Civitanova ascolta la lezione di David Grossman

Civitanova ascolta la lezione di David Grossman

L’autore israeliano sorprende il pubblico di Futura e legge in ebraico un pezzo del suo ultimo libro. Chiusura del suo intervento con una riflessione su Israele e la Palestina: “Manca il coraggio”

 

Civitanova 27/07/2015 – “È il libro che sceglie di leggerti, non sei tu che leggi il libro”. Pacato, paziente, profondo. Con David Grossman, la grande letteratura internazionale fa tappa a Futura. È l’autore israeliano che ha chiuso fra “applausi a scena piena” e non “vuota” (il titolo del suo ultimo romanzo) il primo week end del Festival diretto da Gino Troli. Lo scrittore è giunto da Tel Aviv appositamente per la manifestazione civitanovese, unica presenza in Europa durante l’estate. Un pubblico eterogeneo da tutta la Regione è accorso per ascoltare la saggezza, l’ironia e la profondità di un uomo, testimone del suo tempo, capace di raccontare e raccontarsi attraverso le parole.

Tradotto magistralmente da Paolo Maria Noseda, interprete di “Che tempo che fa”, Grossman si è dimostrato generoso nel donarsi al pubblico, regalando anche un momento lirico di grande atmosfera, leggendo in ebraico una parte del suo libro: “non credo che in questa piazza si abbia avuto spesso l’occasione di una lettura in ebraico”. E la platea ascolta in un silenzio quasi religioso. Due ore di racconto con l’intervista di Filippo La Porta che porta l’autore a parlare del legame fra comico e tragico, della situazione politica fra Israele e Palestina (“Ci vuole coraggio per cambiare le cose, ma non lo vedo nei nostri governatori”), sulla lingua ebraica, sulla lettura e perfino sulle barzellete. “C’è sempre un legame fra comico e tragico – commenta Grossman chiamato a parlare del suo ultimo libro che ha come protagonista un comico di stand up comedy – è quel qualcosa che ci tocca e che ci fa capire della nostra vita ciò che ci era rimasto nascosto fino a quel momento. Nella maggior parte dei casi capita di vivere una tragedia, lo è certamente la Shoa, ma anche situazione più private. Tuttavia gli esseri umani, pure in situazioni tragiche riescono a ritrovare la capacità di sorridere. Non si lasciano soggiogare dalla tragedia e non lasciano che la tragedia li definisca come esseri umani”.

Profondo anche il suo legame con la lingua ebraica: “sono felice di leggere in questa piazza la lingua ebraica, suppongo sia raro che riecheggi per queste vie. È una lingua antica più di 4000 anni”.  E infine il rapporto con la lettura: “quando mi piace un libro è come se trovassi un luogo dove ho sempre voglia di tornarci. Sospendere la lettura è come aver lasciato un luogo verso il quale vuoi tornare, come se i personaggi chiedessero a te di ricondurli alla vita. Un buon libro ti legge e riesce a dare un nome a quelle intime cellule di noi che sono mute”. Un invito alla lettura che è stato colto dai presenti, in fila per un’ora per acquistare una copia dell’ultimo romanzo o per farsi un autografo e una foto con lo scrittore.

Gli appuntamenti di Futura riprendono mercoledì 29 luglio, restano aperte tutti i giorni, dalle 18, le tre mostre a San Francesco e Sant’Agostino.

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