L’Appello di Paolo Perazzoli

L’Appello di Paolo Perazzoli

L’appello di Perazzoli alla mobilitazione in questi ultimi giorni decisivi di campagna elettorale

 

Cari candidati, amiche e amici, compagne e compagni

 

Siamo in dirittura finale.

Abbiamo giocato tutti insieme una partita difficile con vento contrario.

Abbiamo superato difficoltà di ogni tipo, affrontato una campagna elettorale pesante, dove qualcuno ha sottovalutato il peso di una situazione sociale, economica e politica in cui le insidie erano tante per la frantumazione del consenso, sempre più complicato da ottenere, in un contesto che vede la politica sotto accusa a prescindere.

Dovevamo convincere una città, in evidente difficoltà nei settori storicamente trainanti (commercio, terziario, turismo) che, con un progetto di rilancio, può ricominciare il suo percorso di protagonista nel territorio provinciale e nel contesto regionale, dove è necessario riprendere la posizione di preminenza che ci compete.

I cittadini, nella gran parte, sono consapevoli che solo il centro-sinistra ha idee, progetti e proposte per avviare un nuovo corso che veda al centro le forze del lavoro, l’imprenditoria qualificata, l’ottimismo della volontà dei giovani, la tenacia delle donne, le antiche radici delle professione del mare e della costa.

Dobbiamo parlare alla città intera, portare a ognuno gli argomenti del nostro programma frutto di una reale partecipazione diffusa, dell’impegno che ognuno di voi ha messo nell’impresa di costruire un sogno comune che vogliamo condividere con la città intera. Solo la vostra passione può contagiare gli indecisi, può riuscire a smuovere chi, erroneamente, pensa che la quasi vittoria del primo turno possa trasformarsi automaticamente nella vittoria finale.

Proprio ora invece bisogna produrre l’ultimo sforzo, quello decisivo per ottenere l’obiettivo per cui abbiamo lavorato, mettendoci a servizio di una comunità che si aspetta da noi l’impegno finale, che è possibile solo quando si è consapevoli che stiamo facendo una battaglia imposta dal pericolo che la questione centrale sfugga ai nostri concittadini. 

Il centro destra che ormai, come dimostrano gli inciuci tra Salvini e Cinque Stelle, non ha i confini che conoscevamo, è una minaccia per l’inconsistenza dei suoi uomini, a cominciare dal loro candidato sindaco, per l’assenza assoluta di idee per la città, per le prove che ha già dato in Comune e in Provincia, alla possibilità di ripresa di San Benedetto.

Questo orizzonte di inarrestabile declino può essere davanti a noi se si dovesse verificare l’irreparabile: noi dobbiamo convincere i sambenedettesi a scongiurare questo rischio, il 19 non si vota pro o contro Paolo Perazzoli, ma si vota contro il declino, per un nuovo protagonismo della città che amiamo e che abbiamo già dimostrato di saper governare. Si sceglie tra un programma che non tralascia nessun aspetto della vita cittadina e presenta proposte concrete e attuabili di soluzione dei problemi e una compagine di destra che non ha nessuna capacità di amministrare, inadeguata, raccogliticcia, preoccupante per i destini della nostra città.

 

Faccio perciò appello ai candidati eletti e non eletti, che considero come ho sempre fatto un’unica squadra di persone di qualità che hanno sentito la passione della Polis ovvero di essere una forza unica aggregata da un progetto e da una causa condivisa: ridare a San Benedetto la convinzione che il cammino della partecipazione e della passione politica può e deve ricominciare.

 

Torniamo alle radici della democrazia e per nutrirci di parole ancora emozionanti rileggiamo un brano del famoso discorso di Pericle agli ateniesi:

 

“Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benché in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla.

Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia.

Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore.

Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell’Ellade e che ogni ateniese cresce sviluppando in sé una felice versatilità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero”.

 

Il mio appello è questo: torniamo a credere alle idee forti, alle parole dense di significato, alle utopie che diventano realtà migliaia di anni fa come oggi.

 

Ci aspettano giorni di grande lavoro comune, il premio sarà una città democratica, un futuro possibile consegnato ai giovani che hanno diritto ad un luogo che ritorni ad essere stimolante e accogliente.

 

un saluto

Paolo Perazzoli

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