Insediato il nuovo direttivo della Pro Loco di Montefiore

Un nuovo gruppo di montefiorani alla guida dell’associazione

 

 

 

Montefiore dell’Aso 31-03-2016 – Durante l’assemblea pubblica di ieri mercoledì 30 marzo è stato eletto il nuovo Direttivo della Pro Loco di Montefiore dell’Aso. La seduta era stata convocata dal Sindaco Lucio Porrà in seguito alle dimissioni del vecchio Direttivo e del Presidente.

Con la volontà di promuovere il borgo piceno e collaborare con gli altri enti per valorizzarne le bellezze storico-artistiche e le peculiarità gastronomiche, un nuovo e giovane gruppo si è proposto alla cittadinanza.

Sono quattordici i componenti dell’associazione: Fabrizio Alesi, Gabrio Bernabei, Giamaica Brilli, Marco Cannelli, Jessica Concetti, Marco De Carolis, Cristian Marchetti, Andrea Mignucci, Emanuele Pizi, Sara Ponziani, Marco Scafà, Antonio Tomassini, Consuelo Tomassini, Roberto Vagnozzi. A loro si aggiunge, da Statuto, il Sindaco in carica.

Nei prossimi giorni il consiglio Direttivo si riunirà per eleggere al proprio interno le varie cariche, tra cui quella di Presidente, ed iniziare a programmare le iniziative da proporre per il 2016.

Sia il Sindaco Lucio Porrà che la nuova Pro Loco hanno ringraziato il Presidente dimissionario Bruno Napoleoni ed i suoi consiglieri per l’attività svolta in questi anni.




Successo per le formazioni giovanili dell’Acquaviva calcio

Acquaviva Picena – Ottimi risultati per le formazioni giovanili dell’Acquaviva calcio al 5° Memorial M. Fares – 2° Memorial Tiziano Manfrin cat. Pulcini 2006 torneo e alla Victory Cup di San Benedetto. Al primo torneo hanno preso parte alcune delle migliori scuole calcio locali quali Mariner, Calcio Lama, Piccoli Diabolici Ascoli, Porto d’Ascoli, Acquaviva e Grottammare. Gli acquavivani si sono ben comportati, esprimendo al meglio le loro capacità in tutte le gare disputate ottenendo ottimi risultati. La formazione era composta da: Luca Felicetti, Leonardo Felicioni, Mirko Spinozzi, Cristian Capretti, Fabio Pignotti, Tommaso Rossi, Ettore Orsolini, Samuele Colletta, Ludovico Colletta e Giampaolo Olivieri.

Acquaviva calcio

Acquaviva calcio

In contemporanea si è disputato anche il prestigioso Torneo Nazionale Victory Cup, giunto alla sua quarta edizione, che ha visto la partecipazioni di squadre provenienti da tutta Italia, le cui fasi finali si sono disputate al prestigioso stadio Riviera delle Palme.
L’Acquaviva ha partecipato con la categoria Pulcini 2005, disputando la prima fase eliminatoria con grande temperamento, impegno e voglia di far bene, riuscendo ad arrivare primo nel proprio girone e accedendo cosi alla fase finale. “I nostri ragazzi – ha riferito il responsabile tecnico Claudio Barbizzi – hanno giocato davvero bene, con entusiasmo e al tempo stesso molto emozionati nel giocare in uno scenario del genere”. La formazione comprendeva Raffaele Tirelli, Vittorio Finizio, Patrizio Capriotti, Patric Xheleshi, Cristian Felicioni, Paride Scarponi, Tommaso Rossi, Alessandro Albanesi, Giorgio Coppola e Ludovico Colletta. Ovviamente soddisfatto dei risultati dei giovani atleti il vice sindaco di Acquaviva Luca Balletta. “Gli ottimi risultati sono merito del responsabile Luigi Neroni e dei tecnici Claudio Barbizzi, Francesco Pelliccioni e Paolo Rosati che hanno svolto e svolgono un grande lavoro sui ragazzi. È’ un piacere vedere giocare le nostre squadre e gli apprezzamenti e i complimenti ricevuti da tutte le altre società sono un motivo di orgoglio per tutta la società, per i genitori e per tutta Acquaviva. Per me poi che ho indossato la maglia del mio paese per venti anni, nella quale sono stato per dieci anni capitano e poi aver allenato nella scuola calcio, è una grande gioia e un grande orgoglio vedere questi ottimi risultati.  Un ringraziamento va anche ai genitori sempre presenti e soprattutto disponibili ad organizzare il terzo tempo ad ogni partita”.




