dalla Regione Marche

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2015-08-11

RIORDINO DELLE FUNZIONI DELLE PROVINCE: AL VIA LA FASE DI ATTUAZIONE DELLA LEGGE

Ha preso avvio l’attività di riordino delle funzioni delle Province. Con un recente provvedimento, la giunta regionale ha approvato, infatti, il riordino degli enti di area vasta, come previsto dalla legge regionale 13/2015 e dalla legge 56/2014 (c.d. Riforma Delrio). Più in particolare, la deliberazione approvata nell’ultima seduta della giunta regionale, disciplina le modalità di trasmissione alla Regione, da parte delle Province, dei dati e delle informazioni necessarie per garantire il trasferimento delle funzioni e delle risorse correlate.

“Malgrado le obiettive difficoltà derivanti dai tagli finanziari apportati con la legge 190/2014 e con varie altre leggi statali – ha spiegato l’assessore regionale al Bilancio e  agli Enti locali, Fabrizio Cesetti – la Regione Marche è una delle poche che sono riuscite ad approvare una legge e a disciplinarne l’attuazione, anche anticipando i provvedimenti sollecitatori del Governo, grazie allo spirito costruttivo che caratterizza l’attività di concertazione con le Province, all’interno dell’Osservatorio regionale e con le Organizzazioni sindacali, nel Tavolo delle Autonomie locali. Tutti i passaggi dell’iter disciplinato dalla deliberazione saranno affrontati garantendo la massima partecipazione delle Amministrazioni Provinciali e delle Organizzazioni sindacali, nella consapevolezza che solo da un profondo rinnovamento organizzativo condiviso potrà discendere la garanzia dei servizi primari per i cittadini, a partire dalla manutenzione stradale e dai servizi scolastici, senza compromettere i livelli occupazionali”.

La documentazione che perverrà dalle Province, entro il termine del 15 ottobre 2015 (i dati relativi al personale dovranno invece pervenire entro il 20 settembre 2015), sarà esaminata da un gruppo di lavoro tecnico nominato dalla Giunta regionale, che dovrà presentare gli schemi di proposte deliberative per l’effettivo trasferimento alla Regione delle funzioni provinciali, individuate come non fondamentali, nella legge regionale.

 

Il Piano di Sviluppo Rurale è stato trasmesso all’Assemblea legislativa per la definitiva approvazione, dopo il sì della Commissione Europea

 

Il vicepresidente Anna Casini: “E’ necessario approvare il PSR in tempi rapidi per poter predisporre i bandi regionali e dare risposte agli operatori.”  

 

Dopo l’approvazione del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 da parte della Commissione Europea,si passa ora alla fase della definitiva approvazione da parte dell’Assemblea Legislativa delle Marche. Pochi giorni fa, infatti, la giunta regionale ha adottato la deliberazione per la trasmissione del PSR all’esame dell’Aula. “Occorre imprimere un’accelerazione – spiega il vicepresidente e assessore all’ Agricoltura, Anna Casini – all’approvazione da parte del Consiglio regionale del testo concordato con Bruxelles dopo lunga trattativa. Si tratta, infatti, di predisporre nel più breve tempo possibile i bandi regionali per dare risposte rapide agli operatori. Come ricordato dal presidente Ceriscioli, sono risorse importanti che consentono di programmare lo sviluppo delle Marche nel prossimo settennio e rappresentano un’opportunità da valorizzare, con una progettualità orientata alla crescita dei territori.”

Le Marche – insieme a Emilia Romagna, Veneto, Provincia autonoma di Bolzano, Toscana, Lombardia, Umbria e Molise – saranno tra le prime regioni ad avere disponibili i fondi Feasr (Fondo agricolo europeo per lo sviluppo rurale) per il proprio territorio: si tratta di 538 milioni di risorse pubbliche da utilizzare entro il 2020. “Abbiamo raggiunto un risultato particolarmente positivo – ha aggiunto Anna Casini – che è necessario  mettere a frutto in tempi rapidi per non   annullare il risparmio di tempo ottenuto grazie ad un proficuo lavoro di negoziato con gli uffici della Commissione, lavoro che ha consentito alla Regione Marche, in pochi mesi, di risolvere le questioni sospese.” Come si ricorderà le risorse del PSR Marche sono così distribuite: oltre 211 milioni di euro sono indirizzati alla competitività delle aziende agricole e alle filiere alimentari, quasi 218 milioni di euro alla tutela delle risorse ambientali e degli ecosistemi, a promuovere l’adattamento al cambiamento climatico, alla prevenzione e la gestione dei rischi, quasi 95 milioni all’inclusione sociale e allo sviluppo economico delle aree rurali. Di particolare rilievo il sostegno al ricambio generazionale, con un premio che va dai 50.000 ai 70.000 euro assegnato ai giovani che si insediano per la prima volta in un’azienda agricola, cui viene offerta anche l’opportunità di accedere, in via privilegiata, a un “pacchetto” di altre misure. Un notevole rilievo, anche finanziario, viene assegnato al sostegno all’agricoltura biologica che, attraverso la misura 11, può contare su 80 milioni di euro. Attenzione, nell’ambito della tutela dell’ambiente, viene assegnata anche alla salvaguardia del suolo e alla prevenzione del dissesto idrogeologico e delle alluvioni, con l’attivazione di interventi integrati su scala territoriale, denominati “accordi agroambientali d’area”.  Per quanto riguarda lo sviluppo economico delle aree rurali (interventi Leader), una peculiarità del programma regionale è l’importanza assegnata alla programmazione effettuata dagli enti locali che potranno attivare, attraverso Progetti integrati locali, azioni nell’ambito del turismo, della cultura, dei beni ambientali, dei servizi, dei prodotti tipici. Da segnalare anche le risorse destinate allo sviluppo della banda ultra larga: 22 milioni di euro destinati ai comuni delle aree rurali in digital divide.

 

 

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