dalla Regione Marche

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2015-12-29

Por Fesr 2014/2020:

la Regione delimita l’area di crisi del mobile della provincia di Pesaro e Urbino

Sono 30 i comuni che potranno beneficiare dei fondi europei, altri 3 ricadono già nell’Accordo di programma della Merloni (Fabriano).

Bora: “Interventi per rilanciare l’occupazione”

La Giunta regionale ha delimitato l’area di crisi del mobile della provincia di Pesaro e Urbino. Sono 30 i comuni che potranno beneficiare degli interventi previsti nella programmazione 2014/2020 del Por Fesr (Fondo europeo di sviluppo regionale). Uno, in particolare, sostiene lo sviluppo occupazionale e produttivo nelle tre aree territoriali colpite da crisi diffusa delle attività produttive: la provincia di Ascoli Piceno, l’area del Fabrianese, l’area della provincia di Pesaro e Urbino. La delimitazione del territorio pesarese ha individuato 33 realtà che rispondono ai requisiti stabiliti: 3 comuni (Frontone, Mondavio, San Costanzo) rientrano già nell’Accordo di programma della Antonio Merloni e beneficeranno delle opportunità offerte per l’area Fabrianese. I 30 comuni del distretto del mobile che rientreranno nell’area di crisi di Pesaro e Urbino sono: Apecchio, Borgo Pace, Cagli, Cantiano, Fano, Fermignano, Fossombrone, Lunano, Mercatello sul Metauro, Mercatino Conca, Mombaroccio, Mondolfo, Monte Maggiore al Metauro, Montecalvo in Foglia, Monteciccardo, Montelabbate, Pesaro, Petriano, Piagge, Piandimeleto, Piobbico, Saltara, San Giorgio di Pesaro, Sant’Angelo in Vado, Sassocorvaro, Sassofeltrio, Tavullia, Urbania, Urbino, Vallefoglia. “Il forte ridimensionamento del comparto del mobile in questa area, determinato dalla caduta della domanda interna – evidenzia l’assessora alle Politiche Comunitarie, Manuela Bora – ha provocato una riduzione delle imprese attive e un consistente calo occupazionale. Attraverso il Por Fesr la Regione mette in atto misure capaci di rilanciare gli investimenti delle imprese e promuovere la diversificazione del sistema produttivo, allo scopo di aumentare l’occupazione anche nelle realtà dove la forte specializzazione nei comparti tradizionali, che risentono maggiormente dei cali dei consumi interni, ha contribuito ad aggravare la situazione di crisi”. L’individuazione dei comuni è avvenuta sulla base di alcuni indicatori statistici che hanno pesato le variazioni percentuali degli occupati tra il 2009 e il 2013 e delle unità lavorative tra il 2009 e il 2015 nel comparto del legno e del mobile.

 

Piano di prevenzione della corruzione,

la Giunta regionale ha avviato la consultazione pubblica. Proposte e osservazioni entro il 18 gennaio 2016

La Giunta regionale ha avviato la consultazione pubblica sulla bozza del Piano di prevenzione della corruzione e del Programma per la trasparenza e l’integrità per il triennio 2016/2018. Entro lunedì 18 gennaio 2016 è possibile inviare proposte e osservazioni sulla bozza del Piano alla casella di posta elettronica certifica (PEC): regione.marche.protocollogiunta@emarche.it o alla casella di posta elettronica: rpc@regione.marche.it. La procedura aperta è stata avviata dal responsabile delle prevenzione e corruzione, avvocato Gabriella De Berardinis, per acquisire indicazione e favorire la partecipazione alla redazione del Piano da parte dei soggetti interessati. La bozza è pubblicata nella sezione “Amministrazione trasparente” del sito internet della Regione Marche (http://www.regione.marche.it/Home/AmministrazioneTrasparente.aspx). Il tema della trasparenza e dell’integrità dei comportamenti della pubblica amministrazione viene avvertito con particolare attenzione dalla collettività. L’approvazione della Legge 190/2012 e le richieste dell’Unione europea sulla questione hanno rappresentato un punto di svolta per l’opinione pubblica e per l’organizzazione della macchina amministrativa dei vari enti, con conseguenti ricadute organizzative e la predisposizione di un’organizzazione in grado di contrastare la corruzione. Tra gli obblighi previsti, quello di redigere e mantenere aggiornato il Piano triennale, aperto ai suggerimenti e alle osservazioni che perverranno prima della sua approvazione.

Lavoro: 278 milioni per i prossimi sette anni.