Io non dipendo Marche: Ama Aquilone per il tuo Servizio Civile

12 i posti disponibili per l’esperienza di aiuto e supporto a persone tossicodipendenti ed in comorbilità psichiatrica presso la Cooperativa Sociale Ama Aquilone. Le domande dovranno essere presentate entro e non oltre le ore 14.00 del 20 Aprile 2016.

 

Castel di Lama – E’ stato approvato “Io non dipendo Marche”, il progetto per il Servizio Civile Nazionale di Ama Aquilone Cooperativa Sociale Onlus. 12 i posti disponibili per l’esperienza di aiuto e supporto a persone tossicodipendenti nel loro percorso di recupero di autonomia personale e sociale all’interno della comunità di appartenenza. Mitigare i rischi sociali correlati all’uso di sostanze, favorire il reinserimento delle persone tossicodipendenti nel circuito lavorativo delle imprese ordinarie ed abilitare i volontari all’acquisizione di competenze ed esperienze finalizzate ad una graduale autonomia e creatività nello svolgimento dei propri compiti, questi gli obiettivi del progetto realizzato per il Servizio Civile dall’Ama Aquilone, che, dal 1981, si occupa di dipendenze patologiche e marginalità ed oggi è una delle realtà più rappresentative del privato sociale della regione Marche. La Cooperativa gestisce quattro strutture di accoglienza socio-sanitaria residenziale: un centro di osservazione e diagnosi, una comunità terapeutica residenziale, una comunità per tossicodipendenti in comorbilità psichiatrica e una che ospita madri tossicodipendenti con figli. Ama Aquilone gestisce, inoltre, un centro diurno, due alloggi per adulti in difficoltà e, in collaborazione con l’Amministrazione Provinciale di Ascoli Piceno, una struttura educativa per minori. 

Il Servizio Civile Nazionale presuppone come metodo di lavoro “l’imparare facendo”, a fianco di persone più esperte in grado di trasmettere il loro saper fare ai giovani, lavorando insieme a loro, facendoli crescere in esperienza e capacità, valorizzando al massimo le risorse personali di ognuno. Scegliere il Servizio nazionale significa compiere un’esperienza di cittadinanza attiva, impegnandosi nei settori della marginalità.

 

Il progetto prevede un rimborso mensile di 433,80 euro.

“Io non dipendo Marche” rientra all’interno dei progetti per il servizio civile del CNCA ente accreditato di prima classe presso l’Ufficio nazionale del servizio civile.

Le domande di candidatura devono pervenire all’indirizzo dell’Ama Aquilone entro e non oltre le ore 14.00 del 20 Aprile 2016.

 

Contatti

Dott.ssa Paula Beatriz Amadio. Mail paulabeatriz@ama-aquilone.it  cel. 331 1154936. Dott.ssa Maria Paola Modestini. Mail accoglienza@ama-aquilone.it cel. 329 8382444

Per info 

www.ama.coop

www.facebook.com/ama.aquilone

Il link per scaricare la domanda di partecipazione ed il progetto. http://goo.gl/xsRtM2




Giornata dell’autismo, incontro aperitivo al Museo della Scuola

Si parte dalle storie quotidiane delle famiglie di giovani e adulti con autismo per capire come  creare dei reali ponti tra famiglie, ricerca e territorio e realizzare interventi concreti.

 

Macerata – In occasione della Giornata Mondiale della Consapevolezza dell’Autismo di sabato 2 aprile 2016, anche l’Università di Macerata in collaborazione con il Centro Pedagogico Internazionale P.R.O.F., la Comunità di Capodarco di Fermo e il Museo della Scuola “Paolo e Ornella Ricca” si tinge di blu proponendo l’incontro aperitivo sul tema “Un ponte per l’autismo. Prospettive da adulti” che si terrà dalle 12 alle 14 nella sede del museo in via Giosuè Carducci, 63/A. L’idea nasce dagli studi che Catia Giaconi, docente associato di pedagogia speciale del Dipartimento di Scienze della formazione, dei beni culturali e del turismo, conduce nella direzione della presa in carico e della qualità della vita di giovani e adulti con disturbo dello spettro autistico e delle loro famiglie.  Partendo dalle storie quotidiane di famiglie con giovani e adulti con autismo, raccolte dal film editor Aldo Caldarelli dell’Università di Macerata, la professoressa Giaconi, il presidente della Comunità di Capodarco di Fermo don Vinicio Albanesi e il coordinatore del Centro diurno Sant’Elisabetta Francesco Cucchi ci porteranno nelle trame dell’autismo adulto con l’intento di creare dei reali ponti tra famiglie, ricerca e territorio volti a realizzare future e reali prospettive di intervento.

