Incontro con Alberto Maggi per raccontare la malattia, ai confini della vita

Incontro con Alberto Maggi per raccontare la malattia, ai confini della vita

INRCA, UN INCONTRO CON PADRE ALBERTO MAGGI PROMOSSO DALL’ASSOCIAZIONE CUORE VIVO

Ancona, 8 Aprile 2016 – Un incontro per raccontare la malattia, ai confini della vita: un viaggio attraverso la guarigione, tra paura e speranza, da parte di chi ci è passato in prima persona. Della propria esperienza come malato grave ne ha parlato padre Alberto Maggi, nell’ambito della conferenza organizzata dall’Associazione Cuore Vivo Onluspresso la facoltà di Economia dell’UnivPm. L’obiettivo? Riflettere su un argomento tabù come la morte, tema spesso ignorato ma che permette una riflessione sui valori più autentici dell’esistenza. All’incontro, erano presenti il Direttore Generale Gianni Genga e Roberto Antonicelli, Responsabile Cardiologia Inrca e Presidente Associazione Cuore Vivo, la cui sede si trova presso l’Ospedale della Montagnola.

un momento dell'incontro
un momento dell’incontro

Le malattie non si combattono solo dentro gli ospedali – ha detto Antonicelli – e con conferenze come queste vogliamo, oltre a sensibilizzare sulle malattie di cuore, che sono la prima causa di mortalità in Italia, anche offrire un punto di vista diverso”. Un’occasione per riflettere su come i servizi offerti debbano includere anche la dimensione umana oltre a quella sanitaria.

Nell’ambito della conferenza Padre Alberto Maggi, del Centro Studi Biblici “Vannucci” di Montefano, ha parlato del libro “Chi non muore si rivede”, nel quale racconta la sua esperienza di malato, per quasi tre mesi in bilico tra la vita e la morte, vissuta però con serenità e umorismo.

Da questa esperienza, unita agli studi della bibbia, il teologo ha sviluppato una propria visione: la morte non va contrapposta alla vita, ma alla nascita: due aspetti di un’unica esistenza, che non viene distrutta ma trasformata. “Come si nasce una prima volta – ha detto – così c’è una seconda nascita: non si muore quindi, si nasce due volte”.

Chi non muore si rivede
Chi non muore si rivede
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