EsporTiAmo: la comunicazione aziendale a livello internazionale

Sesto incontro, alla Camera di Commercio di Ascoli Piceno, del corso “EsporTiAmo”

ASCOLI PICENO – Lo schema di comunicazione tra aziende e potenziali partners è stato codificato da tempo e molto è stato scritto sui problemi che possono insorgere tra “emittente” e “ricevente”: la corretta comprensione di un messaggio può essere pregiudicata da contesti sociali diversi, da interferenze sul canale, da una tradizione culturale che non coincide.

Tutti questi potenziali ostacoli si moltiplicano quando si tratta di instaurare un rapporto commerciale internazionale: il sesto incontro del corso gratuito “EsporTiAmo”, voluto dalla Camera di Commercio di Ascoli Piceno presieduta da Gino Sabatini, rivolto alle imprese che intendano avviare un processo di internazionalizzazione o che desiderino avere conferme rispetto ai primi passi che hanno intrapreso, è intitolato I love speaking Export – La comunicazione internazionale.

 

Giovedì 7 aprile, a partire dalle ore 15.00, presso la Camera di Commercio di Ascoli Piceno, il docente, Michele Riderelli, indicherà “le cose da fare” e gli errori da evitare dall’email ai social networks, passando attraverso website e company profiles.

 

Questo modulo, tra gli otto previsti – ha dichiarato il Presidente della Camera di Commercio Gino Sabatini – è uno dei più operativi, perché la comunicazione è sì origine del successo di una trattativa commerciale, ma può anche comprometterla del tutto e sin dal principio, se non si conoscono le regole basilari, che variano di Paese in Paese. La giornata dedicata alla comunicazione internazionale rappresenta lo spirito pratico che la Camera di Commercio ha voluto dare a questo corso.

 

Per conoscere le modalità di partecipazione ed avere ulteriori informazioni sull’iniziativa è sufficiente visitare il sito www.ap.camcom.gov.it




dalla Regione Marche

2016-04-05

Regione Marche e Agenzia delle Entrate

Convenzione triennale per la gestione dell’Irap e dell’addizionale regionale Irpef

 

È  stata stipulata per il triennio 2016-2018 la convenzione tra l’Agenzia delle Entrate e la Regione Marche per la gestione dell’Irap e dell’addizionale regionale all’Irpef. In base all’accordo, firmato dal  Direttore regionale dell’Agenzia delle Entrate e dal dirigente del Servizio Risorse Finanziarie e Politiche Comunitarie della Regione, i contribuenti marchigiani possono continuare a rivolgersi direttamente agli uffici dell’Agenzia delle Entrate per ricevere la necessaria assistenza e informazione sui due tributi per la corretta applicazione della normativa statale e regionale.

La “divisione dei compiti” fra Entrate e Regione: l’Agenzia assicura la gestione delle attività di liquidazione, accertamento, riscossione e tutela dinanzi agli organi del contenzioso ed effettua i rimborsi delle imposte erroneamente versate. La Regione esercita i poteri di indirizzo e controllo delle attività di gestione delle imposte e definisce la strategia generale e i criteri per la selezione dei soggetti con domicilio fiscale nelle Marche da sottoporre a controllo.

“Questo accordo – secondo il direttore regionale dell’Agenzia, Carmelo Rau – continua e rafforza  il percorso di condivisione e di collaborazione tra le due amministrazioni per il perseguimento efficace della tutela del contribuente, dell’equità fiscale e del contrasto all’evasione, nella prospettiva di stabilire nuove sinergie finalizzate a razionalizzare attività e funzioni per perseguire l’efficacia dell’azione impositiva e di recupero delle entrate di spettanza regionale”.

La collaborazione tra istituzioni sul territorio – sottolinea l’assessore al Bilancio, Fabrizio Cesetti –   produce servizi di qualità e accessibili in forma decentrata, a beneficio dei cittadini contribuenti. Se con la stipula dell’accordo l’obiettivo è quello di avere un gettito fiscale garantito e certo, è altrettanto importante che tutto ciò avvenga nella logica e sicurezza di un fisco amico, più vicino alle problematiche delle imprese e dei cittadini e attento alle loro esigenze, dando effettiva attuazione a quel modello di federalismo fiscale che prevede la sinergia tra gli apparati della pubblica amministrazione e garantisce al cittadino-contribuente la possibilità di valutare l’operato degli stessi, consentendogli di collegare al prelievo fiscale il corrispondente livello dei servizi pubblici o di funzioni essenziali”.

