dalla Regione Marche

dalla Regione Marche

09 set 2015
ASSESSORE BRAVI: “L’IMPORTANZA DELLA FORMAZIONE PER RACCORDARE ISTRUZIONE E LAVORO”.

A Pesaro prima tappa del progetto VA.LI.CO. Grande interesse della platea nella Sala del Consiglio della Provincia di Pesaro dove si è svolto il seminario informativo del progetto VA.LI.CO. (validazione libretto competenze), riguardante il processo di implementazione del nuovo servizio “Libretto formativo del cittadino” in grado di offrire un nuovo strumento ai cittadini per il riconoscimento di competenze acquisite in contesti informali e non-formali. Il progetto è stato avviato nel 2013 ed è rivolto a tutti gli operatori del sistema di istruzione, formazione professionale e lavoro delle Marche. A portare i saluti della Giunta regionale l’assessore alla Formazione, Loretta Bravi, che ha sottolineato la valenza del progetto “perché segue le direttive legislative che hanno previsto la riforma del mercato del lavoro, l’accordo sull’apprendimento permanente e le linee guida sull’orientamento”. La Bravi durante il suo intervento ha espresso però qualche preoccupazione. In particolare, la “ricaduta effettiva del progetto, il monitoraggio delle opportunità reali dello stesso e il ruolo della Regione nel periodo di transizione delle Province”. Nel contempo, ha sottolineato l’importanza della formazione, quale delega a lei assegnata, “perché in grado di raccordare l’istruzione e il lavoro”. “Per gestire le politiche attive del lavoro e della formazione – ha concluso l’assessore – è necessario ripartire dai giovani educandoli a saper portare ed esibire le proprie competenze. A questo serve il libretto formativo del cittadino”. Le prossime tappe dei seminari si svolgeranno ad Ancona domani (10 settembre), ad Ascoli il 23, a Fermo il 24 e a Macerata il 30 settembre.

INCONTRO AL MIT SULLA FANO – GROSSETO.

Si è tenuto stamane al Mit un incontro tra il vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Riccardo Nencini, il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, l’assessore ai lavori Pubblici infrastrutture e Trasporti della Regione Umbria Giuseppe Chianella, i tecnici di Anas e il presidente di ‘Centralia’ Guido Perosino sulla Fano-Grosseto. Dopo che Anas ha escluso che il contratto disponibilità possa essere utilizzato dalla società pubblica di progetto per l’affidamento della realizzazione e gestione dell’opera ed essendo contestualmente venuto meno un contraente generale che si era promosso come soggetto promotore, si è convenuto di lavorare con urgenza, trattandosi di opera prioritaria e strategica per l’Italia centrale, sulla revisione della progettazione della Fano-Grosseto per rendere l’opera realizzabile nei tempi più brevi possibili. L’investimento previsto, per il nuovo tracciato, è di circa un miliardo e prevede: interventi di ammodernamento del tratto, limitando al massimo la realizzazione di nuove infrastrutture viarie impattanti per il territorio e il compimento con raddoppio della galleria della Guinza. La progettazione, affidata ad Anas, sarà pronta entro l’anno e verrà inserita nel piano quinquennale Mit-Anas 2016 2020 con realizzazione prevista entro il 2020.Nel corso della riunione di questa mattina si è anche istituito un tavolo tecnico con le Regioni coinvolte, ministero e Anas per la redazione di un accordo di programma quadro che prenda in esame non solo questa direttrice ma anche tutte le opere viarie per l’efficientamento delle stesse.

 

Export Marche 2014, i dati Ice elaborati dalla Regione: +7,5%, 12 miliardi di vendite

 

Dati Export _ un momento dell'incontroDati Export _ un momento dell’incontro

Bora: “Riscontri positivi ma occorre fare di più. Strategia unica e condivisa per l’internazionalizzazione”

 

