Depurazione, ancora troppi deficit nelle Marche

Depurazione, ancora troppi deficit nelle Marche

Dei dodici punti monitorati, dieci presentavano cariche batteriche elevate

 Legambiente:  “Non si può perdere altro tempo: ora sono arrivo anche i fondi per realizzare le opere. La Regione Marche detti la svolta per tutelare una delle principali risorse di questa regione”

 

Ancona, 2015-07-04 – Foci di fiumi, torrenti e fossi continuano a immettere in mare scarichi non adeguatamente depurati. Ben dieci punti, su dodici monitorati dai tecnici di Legambiente lungo i 180 chilometri di costa marchigiana, hanno  evidenziato una carica batterica elevata. Per nove il giudizio di Goletta Verde è addirittura di “fortemente inquinato”. E se è vero che la pioggia registrata nei giorni precedenti i monitoraggi può aver influito sulla qualità delle acque, gli eventi metereologici non possono essere un alibi dal momento che il deficit depurativo di questa regione è ben noto, viste anche le salate multe in arrivo dall’Ue e i dati Istat che certificano una poca lusinghiera percentuale del 51% di reflui urbani che non viene trattata adeguatamente. Da Goletta Verde arriva quindi l’appello a Regione e amministrazioni comunali, sia dei centri costieri che dell’entroterra, affinché si attivino immediatamente per risolvere inefficienze denunciate da anni, anche grazie ai fondi già disponibili,  per non compromettere una delle principali risorse di questo territorio.

È questa la fotografia scattata dalla storica campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio ed all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane – realizzata anche grazie al contributo del COOU, Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati –  e presentata questa mattina ad Ancona da Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente e Francesca Pulcini, presidentessa di Legambiente Marche, alla presenza di Paola Tombolesi, responsabile Servizio Acque dell’Arpam.

“Quello della depurazione è un problema che affligge tutta la penisola. Sono passati dieci anni dal termine ultimo che l’Unione Europea ci aveva imposto per mettere a norma i sistemi fognari e depurativi, ma piuttosto di agire non abbiamo fatto altro che collezionare multe – dichiara Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente. È per questa battaglia di civiltà che il monitoraggio di Goletta Verde è incentrato proprio su tratti di mare a maggior rischio di inquinamento legato a mancata o insufficiente depurazione, come le zone in prossimità di foci di fiumi e canali, anche se, talvolta, queste ultime sono considerate vietate alla balneazione. Il nostro fine è quindi diverso da quello delle autorità preposte, alle quali non vogliamo sostituirci. Pur non assegnando patenti di balneabilità è evidente che la fotografia scattata da Goletta Verde raffigura una regione in evidente difficoltà sul fronte della depurazione. Per questo è ormai indispensabile che la Regione Marche affronti la sfida della depurazione con urgenza e determinazione”.

A pagare l’immobilismo delle istituzioni, quando siamo prossimi ormai alla terza sentenza di condanna prevista per gennaio 2016, saranno i cittadini.  Secondo il rapporto della Struttura di missione contro il dissesto idrogeologico e lo sviluppo delle infrastrutture idriche, la multa in arrivo per le Marche sarà di circa 11 milioni di euro pari a 7,1 euro per ogni cittadino. La nuova procedura di infrazione contro l’Italia arrivata lo scorso anno, coinvolge anche 46 agglomerati urbani marchigiani nei quali sono state riscontrate “anomalie” circa il trattamento dei reflui. Problemi che non riguardano solo i comuni costieri ma anche quelli dell’entroterra.

“I giorni che hanno preceduto i campionamenti sono stati caratterizzati da intense piogge e questo può avere influito sulla qualità delle acque campionate – spiega Francesca Pulcini, presidente di Legambiente Marche -. Le condizioni meteorologiche non possono però essere un alibi al quale appellarsi per nascondere i problemi. È inoltre opportuno sottolineare come, in molti punti analizzati, pur in prossimità di foci, i nostri tecnici hanno segnalato la presenza di bagnanti e l’assenza di cartelli informativi sulla qualità delle acque che da quest’anno dovrebbero essere obbligatori secondo la legge. Oggi c’è la possibilità di cambiare rotta. Il Governo ha già messo a disposizione 10 milioni e mezzo per tre importanti interventi che ricadono negli agglomerati di Pesaro e Urbino. Altri 49 milioni e 600mila euro risultano tra i finanziamenti disponibili in arrivo dal Cipe. Mancano all’appello ancora circa 140milioni di euro per raggiungere la quota di 195milioni prevista per il costo totale delle opere regionali da realizzare, ma è importante non sprecare le risorse che stanno per arrivare. La Regione Marche è chiamata a dimostrare, proprio a partire dall’emergenza depurativa, una nuova visione di sviluppo per questo territorio, attento alle sue risorse e che punti sulla sostenibilità ambientale per rilanciare l’economia”.