L’accordo di collaborazione conferma, in linea generale, metodi e contenuti dell’attività svolta nel 2015, con gli stessi costi annuali per la Regione, compreso il diretto riversamento delle somme riscosse dalla lotta all’evasione nelle casse della Regione che hanno prodotto lo scorso anno oltre 25 milioni di euro al bilancio regionale.

“FAR RIENTRARE L’ATLETA DI LISIPPO A FANO, UNA MISSIONE DA CONCLUDERE”

 

L’ASSESSORE PIERONI ANNUNCIA LA DETERMINAZIONE DELLA REGIONE A CONDURRE NUOVE BATTAGLIE PER IL RECUPERO DEL PREZIOSO BRONZO DAL MUSEO GETTY DI MALIBU’

 

 

Lisippo - Atleta Vittorioso

Lisippo – Atleta Vittorioso

“Siamo fortemente determinati a condurre, se fossero necessarie, nuove battaglie legali, nonché ad appoggiare apertamente le iniziative locali a qualsiasi livello, per riportare a Fano l’Atleta Vittorioso attribuito a Lisippo, ancora detenuto dal  Getty  Museum di Malibù (California) ”. Questa in sintesi la volontà della Regione Marche ribadita oggi in Assemblea legislativa dall’assessore al Turismo-Cultura, Moreno Pieroni attraverso una mozione.  In quest’ultima, si impegna il governo regionale a riconfermare il patrocinio legale dell’Avvocatura regionale per la restituzione del prezioso reperto bronzeo che ha vissuto alterne vicende dal 1964, anno del suo ritrovamento in mare e poi acquistato da Getty nel 1977. L’iter per la restituzione è stato annoso e irto di ostacoli e non ha portato ancora allo sperato e augurabile obiettivo.

“ E’ chiaro che il rientro di questa statua bronzea – ha aggiunto l’assessore Pieroni –  l’unica originale al mondo giunta fino a noi dalla Grecia ma anche il più celebre reperto archeologico finito clandestinamente all’estero, rappresenta per le Marche e per la città di Fano  un valore inestimabile in termini di arricchimento del patrimonio culturale-archeologico  e per il Paese l’applicazione di un principio costituzionale sacrosanto all’art.9 : “la Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica”  . Il prossimo passo sarà aprire, entro questo mese,  un tavolo dove confrontarci con tutti i soggetti interessati– Regione attraverso l’avvocatura, Comune di Fano e studi legali privati che ne  hanno già seguito le vicende giudiziarie-  per decidere il percorso migliore da intraprendere.  Non ci si può fermare – ha concluso Pieroni – di fronte a vizi di forma dopo che era stata riconosciuta la confisca del bene . Se c’è da ripartire da zero lo faremo per arrivare ad annullare una situazione paradossale:  che rimanga presso un privato un bene culturale chiaramente detenuto clandestinamente .”

Oggetto di numerose rogatorie internazionali,la questione del rientro dell’Atleta  si è …arenata sul fondo dei vizi procedurali di forma per una recente sentenza della Cassazione che aveva annullato la confisca del Lisippo,  dichiarato bene indisponibile dello Stato italiano esportato illecitamente.

Di questa vicenda se ne sono occupate molte personalità, nazionali e locali, della cultura, della politica, autorità  in materia legale e di arte, giornali ( anche il Los Angeles Times gridava allo scandalo per la Collezione Getty raccolta con l’aiuto di tombaroli e ricettatori internazionali ) tanto da far parlare di giallo archeologico .  Ma anche molti studiosi e archeologi perché costituisce anche un prezioso reperto per la ricerca storica del periodo di passaggio dalla fase classica a quella ellenistica. Attribuita a Lisippo ( l’artista preferito di Alessandro Magno)  dal professor Paolo Moreno de la Sapienza di Roma , nel 1971 la statua fu acquistata da Heinz Herzer , un commerciante di Monaco e di lì i primi restauri, nel 74 la datazione al radiocarbonio la colloca nel  IV secolo a.C. Tra le peripezie nel corso dei vari passaggi di mano l’Atleta è stato anche a Gubbio e in Svizzera .