E’ possibile prenotarsi scrivendo a centroprof@libero.it o chiamando al 366.5434361. L’incontro è aperto a tutti gli interessati. Alle ore 10.30 è possibile visitare il museo su prenotazione.




RiAppignano, “Condendissimo che stai bene” al Teatro Sale

Appignano del Tronto – In programma per il 2 e 3 Aprile presso il teatro SALE, “Condendissimo che stai bene” uno spettacolo teatrale e non solo, sui sentimenti della Grande Guerra nelle lettere degli appignanesi da e per il fronte.

Lo spettacolo, ideato e scritto da Maria Nazzarena Agostini con la regia di Mario Gricinella, la direzione artistica del Laboratorio Minimo Teatro e il montaggio di Antonella D’Angelo è un itinerario del corso teatrale RiAppignano.

Si tratta di uno spettacolo che si contamina di tecniche, dalla recitazione alle proiezioni video fino alle istallazioni sperimentali, un mix di vari timbri per raccontare la storia, le storie e i sentimenti della Grande Guerra.

Si parte con una lettura interpretativa delle ragioni del conflitto fino a mettere in mostra i personaggi che, nel bene e nel male, hanno fatto la Storia. Tutto questo, si interseca con la vita degli appignanesi, con i ragazzi che partivano, le donne che rimanevano sole a mandare avanti famiglie e lavoro con la pena che i figli e i mariti non sarebbero mai più tornati.

L’unico legame: la corrispondenza. Centinaia di lettere da e per il fronte “lettere come cordoni ombelicali con l’unica cosa bella che è capitata nel breve spazio di una vita interrotta: la famiglia. Lettere come tracce di un cardiogramma che attesta ancora la vita di chi scrive. Nei segni incerti di una penna tutta l’umanità di un Mondo che ha perso la sua anima. Paure, sogni, nostalgia, condivisione, l’intera esistenza di uomini e donne nello spazio di una cartolina.” (Cit. dal testo teatrale).

Questo spettacolo viene da lontano perché è il proseguo di un percorso iniziato con i ragazzi e gli insegnanti dell’Istituto comprensivo Falcone e Borsellino, di studio ricerca e messa in mostra di questa pagina di storia che ha compiuto cento anni, sarà possibile nell’occasione visitare la mostra “lettere dal fronte” all’interno del Teatro SALE realizzata dal Prof. Emidio Santoni e Prof. Mario Vannicola.

Le lettere, riscoperte dal prof. Santoni e messe a disposizione dagli appignanesi si intersecano con le foto di allora. La locandina e parte del montaggio dei video hanno visto il contributo dei ragazzi della VG e VM del Liceo “Licini”.

L’ingresso ai tre spettacoli di sabato 2 aprile ore 21:00, domenica 3 aprile ore 17:30 e ore 21:00 è gratuito ma è necessaria la prenotazione.




La Linea Colli Ripani: premio speciale “Packaging 2016” al Vinitaly

Ripatransone – La 50° edizione del Vinitaly non è ancora iniziata ma già la Cantina dei Colli Ripani può vantare un significativo riconoscimento.

È la giuria della 20° edizione dell’International Packaging Competition di Vinitaly a darne l’annuncio, assegnando alla nuova Linea Colli Ripani il premio speciale “Packaging 2016”.

Il premio ha lo scopo di valorizzare quelle aziende che più stanno investendo risorse e creatività nell’estetica del proprio prodotto.

La giuria – presieduta dal designer Cleto Munari – darà spazio alla Cantina, organizzando una mostra durante il Vinitaly, dedicata al design e all’innovazione di prodotto.

Il premio rappresenta un eccellente modo per introdurre la nuova Linea Colli Ripani che verrà ufficialmente presentata dalla Cantina il 10 Aprile, il giorno dell’apertura della fiera.

