Innovazione delle imprese: indagine della Cna

Innovazione delle imprese: indagine della Cna

INDAGINE DELLA CNA DI ASCOLI PICENO SULL’INNOVAZIONE DELLE IMPRESE: IL 93 PER CENTO LA RITIENE INDISPENSABILE, MA SOLO IL 5 PER CENTO RIESCE A METTERLA IN PRATICA CON POLITICHE AZIENDALI E INVESTIMENTI MIRATI

Balloni: innovare e mettersi in rete per aggredire nuovi mercati, la chiave di svolta per le nostre piccole imprese

Capriotti e Brutti (Fidimpresa Marche): in questo avvio di 2016 oltre 37 milioni di finanziamenti per le esigenze delle piccole e medie imprese del Piceno. Finanziamenti per il Made in Italy ma anche per innovazione e passaggio generazionale

 

Ascoli Piceno – Voglia di innovazione ma idee ancora non sempre troppo chiare su strumenti e processi adeguati per raggiungere questo obiettivo. E’ la fotografia delle imprese del Piceno, a conclusione del 2015, che la Cna di Ascoli ha monitorato elaborando i dati del Centro studi regionale dell’Associazione e i risultati delle rilevazioni a campione fatte in presa diretta, ascoltando i propri associati. “Il monitoraggio dello stato delle nostre imprese sul fronte dell’innovazione – spiega Luigi Passaretti, presidente della Cna di Ascoli – ci permette come Associazione di mettere in campo azioni mirate. Puntiamo sull’innovazione e sulla relativa formazione per dare nuovo valore alle nostre imprese e maggiori opportunità occupazionali per i giovani”.

IL WEB E’ ANCORA UN SOGNO NEL CASSETTO. Il 93 per cento degli imprenditori Piceni – è uno dei dati raccolti dalla Cna – reputa positivo l’utilizzo di nuove tecnologie informatiche (sito aziendale, ecommerce, social network) per lo sviluppo della propria azienda. Ma questo è, per molti, ancora quasi un sogno nel cassetto. Entrando più nel dettaglio dei dati, infatti, si scopre che se è ormai quasi totale (95,7 per cento) la connessione internet con un computer presente in azienda solo il 67,5 per cento delle imprese (il campione Cna fa riferimento ad aziende con meno di 10 dipendenti) ha un sito web dedicato alla propria azienda.

E ancora. Di questo 67 per cento di piccole imprese che hanno comunque un sito, solo il 24 per cento promuove la propria attività sui social, il 27 per cento acquista on line materiali per la produzione aziendale e appena il 5 per cento vende utilizzando lo strumento del commercio elettronico.

VOGLIA DI NUOVI MERCATI MA CON POCA PROGRAMMAZIONE E ANCORA MINORE UTILIZZO DI LINGUE DIVERSE DALL’ITALIANO. L’11 per cento degli imprenditori monitorati dalla Cna Picena ha dichiarato che l’innovazione tecnologica e telematica è stata avviata per migliorare la promozione commerciale. Il 13 per cento lo ha fatto, invece, per incrementare l’export. Fra coloro che puntano sul web per internazionalizzare, però, ben il 59 per cento non ha strumenti telematici che gli permettano di monitorare gli utenti stranieri, usando in primis la lingua madre di quella nazione.

Traduzioni, quindi, altro capitolo di forte limite per le piccole imprese del Piceno. Solo il 43 per cento dei siti aziendali attivi sono tradotti anche in inglese, percentuale che sale al 55 per cento se si considerano anche le altre principali lingue parlate nell’Europa comunitaria. Solo il 18 per cento dei siti aziendali di chi dichiara di aspirare a una maggiore penetrazione dei propri prodotti all’estero presenta però traduzioni in lingue parlate nei cosiddetti nuovi mercati emergenti: da quello arabo al cinese, dal russo all’indiano. “I dati dell’indagine – spiega Francesco Balloni, direttore della Cna di Ascoli Piceno – parlano chiaro l’azione dell’Associazione in questo caso è di grande importanza. Questi stessi dati ci dicono, ad esempio, che oltre il 50 per cento delle imprese che si sono messe in rete hanno avuto incrementi di fatturato. E comunque benefici nella loro organizzazione aziendale. Come Cna riportiamo poi la positiva esperienza del fare rete, sia per l’azione sui mercati che per l’innovazione, delle reti che abbiamo attivato. Prima fra tutte quella della moda. E a seguire quella per l’artigianato artistico e per l’agroalimentare”.