I Rettori italiani a Urbino per celebrarne il 510mo anno

Domattina alle 9 nell’Aula Magna del Rettorato la Giunta della CRUI

 

 

 

 

 

Urbino, 2016-04-05 – Al compimento dei suoi 510 anni, l’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo riceve l’omaggio della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI) che riunirà la sua Giunta dalle 9 alle 11 di domani mattina, mercoledì 6 aprile, nell’Aula Magna del Rettorato, in via Saffi 2.

Tra i punti all’ordine del giorno ci sarà una valutazione dell’evoluzione normativa riguardante gli atenei italiani ma non mancheranno le prime considerazioni sull’esito della “Primavera delle Università” che ha visto coinvolti tutti gli atenei italiani e sulla recente promessa del Ministro Stefania Giannini, pronunciata in occasione della sua visita a Urbino, di una prossima “Estate delle università” che vedrà il rilancio degli investimenti del paese nella ricerca e nell’istruzione superiore.

 

 

 

“Siamo onorati di ospitare la Giunta della CRUI” ha affermato il rettore Vilberto Stocchi. “Si tratta di un segno di particolare attenzione e sensibilità nei confronti del nostro ateneo in occasione delle celebrazioni del suo 510° anno. Sono grato al presidente Gaetano Manfredi per avere esteso l’invito anche agli altri rettori italiani”




Workshop all’Hotel Marche: “Al Centro, il Lavoro”

I Centri per l’Impiego illustrano i propri servizi alle imprese di recente costituzione

 

Ascoli Piceno, 2016-04-05 – Nell’ambito della manifestazione “Italian Employers’Day 2016” promossa dall’Unione Europea e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, si terrà giovedì 7 aprile ad Ascoli nella sala congressi dell’Hotel Marche (Via Kennedy 34) un workshop dal titolo “Al Centro, il Lavoro”. Un evento che contemporaneamente si svolgerà in tutta Europa (“PES network”) a testimonianza dello spirito di collaborazione e di coesione fra tutti gli Stati Membri dell’UE in un settore fondamentale come quello del lavoro.

Nel capoluogo piceno, obiettivo dell’iniziativa curata dalla Provincia e dalla Regione Marche, in sinergia con l’agenzia ministeriale “Italia Lavoro”, è far conoscere ai rappresentanti delle piccole e medie imprese locali di recente costituzione, le numerose attività – tutte gratuite – fornite dai Centri per l’impiego di Ascoli e San Benedetto del Tronto.
La giornata informativa si aprirà, alle ore 9.30, con l’intervento del funzionario Stefano Girolami che illustrerà i principali servizi offerti dal Centro per l’Impiego come l’incrocio domanda/offerta, il collocamento mirato, l’orientamento professionale e scolastico, lo sportello immigrati, il sostegno alla creazione d’impresa, il supporto per la compilazione del curriculum vitae, il prestito d’onore e altre azioni.

A seguire, alle 11, la dott.ssa Luciana Nardini, coordinatrice operativa nazionale del Programma ACT dell’agenzia “Italia Lavoro” si soffermerà sulle novità della Riforma Jobs Act, su progetti e misure attualmente finanziate di accompagnamento e sulle opportunità di inserimento lavorativo. A conclusione, avrà luogo un momento di confronto tra relatori e partecipanti. Per l’occasione saranno distribuite guide e materiale informativo.




Diritti in crescita: le unioni civili omosessuali

Bisogni, aspettative e regolamentazioni

VENERDI’ 8 APRILE IL CONVEGNO “DIRITTI IN CRESCITA: LE UNIONI CIVILI OMOSESSUALI”

 

Urbino – Importante e attuale il tema che sarà dibattuto venerdì 8 aprile alle 14 nell’Aula Rossa di Palazzo Battiferri per il convegno “Diritti in crescita: le unioni civili omosessuali. Bisogni, aspettative e regolamentazioni”.

Dopo il saluto del rettore Vilberto Stocchi, questi gli interventi in programma:

– Giovanni Adezati, Professore di Diritto Privato dell’Università di Urbino Carlo Bo, che tratterà Le unioni civili omosessuali: dibattito e prospettive.