 

Ad essere risultati “fortemente inquinati” sono stati i prelievi effettuati alla foce del fiume Tavollo a Gabicce Mare in provincia di Pesaro al confine con il comune di Cattolica in Emilia Romagna; alla foce del fiume Arzilla a Fano; alla foce del canale stazione Torrette di Ancona; alla foce del fiume Musone tra i comuni di Porto Recanati e Numana; alla foce del fosso Asola al confine tra comuni di Potenza Picena e  Civitanova Marche; alla foce del torrente Valloscura tra i comuni di Porto San Giorgio e Fermo; alla foce del torrente Tesino a Grottammare; alla foce del torrente Albula a San Benedetto del Tronto. Due i prelievi effettuati invece a Senigallia, nella zona Ponte Rosso, sul lungomare Dante Alighieri. Fortemente inquinato è risultato il prelievo effettuato nelle acque del canale di scolo che porta dritto alla spiaggia. L’altro prelievo è stato effettuato poco distante – a mare a cinque metri dalla battigia, di fronte la foce dello stesso canale – e la carica batterica è risultata contenuta nei limiti di legge. Un esempio che testimonia come molto spesso, grazie alla capacità di “diluizione” del mare i prelievi effettuati possono risultare in regola con i limiti imposti dalla normativa, ma a pochi metri gli stessi bagnanti senza saperlo si ritrovano a contatto con acque fortemente inquinate che si immettono direttamente in mare. Giudizio di inquinato, inoltre, per il punto di prelievo sulla spiaggia, nei pressi della foce del Fosso del Palo, a Porto Sant’Elpido. Infine, l’altro campionamento che non ha registrato superamenti della soglia del carico batterico consentito è stato quello di Cupra Marittima, eseguito in spiaggia, in prossimità della foce del torrente Menocchia.

I prelievi e le analisi di Goletta Verde sono stati eseguiti dal laboratorio mobile di Legambiente tra il 15 e il 16 giugno scorso. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, Escherichia coli) e abbiamo considerato come “inquinati” i risultati che superano i valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli che superano di più del doppio tali valori.

 

Tra i fattori inquinanti, troppo spesso sottovalutati, c’è anche il corretto smaltimento degli olii esausti. Proprio per questo anche quest’anno il Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati è main partner della storica campagna estiva di Legambiente. Attivo da 31 anni, il COOU garantisce la raccolta degli oli lubrificanti usati su tutto il territorio nazionale, che vengono poi avviati al recupero. L’olio usato – che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli – è un rifiuto pericoloso per la salute e per l’ambiente che deve essere smaltito correttamente: 4 chili di olio usato, il cambio di un’auto, se versati in acqua inquinano una superficie grande come sei piscine olimpiche. A contatto con l’acqua, l’olio lubrificante usato crea una patina sottile che impedisce alla flora e alla fauna sottostante di respirare. “La difesa dell’ambiente, in particolare del mare e dei laghi, rappresenta uno dei capisaldi della nostra azione”, spiega il presidente del COOU Paolo Tomasi. L’operato del Consorzio con la sua filiera non evita solo una potenziale dispersione nell’ambiente di un rifiuto pericoloso, ma lo trasforma in una preziosa risorsa per l’economia del Paese.