La presentazione intende enfatizzare al meglio l’idea originale ideata dal direttore creativo ed art director Andrea Castelletti e dal suo team, che ha ispirato il restyling della linea più completa dell’azienda: 10 vini per 10 storie in grado di raccontare nell’etichetta e nel suo contenuto le sfaccettature e il profilo frastagliato dei Colli Ripani, una terra in grado di donare ogni giorno frutti semplici e buoni.

Una tappa fondamentale per la crescita della Cantina di Ripatransone che ha avviato, da circa un anno, un percorso di cambiamento che ha coinvolto il brand e la sua immagine aziendale.

Un percorso che proprio con la 50° edizione del Vinitaly vivrà un ulteriore capitolo: la presenza in fiera con un proprio stand.

Una scelta importante, giustificata dal desiderio di poter finalmente mostrare al visitatore la propria filosofia di produzione e poter offrire uno spazio fisico personale nel quale poter comunicare i propri valori.

Presso il Padiglione 7 – Stand B4, dal 10 al 13 Aprile, la Cantina vivrà un altro, significativo passaggio della sua storia, da condividere con quanti vorranno esserne parte.




La delegazione di Certaldo in visita a Cossignano e Ripatransone

Cossignano, 2016-03-31 – Il fenomeno dell’emigrazione interna, che ha coinvolto il nostro Paese nel periodo del cosiddetto “miracolo economico” del secondo dopoguerra, ha interessato negli anni ‘50 e ‘60 del secolo scorso anche la comunità cossignanese. Difatti la popolazione residente a Cossignano è passata, nel corso di un ventennio, da oltre 2.100 anime nel 1951 a meno di 1.300 abitanti al Censimento del 1971.

 

Un consistente decremento demografico ha evidenziato un particolare fenomeno di emigrazione di numerose famiglie locali verso cittadine del territorio toscano, in particolare verso i Comuni di Certaldo, Castelfiorentino e Bibbona. Oltre 300 i cossignanesi che hanno lasciato le terre marchigiane per insediarsi e costruire il proprio futuro in Toscana, richiamati dal passaparola delle prime famiglie trasferite.

 

La piccola comunità picena si è positivamente inserita e radicata nel territorio della Valdelsa, mantenendo costante il legame con il piccolo borgo di origine, con i suoi cittadini e con le tradizioni locali e riuscendo a creare un vero e proprio collegamento tra le comunità, con fruttuosi scambi di esperienze che hanno migliorato i risultati del lavoro dei nativi ancora dediti all’agricoltura e dei nuovi arrivati nelle terre del Boccaccio.

 

Per valorizzare e rinsaldare tale collegamento, i Comuni di Cossignano e di Certaldo, insieme al Comune di Ripatransone, hanno siglato nel 2007 un Patto di amicizia per consolidare le relazioni esistenti, sviluppando progetti comuni, per valorizzare il patrimonio storico, paesaggistico e dei prodotti tipici del territorio, per via delle comuni aspirazioni politiche tese a promuovere un turismo sostenibile, rispettose dei valori ambientali e orientati al recupero e alla riscoperta delle tradizioni, preservando l’identità locale e la qualità della vita che caratterizza questi borghi.

Da quasi dieci anni si rinnova l’annuale appuntamento di incontro fra le comunità, che ad anni alterni organizzano la visita di una delegazione, permettendo il ritrovarsi di parenti ed amici, oltre a far conoscere i borghi medievali, a soggiornare nei rispettivi territori e soprattutto a degustare i prodotti tipici locali dei comuni interessati.

 

In collaborazione con l’Associazione Scambi Interculturali Certaldo, gli attuali Sindaci, Giacomo Cucini di Certaldo, Remo Bruni di Ripatransone e Roberto De Angelis di Cossignano, nell’intento di proseguire nel consolidamento durevole delle relazioni esistenti, hanno organizzato il rinnovo del “Patto di amicizia” nel primo week end del mese di aprile, quando una numerosa delegazione di Certaldo, composta da amministratori e da tanti amici della cittadina del Boccaccio, originari marchigiani e non, farà visita ai territori di Cossignano e di Ripatransone.

 

La delegazione sarà ricevuta a Cossignano sabato 2 aprile 2016 nel Palazzo Municipale con una cerimonia di benvenuto ed una visita guidata nel Centro storico, alla quale seguirà un’intera giornata in compagnia degli amici certaldesi, secondo un ricco programma. Stesso ricevimento è programmato per domenica 3 aprile 2016 a Ripatransone.

