Marcinelle, per non dimenticare

 

Giornata commemorativa promossa dalla Regione Marche e dai Maestri del lavoro 

OGGI A BELLISIO SOLFARE E A CABERNARDI:  MARCINELLE,  PER NON DIMENTICARE

 

Ancona, 2016-10-01 – Sessantanni dopo per non dimenticare. Il disastro di Marcinelle, dove persero la vita dodici minatori marchigiani è ancora molto vivo nella memoria e oggi a Bellisio Solfare nel Comune di Pergola e a Cabernardi nel Comune di Sassoferrato si è svolta una cerimonia commemorativa promossa e organizzata dalla Regione Marche e dalla Federazione regionale dei Maestri del lavoro. Due luoghi simbolo scelti per il ricordo del sacrificio di quei minatori attraverso una targa: la raffineria di zolfo a Bellisio Solfare, presso la ex scuola elementare e a Cabernardi nel sito di quella che era la più grande miniera di zolfo d’Europa e ora unico Parco archeominerario della regione, da poco recuperato alla fruibilità.

“Perpetuare il ricordo di quella tragedia – ha affermato il presidente della Regione , Luca Ceriscioli – e trasmetterlo alle nuove generazioni  significa non vanificare il sacrificio di quelle vittime , anzi rendere loro onore affermando i valori della sicurezza e della dignità del lavoro, perché  siano monito ma anche responsabilità per tutti a garantire condizioni di sicurezza e a pretenderle. Il ricordo dell’8 agosto 1956 e dell’incendio di Marcinelle è rimasto molto saldo nella memoria collettiva marchigiana, forse molto più di altri eventi tragici.  Erano anni lontani e difficili del dopoguerra e in tanti partivano per andare a lavorare all’estero, per sostenere le loro famiglie e dare un futuro alla Nazione.  Ecco allora che questo ricordo ancora forte diventa un buon punto di vista per ragionare e riflettere sulla sicurezza del lavoro. Quella tragedia ha lasciato nella nostra sensibilità e nella nostra cultura un segno indelebile. Probabilmente da questo episodio drammatico si è cominciato a prendere consapevolezza delle condizioni lavorative e si è poi  sviluppato un impegno collettivo a regolamentarne la sicurezza perché nulla di simile potesse più accadere. Segno di maggior gratitudine verso quelle vittime è creare momenti come quello di oggi in cui si possa continuare a riflettere su questi valori . Allora – ha concluso il Presidente-  anche una semplice targa su un muro che serva a muovere la curiosità di un ragazzo a chiedere cosa successe a Marcinelle significa formare le coscienze per costruire una società migliore. “

Una tragedia dove morirono 262 persone e “per numero di vittime  – come ha ricordato il presidente Ceriscioli – non può che richiamarci il triste bilancio del recente dramma del terremoto. Il disastro di Marcinelle ci evoca anche l’identità e il carattere dei marchigiani: un basso profilo ma una grande forza d’animo per ricominciare e una fortissima capacità di lavoro e di sacrificio per raggiungere obiettivi.”

Iridio Mazzucchelli, Console regionale dei Maestri del Lavoro d’Italia, con commozione ha ricordato di essere figlio di un minatore che lavorò nel sito di Marcinelle, sottolineando che “questa tragedia che vogliamo ricordare identifica due direttrici importanti sui cui riflettere : i temi della migrazione e quella della sicurezza del lavoro ancora oggi  profondamente collegati,  che come Maestri del Lavoro portiamo anche nelle scuole per sensibilizzare i giovani. Sessantanni fa sono partite migliaia di persone per poter lavorare e venivano trattate come schiavi e in molti hanno trovato la morte. Momenti storici  in cui il profitto prevaleva sulla sicurezza e sulla prevenzione ma che dobbiamo sempre scongiurare in ogni epoca.  Valori che siamo impegnati a riaffermare in ogni occasione. “

E’ stata una cerimonia a tratti molto toccante anche per la presenza del figlio di una della vittime, venuto appositamente dal Belgio: Marco Dionigi che perse il padre, Edo partito da Colbordolo a 32 anni in quell’incendio disastroso e di alcuni ex minatori tra i quali Francesco Angeletti che ugualmente lavorò nel sito minerario di carbone nel pozzo del Bois du Caziers. Alla cerimonia, moderata da Fausto Spegne, sono intervenuti anche Francesco Baldelli, Sindaco di Pergola, Ugo Pesciarelli, Sindaco di Sassoferrato, Carlo Evangelisti, Presidente del Parco dello Zolfo delle Marche, MdL Ugo Ruggeri, 2° Consigliere Nazionale per le Marche. Oltre alle autorità civili e militari e acirca 170 Maestri del lavoro giunti da tutta la regione, hanno partecipato il prefetto di Ancona D’Acunto,  l’onorevole Emanuele Lodolini, il consigliere regionali Enzo Giancarli e 50 alunni del Liceo Scientifico di Sassoferrato.




L’evento del ritorno

Accademia di Belle Arti di Macerata

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Nicola Maria Martino

L’EVENTO DEL RITORNO

acura di Antonello Tolve e Marianne Wild

 

 

 

GABA.MCGalleriadell’Accademia di Belle Arti di Macerata

PiazzaVittorioVeneto7(MC)

dal 05 ottobre al 04 dicembre 2016

Opening| mercoledì 05 ottobre ore18.00

 

L’Accademia di Belle Arti di Macerata è lieta di annunciare L’evento del ritorno, un’importante retrospettiva di Nicola Maria Martino che si terrà negli spazi della GABA.MCGalleria dell’Accademia di Belle Arti di Macerata, in PiazzaVittorioVeneto7.

