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A Futura accade l’incredibile

di | in: Cultura e Spettacoli

Futura Festival

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Rampini spiega l’economia con le canzoni dei Beatles e Mirabella vuole salvare il congiuntivo dall’estinzione
A Civitanova Alta, nuovo successo per la seconda serata del Festival diretto da Troli

 

Civitanova 26/07/2015 – Cosa c’entrano Yesterday, Here comes the sun e Eleanor Rigby con la crisi e la recessione?

L’economia e la matematica non sono più noiose se spiegate da Federico Rampini che sabato sera ha tenuto a battesimo la seconda delle serate di Futura Festival, con una lectio accessibile anche a coloro che odiano numeri e teorie. Perché di economia si può parlare anche in modo meno astruso e noioso di quanto non si senta nei tg o si legga sui giornali: “Stanno cercando di far diventare l’economia una religione esoterica solo per sciamani, usare i Beatles è tentare un approccio di spiegazione attraverso l’arte e la musica, è un atto d’amore verso questa disciplina”.


Lo scrittore, studioso e giornalista che ormai da numerosi anni vive a New York porta sul palco di Futura un dibattito articolato che lascia incollato l’ascoltatore sulla sedia per quasi due ore, spaziando dal mondo delle start up americane all’analfabetismo scientifico italiano, dalle grandi rivoluzioni della globalizzazione e della tecnologia fino a sfiorare tematiche sociali come l’immigrazione.

E se i Beatles vengono sdoganati per parlare di economia, un istrionico Michele Mirabella dispensa risate intelligenti con quell’ironia un po’ caustica, un po’ vecchio stile che affascina e diverte. Già nell’esordio: “Abbassate le luci su di me. Non sono una bella soubrette e alzatele sul pubblico, così sono certo che non si addormentino”. Scherza il professore che, partendo da “Cantami o mouse”, elabora sempre sul filo del doppio senso un percorso inedito di smitizzazione, denso però di amore verso il mito greco e gli dei. Un modo per riavvicinare con divagazioni accademiche, espedienti retorici e leggerezza dell’eloquio il pubblico ad un mondo che tende a scomparire, sommerso da innovazione e perché no, anche ignoranza: “i congiuntivi sono rimasti in 11, li teniamo in una teca per farli riprodurre” – afferma ironizzando sull’ignoranza della classe dirigente. E poi aneddoti, come quella volta che Woody Allen gli rubò una battuta a casa di Renzo Arbore o il monologo sul turpiloquio, non tanto la parolaccia in sé che potrebbe anche venir sdoganata, quanto piuttosto la violenza verso la lingua italiana.

 

E se la lingua italiana è stata protagonista nel primo week end che ha ospitato, fra gli altri, anche lo storico e critico letterario Giulio Ferroni, autore di manuali di letteratura che hanno formato generazioni e generazioni di studenti, non è mancato l’apprezzamento per i laboratori scientifici, tutti sempre partecipatissimi con bambini e genitori alla scoperta di tecnologia ed esperimenti. Dai droni fino ai percorsi in 3D, i collaboratori scientifici del festival (Unicam, istituto scolastico Sant’Agostino, Alpha Gemini e Festival di Foligno) hanno contribuito ad incrementare la curiosità di grandi e piccini e ridurre il gap scientifico con pillole di lezioni molto coinvolgenti.

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26 Luglio 2015 alle 17:20 | Scrivi all'autore | | |

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