Profughi, Acli: “Il Piceno dia prova di solidarietà”

Profughi, Acli: “Il Piceno dia prova di solidarietà”

Ascoli Piceno – Le Acli in prima linea per l’accoglienza e l’integrazione dei migranti «È un attentato alla vita lasciar morire i nostri fratelli sui barconi nel canale di Sicilia»: queste le parole pronunciate recentemente da Papa Francesco in merito alla gravissima crisi umanitaria che si sta consumando nel Mediterraneo.
A queste parole si uniscono le Acli provinciali di Ascoli Piceno che esprimono un forte dissenso nei confronti di quei politici che con le loro dichiarazioni e comportamenti contrastano una politica di accoglienza e solidarietà a favore dei profughi provenienti da Paesi devastati da miseria, fame e guerra.
Le Acli di Ascoli Piceno, già da anni impegnate nel territorio attraverso attività di integrazione, ritengono che in questo momento di emergenza umanitaria sia ancora più importante dare il proprio contributo per la costruzione di percorsi di conoscenza che favoriscano la reciproca accoglienza.
Per questo motivo sono disponibili a realizzare, con il contributo dei richiedenti protezione internazionale, attività di volontariato di utilità sociale per iniziative di carattere sociale, ambientale e culturale, in particolare con quei comuni che hanno preso impegni concreti per l’integrazione, siglando con la Prefettura di Ascoli Piceno l’apposito “protocollo di intesa per lo svolgimento di attività di volontariato da parte dei migranti”.
«Inoltre – afferma Claudio Bachetti, presidente delle Acli provinciali di Ascoli Piceno – sarebbe
opportuno utilizzare un linguaggio più corretto e chiamare le cose e le persone con il giusto nome,
soprattutto da parte di chi, con troppa superficialità o addirittura in malafede, associa gli immigrati a
clandestini e delinquenti».
«È importante sottolineare – aggiunge Claudio Bachetti – che gli immigrati accolti nelle nostre strutture
sono richiedenti asilo politico perché fuggono da guerre e persecuzioni, e il loro diritto a godere della
protezione è sancito dall’art. 14 della Carta dei Diritti Umani. Per questo è quanto mai urgente porre in
essere, anche a livello locale, politiche di accoglienza e di integrazione coerenti e strutturate, anche con
il fondamentale supporto del mondo non profit».
«Un’ultima considerazione – conclude Claudio Bachetti – merita il concetto di accoglienza che è
splendidamente riassunto nel Vangelo di Matteo e che andrebbe ricordato a quanti, politici e non, dicono
di essere cristiani: “ho avuto fame e mi avete dato da mangiare […] ero straniero e mi avete
accolto, nudo e mi avete vestito” (cfr. Mt 25,31-46). Questo significa che saremo giudicati non in base
alla fede che diciamo di professare, ma ai gesti concreti di solidarietà che avremo fatto o non fatto verso
il prossimo».

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