 

Docente di Decorazione e Direttore alle Accademie di Sassari e Torino, poeta e performer, pensatore e pittore, Nicola Maria Martino è figura che illumina i sentieri dell’arte con una voce creativa tesa a disegnare, sin dai primissimi anni Settanta, il nuovo che avanza.

 

Partendo appunto da un nucleo di opere degli anni Settanta, la mostra propone la straordinaria serie dei reggiseni (1974) che, assieme a Colore Dolore (1976), testimoniano l’esigenza di tornare – dopo un primo percorso comportamentale – ai perimetri chiaridel codice pittorico perverificarenuovamente la forza del colore sulla superficie.

Accanto a lavori storici che evidenziano il passaggio dal comportamentale al pittorico, L’evento del ritorno mira a ripercorrere le tappe piu? significative della pittura di Martino, rappresentate da Illusioni folli, Nemesis, Panta rei e Grande mare per evidenziare un’atmosfera che pone nuova luce sull’antico, sul mito e sul rito, sul racconto e sulla storia.

Seguono lavori dei cicli Ferdinandea e Isole (opere mute, pungenti e malinconiche), opere realizzate a partire dal 1997 e segnate dal discorso Modernissimo dove l’artista sente l’esigenza di tornare ad un dialogo interiore, e straordinari disegni del percorso dedicato al concetto di Altrove, dove la pastosità della linea sul foglio mostra tutto quello che si può dire quando alle parole si ruba la voce. Si tratta di un percorso che pone luce su un sillabario espressivo teso ad alleggerire, ammorbidire, allontanare le brutture del mondo, fino a cancellare la «sbiadita realtà senza fantasia degli adulti» (Carroll).

 

* Accanto all’itinerario pittorico di un maestro che ha saputo impadronirsi dei misteri della luce, la mostra propone un archivio di immagini e cataloghi, per offrire l’ampio spettro creativo di un artista che ha saputo rigenerare i propri codici e assecondare i territori fertili di una immaginazione senza fili.

 

Nicola Maria Martino – L’evento del ritorno

GABA.MC – Galleria dell’Accademia di Belle Arti

PiazzaVittorioVeneto7(MC)

www.abamc.it / tel +39 0733 405111

BIOGRAFIA DELL’ARTISTA

Nato a Lesina il 5 ottobre 1946, ben presto si trasferisce con la famiglia a Como dove studia per due anni al Liceo scientifico e poi si iscrive all’Istituto tecnico. Presa la maturità artistica per poter accedere all’Accademia di Belle Arti, nel 1965 si trasferisce a Roma. Qui studia un anno Scenografia per poi cambiare percorso di studi e iscriversi a Decorazione. Decisivo, nella sua formazione, è l’incontro con Sante Monachesi (nel 1968 firma il manifesto AGRÀ) di cui diventa discepolo e amico.

Nel 1970 si laurea con una tesi – il relatore è Maurizio Calvesi – sul concetto di cancellatura per teorizzare la necessaria tabula rasa che uno studente deve eseguire nei confronti dell’apprendistato accademico per imparare a volare e trovare una propria strada espressiva. Dallo stesso anno insegna al III Liceo Artistico Statale di Roma, ma già nel 1972 Sante Monachesi lo chiama in Accademia dove è nominato assistente alla cattedra di Decorazione. Dopo un apprendistato come assistente alla cattedra di Decorazione, diventa titolare della cattedra di Decorazione dell’Accademia di Belle Arti di Roma e di Torino. Dal 1993 al 2010 è Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Sassari ed è, fino ad ottobre 2013, Commissario con funzioni di Direttore dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, nominato direttamente dal Ministero.

Accanto alla brillante attività didattica e direttoriale, Martino affianca da sempre una arguta vitalità creativa che lo porta ad analizzare e attraversare i nuclei principali del proprio tempo.

La sua partecipazione attiva sulla scena artistica comincia nei primi anni Settanta, durante i quali realizza interventi e azioni concettuali-comportamentali – tra i suoi compagni di strada, in questo periodo, ci sono Mimmo Germanà e Gino De Dominicis – la cui logica è quella di scardinare il sistema precostituito e di depurare il mondo dell’arte dai batteri del mercato.

A metà decennio abbandona i procedimenti analitici e la smaterializzazione del concettualismo, anticipando temi e tecniche del ritorno alla pittura nell’ambito del postmoderno. A questo periodo appartengono la serie dei reggiseni (1974) e Colore Dolore (1976) che è, per l’artista, il manifesto di una riapparizione, di una comparsa, di un ritorno nostalgico ai labirinti della pittura. «Ebbi in regalo una scatola di colori ad olio e finii per amare i gialli, i verdi, i rossi ed i blu e tutti i profumi di trementina. Cominciai a pensare, pensare di mettermi in cammino; e? possibile che il cielo fosse terso e stellato. Tutto sarebbe successo. Ho insegnato ma soprattutto ho imparato molto. Saro? sempre sorpreso nel vedere un colore. Lo stupore e? tanto nel pensare che uomini ancora dipingono quadri» suggerisce l’artista in un testo di poetica.

Dal 1976 si dedica completamente alla pratica della pittura (nel ’77 è l’artista scelto per la realizzazione del progetto di decorazione per il palazzo del principe Sultan Bin Saud) come ricerca di una mitologia nel senso di memoria universale e personale che si definisce in una espressivita? contenuta, solare e insieme umbratile, dispiegata in ampie distese cromatiche percorse da segni e figure liriche e inquiete, citazioni elaborate intellettualmente con rimandi a de Chirico, Chagall, Kandinsky.