– Giovanni Genova, Vice Presidente di Avvocatura per i diritti LGBTI – Rete Lenford, Avvocato del Foro di Bologna: Il riconoscimento dei diritti e la loro tutela in forma associata

– Sergio Sideri, Notaio, Direttore Commissione Studi Civilistici, Consiglio Nazionale del Notariato Roma: I contratti di convivenza e l’attività notarile

– Paolo Morozzo della Rocca, Professore Ordinario di Diritto Civile Università di Urbino Carlo Bo: Profili critici del progetto di legge sulle unioni civili

– Anna Maria Panfili, Avvocato in Genova, UGCI: I diritti e l’interesse del minore

– Fabio Bordignon, Professore di Scienza Politica Università di Urbino Carlo Bo: Profili sociologici. L’evoluzione dell’opinione pubblica e le scelte della politica

Al convegno sono state invitate le senatrici Monica Cirinnà e Camilla Fabbri.

Pur in presenza di un acceso dibattito nei media e in Parlamento sui temi delle unioni civili e dell’adozione, si individua la carenza di una corretta informazione, conseguente ad una accesa conflittualità generatasi nel mondo politico e nella società. Il deficit conoscitivo impedisce un sano confronto pubblico, inficiando la consapevolezza delle scelte politiche che dovrebbero invece approdare a regole legislative condivise e ponderate, frutto di caute riflessioni e interrogazioni della coscienza.

Il convegno mira ad offrire un contributo scientifico, giuridico e sociologico, rappresentando un momento di possibile accrescimento culturale e divulgativo, arricchendo il dibattito che scorre parallelo all’iter legislativo.

L’iniziativa coinvolge la comunità scientifica, gli ordini professionali forense e notarile, gli studenti universitari, le associazioni a tutela dei diritti dei cittadini e tutti gli interessati.

La partecipazione è libera e gratuita. Evento accreditato presso l‘Ordine degli Avvocati di Urbino (4 CFO) per la formazione permanente professionale. E’ inserito tra le iniziative formative del dottorato di ricerca in Economia, Società, Diritto dell’Università di Urbino Carlo Bo. Saranno riconosciuti 0.50 CFU agli studenti della Scuola di Giurisprudenza che parteciperanno. Saranno riconosciuti 0.50 CFU agli studenti della Scuola di Scienze Politiche e Sociali (relazione obbligatoria) che parteciperanno.

 clicca l’allegato

ConvegnoUnioniCivili

Contatti Giovanni Adezati giovanni.adezati@uniurb.it;

Maria Messina maria.messina@uniurb.it;

Patrizia Guidi, Segreteria didattica Scuola Scienze Politiche e Sociali patrizia.guidi@uniurb.it. Tel. 0722.303510




Workshop in onore dell’archeologa Claudia Giontella all’UniMc

Giovedì 7 aprile alle 9.30 al Dipartimento di Scienze della formazione, confronto tra esperti e ricercatori sulla valorizzazione del patrimonio archeologico.

 

Macerata – L’Università di Macerata ha organizzato per giovedì 7 aprile una giornata per onorare la memoria di Claudia Giontella a quattro anni dalla sua scomparsa e per ricordare l’intensa attività di studio e didattica svolta dalla docente, archeologa, stimata ricercatrice di etruscologia e professoressa di civiltà dell’Italia preromana, autrice di libri e pubblicazioni. 

La mattina a partire dalle ore 9.30 al Dipartimento di Scienze della formazione, Polo didattico Bertelli in contrada Vallebona, si svolgerà il workshop “Ricerca, tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico: opinioni a confronto“. Interverranno il capitano dei carabinieri del Nucleo Tutela patrimonio culturale Carmelo Grasso che parlerà delle attività a difesa dei beni Archeologici di Ancona; Paolo Gull dell’Università del Salento che illustrerà il tema della “bonifica archeologica” e della gestione del rischio; il soprintendente regionale all’Archeologica Mario Pagano che parlerà del problema della tutela archeologica in Italia alla luce delle ultime riforme dell’amministrazione dei beni culturali; Francesca Sogliani della Scuola di specializzazione in beni archeologici dell’Università della Basilicata che illustrerà il modello per la Basilicata e per Matera 2019. Introducono i lavori i docenti Unimc Umberto Moscatelli ed Emanuela Stortoni.

Claudia Giontella ha scavato nel sito romano di Vigna Barberini a Roma-Palatino e in molti altri di area umbra, come il santuario italico di Monte Torre Maggiore, l’insediamento etrusco-romano in località Gabelletta di Orvieto, l’insediamento di epoca orientalizzante in località Casanova-Maratta, il santuario etrusco di Cannicella  e il sito di località Campo della Fiera di Orvieto. Ha partecipato a molteplici campagne topografiche, attività di schedatura, convegni, mostre e progetti di ricerca.




