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Quale futuro per la diroccata chiesa di San Francesco in Candelara?

di | in: Cronaca e Attualità

giornata di studio dedicata all’ex-chiesa conventuale di Candelara

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Grande successo di pubblico per la giornata di studio dedicata all’ex-chiesa conventuale di Candelara

 

«Francesco, va e ripara la mia chiesa che, come vedi, è tutta in rovina!». 

 

 

Candelara – Così domenica scorsa, Lorenzo Fattori ha salutato i partecipanti alla tavola rotonda intitolata “Quale futuro per la diroccata chiesa di San Francesco in Candelara?”, fortemente voluta dalla Pro Loco di Candelara e dal Terzo Consiglio di Quartiere. I saluti dell’amministrazione comunale, proprietaria dell’ex-edificio ecclesiastico, sono stati portati dal vicesindaco Daniele Vimini, che si è soffermato nel suo saluto sull’importanza dell’ascolto delle esigenze del territorio, e dal presidente del Terzo Quartiere Nicholas Blasi il quale ha detto che per la prima volta nel territorio in occasione della “Notte dei Musei” si è svolta una vera propria staffetta di eventi di grande valore artistico. Erano inoltre presenti l’on. Oriano Giovanelli (che durante il suo mandato di Sindaco di Pesaro, nel 1997, ha promosso il restauro del tetto della chiesa), l’ass. Sara Mengucci ed il presidente provinciale delle Pro Loco Damiano Bartocetti.


La prima relazione è stata quella della prof.ssa Grazia Calegari che, oltre ad aver ripercorso la storia della chiesa di San Francesco, si è soffermata sull’iconografia delle immagini francescane in essa conservate, evidenziando il ruolo della beata Michelina Metelli che, secondo la leggenda, è stata colei che ha voluto il convento di Candelara; inoltre naturalmente, come in ogni chiesa francescana, un particolare culto era riservato all’Immacolata Concezione.

È seguito l’intervento della dott.ssa Milena Baldelli che ha evidenziato come, nonostante l’intervento di restauro del 1997, negli ultimi anni l’edificio sia stato soggetto a diverse tipologie di dissesti dovuti a fattori strutturali, idrogeologici, atmosferici e antropici. Attualmente è senz’altro necessario il ripristino di una situazione sanitaria, asportando lo strato di guano depositatosi lungo gli anni sul pavimento e sulle pareti, e la rimozione di tutti i materiali estranei depositati all’interno senza alcun motivo evidente. Indispensabile identificare le cause di una lesione tuttora attiva che interessa una parete della sacrestia già da prima del 2008, e dell’umidità di risalita che coinvolge la stessa sacrestia e la chiesa. Individuate le cause bisognerà studiare gli opportuni interventi.

Gli architetti Fabio Pradarelli e Deborah Sparacca, che hanno redatto il progetto di valorizzazione del nuovo borgo di Candelara, hanno evidenziato l’importanza di una struttura polifunzionale come quella di San Francesco per incentivare il turismo attraverso un programma mirato fatto di mostre e concerti.

Marco Maria Scriboni ha invece illustrato le diverse varietà di fondi europei affermando che, come primo passo, è necessario disporre di un progetto sull’utilizzo futuro dell’immobile per poi redigere la domanda di finanziamento dello stesso.

Lorenzo Fattori, invece, ha dapprima tenuto una relazione sullo stato di dispersione dei beni mobili dell’ex-chiesa conventuale francescana, cercando di catalogare quelli ancora presente nel territorio candelarese. Successivamente ha presentato il restauro della statua, realizzato gratuitamente dal socio della Pro Loco Guidotti, evidenziando la bellezza dell’intaglio della stessa ed affermando che l’autore anonimo potrebbe ricercarsi nella cerchia degli autori delle statue francescane della chiesa fanese di Santa Maria Nova.

Infine Marco Andreani, dell’Associazione Macula che ha realizzato la campagna fotografica nell’ex Chiesa di San Francesco, ha esordito dicendo che entrare in quell’edificio dell’ex Chiesa di San Francesco, chiuso al pubblico da decenni, è stato una grande emozione. Al di là delle impalcature, dei materiali di scarto, dello strato di guano che ne ricopre la pavimentazione e dello stato generale di abbandono, si tratta infatti di un luogo che esercita un fascino straordinario. Lo scopo della ricognizione fotografica era sia di permettere al pubblico – attraverso le immagini – di effettuare una sorta di “visita virtuale” dell’edificio, altrimenti inaccessibile, sia sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni nei confronti dell’importanza della chiesa e della urgente necessità di un restauro. Per questo motivo, nello scattare le fotografie, Andreani ha provato a muoversi contemporaneamente su due piani: da una parte ha cercato di documentare in maniera il più possibile analitica lo spazio in tutta la sua estensione, dall’altra – al di là di un rilievo puramente tecnico –  non ha voluto rinunciare a restituire le intense suggestioni emanate dal luogo, giocando soprattutto con la luce proveniente dalle finestre poste nella parte alta delle pareti. Analogamente il montaggio delle 28 fotografie in fase di allestimento è stato effettuato secondo due direttrici di movimento: dalle inquadrature più larghe e panoramiche fino ai primi piani di alcuni dettagli, ed al tempo stesso procedendo dalla rappresentazione della parte inferiore della chiesa a quella superiore, fino ad arrivare al tetto.

 

L’incontro di domenica 22 maggio ha avuto il duplice compito di sensibilizzare il pubblico sull’importanza storica e artistica dell’ex-edificio ecclesiastico conventuale e quello di ricordare all’amministrazione comunale, proprietaria dello stesso, la necessità di interventi immediati per tramandarlo al futuro, anche perché esso rappresenta una grande risorsa turistica per il paese di Candelara.

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26 Maggio 2016 alle 9:38 | Scrivi all'autore | | |

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