Nel 1980 Cesare Vivaldi lo segnala sul Bolaffi e lo presenta alla Galleria NRA di Parigi. Nello stesso anno Martino e? invitato alla Biennale di Venezia e da questo momento si contano numerose le partecipazioni dell’artista a collettive e personali in Italia e all’estero. Nelle opere di questo periodo si rivela una maturita? artistica piena e consapevole espressa da un linguaggio pittorico sensibile e originale che ne fa uno dei protagonisti di quella rinascita della pittura che caratterizza il decennio. È in questo periodo che illustra per i tipi di Einaudi, il racconto di Antonij PogorelSkijLa gallina nera (1983) e teorizza ad Orle?ans, all’Institut sup rieur d’arts visuels, Lupo azzurro (l’artista come lupo solitario), titolo tra l’altro di un suo emblematico olio su tela del 1984. Dalla meta? degli anni ’80 la pittura di Martino dall’affabulazione emozionata si decanta in termini di sintesi luminosa e spaziale, in termini di un’intensa, sensibile essenzialita? espressa in un blu profondo e simbolico. In questi anni l’attivita? espositiva di Martino si intensifica interessando la stampa specializzata e la giovane critica militante. Dopo le tappe piu? significative della sua pittura rappresentate da Illusioni folli, Nemesis, Panta rei e Grande mare, l’artista passa ai cicli Ferdinandea e Isole (opere silenziose, pervase da malinconia, piu? riflessive) con un linguaggio in bilico tra astrazione e figurazione che culmina nei piani frammentati e slittanti di Modernissimo, ciclo iniziato nel 1997, costituito anche da piccole tele dove Martino ritrova una dimensione piu? intima, sempre intensamente mediterranea, come la memoria di quelle incantate apparizioni di Ritorno a casa del 1993 che sfocia nell’equilibrio di campi cromatici luminosi e intensi, intessuti di incidenti poetici e tracce di vissuto degli ultimi lavori.

Nel suo lungo itinerario intellettuale Martino ha esposto in numerose gallerie in Italia e all’estero, ha partecipato due volte alla Biennale di Venezia e sue opere sono presenti in prestigiose collezioni internazionali. Di lui hanno scritto, tra gli altri, Luca Beatrice, Carmine Benincasa, Cecilia Casorati, Ferdinando Creta, Maurizio Coccia, Guido Curto, Francesco Gallo, Giuseppe Gatt, Guglielmo Gigliotti, Nicolas Martino, Filiberto Menna, Italo Mussa, Giancarlo Politi, Lucia Spadano, Cesare Vivaldi.

L’evento del ritorno

di Antonello Tolve

 

«Il nuovo non è in ciò che è detto, ma nell’evento del suo ritorno».

Michel Foucault

 

Come figure che sgorgano da un’infanzia mai dimenticata, giochi d’avvicinamento ad un mondo incantato e spumose delicatezze d’un erotismo primario che porta il desiderio a desiderare le cose desiderate, le immagini che costellano il percorso intellettuale di Nicola Maria Martino invitano a riflettere sull’infinito intrattenimento della pittura e su un sillabario espressivo che alleggerisce, ammorbidisce, allontana le brutture del mondo, fino a cancellare la «sbiadita realtà senza fantasia degli adulti» (Carroll). Cieli limpidi arati da piccoli e innocui aeroplani o da nostalgici aquiloni, barchette affilate che percorrono mari e disegnano leggendarie avventure, biciclette filiformi che girano tra i borghi assolati di provincia, casette e stelle filanti che sembrano provenire dal paese delle meraviglie: e poi atolli, prati, alberi, fiori, segni, graffi, tracce di gioia e dolore che scolorano e si perdono su superfici screpolate dalla luce, rivestite dall’immaginazione degli anni, dei mesi, dei giorni, delle ore. Il ventaglio iconografico offerto da Martino è fatto di questi soggetti privilegiati che accorciano gli argini del tempo per meditare su un mondo mitico ed eroico evocato con emotivo silenzio lirico, con un sentimento che mostra qualcosa di mai visto e di segretamente familiare. Martino ricorda di ricordare, di ritornare al paese dei balocchi, di guardare con dolcezza gli incanti di Lilliput e di afferrare la crudezza del reale mediante stratagemmi poetici che contemplano il silenzio delle cose («poeta è colui che esprime la parola che tutti avevano sulle labbra e che nessuno avrebbe detta», ha suggerito Pascoli per delineare la poetica del fanciullino).

Dopo un primo cammino comportamentale che porta l’artista a contestare con manovre polemiche e dissacranti l’establishment culturale e i lobbysmi di turno – a questo periodo risalgono performance e azioni come L’artista firma i muri (1969), Uscire dalla porta della critica (1970), Ombra d’artista (1971), Artista Italiano in vendita (1972), Ginnastica ad arte (1973), L’artista ha in grande considerazione la sua presenza (1973), L’artista non siede mai in panchina (1973) e Fuori commercio (1974) – Nicola Maria Martino sente l’esigenza di tornare ai perimetri chiaridel codice pittorico perverificarenuovamente la forza del colore sulla superficie.Nel 1974, con la straordinaria serie dei reggiseni e successivamente con Colore Dolore (1976) è infatti tra i primi ad avvertire e praticare un cambio di rotta che lo riporta dunque agli ambienti della pittura (e in questo l’artista puòvantaredeimeritipionieristici), di un’atmosfera cromatica croccante e squillante, di una pastosità poetica che si reinventa mediante spericolate virate nel terreno fertile dell’immaginazione.