La Giunta regionale ha approvato il documento attuativo del POR FSE 2014/20: cinque le priorità individuate

La Giunta regionale ha approvato il POR FSE (Programma Operativo Regionale – Fondo Sociale Europeo). Il documento regolamenta la gestione dei 278,3 milioni che la Regione destina al sostegno delle politiche per il lavoro per i prossimi sette anni. Tra le priorità individuate si evidenziano l’orientamento scolastico e professionale; il contrasto alla dispersione scolastica precoce; l’accesso dei giovani all’occupazione e successiva integrazione sostenibile nel mercato del lavoro; la riqualificazione dei lavoratori, in particolare degli over 50; l’occupazione femminile, con le relative implicazioni sociali e personali. “Gli interventi – evidenzia l’assessore a Lavoro, Formazione professionale e Istruzione, Loretta Bravi – verranno attuati secondo criteri oculati, trasparenti e capaci di rispondere alle esigenze emerse nel territorio, conformemente alle linee guida della UE in materia. L’obiettivo fondamentale è quello di perseguire l’innalzamento dei livelli occupazionali e il rafforzamento dell’inclusione sociale, anche tramite un attento programma di formazione. Intendiamo investire soprattutto sul capitale umano, a partire dal modello macro-economico regionale”. Il documento disciplina le modalità attuative della nuova programmazione del FSE, definisce i compiti delle varie strutture coinvolte nella gestione dei fondi europei, i criteri di selezione da utilizzare, gli strumenti e le procedure per velocizzare l’attuazione dei programmi destinati alle persone che incontrano maggiore difficoltà a trovare lavoro. La programmazione degli interventi ricade in un periodo di riforme, a livello centrale, che impatta sull’attuazione delle politiche attive del lavoro degli enti pubblici nazionali e locali. In attesa che venga definito il processo di revisione delle competenze, le Marche hanno individuato le Province come organismi intermedi del POR FSE fino al 31 dicembre 2016, in maniera tale che le procedure della nuova programmazione possano avviarsi senza ritardi.

 

Defibrillatori Sportivi: i criteri della Giunta Regionale per la formazione

 

DefibrillatoreDefibrillatore

CORSI PER UTILIZZO DEI DEFIBRILLATORI SPORTIVI, LA GIUNTA STABILISCE I CRITERI PER ASSEGNARE I VOUCHER

 

Ancona – La Giunta regionale ha deliberato i criteri per assegnare voucher per la formazione del personale non medico adibito all’utilizzo in sicurezza dei defibrillatori semiautomatici esterni in servizio negli impianti sportivi. Le risorse destinate ai percorsi formativi ammontano a 288.000 euro del Por Fse 2014/2020 del Bilancio di previsione 2015.
Con l’atto l’esecutivo intende sostenere lo sviluppo della formazione e preparazione necessaria ad un uso in sicurezza di strumenti fondamentali per la salute nella pratica sportiva  mediante la concessione di incentivi economici che consentono la partecipazione a percorsi formativi dai costi di mercato piuttosto elevati. Per la prima volta, e prime in Italia, le Marche utilizzano fondi dell’FSE per la formazione dei dirigenti sportivi. Ogni associazione sportiva potrà accreditare- e quindi far partecipare – fino a tre persone. Nei prossimi giorni verrà comunicato alle stesse società sportive. Viene data priorità alle società ed enti che hanno acquistato il defibrillatore attraverso il contributo erogato dal recente bando regionale, a seguire società ed enti che in passato hanno acquistato il defibrillatore e infine a giovani, diplomati o laureati, in discipline sportive e a disoccupati.  L’intervento formativo riguarderà circa tremila persone.

I voucher assegnati, finalizzati alla copertura parziale (80%) delle spese sostenute per l’iscrizione ai corsi, che prevedono una parte teorica e una pratica, potranno essere spesi nei Centri di formazione accreditati dalla Regione che attualmente sono 31 (4 per la provincia di Ancona, 9 per quella di Ascoli Piceno, 10 per Pesaro e Urbino e 8 per Macerata).

I percorsi formativi avranno una durata minima di 5 ore per l’utilizzo in sicurezza del defibrillatore semiautomatico esterno (DAE), con riferimento alla tipologia per progetti Defibrillatore precoce o, in alternativa, per partecipare ai corsi di Primo soccorso sportivo defibrillato, della durata minima di 12 ore.

 

 

Anna Casini
Anna Casini

Piceno “area in situazione di crisi industriale complessa”

 

Conferenza stampa, ad Ascoli Piceno, della vicepresidente della Regione Marche Anna Casini, per illustrare il procedimento per il riconoscimento del Piceno come “area in situazione di crisi industriale complessa”.

 

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