E SI INVESTE ANCORA POCO IN INNOVAZIONE E FORMAZIONE. L’onda lunga della crisi di questi ultimi anni, pur avendo radicato anche nelle piccole imprese del territorio Piceno la consapevolezza che l’innovazione e i nuovi mercati siano fondamentali per crescere o addirittura anche solo per sopravvivere, ha determinato – altra forte contraddizione rilevata dagli studi statistici regionali della Cna e dal monitoraggio provinciale compiuto direttamente con le imprese – un calo degli investimenti.

Questo calo è diffuso, purtroppo, su tutte le voci di spesa aziendale. Ma ha colpito ancora di più il settore dell’innovazione e della formazione. Questi i dati elaborati dalla Cna Picena. Prendendo come riferimento il 2005 e dando a quest’anno un valore pari a 100 punti per quanto riguarda gli investimenti per l’innovazione tecnologica, si vede che nel 2007 il valore degli investimenti per l’innovazione era già sceso a 77 punti, per precipitare a 39 punti nel 2015.

Maggiore attenzione ma risultati negativi anche per gli investimenti nel campo della formazione. Prendendo sempre il 2005 come parametro e dandogli come base 100 punti, infatti, si vede che nel 2007 il dato era ancora in crescita, ovvero 129 punti legati agli investimenti per la formazione. Ma poi anche questo importante capitolo è scivolato nella spirale della crisi, andando a finire – nel 2015 – a un valore pari a 81 punti.

Quindi in 10 anni le medie e piccole imprese del Piceno sono state costrette a ridurre del 61 per cento gli investimenti per l’innovazione e del 19 per cento per la formazione del titolare dell’azienda o dei dipendenti. “L’azione di guida di Fidimpresa Marche – aggiunge Massimo Capriotti, direttore provinciale del Confidi unico regionale della Cna – è fondamentale in queste scelte di innovazione e di marketing rivolto a nuovi obiettivi. Le misure di sostegno, a livello regionale, nazionale e comunitario, esistono. L’importante è condividere con l’imprenditore il target migliore per la sua impresa”.

 

CREDITO:INTERVENTI CONCRETO PER SOSTENERE L’INNOVAZIONE

Massimo Capriotti e Vincenzo Brutti, direttore provinciale e funzionario di Fidimpresa Marche, illustrano le misure in campo, già da questi primi mesi del 2016, per sostenere a 360 gradi le piccole e medie imprese, con un’attenzione particolare all’innovazione e alla promozione e salvaguardia del Made in Italy. “Opportunità ce ne sono – commenta il direttore Massimo Capriotti – e Fidimpresa Marche, nei suoi uffici di Ascoli e San Benedetto è a disposizione di tutti gli imprenditori interessati ad avere maggiori informazioni e indicazioni operative per intercettare questi importantissimi fondi perduti”.

 

MODA E MOBILE, 12 milioni di Euro disponibili in tutte le Marche. Il primo bando regionale per il sostegno alla realizzazione e commercializzazione di collezioni innovative.. SOGGETTI BENEFICIARI. Possono partecipare al bando micro, piccole e medie imprese, in forma singola o associata (ATS, ATI , Reti di imprese senza personalità giuridica , Reti di imprese con personalità giuridica) o costituite anche in Consorzi di imprese nei seguenti comparti: -:tessile, pelli, cuoio e calzature, abbigliamento e suoi accessori quali cappelli e berretti.