«Pittore nativo», così lo ha definito Cesare Vivaldi, Martino si innesta così, «con coscienza e autorità, in quell’aria di cultura pittorica romana […]» che da Cy Twombly a Gastone Novelli «arriva, traverso certo lavoro di Baruchello, di Carla Accardi, dell’ultima Fioroni sino a Simona Weller e ad altri giovani», a stabilire non solo il primato del significante rispetto al significato, ma anche a detronizzare le freddezze concettuali e ad avviare una pulizia che salta il fosso del comportamentale per riappropriarsi di un dispositivo linguistico su cui esercitare scorrimenti pindarici, verificare la vertigine del ritorno, superare l’aderenza con il magma delle cose. Il suo è un armamentario magico che prende per la coda la figurazione con lo scopo di svolgere un progetto brillante dove la frontalità bizantina sposa l’aspetto tragico del manierismo e il bagliore scenografico barocco (non mancano sulla tavolozza dell’artista «Braque per la sua posizione etica, Matisse per la grande felicità nel colore, de Chirico per la visionarietà» e la sovratemporalità) per dar luogo a stupefacenti impennate pittoriche che trasformano il terreno pittorico in ambiente del pensiero, in camera semiotica tesa ad allineare i morfemi e i cromemi alle regole grammaticali della fantasia. Del resto per Martino «il gesto della pittura ha valore solo in quanto rende possibile la realizzazione materiale dell’ipotesi di partenza», avverte Filiberto Menna nel 1973: «qualsiasi intervento casuale, non previsto, deve essere accuratamente scartato nella misura in cui potrebbe introdurre un fattore di disturbo lungo il processo che […] porta l’azione mentale ad identificarsi con lo spazio della tela» e a permutare la stessa pittura in cosa mentale, in poesia muta (Leonardo). Con una intimità che restituisce le esigue tracce di un’antica serena maraviglia le contrade estetiche battute da Nicola Maria Martino mostrano, negli anni, e soprattutto nell’ultimo decennio, un inesauribile dialogo con le cose di sempre, con i luoghi che l’artista richiama alla memoria, con un piccolo mondo antico dove possono apparire i fantasmi dei principi e delle nascite, dove i flutti del mare – quel «mare amarissimo che è l’Adriatico» puntualizza Arnaldo Romani Brizzi – si fanno eterni, dove i colori mutano in contrappunti di uno spartito che all’originale privilegia l’originario, dove le figure umane si dissolvono, dove coesistono implicitamente l’è stato, l’è e il sarà. Martino sente l’esigenza archeologica di scavare ancóra nei dedali del tempo, di portare alla luce, appunto, le presenze originarie della mente per farle esplodere nell’evidenza della percezione. La sua pittura (una pittura colta ha notato Italo Mussa in tempi non sospetti) pare dissolvere il presente in quanto mancanza della consapevolezza dell’esistenza del presente per sovrastoricizzare e deterritorializzare le occasioni, per attuare – oggi più che mai – una potente Wandlung che frulla sulla tela gli attimi fuggenti dell’evidenza finita in prima persona, le screpolature autobiografiche (e ciò che sussiste in conformità ad una ???????? ??????), le circostanze di una differente ripetizione, il senso del vuoto da riempire a mezza voce, nel mormorio delle cose.




Le frecce orange volano a Macerata

 

Macerata, 2016-10-01 – Sono veloci come il vento. Non hanno la pelle color ebano ma è come se l’avessero. Sono gli Allievi staffettisti della Collection Atletica Sambenedettese che poco fa hanno vinto la 4 x 100 nella Finale Nazionale Adriatico grazie a 4 straordinari frazioni e cambi da cineteca. W ALLE FRECCE ORANGE!!! NOVELLI Pietro, MANCINI Marco, EUSEBI Andrea, COSENZA Riccardo. Clicca il link

 

 

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Atletica, Le Marche protagoniste nei societari allievi a Macerata

 

Nella prima giornata due vittorie individuali per i club marchigiani, con il terzo posto di Team Atletica Marche (maschile) e Atletica Fabriano (femminile) nella finale del gruppo Adriatico. Domani la chiusura.

Macerata, 2016-10-01 – La prima giornata dei Campionati italiani under 18 per società di atletica, a Macerata nella finale interregionale del gruppo Adriatico, vede in testa i pugliesi dell’Atletica Amatori Cisternino al maschile e i reggiani della Self Atletica Montanari & Gruzza al femminile. Si fanno valere le società delle Marche, con la terza posizione provvisoria per gli allievi del Team Atletica Marche e le allieve dell’Atletica Fabriano al giro di boa, quindi l’Atletica Avis Macerata occupa il nono posto in entrambe le classifiche, mentre al maschile la Collection Atletica Sambenedettese è decima e la Sport Atletica Fermo dodicesima. Due le vittorie individuali, grazie al successo del sangiorgese Fabio Santarelli (Tam) che si migliora nel triplo di quasi mezzo metro all’ultimo salto atterrando a 13.79 e quindi nella staffetta 4×100 metri tagliano il traguardo davanti a tutti le “frecce arancioni” della Collection Atletica Sambenedettese: Riccardo Cosenza, Andrea Eusebi, Marco Mancini, Pietro Novelli in 43”78. Arrivano ben sette secondi posti: quattro dell’Atletica Avis Macerata con Samira Amadel (1’01”74 sui 400 metri), Alice Principi (record personale di 4’59”37 nei 1500), Giulia Miconi (27’35”22 sui 5000 di marcia) e l’astista Mattia Perugini che sale fino a 4.10 per stabilire il suo miglior risultato della carriera, invece l’Atletica Fabriano si piazza tre volte seconda per merito di Benedetta Dell’Osso (51.36 nel martello), Elisa Maggi (12”95 sui 100) e la staffetta 4×100 con Amira Salemi, Martina Ruggeri, Maria Nora Conti, Elisa Maggi in 52”06. In nove chiudono terzi: Alessio Tonti (39.21 nel disco) e Cristian Prioteasa (51.36 nel giavellotto) per il Team Atletica Marche, poi Jacopo Alfonsi (personale di 51”76 sui 400), Lorenzo Corsini (4’21”09 pb nei 1500) e Marco Mancini (12.59 nel triplo) per la Collection Atletica Sambenedettese, quindi Fabio Ciriaci (6’31”74 nei 2000 siepi) e Micol Zazzarini (15”63 sui 100 ostacoli) per l’Atletica Avis Macerata, mentre l’Atletica Fabriano sale sul terzo gradino del podio con Irene Rinaldi (11.82 di personale nel peso) e Nicole Chiappini (1.45 nell’alto). Tutto nel festoso clima della manifestazione allestita dall’Atletica Avis Macerata, caratterizzata dal colorato tifo in tribuna. Domani la seconda e conclusiva giornata, dalle ore 8.30 alle 13.00.