UrbanGenHome Conference all’UniCam

ALLA SCUOLA DI ARCHITETTURA E DESIGN DI UNICAM LA “URBANGENHOME CONFERENCE”

 

 

Camerino, 5 aprile 2016 – La Scuola di Architettura e Design “E. Vittoria” dell’Università di Camerino organizza per i prossimi 7 e 8 aprile l’evento “UrbanGenHome Conference”.

 

UrbanGenHome è una ricerca di ateneo, che raccoglie diversi settori disciplinari nel comune scopo di individuare temi e azioni utili alla città. L’ambito di studio è quello della macro-regione ionico adriatica, come territorio caratterizzato non solo da condizioni analoghe, geografiche e climatiche.

Le due giornate della conferenza saranno dedicate a svolgere una ricognizione su esperienze di rigenerazione urbana svolte in varie parti di Italia e in Europa, con l’obiettivo di vederne le possibili ricadute in contesti simili a quello della ricerca.

La sfida è quella di affrontare il tema secondo un’ottica multidisciplinare, facendo dialogare esperti ricercatori e non: architetti (progettisti, urbanisti, tecnologi, designer), giuristi, fisici ambientali, ingegneri, informatici.

 

“Come nel genoma umano, – ha affermato la prof.ssa Maria Federica Ottone, coordinatrice del progetto – nei caratteri identitari di una città ci sono ampie zone sconosciute e poco indagate all’interno delle quali è possibile identificare nuove potenzialità. L’obiettivo della ricerca è quello di individuare nuove metodologie di intervento che si possono generare alle diverse scale di indagine, partendo dalle relazioni tra costruito e non costruito: questa relazione costituisce la premessa per azioni mirate e puntuali, riconnesse tra loro da una strategia che vuole enfatizzare il tema dell’abitare sostenibile e inclusivo”.

La città adriatica, con la sua indeterminatezza, viene vista come una opportunità, anche nel quadro di sviluppo di una nuova dimensione urbana.

Indagare e progettare all’interno della relazione tra costruito e non costruito, con una attenzione speciale alla sinergia tra le diverse scale di intervento, è la premessa per individuare nuove azioni ed ottenere risultati che possano migliorare la qualità della vita non solo all’interno del proprio spazio domestico e lavorativo, ma anche nello spazio urbano immediatamente prossimo. Una sorta di moltiplicazione di benefici generati dallo studio delle dinamiche che, alle diverse scale, possono esemplificarsi in: centro-periferia, abitato-abbandonato, esterno-interno, coperto-scoperto, permeabile-impermeabile, verde spontaneo-verde organizzato, ecc.

 

“L’indagine – prosegue la prof.ssa Ottone – si svolge con una attenzione maggiore rivolta all’ordinario piuttosto che allo straordinario. O meglio, quello che si vuole trasmettere è la volontà di evidenziare i meccanismi attraverso i quali poter accelerare il processo di trasferimento tra pratica eccezionale a pratica quotidiana. Le condizioni oggetto del nostro interesse sono: abitare lo spazio domestico, abitare lo spazio del retail, abitare la città”.

 

I relatori sono stati esortati non tanto a parlare dei propri successi in modo acritico, quanto invece a segnalare i problemi, a focalizzarsi sulla “battaglia” per ottenere determinati risultati, piuttosto che soffermarsi sui risultati.

E’ così che da questa conferenza si potrà partire per realizzare una mappa di problemi e un elenco di proposte che il gruppo di ricerca potrà sottoporre alle amministrazioni in un secondo round. Per il prossimo autunno, a conclusione della ricerca, sarà infatti organizzato un evento con amministratori, associazioni, imprese, per confrontare le esperienze e valutare possibili proposte.

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PDF icon Programma del convegno

PDF icon Locandina

 




dall’Unione Rugby settore giovanile

UNIONE RUGBY UNDER 12 : QUARTO RAGGRUPPAMENTO DELLA STAGIONE

 

San Benedetto del Tronto – Domenica 3 aprile i giovani giocatori dell’Unione Rugby di San Benedetto del Tronto hanno partecipato ad un altro raggruppamento.

Questa volta hanno giocato nello stadio di Rugby del Teramo ed hanno sfidato le squadre delle società Amatori Rugby Ascoli 1960, Rugby Tortoreto, Teramo Rugby e Pescara.

