La città ricorda la sua “rinascita” democratica

La città ricorda la sua “rinascita” democratica

In sala consiliare la cerimonia per il 71° anniversario della liberazione in cui si festeggiano anche i nuovi cittadini italiani

 

San Benedetto del Tronto, 19-06-2015 – Con una cerimonia tenutasi giovedì 18 giugno, nella sala Consiliare del Municipio, è stato celebrato il 71esimo anniversario della Liberazione della Città di San Benedetto del Tronto dal giogo nazifascista avvenuta nella notte tra il 18 e il 19 giugno 1944 e la Giornata dei nuovi cittadini.

 

Erano presenti, oltre al Sindaco Giovanni Gaspari, il vicepresidente della Provincia di Ascoli Piceno Silvano Evangelisti e il consigliere regionale Peppe Giorgini, autorità civili e militari e cittadini.

 

Nel suo saluto, il Sindaco ha ricordato l’importanza delle date fondamentali per la storia del Paese e della Città e il lavoro che in questi anni il Comune ha svolto per tenere viva la memoria del nostro passato. Ha poi ricollegato le vicende della Liberazione alla realtà odierna, fatta di intere popolazioni che, esattamente come fecero gli italiani 70 anni fa, lottano per un futuro lontano da guerra, paura e disperazione. “Solo con una forte politica comune – ha spiegato Gaspari – da parte di quei Paesi che allora sperimentarono sulla loro pelle che cosa vuol dire soffrire è possibile trovare una soluzione ad un problema così grande. Se gli italiani fossero stati lasciati soli dagli alleati, forse oggi leggeremmo un’altra storia”.

 

Prima della proiezione, uno dei tre autori del documentario “Quando vedemmo le fortezze volanti” Matteo Troli (gli altri sono Nadia Mazzarella e Lorenzo Olivieri) ha raccontato come è stata costruita la sequenza di testimonianze rese dagli studiosi Gabriele Cavezzi e Pietro Merlettini, il padre sacramentino Giuseppe Crocetti, Giuliano Chiavaroli e Antonio Bruni dell’Anpi locale, il partigiano Luigi Melonari e Harry Shindler ex militare inglese e cittadino onorario di San Benedetto.

“Essendo giovane – ha raccontato Troli – ovviamente non avevo memoria di questi fatti ma nemmeno potevo immaginare che San Benedetto avesse vissuto episodi così importanti nell’ambito delle vicende belliche. Per me è stata una occasione di crescita umana e professionale”.

 

La seconda parte della cerimonia è stata incentrata sulla testimonianza di Naoures Boussoffara, giovane nata in Italia da genitori tunisini. Nella sua storia (il papà che negli anni ‘80 lascia la Tunisia per svolgere la professione di comandante di pescherecci a Mazara del Vallo, il trasferimento nel Piceno, la sua nascita e quella dei suoi fratelli in Italia) è stata riassunta quella di tante persone che, provenienti da ogni parte del mondo, hanno cercato e trovato in Italia un futuro.

 

“In casa parliamo arabo – ha raccontato Naoures – ma ci sentiamo pienamente italiani. Conosco e scrivo la lingua della mia famiglia, sono geometra e, come tanti miei coetanei, spero vivamente che questo Paese ci dia l’opportunità di mostrare il nostro valore”.

 

A lei, in rappresentanza di tutti i nuovi cittadini italiani, le autorità hanno consegnato una copia della Costituzione Italiana.

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