RISULTATI SQUADRE MARCHIGIANE
ALLIEVI
Team Atl. Marche. 100: 5. Francesco Zallocco 11”65 (-0.7); 400: 4. Michele Diletti 52”10; 1500: 12. Giuseppe Baldinelli 6’01”64; 2000 siepi: 7. Falilou Kebe 8’31”27; 110hs: 7. Ionut Manolache 17”55 (+0.5); asta: 7. Ionut Manolache 3.40; triplo: 1. Fabio Santarelli 13.79 (0.0); disco: 3. Alessio Tonti 39.21; giavellotto: 3. Cristian Prioteasa 51.36; marcia 5000: 4. Alessio Costantini 28’27”70; 4×100: 10. Daniele Schiavoni, Fabio Santarelli, Francesco Zallocco, Michele Diletti 46”34
Collection Atl. Sambenedettese. 100: 9. Pietro Novelli 11”91 (-1.3); 400: 3. Jacopo Alfonsi 51”76; 1500: 3. Lorenzo Corsini 4’21”09; 110hs: 10. Luca Falleroni 19”73 (0.0); triplo: 3. Marco Mancini 12.59 (+0.3); disco: 10. Lorenzo Spurio 25.50; giavellotto: 7. Edoardo Scarpantonio 33.34; 4×100: 1. Riccardo Cosenza, Andrea Eusebi, Marco Mancini, Pietro Novelli 43”78.
Sport Atl. Fermo. 100: 4. Vittorio Massucci 11”60 (-0.7); 400: 12. Riccardo Fratini 57”42; 1500: 9. Matteo Fedozzi 4’39”34; asta: 4. Claudio Baglioni 4.00; triplo: n.c. Lorenzo Corsi; disco: 8. Leonardo Iantomasi 28.61; giavellotto: 10. Alessandro Lucci 23.95; 4×100: 4. Andrea Minnucci, Alessandro Lucci, Riccardo Flamini, Vittorio Massucci 44”65.
Atl. Avis Macerata. 100: 8. Andrea Recchi 11”71 (-1.3); 400: 9. Alessandro Romagnoli 54”85; 1500: 8. Matteo Coppari 4’38”08; 2000 siepi: 3. Fabio Ciriaci 6’31”74; 110hs: squal. Daniele Cingolani; asta: 2. Mattia Perugini 4.10; triplo: 9. Francesco Bartoli 10.75 (0.0); disco: 6. Giuseppe Stella Fagiani 31.42; giavellotto: 9. Leonardo Palombini 29.34; marcia 5000: 6. Nicola Tobaldi 34’38”32; 4×100: 11. Leonardo Palombini, Mattia Perugini, Daniele Cingolani, Alessandro Romagnoli 47”45.

ALLIEVE
Atl. Avis Macerata. 100: 8. Maria Virginia Zura Puntaroni 13”70 (0.0); 400: 2. Samira Amadel 1’01”74; 1500: 2. Alice Principi 4’59”37; 100hs: 3. Micol Zazzarini 15”63 (-0.2); alto: 8. Mara Marcic 1.40; peso: 11. Maria Cavalieri 6.67; marcia 5000: 2. Giulia Miconi 27’35”22; 4×100: 9. Sofia Di Castri, Mara Marcic, Micaela Melatini, Maria Virginia Zura Puntaroni 54”69.
Atl. Fabriano. 100: 2. Elisa Maggi 12”95 (+0.9); 400: 7. Maya Fratoni 1’02”68; 1500: 8. Rachele Stazi 5’47”98; 100hs: 8. Martina Ruggeri 17”74 (-0.2); alto: 3. Nicole Chiappini 1.45; triplo: 7. Lucia Marcellini 9.75 (0.0); peso: 3. Irene Rinaldi 11.82; martello: 2. Benedetta Dell’Osso 51.36; 4×100: 2. Amira Salemi, Martina Ruggeri, Maria Nora Conti, Elisa Maggi 52”06.

RISULTATI COMPLETI: http://www.fidal.it/risultati/2016/COD5653/Index.htm

LINK ALLE FOTO
Fabio Santarelli (autore Massimo Matteucci): http://www.fidal.it/upload/Marche/2016/Santarelli_Fabio.jpg
La 4×100 della Collection Atletica Sambenedettese (autore Davida Ruggieri): http://www.fidal.it/upload/Marche/2016/Collection_4x100allievi.jpg

Le foto indicate sono libere da diritti per l’uso editoriale, fatto salvo l’obbligo di citazione dell’autore.
E’ escluso ogni altro genere di utilizzo.