Impegno e correttezza sono state le parole d’ordine anche in questa occasione. I giocatori dell’Unione hanno dimostrato grinta e desiderio di fare sempre meglio e si sono impegnati fino all’ultimo incontro, dimostrando un forte spirito di squadra e grande tenacia. Allenatori e tecnici sono stati a bordo campo per un sostegno “tecnico”, mentre i genitori ed i sostenitori li hanno incoraggiati dagli spalti.

Non è mancato un abbondante e gustoso terzo tempo offerto dai genitori della squadra ospitante!

Un’altra bellissima mattinata all’insegna dello sport e dell’impegno.




Giovedì il jazz di Bosso e Biondini al Container

GROTTAMMARE (AP) – Giovedì 7 aprile chiude in bellezza “A love supreme”, la stagione jazz del Container Club di Grottammare, con un duo d’eccezione: Fabrizio Bosso e Luciano Biondini.

I talentuosi musicisti proporranno il concerto “Face to Face”, muovendosi tra richiami all’estetica del jazz, libera improvvisazione e influenze latine. La tromba di Bosso si mescolerà con il tocco maturo della fisarmonica di Biondini in un dialogo fatto di reciproco ascolto e profonda empatia. La forza e il pathos di cui sono pieni i rispettivi temperamenti musicali qualificano un progetto di grande pregevolezza artistica, come già dimostrato dal disco che hanno registrato insieme nel 2012 (intitolato, appunto, “Face to Face”), raro esempio di maestria stilistica, modernità e facilità di ascolto.

 

Ad arricchire la serata del Container ci penserà, in aperura, il giovane ma già pluripremiato sassofonista abruzzese Piero Delle Monache con il suo progetto per solo sax e iPhone dal titolo “SoloSè”.

 

Apertura porte e biglietteria ore 21,00. Inizio concerti ore 21,30. Info e prenotazioni: 349 8098508

 




Musica e letteratura. Quali sono i libri preferiti di Rossano Lo Mele?

Se dovessimo indicare dei musicisti italiani che negli ultimi lustri hanno cantato l’amore in modo originale e raffinato, riconoscibile e internazionale, con tutta probabilità diremmo i Perturbazione. La band piemontese, dal primo album interamente in italiano, “In circolo” del 2002, fino al recentissimo “Le storie che ci raccontiamo” (leggi la recensione), ha sempre scritto canzoni che somigliano ad acquerelli, delicatamente sentimentali, letterari e, al tempo stesso, profondamente legati alla contemporaneità.

Dopo Bugo, Giuliano Dottori, Andrea Chimenti, Erica Mou, Levante e Patrizia Laquidara, abbiamo intervistato Rossano Lo Mele, fondatore, batterista e autore dei testi dei Perturbazione, oltre che direttore del mensile Rumore, sulle sue letture preferite e su come queste influenzino le canzoni della band.

 

Ricordi qual è stato il romanzo che ti ha fatto innamorare della lettura?

Ce ne sono diversi, perlopiù legati a Italo Calvino: le sue fiabe italiane riscritte o la celeberrima trilogia degli antenati. Diciamo che ricordo anche però bene le letture che hanno rischiato di allontanarmi dalla lettura stessa. Mia madre, lettrice avidissima e fortissima da sempre, da piccolo mi propinò una Capanna dello zio Tom che fu quasi letale per me, devo essere sincero. L’intenzione era di avvicinarmi ai temi e alla consapevolezza legati al razzismo, tuttavia diciamo che non ero preparato.

Quanto leggi oggi?

Leggo sempre. È di gran lunga la mia attività principale, da decenni ormai. Credo abbia a che fare anche con le mie scelte legate agli studi: sono laureato in lettere, vecchio ordinamento, specializzato in letteratura nordamericana. Per questo ho sempre un libro sul comodino. In questo momento, per esempio, ho cominciato a leggere Fruttero & Lucentini che, mea culpa, avevo sempre ignorato. Il romanzo A che punto è la notte; ma sto leggendo anche la raccolta di pezzi giornalistici del solo Carlo Fruttero, Mutandine di chiffon: Memorie retribuite.

Sei uno che legge in solitudine o riesci a leggere anche in mezzo alla gente? In tour, per esempio, riesci a leggere?

In tour leggo sempre, ma per la verità è un tipo di attività che svolgo meglio in solitudine, a casa. O in quelle situazioni di coda, tipo dal dentista, dal medico, all’ASL. Oddio, detto così suona come un’attività sanitaria.