Ancona, 2015-09-09 – Lo spunto è rappresentato dai dati Ice relativi all’export marchigiano, cresciuto del 7,5% nel 2014 e con oltre 12 miliardi di euro di vendite all’estero, ma l’obiettivo è quello di rilanciare le politiche dell’internazionalizzazione della Regione, ampliando i mercati di sbocco e il coinvolgimento delle imprese nella predisposizione delle strategie. Con una novità per il prossimo anno: la realizzazione di un’Agenzia unica per lo sviluppo regionale costruita attorno ai pilastri dell’innovazione, dell’internazionalizzazione e dell’europrogettazione. Sono le conclusione della conferenza stampa indetta dall’assessora all’Internazionalizzazione Manuela Bora, alla quale hanno partecipato il prorettore dell’Università Politecnica delle Marche, Gian Luca Gregori e i rappresentati delle categorie produttive, presenti con il presidente di Confindustria Marche, Bruno Bucciarelli (accompagnato dal direttore Bichisecchi) e il direttore di Confartigianato Marche, Giorgio Cippitelli. “I dati del 2014 sono positivi ma non ci accontentiamo, perché vogliamo e possiamo fare di più. Abbiamo migliorato la nostra incidenza sull’export italiano, attestandoci su una quota del 3,6%, ma è diminuito il numero di operatori all’estero.
I segnali del 2015 evidenziano delle criticità da analizzare e monitorare – ha commentato l’assessora Bora – Vogliamo iniziare una nuova politica di internazionalizzazione, che sia diffusa e proattiva, cioè che interessi tutto il territorio regionale e che chieda alle imprese di accettare quelle sfide che l’era globale impone, quali l’innovazione, la dimensione, il passaggio generazionale, la cultura manageriale, la formazione e valorizzazione del personale , il marchio (brand), la necessità di costruire relazioni forti con i propri clienti (acquisendo notorietà anche attraverso i social), la necessità di costruire una rete distributiva forte che possa aiutare a posizionare al meglio i nostri prodotti”. Per fare questo l’assessora ha lanciato la proposta di avviare dei Centri di imprenditorialità diffusa, uno per ogni provincia, che verrà discussa nelle prossime settimane.

Secondo il prof. Gregori, “il concetto di internazionalizzazione è più ampio dei dati di un rilevazione statistica. Coinvolge questioni non solo mercantilistiche, di vendite realizzate, ma la struttura stessa della modalità imprenditoriale. Le Marche registrano 153 mila imprese attive, ma l’85% sono piccole o micro attività. Non abbiamo un tessuto significativo di medie imprese, più strutturate, in grado di ammortizzare gli effetti della crisi russa con la presenza su altri mercati. Bisogna portare più imprese possibili verso il mondo e la politica, con le proprie scelte, può fare molto. Le Università, invece, possono investire sulla formazione del capitale umano, per favorire una maggiore presenza di personale qualificato all’estero”. L’importanza della formazione è stata ripresa anche da Bucciarelli che ha poi evidenziato la necessità di una regia unica nell’internazionalizzazione, dove le associazioni produttive possano “avere voce in capitolo nel delineare le strategie. Occorre un interlocutore unico in materia di internazionalizzazione per definire e coordinare meglio gli interventi nell’interesse delle imprese, con il contributo fattivo delle Associazioni di categoria. Occorre aumentare nella nostra regione la quota degli esportatori abituali che trovano nei mercati internazionali quella spinta alla crescita, che purtroppo è ancora latente sul mercato interno. Siamo la settima regione per propensione all’export delle imprese, ma dobbiamo migliorare ancora e possiamo farlo, perché le nostre produzioni sono di alta qualità, apprezzate nel mondo e quindi con grande potenziale nei mercati in crescita. Rimane da risolvere il problema delicato del mercato russo, di grande rilievo per alcuni settori trainanti”.

Le scelte e le azioni politiche sull’internazionalizzazione di lungo periodo, ha evidenziato Cippitelli, non devono prescindere dalla formazione, ma è necessario agire anche nell’immediato, lavorando per ampliare il numero delle imprese sul mercato internazionale. “Oggi, alcuni Paesi rappresentano il 70% della destinazione dell’export italiano e marchigiano: quindi scelte immediate, prioritarie e concentrate. Bisogna ampliare gli orizzonti internazionali da esplorare. Occorrono una visione e una strategia unica di approccio e decisione, utilizzando le esperienze maturate sin qui, anche in linea con le scelte del Governo nazionale, ad esempio un tavolo unico di coordinamento, che pianifichi un piano triennale condiviso tra tutte le istituzioni e le organizzazioni produttive, a sostegno delle imprese all’export”.

Secondo le rilevazioni 2014 dell’Ice, il valore delle esportazioni marchigiane ha registrato un aumento del 7,5% rispetto all’anno precedente. Le Marche sono la quarta regione per crescita dell’export in rapporto alle altre regioni italiane. A livello nazionale presentano una quota di mercato del 3,2%, in crescita sull’anno precedente. Tra le province, è quella di Ancona a mostrare l’importo più elevato, ma è Ascoli Piceno a registrare la crescita maggiore, dovuta, in modo particolare, all’esportazione dei prodotti farmaceutici. Belgio, Germania e Francia sono da molti anni i primi tre Paesi di esportazione delle Marche. Stati Uniti e Russia sono destinazioni importanti che tuttavia, nell’ultimo anno, rallentano: in particolare la Russia ha diminuito del 17% l’acquisto di prodotti marchigiani, pur rimanendo la prima destinazione del calzaturiero. Si segnalano aumenti, invece, nelle esportazioni verso la Turchia, gli Emirati Arabi, l’India e l’Arabia Saudita. Il 2014, comunque, sembra orientare le esportazioni marchigiane sui Paesi dell’Ue, verso i quali si esporta il 61% del totale, con un incremento del 12%. I mercati extra Ue rappresentano il 38%, con un lieve aumento rispetto al 2013. Osservando i Continenti, l’Europa riceve il 74% delle merci marchigiane in uscita, l’Africa il 4%, l’America (nel suo complesso) acquista quasi il 9% delle nostre produzioni, mentre un buon 12% del totale viaggia verso l’Asia.