Lega Pro, Samb-Parma 2-2. Per gli emiliani pareggio di rigore

 

Finalmente la Samb offre una grande prestazione casalinga, nonostante si faccia raggiungere due volte dal temuto Parma di Apolloni. Finisce 2-2, con i rossoblu in 9, a causa delle espulsioni di Radi e Lulli, che risulteranno molto pesanti in vista della partita della prossima settimana a Venezia. 

 

Samb
1 Frison, 4 Di Filippo, 25 Mori, 3 Radi, 11 Pezzotti, 5 Berardocco, 6 Lulli, 8 Sabatino, 7 Mancuso (35st 31 Ferrario), 9 Sorrentino (26st 23 Fioretti), 17 Di Massimo (15st 10 Tortolano).
All: Ottavio Palladini.
A disp: 22 Pegorin, 10 Tortolano, 14 Crescenzo, 31 Ferrario, 18 Candellori, 19 Tavanti, 20 Mattia, 21 Vallocchia, 23 Fioretti, 20 Damonte.
Parma
1 Zommers, 2 Canini, 4 Corapi, 6 Lucarelli, 9 Nocciolini (20st 10 Baraye), 15 Garufo, 18 Calaiò, 21 Nunzella, 23 Ricci (11st 11 Melandri), 29 Scavone, 32 Evacuo (16st 17 Guazzo).
All: Luigi Apolloni.
A disp: 22 Corapi, 3 Saporetti, 5 Miglietta, Giorgino, 10 Baraye, 11 Melandri, 17 Guazzo 20 Benassi, 28 Simonetti, 31 Messina, 33 Fall.

 

Marcatori: 15pt Mancuso; 35pt Nocciolini; 7st Lulli; 40st Calaiò (R)
Ammonizioni: 16st Canini; 31st Lucarelli; 35st Lulli; 48st Lulli
Espulsioni: 39st Radi; 48st Lulli
Angoli: 3 – 5
Recupero: 1 + 5 min.

Arbitro: Fourneau di Roma assistito da Vitallone di Ancona e Vecchi di Lamezia Terme

Spettatori: 5942 di cui 1868 abbonati e 4074 paganti per un incasso di Euro 54619,00

 

 

SAN BENEDETTO DEL TRONTO, 2016-10-01 – Sono ventotto anni che Samb e Parma non si sfidano in campionato e al Riviera delle Palme c’è atmosfera da Serie B. I padroni di casa non accusano la pressione e giocano venti minuti di grande calcio, coronati dal gol di Leonardo Mancuso al 15′, bravo a insaccare da posizione ravvicinata: per lui è già il quarto gol. Il Parma riesce a farsi vedere solo con una punizione dal limite dell’area di Nunzella al 23′, finita alta. Al 35′ però arriva il pareggio: Evacuo spizza un pallone che finisce sui piedi di Nocciolini, che di destro batte Frison. Anche per Nocciolini si tratta della quarta rete in campionato. Si va negli spogliatoi sopo un bel primo tempo.

La ripresa inizia con un paio di occasioni per Di Massimo, che l’attaccante rossoblu non è però bravo a capitalizzare. La Samb spinge e al 54′ Luca Lulli lascia partire un potentissimo tiro dal limite, la palla trova il sette della porta difesa da Zommers, è 2-1. Mentre i padroni di casa sono galvanizzati, gli emiliani vanno in blackout per un  quarto d’ora. Poi al 69′ punizione dal limite di Alessandro Lucarelli che Frison blocca in due tempi, scatenando le proteste degli ospiti che hanno visto la palla oltrepassare la linea di porta. Si prosegue tra continui capovolgimenti di fronte, fino all’83’, quando capita il fattaccio. Con la palla a centrocampo, l’arbitro espelle Radi per un presunto colpo su Calaiò e decreta il calcio di rigore per il Parma. E’ lo stesso Calaiò ad incaricarsi della battuta e non sbaglia. Samb-Parma 2-2. Nonostante l’inferiorità numerica, la Samb tiene botta e all’87’ ci prova ancora con un tiro di Lulli. Ancora il centrocampista rossoblu protagonista nei minuti di recupero, quando commette fallo da dietro all’altezza del centrocampo e viene espulso per doppia ammonizione. La Samb finisce in nove, pareggiando una partita che avrebbe potuto vincere, dimostrando comunque di valere almeno quanto il Parma dei grandi nomi: Calaiò, Evacuo, Lucarelli, Canini sono stati per buona parte della gara schiacciati dalle prestazioni sopra le righe di Mancuso, Sorrentino, Lulli, Berardocco, Mori.

Sabato prossimo delicata trasferta a Venezia.

 sciarpata finale in Curva Nord © www.ilmascalzone.it

sciarpata finale in Curva Nord © www.ilmascalzone.it

Lega Pro Unicef Girone B 2016-17, Risultati 7a G

LUMEZZANE
REGGIANA 0:0
SAMB
PARMA 2:2
SUDTIROL
TERAMO 1:1
MODENA
BASSANO 0:0
FANO
MACERATESE 0:0
PADOVA
MANTOVA 0:0
SANTARCANGELO
ANCONA 0:0
FERALPISALò
FORLì 5:0
PORDENONE
VENEZIA 1:0
ALBINOEFFE
GUBBIO -:-

 

 

Lega Pro Unicef Girone B 2016-17, Classifica 7a G

 

 

