriali che un somma di poco inferiore ai tre milioni giaceva nelle casse romane del dicastero a causa dell’avvenuta messa in liquidazione della società “Piceno Sviluppo”. Andai al Ministero e convenni con l’Ing. Martini che il Comune di Ascoli Piceno si dichiarava disponibile a curare la gestione del Patto in luogo della società in liquidazione, potendo ottenere contestualmente la disponibilità dei tre milioni che avremmo potuto utilizzare per opere infrastrutturali di interesse pubblico.

I soldi, in questo modo, sono stati salvati ma D’Erasmo – appena insediato – già nell’ottobre scorso intervenne a “gamba tesa” sulla procedura estromettendo il comune di Ascoli Piceno e sottraendo al nostro territorio la disponibilità di una somma che, nei miei intendimenti, poteva essere destinata al completamento del polo universitario, o alla la definitiva realizzazione della pista ciclopedonale Ascoli/San Benedetto.

Decisi di non polemizzare con D’Erasmo, anche perché – conoscendo le condizioni finanziarie dell’ente – ritenni preferibile mantenere un atteggiamento prudente e non farmi condizionare dal pregiudizio politico nei confronti del Presidente PD. Ora le cose sono cambiate e dopo quasi sei mesi posso dire che quel primo “sgarbo” ha tutte le caratteristiche per essere considerato una prima tessera di un mosaico anti – ascolano che si va componendo con sempre maggiore chiarezza.

Mi sbaglio ? Me lo auguro ma Agata Christie non sarebbe di questo avviso. Diceva infatti la scrittrice che “un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova”. I tre milioni del patto tolti ad Ascoli, il mancato pagamento di più di due milioni di debiti verso l’Arengo, il golpe alla Start con il ritorno in organico del vecchio direttore, il veto ingiustificato sulla sesta vasca con la discriminazione di Ascoli nella distribuzione del traffico di rifiuti verso la Geta sono le evidenze più chiare che documentano il riflesso anti-ascolano di Palazzo San Filippo. Temo che D’Erasmo, se non sarà capace di cambiare rotta optando per una condotta più pragmatica, razionale ed istituzionale, rischi di portare la provincia in testa coda, o forse in bancarotta. Di questi tempi, dopo la riforma Delrio, è impossibile governare una provincia contro il capoluogo, un capoluogo che non può essere ridotto a bancomat di Palazzo San Filippo a causa degli autovelox distribuiti come tagliole sulle strade ascolane. Ecco le strade, per esempio la strada provinciale più importante, la Salaria che da giorni è interrotta con grande pregiudizio per tutti. Quell’interruzione è figlia della politica antiascolana di D’Erasmo ? Non lo so, non credo ma c’è un solo modo di dimostrarlo. Toglierla alla svelta e ridare una dimensione civile al transito lungo la Salaria. I soldi ci sono, sono proprio quei residui recuperati dal sottoscritto e requisiti da D’Erasmo. Potrebbe essere una prima tangibile risposta ai dubbi di Agata Christie.

 

*Delegazione del Mise in Provincia

Sbloccati i fondi del Patto dell’Agricoltura

 

L’Amministrazione provinciale ha conseguito oggi un importante traguardo per il Piceno: il Ministero dello Sviluppo Economico ha infatti sbloccato ben 2 milioni e 840 mila di euro di vecchi fondi del Patto territoriale per “l’Agricoltura e la Pesca di Ascoli Piceno” grazie alla tenace azione del Presidente Paolo D’Erasmo che, fin dal suo insediamento, ha lavorato con grande impegno con tutta la struttura tecnica dell’Ente per recuperare queste somme giacenti da 15 anni nelle casse del Ministero e finora mai utilizzate.

Certamente è stato conseguito un obiettivo di grande rilevanza per il nostro territorio – ha dichiarato il Presidente D’Erasmo – recuperando risorse notevoli che costituiscono una vera e propria boccata d’ossigeno per il Bilancio dell’Ente, che abbiamo voluto destinare ad investimenti strategici per le imprese di questo territorio favorendone la mobilità infrastrutturale, ma che sono assolutamente insufficienti, rappresentando appena il 10% di tutti gli interventi di manutenzione straordinaria di cui necessità la rete viaria provinciale e per i quali l’Amministrazione Provinciale è impegnata a trovare le risorse”.

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