 

La visita del Ministro Dario Franceschini ad Urbino

 

 

Pieroni FranceschiniPieroni Franceschini

La visita del Ministro Dario Franceschini ad Urbino per la firma di un protocollo tra Regione Marche,  Pesaro, Urbino e Fano per la valorizzazione integrata del patrimonio culturale

 

Moreno Pieroni: Un buonissimo esempio di sinergia tra Enti locali,  Regione e Stato che vogliamo estendere a tutto il territorio regionale.

 

Urbino – E’ stato firmato oggi ad Urbino, nella ex sala consiliare del Comune,  un protocollo di intesa tra il ministro ai Beni e Attività Culturali, Dario Franceschini, la Regione Marche, i Comuni di Urbino, Pesaro e Fano – rispettivamente rappresentati dai sindaci Maurizio Gambini, Matteo Ricci e Massimo Seri- per sancire la realizzazione e il sostegno di un progetto strategico di valorizzazione integrata del patrimonio culturale e di rilancio del turismo delle tre città.

La Regione Marche era rappresentata dall’assessore regionale al Turismo e Cultura, Moreno Pieroni che dopo aver ringraziato il Ministro per la visita,  ha commentato la sottoscrizione del documento : “La presenza del ministro Franceschini nelle Marche testimonia ancora una volta la capacità innovatrice e progettuale della nostra regione, il potere di attrattiva dei nostri territori a livello nazionale. La firma oggi di questo accordo rappresenta un buonissimo esempio di sinergia tra Enti locali,  Regione e Stato con una significativa valenza turistico- culturale che vogliamo estendere a tutto il territorio regionale. Un modello sperimentale da seguire per diffondere una buona prassi e sviluppare progetti che vadano nella direzione della destagionalizzazione dell’offerta, della sempre più stretta connessione tra turismo e cultura.

Pieroni Franceschini

Pieroni Franceschini
Obiettivi a cui  stiamo lavorando con un forte impegno in linea con il governo nazionale. Siamo convinti che rilanciare il turismo culturale e sostenibile significhi creare le condizioni per uno sviluppo territoriale omogeneo, per creare occupazione e ricondurre il Paese verso un percorso di crescita.“ 

Il ministro Franceschini ha subito premesso di sentire un forte legame affettivo con le Marche e in particolare con la terra pesarese per aver trascorso le estati dell’infanzia a Gabicce Monte e di conoscere perfettamente la ricchezza del patrimonio artistico e culturale della nostra regione. “ Questo protocollo – ha detto – è in linea con i principi di fondo che ispirano il lavoro del Ministero ai Beni e Attività culturali con delega al Turismo. Separare Turismo e Cultura è ormai difficile, anzi è fondamentale far funzionare i Beni Culturali per attrarre flussi turistici. Ma che sia un turismo sostenibile in grado di conciliarsi con le fragilità dei nostri siti archeologici o dei nostri borghi storici attraverso politiche integrate. Occorre un’offerta integrata nella logica del coordinamento tra servizi, orari, attività, bigliettazione e bisogna farlo come “pezzi” della Repubblica, coniugando le autonomie ma integrando nell’offerta e nella fruizione le singole strutture museali locali con quelle statali. Occorre puntare sull’Italia come unico Museo diffuso, questa è la nostra forza, valorizzando le potenzialità di crescita di tutti i territori, richiamando flussi di visitatori e quindi di turisti  non solo nelle città d’arte o nei grandi musei nazionali, ma nei mille altri luoghi che hanno enorme capacità attrattiva.”

Infatti il protocollo firmato oggi si prefigge,  tra gli altri, l’obiettivo del migliore coordinamento e integrazione, in tema di valorizzazione, tra i luoghi della cultura statali e quelli civici, con specifico riferimento alla bigliettazione integrata e agli orari di apertura dei siti di interesse culturale; la definizione di un calendario coordinato delle mostre e degli eventi culturali, oltre alla definizione di progetti  per la valorizzazione in ambito nazionale e internazionale dell’offerta culturale del territorio.

Al termine della cerimonia di sottoscrizione dell’accordo il Ministro si è recato a Palazzo Ducale – Galleria nazionale delle Marche, ad ammirare i capolavori di Piero della Francesca e di Raffaello accompagnato dal neo Direttore, Peter Aufreiter.

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