TIPO DI INTERVENTO. Il bando intende sostenere in particolare la competitività dei settori del Made in Italy. L’intervento prevede il sostegno a progetti di innovazione delle MPMI attraverso l’utilizzo del personale, l’acquisizione di servizi qualificati di consulenza e di supporto all’innovazione e l’acquisto di beni strumentali e attrezzature al fine dell’ideazione, sviluppo e commercializzazione di nuove collezioni di prodotti. Principali ambiti di innovazione: – INNOVAZIONE DI PRODOTTO (MATERIALI E DESIGN) – INNOVAZIONE DI PROCESSO (ORGANIZZATIVA) – INNOVAZIONE COMMERCIALE/MARKETING E VALORIZZAZIONE ECONOMICA DEL MARCHIO/DESIGN.

COSTI AMMISSIBILI. I programmi di investimento devono essere avviati dalle imprese partecipanti successivamente alla data di presentazione della domanda di partecipazione Sono ammessi ad agevolazione i costi determinati, rendicontati e documentati, direttamente funzionali alla realizzazione di collezioni innovative, compresa l’innovazione dei processi e dell’organizzazione necessaria per migliorare i metodi di produzione e rafforzare significativamente le pratiche commerciali, secondo le seguenti tipologie: PERSONALE (max 30% del totale del costo complessivo del progetto ammesso); BENI STRUMENTALI E ATTREZZATURE (COMPRESA LA DOTAZIONE INFORMATICA); BENI IMMATERIALI, BREVETTI, CONSULENZE O SERVIZI EQUIVALENTI

IMPORTI AMMISSIBILI. Il costo complessivo ammesso alle agevolazioni per la realizzazione del progetto non può essere inferiore a € 50.000; il limite massimo dell’investimento agevolabile per il comparto della moda (tessile, abbigliamento, pelli, cuoio e calzature e accessori per l’abbigliamento quali cappelli e berretti) è pari a € 200.000,00 mentre per il comparto del legno e mobile è pari a € 300.000.

ENTITA’ DELL’AIUTO. Il contributo in conto capitale è previsto in misura variabile, dal 10% al 50% delle spese ammesse, a seconda della dimensione dell’impresa e della tipologia di spesa. RISORSE DISPONIBILI: € 6.000.000 per il comparto della moda (tessile, pelli, cuoio e calzature, abbigliamento e suoi accessori quali cappelli e berretti); € 6.000.000 per il comparto del legno e mobile. SCADENZA BANDO: Il bando sarà pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Marche giovedì 3 marzo 2016. La domanda di partecipazione dovrà essere compilata on line entro le ore 13:00 del 17/05/2016 e trasmessa tramite P.E.C. entro le ore 23.59 del 23/05/2016.

AREE DI CRISI: 17 milioni di Euro disponibili per le 3 aree di crisi regionali, una delle quali coincide con i comuni della provincia di Ascoli Piceno. Sono interessare le imprese con sede in ognuno dei 33 comuni della provincia di Ascoli Piceno. La dotazione del fondo perduto è di 17 milioni di Euro. L’uscita del bando è prevista per il mese di aprile è il contributo a fondo perduto sarà pari al 50 per cento delle spese ammissibili.

Verranno finanziate: 1) Start up di nuove imprese in tutti i settori; 2) processi di innovazione di imprese già esistenti; 3) il passaggio generazionale da genitori a figli ma anche da dipendenti che vogliono rilevare l’impresa nella quale lavorano e il cui titolare è ultrasessantenne; 4) reimpianto di impianti produttivi in Italia dopo la delocalizzazione all’estero.

SICUREZZA SUL LUOGO DI LAVORO. A disposizione, per questo terzo bando non di natura regionale ma emanato dall’Inail, 8,7 milioni di Euro in tutta la regione Marche. Il bando è attivo dal primo marzo e prevede un contributo a fondo perduto del 65 per cento. Sono finanziabili tutte le azioni volte a migliorare la sicurezza negli ambienti di lavoro, la salute dei dipendenti, l’ambiente e – novità in questo bando 2016 – anche la bonifica dall’amianto.

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