I RISULTATI DELLE ANALISI DI GOLETTA VERDE NELLE MARCHE*

 *prelievi effettuati tra il 15 e 16 giugno 2015

PROVINCIA

COMUNE

LOCALITÀ

PUNTO

GIUDIZIO

Pesaro-Urbino Gabicce Mare / Cattolica Foce fiume Tavollo – Via del Porto FORTEMENTE INQUINATO
Pesaro-Urbino Fano Foce torrente Arzilla FORTEMENTE INQUINATO
Ancona Senigallia Zona Ponte Rosso Canale di scolo su spiaggia lungomare Dante Alighieri FORTEMENTE INQUINATO
Ancona Senigallia Zona Ponte Rosso Spiaggia lato canale di scolo lungomare Dante Alighieri ENTRO I LIMITI
Ancona Ancona Foce canale stazione Torrette FORTEMENTE INQUINATO
Macerata Porto Recanati/Numana Foce fiume Musone FORTEMENTE INQUINATO
Macerata Civitanova Marche/Potenza Picena Foce Fosso Asola FORTEMENTE INQUINATO
Fermo Porto Sant’Elpidio Spiaggia presso foce Fosso del Palo INQUINATO
Fermo Porto San Giorgio/Fermo Foce torrente Valloscura FORTEMENTE INQUINATO
Ascoli Piceno Cupra Marittima Spiaggia presso foce torrente Menocchia ENTRO I LIMITI
Ascoli Piceno Grottammare Foce torrente Tesino FORTEMENTE INQUINATO
Ascoli Piceno San Benedetto del Tronto Foce torrente Albula FORTEMENTE INQUINATO

 

Il Monitoraggio scientifico

I prelievi e le analisi di Goletta Verde vengono eseguiti dal laboratorio mobile di Legambiente che anticipa il viaggio dell’imbarcazione a bordo di un laboratorio mobile attrezzato. I campioni per le analisi microbiologiche sono prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero, fino al momento dell’analisi, che avviene nel laboratorio mobile lo stesso giorno di campionamento o comunque entro le 24 ore dal prelievo. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, escherichia coli) e chimico-fisici (temperatura dell’acqua, pH, ossigeno disciolto, conducibilità / salinità). Le analisi chimiche vengono effettuate direttamente in situ con l’ausilio di strumentazione da campo.

Il numero dei campionamenti effettuati viene definito in proporzione ai chilometri di costa di ogni regione.

 

LEGENDA

Facendo riferimento ai valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) i giudizi si esprimono sulla base dello schema seguente:

INQUINATO = Enterococchi intestinali maggiori di 200 UFC/100 ml e/o Escherichia Coli maggiori di 500 UFC/100ml

FORTEMENTE INQUINATO = Enterococchi intestinali maggiori di 400 UFC/100 ml e/o Escherichia Coli maggiori di 1000 UFC/100 ml

 

Su www.legambiente.it/golettaverde sezione Analisi è possibile visualizzare la mappa interattiva del monitoraggio, con i punti di campionamento e i risultati delle analisi.

 

Goletta Verde è una campagna di Legambiente

Main partner: COOU – Partner tecnici: Hach, Novamont, Nau! – Media partner: La Nuova Ecologia, Rinnovabili.it

Ufficio stampa Goletta Verde: Luigi Colombo – 347/4126421stampa.golettaverde@legambiente.it

Segui il viaggio di Goletta Verde sul sito www.legambiente.it/golettaverde

sul blog http://golettaverdediariodibordo.blogautore.repubblicae su www.facebook.com/golettaverde

Dati Goletta Verde di Legambiente: la Ciip chiarisce

CiipCiip

Ascoli Piceno – Con riferimento agli articoli apparsi sulla stampa Locale, Regionale e Nazionale nei giorni 4 e 5 Luglio 2015 riguardanti uno studio della Goletta Verde di Legambiente da cui risultano “fortemente inquinate” le Foci del Torrente Valloscura, del torrente Albula e del torrente Tesino, la CIIP spa chiarisce che, dagli autocontrolli interni effettuati, anche di concerto con l’Arpam, nel mese di Giugno 2015 nei punti in uscita ai depuratori di Fermo, San Benedetto del Tronto e Grottammare, non risultano NON CONFORMITA’ rispetto ai parametri stabiliti dalla normativa vigente (Decreto n. 152/2006).

Inoltre si precisa che tutti i Comuni citati hanno ottenuto la Bandiera Blu, un eccellente riconoscimento che conferma l’efficienza e la funzionalità degli impianti di depurazione gestiti dalla CIIP spa all’interno del territorio Fermano e Piceno.

Corre l’obbligo di precisare questi aspetti per evitare ingiustificati allarmismi da parte dei bagnanti e degli operatori balneari e ribadire la corretta operatività di questa Azienda in collaborazione con i 59 Comuni che ne fanno parte.

 

 

Il Presidente

f.to Giacinto Alati

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