dalla Regione Marche

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2015-10-28

La Giunta regionale trasmette all’Assemblea legislativa il rapporto annuale sul fenomeno della violenza contro le donne nelle Marche.

Bora: “Superare la cultura della sopraffazione, rafforzare la prevenzione”

Nelle Marche la violenza di “genere” continua a essere poco denunciata, rimanendo confinata nel sommerso. Gli scenari sono evidenziati nel rapporto annuale che la Giunta regionale ha trasmesso all’Assemblea legislativa, in vista della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne (25 novembre). I dati si riferiscono al 2014 e sono stati raccolti dall’Osservatorio regionale sulle politiche sociali, in collaborazione con i cinque Centri Antiviolenza (Cav) presenti nelle Marche, uno per ambito provinciale. È il quarto rapporto che viene prodotto a partire dal 2010. “Rappresenta un valido strumento di lettura di questo grave fenomeno sociale, purtroppo presente anche nelle Marche – commenta l’assessora alle Pari Opportunità, Manuela Bora – Va scardinata, progressivamente, una cultura della forza e della sopraffazione, per abbracciare un approccio culturale e sociale che privilegi il rispetto delle differenze”. Nel corso del 2014 sono state 422 le donne marchigiane che si sono rivolte ai Cav, denunciando 895 violenze o maltrattamenti: in molti casi, quindi, sono state segnalate sopraffazioni multiple. La tipologia di violenza denunciata conferma l’ordine di prevalenza del biennio precedente: violenza psicologica e, a seguire, fisica, economica, stalking e sessuale. La violenza domestica si conferma la più diffusa in assoluto, causata soprattutto dal marito, dal convivente o dall’ex marito. La presenza dei figli aggrava le conseguenze del fenomeno, innescando paura, ansia, calo dell’autostima e gravi conseguenze sul piano personale e sociale. I dettagli delle rilevazioni mostrano un calo di accessi ai Cav (422 contro i 439 del 2013), con un’attività maggiore segnalata da Ancona (34%) e Pesaro (27%). La vittima della violenza è principalmente una donna di età compresa tra i 34 e i 53 anni, coniugata (47%), italiana (68%), con figli (68%) e diploma di scuola media superiore (26%), occupata stabilmente. L’autore della violenza e dei maltrattamenti è un uomo di età compresa tra i 34 e i 53 anni (35%), italiano (65%), con livello di istruzione medio (scuola media superiore, 18%) e occupazione stabile (41%). Percentuali che evidenziano come un’istruzione superiore non rappresenti un elemento culturale di freno e controllo. Va sottolineato, inoltre, che la relazione con l’autore della violenza (spesso marito, convivente o ex marito), mostra come il contesto abitativo familiare diventi, a volte, sede di prevaricazione, invece che luogo di riferimento e di sostegno.

DIVULARE NELLE SCUOLE I TEMI DELL’ECONOMIA, DELLA FINANZA E DEL RISPARMIO

 

La Regione Marche, l’Ufficio scolastico e la Fondazione per l’educazione finanziaria e al risparmio, ognuno nel quadro dei rispettivi ordinamenti e competenze, si impegnano a promuovere e divulgare nelle scuole di ogni ordine e grado iniziative di informazione e formazione sui temi dell’economia, della finanza e del risparmio, in grado di fornire ai giovani specifiche competenze utili per comportamenti attivi e consapevoli.

 

Questo in sintesi è quanto emerso durante il seminario odierno svoltosi nella Sala Li Madou della Regione alla presenza dell’assessore regionale alla Formazione Loretta Bravi.

 

“L’educazione finanziaria – ha detto la Bravi nel portare i saluti della Giunta – non è diffusa adeguatamente tra i giovani. Vi sono difficoltà a comprendere il ruolo del denaro e la necessità di gestirlo consapevolmente. Le nuove generazioni non hanno chiaro il futuro e di conseguenza esulano da tutto ciò che può essere legato al risparmio o all’investimento. Oggi urge la necessità di comprendere l’evoluzione storica, gli esiti e i fallimenti dei diversi modelli, altrimenti non si comprendono concetti quali quello della crisi, globalizzazione e della economia mista”.

 

“Occorre – ha proseguito l’assessore – educare il cittadino a vedere il nostro tempo, i suoi conflitti, i suoi paradossi e a comprendere il valore odierno del termine povertà. La scuola è chiamata ad aprirsi al mondo del lavoro e deve farsi promotrice di una rete di saperi spendibili nel mondo reale, dialogando con le imprese attraverso la formazione di alunni competenti e professionalmente validi”.

 

“Ben venga – ha concluso la Bravi – la collaborazione tra scuola e banche attraverso un Protocollo d’intesa che miri ad una alfabetizzazione così concreta e urgente. Faremo un monitoraggio, così come previsto nel Jobs Act e nella Buona scuola, per vedere la ricaduta reale sui nostri ragazzi del progetto, per individuare le loro richieste al fine di intervenire con sempre maggiore puntualità”.

 

Strategia Ue sulla Macroregione Adriatico Ionica,
dichiarazione del presidente Ceriscioli

“L’approvazione, da parte del parlamento europeo, dell’emendamento alla risoluzione sulla strategia dell’Ue sulla Macroregione Adriatico Ionica – che estende il corridoio baltico Adriatico lungo tutta la dorsale ionico-adriatica delle reti di trasporto trans-europee (cosidette TEN-T Trans-European Networks – Transport), da Ravenna fino a Brindisi, che attraversa le Marche – è un passo importante e concreto per il progetto della Macroregione. Un atto concreto e molto significativo che pone la IAI all’interno della rete centrale infrastrutturale europea che permetterà di proporre progetti e accedere a finanziamenti anche ingenti. Sono 15 anni che lavoriamo per la Macroregione: è il momento che questa intuizione porti risultati e cambiamenti nella vita reale dei cittadini e questa è un’importante opportunità. Penso all’alta velocità e ad altre infrastrutture che ci hanno da sempre visto penalizzati rispetto alle altre regioni. Un provvedimento voluto in particolare dal presidente della regione Abruzzo D’Alfonso e, con la collaborazione di tutti gli altri governatori e i parlamentari, siamo riusciti a portare a casa questo risultato strategico per il futuro dell’intera macroregione adriatico ionica”. Lo afferma il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli

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