Ti sei mai sentito spinto a scrivere una canzone dopo aver letto un romanzo?

Molte canzoni dei Perturbazione, più di quante si pensi, nascono da libri, romanzi e racconti. Brautigan (2007, sta in Pianissimo fortissimo) nasce dalla lettura dei racconti brevi dell’omonimo scrittore. Brani ancora inediti come Presente assente o Il paradiso degli amanti derivano rispettivamente dalla lettura del romanzo a fumetti Cinquemila chilometri al secondo di Manuele Fior o della recente autobiografia dello scrittore americano John Cheever.

In una canzone dei Perturbazione di qualche anno fa, Leggere parole, citavate Calvino e Perec e raccontavate una separazione amorosa in parallelo con una divisione dei libri. Come è nata quella canzone?

Memoria da elefante, la tua! Nasce dalla chiusa di un romanzo breve di Dario Voltolini, che fu anche mio professore di scrittura (e più precisamente di ritmo nella scrittura) ormai molti anni fa. Mi è sempre piaciuto quel “leggere parole leggere” che si poteva interpretare in tantissimi modi. E mi sono chiesto: che succede se assembliamo quella chiusa alla storia di due persone. Al fatto che molto spesso per sedurre o conquistare qualcuno capita di riciclare parole, situazioni, luoghi, cliché. Non è elegante, ma succede più di quanto si immagini. Ecco.

C’è un romanzo che secondo te ha raccontato l’amore meglio di tutti gli altri?

Penso che un libro recente come Lacci di Domenico Starnone racconti l’amore in una maniera talmente adulta, omnia, matura, profonda da lasciare i brividi, una volta chiuso. Universale, perché racconta cosa vuol dire l’amore e la sua assenza (e l’innamorarsi) a tutte le età, in condizioni diverse. E tutto ciò che siamo disposti a fare o subire per questo.

Un romanzo al termine del quale ti sei sentito completamente compreso e accolto?

Ce ne sono tantissimi, ma ne sceglierò uno italiano. E quasi contemporaneo. Dico quindi A perdifiato di Mauro Covacich. Perché parla anche di corsa (che cerco di praticare, ma non quanto vorrei) e perché dice soprattutto della natura umana. Dell’amore, dei mille misteri che ognuno di noi ha ed è. Del dolore fisico che i sentimenti danno. E del dolore fisico che la fatica crea. Della solitudine, della distanza. Del pericolo. E delle menzogne senza le quali non esisterebbe l’idea che abbiamo di verità. Scrittore gigantesco, Covacich.

Un romanzo che ti ha tormentato e disturbato più di altri?

Anche qui, ce ne sono parecchi. Diciamo che negli anni della formazione mi colpì molto La campana di vetro di Sylvia Plath. Un po’ per la storia, davvero asfissiante, che racconta. Ma parecchio anche per la biografia della Plath stessa, morta suicida. E per il controverso rapporto col marito Ted Hughes. Altro uomo di lettere, da molti considerato il “movente”, diciamo così, della campana di vetro.

Jonathan Franzen "Libertà"

Jonathan Franzen “Libertà”

Qual è la tua idiosincrasia letteraria?

Non saprei, diciamo che ho sempre fatto una fatica bestiale con uno come Thomas Pynchon, ma immagino sia solo colpa mia. Credo semplicemente abbia una modalità di scrittura e di evocazione che non sento vicina e che fatico a capire.

C’è un romanzo a cui la tua musica credi possa fare da ideale colonna sonora?

Mi piacerebbe molto che la nostra musica potesse idealmente fare da colonna sonora a un romanzo enciclopedico come Libertà di Jonathan Franzen. Perché dentro c’è una gamma di situazioni, sentimenti, età, storie davvero ampia. E una visione per me invidiabile, dei medesimi e dell’attualità, dei tempi che abitiamo. Una capacità di racconto e coinvolgimento senza eguali.

Quali sono i tuoi tre romanzi preferiti di tutti i tempi?

Pastorale americana di Philip Roth per la capacità di affresco, creazione e descrizione di personaggi e sentimenti. Il giovane Holden di J.D. Salinger perché ha inventato un mondo, una scrittura, e anche un personaggio divenuto iconico. Il grande Gatsby di F.S. Fitzgerald, perché ha la chiusura più bella della storia della letteratura, almeno per me.