Un Hitman mai visto

Un Hitman mai visto

di Cristian Spinozzi

 

Un Hitman mai visto. Se uccidere o incidere una X rosso sangue su qualcuno è contro la morale corrente, allora ogni essere umano dovrebbe farne conto con se stesso.

L’etica subentra ma il menefreghismo dilaga e anche esso può fare la sua parte. Basta anche qualcosa o qualcuno a cui si tiene davvero da avere sempre con sé per superare questi facili disguidi mentali della vita. Del buon cibo, dei buoni vestiti, una doccia calda, un letto comodo, fermare un cuore altrui.

E se interrompere il battito cardiaco è l’obiettivo primario per l’agenzia per cui si lavora allora è la ciliegina sulla torta per un uomo che è stato visto sempre da suo padre come un esperimento rinunciabile da un momento all’altro. L’uomo che pianse solo una volta, che non ricevette mai una torta per il suo compleanno; né lui né i suoi fratelli. Non sembra certo una storia nuova se non fosse che l’uomo in questione è uno scherzo della scienza.

C’è un presagio, una paura che esce indistinta nei propri sogni: la Morte o l’essere senza volto che con la sua aura gelida perseguita il glaciale assassino.

E’ ironico pensare come un uomo freddo di natura abbia paura di un essere a sua volta freddo, come il gelido alito che gli si struscia sul collo.

Per la prima volta dopo l’infanzia 47 ha paura di morire, quando meno se lo aspetta. Il più grande killer del mondo garante della perfezione è ora tenuto in vita da un’incessante scorta di ossicodone, inizialmente somministratoselo per ordine medica dopo aver rischiato di fracassarsi per sempre la gabbia toracica.

Un thriller mozzafiato per gli amanti dell’Agente 47 che a tratti potrebbe essere prevedibile poiché fa luce su alcune questioni che sin dalla nascita del personaggio ci siamo chiesti e delle cui domande forse già sappiamo la risposta, ma non le risposte che, insieme ad alcuni leggeri intuibili risvolti di trama, proprio per questo riflette la psiche del protagonista dalla testa perfettamente calva. Colui che chiamano Hitman scopre di non essere più un semplice e lineare uomo geneticamente modificato, ma qualcosa di più, capace di provare dei sentimenti moralmente buoni con le persone giuste, come mai prima d’ora…

Sentimenti i quali generalmente le persone comuni che lui considera tutte bizzarre condividono tra loro, pur sapendo di essere lui stesso il più bizzarro di tutti.

Tuttavia, in fin dei conti, egli per quanto senta di poter finalmente provare una vita “normale” rimane ammaliato dalla sua spontaneità con la quale rifiuta questa comune esistenza, mentre viene inseguito dannatamente dalla Morte, forse il suo vero e unico amico, e la sua condanna.

Con la presenza di qualche gradevole accenno qua e là ai passati capitoli videoludici della saga, “Hitman Damnation” è un ottimo romanzo per aprire “Hitman Absolution”.

An Hitman never seen

 

by Cristian Spinozzi

 

An Hitman never seen. If killing or engraving a blood red X on someone is against the current morality, then every human being should make account with himself.

Ethics takes over but indifference overflows and it also can do its part. It’s enough even something or someone you really care for always with you to overcome these easy mental mistakes of life. Good food, good clothes, a hot shower, a confortable bed, stopping someone else’s heart.

And if interrupting the heartbeat is the primary objective for the agency you work for, then it’s the icing on the cake for a man who had always been seen as a waivable experiment at any moment by his father. The man who cried only once, who never received a cake for his birthday; neither him nor his brothers.

Really it doesn’t seem a new story except that the man we talk about is a freak of the science.

There’s an omen, a fear that comes out blurred in his own dreams: the Death or the faceless being who persecutes the glacial assassin with its icy aura.

It is ironic to think as a cold man in nature is afraid of a being who is cold in turn, like the icy breath that rubs on his neck.

For the first time after childhood 47 is afraid of dying, when he least expects it. The biggest killer of the world guarantor of perfection is now kept alive by an incessant provision of oxycodone, initially self admistered for medical order after having risked of smashing forever his rib cage.

A breath-taking thriller for lovers of Agent 47 which at times might be predictable because it sheds light on some issues that since the character’s birth we wondered and whose questions maybe we already know the answers, but not the answers that, together with some light deducible implications of plot, just for this , reflects the psyche of the protagonist from the head perfectly bald . The one they call Hitman finds out not to be a simple and straighforward genetically modified man anymore, but something more, that is able to have morally good feelings with the right persons, as never before…

Feelings which generally ordinary people that he considers all bizarre are sharing, even knowing to be himself the most bizarre of all.

However, ultimately, as he feels he can finally try a “normal” life he remains charmed by his spontaneity which he rejects this common existence with, while he is damn chased by the Death, maybe his true and unique friend, and his sentence.

With the presence of some pleasant references to past videogame chapters of the saga here and there, “Hitman Damnation” is an excellent novel to open “Hitman Absolution”.

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