 

Anche quest’anno l’appuntamento sarà caratterizzato dall’atmosfera festosa del rincontrarsi, a tratti velata dalla nostalgia dei ricordi, ma forte del profondo sentimento di amicizia che lega le Comunità dell’ascolano e della Valdelsa da oltre 50 anni, mantenuto sempre vivo dalla memoria delle comuni radici agricole qualificate per la loro fertilità e la loro fierezza.




Europei Master indoor: agonismo e fair play ad Ancona

Primato iridato W50 della triplista ucraina Krepkina. Nel giavellotto domina Hecht, il quinto di sempre al mondo.
Applausi dai marciatori anche per gli ultimi arrivati.

Ancona, 2016-03-31 – Proseguono a ritmo serrato i Campionati Europei Master indoor di Ancona. La terza giornata è anche la più lunga, con gare fino a tarda serata: dopo i 4 primati mondiali di ieri, tra cui quello del velocista italiano Mario Longo sui 60 metri M50 in 7.04, oggi arriva un record iridato nel salto triplo W50 per merito dell’ucraina Valentyna Krepkina che atterra a 10,77 superando un limite che resisteva da 13 anni (10,69 della polacca Anna Wlodarczyk). Nel vicino stadio “Italico Conti” spicca la presenza di Raymond Hecht, tedesco classe 1968 che qui rappresenta i colori della Francia. Bronzo europeo a Budapest nel 1998, è il quinto giavellottista di tutti i tempi al mondo grazie ad una spallata di 92,60 messa a segno nel 1995. Oggi ad Ancona, all’età di 47 anni, riesce a svettare nella categoria M45 con un lancio di 62,40. Atletica master, però, non significa soltanto puro agonismo. Oggi, infatti, c’è stato un momento che ha fatto scattare l’applauso del Palaindoor quando tutti i marciatori delle categorie M60 e M65 sono rimasti in pista dopo il traguardo sui 3000 metri per incoraggiare e applaudire fino in fondo gli altri atleti, che man mano sfilavano sulla linea d’arrivo. In chiave azzurra, doppietta nel disco con Giovanni Rastelli (48,40) e Ugo Coppi (46,42) a dominare la prova M60, come nel triplo M45 per Simone Sbaragli (13,45) e Michele Ticò (13,30), classe 1966, che realizza il nuovo record italiano SM50. Nuova miglior prestazione nazionale anche per Susanna Tellini che, nella gara-record della Krepkina, conquista il bronzo con un notevole 10,51 incrementando di ben 41 centimetri il precedente limite tricolore del triplo SF50. Ma ci sono anche primati mondiali sfiorati, in una serie di sfide appassionanti che strappano gli applausi del pubblico: nel triplo M55 il tedesco Wolfgang Knabe lo manca di un solo centimetro con 13,48 mentre la connazionale e coetanea Petra Herrmann (W55) di appena tre. Nel lungo M35, tutto si decide all’ultimo salto quando il francese Thierry Henry salta 6,87 per togliere il successo – grazie al suo secondo miglior risultato – all’italiano Pierluigi Putzu che quindi si mette al collo l’argento. Tre marciatori azzurri festeggiano l’oro nei 3000 metri: Vincenzo Magliulo (M35), Valeria Pedetti (W40) e Daniela Ricciutelli (W55). Domani torna in gara, dopo gli argenti nel lungo e nello sprint, il quasi centenario Giuseppe Ottaviani: alle 16.00 sarà in gara sui 200 metri.

Nella seconda giornata, quella di ieri, sette medaglie per gli atleti marchigiani: 3 argenti e 4 bronzi. C’è stata anche la seconda posizione di Antonio Gravante, fabrianese dell’Atletica Potenza Picena, sui 3000 metri M35. Poi i terzi posti nel triplo M65 di Giuliano Costantini (Gs Atl. Effebi Fossombrone), nell’alto M40 di Marco De Angelis (Atl. Sangiorgese R. Rocchetti), sui 3000 metri M75 Giuseppe Parenti (Gs Avis Aido Urbino) e nell’alto W75 Giulia Perugini (Sef Macerata).

RISULTATI COMPLETI: http://www.fidalservizi.it/risultati/2016/Ancona_2016/Index.htm

LINK ALLE FOTO (autore FotoGP.it):
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Discriminazione di genere? Accade spesso, oggi anche nei confronti dell’uomo

Intervista a Paola Petrucci, Consigliera di Parità per la Regione Marche.