G

P.ti

V

N

P

Reti F/A

PORDENONE

7

16

5

1

1

14:7

VENEZIA

7

14

4

2

1

7:3

FERALPISALò

7

13

4

1

2

13:8

SAMB

6

13

4

1

1

10:7

BASSANO

7

12

3

3

1

11:6

PARMA

7

12

3

3

1

9:6

GUBBIO

6

10

3

1

2

5:5

PADOVA

6

9

2

3

1

6:5

SANTARCANGELO

6

9

2

3

1

6:6

REGGIANA

5

8

2

2

1

8:4

LUMEZZANE

7

8

2

2

3

6:7

ALBINOEFFE

5

8

2

2

1

5:4

ANCONA

7

6

1

3

3

3:8

SUDTIROL

6

6

1

3

2

6:6

MANTOVA

7

6

1

3

3

5:7

MODENA

7

6

1

3

3

3:5

TERAMO

7

6

1

3

3

6:9

MACERATESE

6

4

0

4

2

4:7

FANO

7

4

1

1

5

3:9

FORLì

7

2

0

2

5

3:14

 

FotoCronaca

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Lega Pro Unicef Girone B 2016-17, 8a G

 

MODENA
SUDTIROL -:-
MACERATESE
MANTOVA -:-
PARMA
FERALPISALò -:-
VENEZIA
SAMB -:-
ANCONA
ALBINOEFFE -:-
GUBBIO
FORLì -:-
TERAMO
PADOVA -:-
BASSANO
PORDENONE -:-
REGGIANA
FANO -:-
SANTARCANGELO
LUMEZZANE -:-

 




Domenica 2 ottobre a Cossignano una tappa del progetto “Camminate dei musei”

 

COSSIGNANO – Alle ore 9,30 di domenica 2 ottobre prender il via l’iniziativa “Camminate dei musei” promosso dalla Cooperativa DSA finalizzata da un lato alla promozione dell’attività fisica, dall’altra quella di far conoscere i musei del territorio.

 

L’appuntamento è alle ore 9,30 davanti all’Antiquarium comunale Pansoni dove verrà realizzata una visita gratuita ed a seguire ci sarà una camminata per la quale è consigliabile vestirsi comodi ed attrezzati perché il percorso è anche sterrato.

 

L’Antiquarium Comunale “Niccola Pansoni” di Cossignano è collocato in un ambiente all’interno della chiesa dell’Annunziata (sec. XIII) in pieno centro storico e ospita i reperti piceni scoperti nel corso del XX secolo. Il progetto è promosso dalla Cooperativa DSA col sostegno della Regione Marche e realizzato in collaborazione con U.S. Acli provinciale, Cooperativa DLM, Associazione Hozho, Associazione A.C.C.T., ASD Truentum , Agci Marche e per la tappa di Cossignano dalla locale amministrazione comunale.




Riparte la Scuola di Dizione Lettura e Recitazione del Minimo Teatro

Sono aperte le iscrizioni al 34° anno di corso
MACERATA – Molti attori teatrali e cinematografici, giornalisti RAI e radiofonici, operatori culturali si sono formati presso la Scuola di Dizione Lettura e Recitazione del Minimo Teatro,  l’etichetta storica che sottintende alla massima qualità non solo per il linguaggio teatrale, ma anche per l’applicazione dello studio in altri ambiti scientifici grazie alla disciplina dell’Ingegneria Umanistica, derivazione della Scuola diretta da Maurizio Boldrini. Per il 34° anno il manifesto che annuncia l’apertura delle iscrizioni al nuovo anno di corso appare sui muri delle città e dei paesi del territorio, è il conforto e il prestigio di una iniziativa fuori categoria che resiste alle intemperie della mediocrità, è l’occasione per giovani e meno giovani di poter provare un’esperienza conoscitiva di alto livello. Come al solito gli allievi saranno organizzati in piccoli gruppi tanto da poter contare su proficue lezioni settimanali, inoltre avranno un monte ore individuale per perfezionare l’apprendimento e per assecondare gli interessi personali. Le materie sono: corretta pronuncia italiana, impostazione e dinamica vocale, lettura espressiva, recitazione in versi e in prosa, composizione poetica, drammaturgia, regia, organizzazione, documentazione, azione e musica scenica, prassi sceniche, antropologia teatrale. In più ci saranno alcuni laboratori di dinamica filmica, di scrittura e di radiofonia. E’ prevista l’attivazione anche di una classe riservata a bambini e ragazzi. I nuovi allievi potranno partecipare come uditori anche a Ingegneria Umanistica, iniziativa solitamente destinata alla frequenza di allievi veterani che quest’anno verterà sull’applicazione di risultanze maturate negli anni precedenti (si ricorderà ad esempio che lo scorso anno Ingegneria Umanistica si è applicata alle modalità tecniche di Carmelo Bene) a tre diversi campioni testuali: la tragedia in versi, opera scelta “Adelchi” di Manzoni; il dramma prosastico, testo scelto “Sei personaggi in cerca d’autore” di Pirandello, un classico esemplare della crisi del dramma; il romanzo, qui la scelta è un omaggio a un autore locale scomparso lo scorso anno, Enrico Gentili di Montegiorgio, testo “Maiali nella nebbia”, capolavoro narrativo che sconfina in poesia. L’attività didattica di Ingegneria Umanistica inizia ad ottobre, mentre quella della Scuola di Dizione Lettura e Recitazione inizierà a novembre e terminerà a giugno 2017 (in coincidenza con il 35° anniversario della fondazione del Minimo Teatro) con l’allestimento degli studi scenici finali. Per informazioni ed iscrizioni: Minimo Teatro, borgo Sforzacosta n. 275, Sforzacosta di Macerata, telefoni: 0733 201370 – 347 1054651.

manifesto

manifesto




da Grottammare

 

Ludoteche, si comincia lunedì 3 ottobre

Servizio gratuito pomeridiano, aperto a bambini e ragazzi dai 6 ai 18 anni.

