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Rifiuti e dintorni: Paolo D’Erasmo replica a Castelli

di | in: Cronaca e Attualità, Oblò: Spunti, Appunti e Contrappunti

Paolo D’Erasmo

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Ascoli Piceno, 2015-12-17 – Probabilmente il Sindaco Castelli è abituato a lavorare nel buio o nell’ambiente poco illuminato dei suoi nuovi fari a led e gli sfugge che la Provincia e l’Ata rifiuti da 15 mesi a questa parte hanno lavorato con grande determinazione nel pieno rispetto della legalità, della trasparenza e dell’interesse generale del territorio per gestire il corretto smaltimento dei rifiuti. Un impegno che ha sventato il paventato aumento del 40% della tariffa di smaltimento dei rifiuti urbani che i cittadini piceni non hanno dovuto subire proprio grazie ai “si” condivisi dell’Ata alle soluzioni accettabili e sostenibili finora praticate. Non quindi un “no”, ma al contrario, un “si” convinto alla vita democratica, alla partecipazione delle scelte insieme ai Sindaci conformemente alla normativa vigente.


Al Sindaco Castelli che è abituato a lavorare da solo e fare battaglie personali senza gestire in modo unitario le questioni ignorando le esigenze dei cittadini, gli ricordo semplicemente che in poco più di un anno l’Ata si è riunita ben 13 volte al contrario dell’epoca Celani dove questo organismo previsto dalla legge non si era nemmeno costituito, figuriamoci strutturato, lasciando che il territorio sprofondasse nel frattempo nel caos dell’emergenza rifiuti che ho ereditato insieme ad altre numerose e spinose problematiche irrisolte lasciate da Celani e proprio dallo stesso Sindaco Castelli. Quando mi sono insediato il 14 ottobre 2014 per lavorare gratuitamente e con spirito di servizio come Presidente del nuovo Ente di Area Vasta e come Presidente dell’Ata, la discarica di Relluce era già chiusa da tempo e non per il “no” del sottoscritto tanto è vero che, nel settembre 2014, un’ordinanza del Presidente Celani autorizzava un sormonto di una delle vasche già esaurite. Si rischiava quindi, già a fine dello scorso anno, lo scenario dell’immondizia sulle strade. Circostanza che abbiamo evitato con l’abbancamento alla Geta con ordinanze che sono state assunte dall’Ata e quindi dall’Assemblea dei Sindaci conformemente con il parere positivo dell’Arpam. Il diniego alla realizzazione della sesta vasca di Relluce è stato espresso non dal sottoscritto, ma dall’Assemblea dell’Ata ed in sede di conferenza di servizi anche alla luce di un parere negativo dell’Arpam e della difformità con altre normative vigenti ambientali.

Infine vorrei ribadire il grande “si” alla raccolta differenziata, una buona prassi amministrativa volta alla tutela ambientale. Alcuni Comuni hanno raggiunto l’80% e altri sono sopra al 65%, mentre il Comune di Ascoli Piceno risulta invece agli ultimi posti nella graduatoria provinciale e dell’intera Regione Marche.

Da sempre il sottoscritto è aperto al confronto, all’ascolto e tutte le decisioni dell’Ata sono state assunte con l’indirizzo univoco del sindaci del territorio tranne il Comune di Ascoli che è stato sempre l’Ente del “no” a tutto e ad ogni costo. Invito quindi il Sindaco Castelli ad essere lui qualche volta l’uomo del “si” e al lavorare insieme con l’Ata ed ai Sindaci del territorio per programmare le scelte del futuro in materia di rifiuti in modo condiviso e nell’interesse generale dell’intera comunità picena.

Il Presidente della Provincia

Paolo D’Erasmo

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19 Dicembre 2015 alle 0:17 | Scrivi all'autore | | |

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