Pari opportunità: un concetto alquanto idealistico nello scorso secolo, quando sono state combattute le più grandi battaglie in favore dei diritti femminili.
Ma oggi, nella seconda decade del secondo millennio, cosa è cambiato? Lo chiediamo a Paola Petrucci, Consigliera di Parità per la Regione Marche.

Quali sono le occasioni in cui oggi si evidenzia maggiormente una discriminazione femminile? È tuttora il caso di discriminazione più frequente?

L’ambito in cui vengono maggiormente discriminate le donne è quello lavorativo, non a caso già nella Legge n. 863 del 19 dicembre 1984, compare per la prima volta la figura della Consigliera di Parità. Le discriminazioni di genere sul lavoro, che siano dirette o indirette, individuali o collettive, sono subdole e spesso difficili da riconoscere anche per una triste componente psicologica per cui le donne sono abituate a sentirsi “meno importanti” dei colleghi uomini. Un solo dato: le dipendenti italiane, a parità d’incarico ed inquadramento, guadagnano circa il 20% in meno dei loro colleghi. Nelle Marche abbiamo punte del 28%. A questo si aggiunge una segregazione verticale nelle aziende in cui le donne occupano i livelli più bassi a dispetto della loro scolarizzazione più alta e, una volta a casa, si fanno carico del lavoro di cura che non è ne’ retribuito ne’ valorizzato.

Ci sono oggi casi in cui sia discriminato l’uomo?

Certamente si. Intanto mi corre l’obbligo di specificare che le Consigliere di Parità si occupano di discriminazioni di genere sul lavoro e ciò non vuol dire che ci occupiamo di donne discriminate ma di discriminazioni in base al genere. Dal 2001 sono la Consigliera di Parità per la Provincia di Ascoli Piceno, e ogni anno ho almeno un caso maschile: si tratta perlopiù di padri che hanno difficoltà ad accedere ai congedi parentali perché le aziende non gradiscono o non comprendono….i figli sono competenza delle madri, non siamo ancora abituati a padri che scelgono di esercitare il loro ruolo preferendo i figli alla carriera. Qualche anno fa mi è anche capitato un caso di un uomo che voleva fare Assistenza Domiciliare e trovava molte resistenze proprio perché uomo e, come dicevamo prima, le attività di cura vengono considerate appannaggio delle donne. 

Raccontaci sulla tua esperienza alcuni casi in cui ti sei imbattuta

La maggior parte dei quasi trecento casi di cui mi sono occupata in questi anni sono di lavoratrici che hanno difficoltà a veder riconosciuti i loro diritti fondamentali legati alla maternità, che faticano ad entrare o rientrare nel mondo del lavoro o che non riescono a conciliare i tempi di vita con quelli lavorativi. Ci sono stati anche casi di violenza, di vario tipo, sui luoghi di lavoro: dal caso, noto e concluso con la condanna definitiva di otto anni, dell’imprenditore che stuprava le dipendenti a quelli di apprezzamenti non graditi da parte di colleghi o di clienti. 

Come bisogna agire oggi nella società per prevenire discriminazioni di genere?

Le discriminazioni di genere sono il frutto di una cultura sbagliata e gerarchica secondo la quale le donne, e tante altre categorie, vengono considerate meno importanti di altri e, quindi, sottovalutate. Molti uomini si considerano privilegiati rispetto alle donne e, quindi, in diritto di chiedere e pretendere da loro cose che non chiedono agli uomini. Troppi stereotipi costellano la nostra cultura di riferimento e, tra questi, quelli di natura sessista ossia che giudicano e valutano in base al sesso. Un esempio per tutti: immaginate di essere per strada e che un’auto rischia di d’investirvi, inevitabilmente l’istinto è quello d’insultare l’autista…..circa l’80% degli insulti sono di natura sessista: se l’autista è donna sono riferiti alle sue attività o preferenze sessuali; se l’autista è un uomo sono riferiti alle attività o preferenze sessuali della madre o della moglie o della sorella. Solo raramente questo tipo d’insulti vengono riferiti ad un uomo e a pensarli sono spesso anche le donne. La nostra società è radicata su una cultura sessista, che dobbiamo combattere con un attento lavoro di educazione e formazione. Solo in questo modo possiamo costruire una società paritaria e non discriminante,. E non mi riferisco solo alle discriminazioni di genere.

Nel tuo ruolo di consigliera regionale di parità, quale è il tuo maggiore impegno?

Oltre ai compiti che devo perseguire quale Pubblico Ufficiale, ossia intervenire in caso di discriminazioni nei luoghi di lavoro, sono chiamata a diffondere la cultura di parità e sorvegliare affinché vengano attuate le tante leggi per la parità. Il mio impegno quotidiano è questo, e mi ha portato ad interessarmi di molti settori come, per esempio, quello della sanità, che non solo ha una grandissima quantità di lavoratori e lavoratrici, ma è anche lo specchio delle difficoltà che si registrano nel pubblico impiego. Un impegno, quindi, a 360 gradi, verso il settore pubblico e quello privato per promuovere la parità che si realizza, anche, mediante il raggiungimento di un benessere organizzativo nell’interesse di lavoratori e lavoratrici, Aziende ed utenza finale.

 

Paola Petrucci,Chi ha paura del Gender?

Paola Petrucci, Chi ha paura del Gender?

Paola Petrucci, da sempre attiva nel mondo del volontariato, dell’educazione e della promozione sociale, fu la prima donna a iscriversi all’Albo dei Geometri nel 1981. Dopo aver gestito per 15 anni l’impresa edile di famiglia ha iniziato l’attività di consulente e formatrice manageriale con particolare riferimento alle problematiche di genere. Ha ricoperto diversi ruoli istituzionali in seno a Confindustria sia a livello provinciale che regionale e nelle commissioni nazionali dei giovani imprenditori. Dal 1996 è componente della Commissione per le Pari Opportunità della Provincia di Ascoli Piceno dove è stata vice Presidente e coordinatrice dei gruppi di lavoro sulle tematiche inerenti l’impresa, il lavoro e la formazione. Dal 2001 ricopre il ruolo tecnico di Consigliera di Parità per la Provincia di Ascoli Piceno e, dal 2011, quello di Consigliera di Parità per la Regione Marche. È nel gruppo di coordinamento nazionale degli Stati Generali delle donne in cui è responsabile dei percorsi sul passaggio generazionale. Ha da poco pubblicato il libro “Chi ha paura del gender?”




Nube Italpannelli, i Sindaci si rivolgono all’Arpam

Offida – I Comuni dell’Ambito Territoriale Sociale XXIII – Appignano del Tronto, Castignano, Castorano, Castel di Lama, Colli del Tronto, Offida e Spinetoli – vorrebbero maggiori delucidazioni rispetto ai pericoli per l’Ambiente e per la salute in seguito all’incendio avvenuto all’Italpannelli lo scorso 29 marzo. I sindaci dei Comuni interessati – Sara Moreschini, Fabio Polini, Daniel Claudio Ficcadenti, Francesco Ruggieri, Andrea Cardilli, Valerio Lucciarini e Alessandro Luciani – chiedono al Dipartimento Provinciale Arpam di Ascoli Piceno che i territori che amministrano siano inclusi fra quelli da analizzare, tramite campionature, esami e monitoraggi, e di essere costantemente informati sui risultati.

“La nostra preoccupazione e quella di un’intera vallata– sottolineano in coro i Sindaci – riguarda il reale effetto che questa nube di fumi, derivante da combustione di materiali industriali, possa, eventualmente, aver provocato nell’aria, nell’acqua, nei suoli, sulle culture biologiche e non, e sugli allevamenti nel nostro territorio”.

I Sindaci dei Comuni distanti pochi chilometri dal luogo dell’incendio dell’Italpannelli di Ancarano, una volta allertati dalla prefettura, si erano subito mobilitati per comunicare alla popolazione, in via precauzionale, “di restare in casa e di chiudere porte e finestre”, utilizzando i siti istituzionali, i social network, la fonica e i volontari comunali della protezione civile. Ora rimangono in attesa di una risposta da parte dell’Arpam.

2016-03-29 - 15:15:39 -incendio di vaste proporzioni alla Italpannelli

2016-03-29 – 15:15:39 -incendio di vaste proporzioni alla Italpannelli

2016-03-29 - incendio di vaste proporzioni alla Italpannelli

2016-03-29 – incendio di vaste proporzioni alla Italpannelli

 

2016-03-29 - incendio di vaste proporzioni alla Italpannelli

2016-03-29 – incendio di vaste proporzioni alla Italpannelli