 

Si apre un nuovo anno per “Stile Libero e “L’isola che c’è”. I due centri per bambini e famiglie del comune di Grottammare aprono i battenti lunedì, con la solita formula di calendari differenziati per fasce di età.

Il servizio, infatti, distingue le attività per bambini/e dai 6 agli 11 anni da quelle destinate ai ragazzi/e dai 12 ai 18 anni. Sono ammessi anche bambini e bambine al di sotto dei 6 anni, ma l’accesso in ludoteca è possibile solo se accompagnati da un adulto.

 

Per quanto riguarda i più piccoli (fascia di età 6-11 anni), il calendario è il seguente:

Ludoteca Stile Libero, via del Mercato (zona Centro): lunedì, mercoledì e venerdì, dalle 16 alle 19;

Ludoteca L’isola che c’è, via Ischia (SS16, Zona Ascolani): martedì, giovedì e venerdì, sempre dalle 16 alle 19.

Tante le attività da svolgere: giochi da tavolo, laboratori artistici. Biliardino, computer, feste a tema e di compleanno, giochi di gruppo, prestito di libri e giochi, attività di sostegno alla genitorialità, autogestione regolamentata degli spazi per le famiglie e momenti di incontro e confronto.

 

Il servizio per i ragazzi dai 12 ai 18 anni si svolgerà nei seguenti giorni:

Ludoteca Stile Libero: martedì e giovedì dalle 16 alle 19;

Ludoteca L’isola che c’è: lunedì e mercoledì dalle 16 alle 19.

L’offerta delle attività comprende: biliardino, play station, giochi da tavolo, pc con giochi e connessione internet, prestito libri e giochi, lavagna lim, stampante 3d, possibilità di autogestione regolamentata degli spazi, corsi e attività di laboratorio, punto di ascolto e informativo per attività legate al mondo giovanile e molto altro ancora…

 

“Apriamo l’anno puntualmente ad ottobre – fa notare l’assessore alle politiche giovanili, Lorenzo Rossi – e più avanti presenteremo diversi laboratori che abbiamo in programma di realizzare nel corso dell’anno. Va sottolineata, inoltre, la gratuità di un servizio pubblico che nel tempo ha raccolto l’apprezzamento e l’adesione di centinaia di utenti”.

 

La frequentazione dei centri ricreativi giovanili è gratuita, previa compilazione di una scheda di iscrizione annuale. Contatti: centri.ricreativi@comune.grottammare.ap.it,  0735/736668 Stile Libero – 0735/583784 L’isola che c’è; Facebook: Centri Ricreativi Grottammare.




Clown&Clown Festival arriva alla sua giornata conclusiva

 

GRANDE GIORNATA FINALE PER IL CLOWN&CLOWN FESTIVAL 2016
DEDICATO AL TEMA DELLA RESILIENZA:
DOPO FLAVIO INSINNA E DARIO BALLANTINI, RICEVE IL
“PREMIO CLOWN NEL CUORE” ANDREA CASCHETTO

IL PROGRAMMA DI DOMENICA 2 OTTOBRE
della XII edizione del festival internazionale di clownerie e clown-terapia ideato dalla Mabò Band
dal 25 settembre al 2 ottobre 2016 a Monte San Giusto (MC), la “Città del Sorriso”

Monte San Giusto – La XII Edizione del Clown&Clown Festival arriva alla sua giornata conclusiva, con una grande partecipazione di artisti, pubblico e stampa in una maratona di incontri, workshop, esibizioni ed artisti internazionali che culminerà col tradizionale GRANDE EVENTO DI PIAZZA “RIMBALZI DI GIOIA…IN UN ABBRACCIO CHE VALE”, presentato da MARCO MACCARINI e con gli interventi di NATASHA STEFANENKO, Enzo Polidoro, Didi Mazzilli, Piero Massimo Macchini ed altri artisti.
Dopo aver consegnato il “Premio Clown nel Cuore” a Flavio Insinna e a Dario Ballantini, il Festival si concluderà con la consegna del Premio ad Andrea Caschetto, ragazzo 26enne divenuto esempio di resilienza e “ambasciatore del sorriso” negli orfanotrofi di tutto il mondo, in seguito ad una operazione per un tumore al cervello che gli ha portato via la memoria a breve termine.


Si apre l’ultima giornata del 12^ Clown&Clown Festival. Tra workshop ed incontri, esibizioni e spettacoli si arriverà all’evento conclusivo di questo Festival: “Rimbalzi di Gioia…in un abbraccio che vale!”.
Le emozioni sono garantite dai tradizionali palloncini rossi che rimbalzeranno sopra la folla, ma anche dalle sorprese che ogni anno l’evento riserva. Un evento che ormai è diventato un appuntamento immancabile, ma che si rinnova ogni anno.
Quest’anno poi, il tema della XII Edizione del Festival è la resilienza e il termine “resilienza” deriva dal latino resilere, ovvero “rimbalzare, saltare indietro”: ciò significa che l’evento conclusivo acquista un nuovo e ancora più profondo significato.
Resilienza è la capacità umana di reagire con progettualità alle avversità della vita, di rialzarsi nonostante le difficoltà. Il clown con il suo naso rosso vuole insegnare anche questo: a reagire alle avversità della vita, a ricostruirsi restando sensibili alla vita, senza perdere la propria umanità attraverso il sorriso. È il simbolo della resilienza del sorriso.

La giornata conclusiva del XII Clown&Clown Festival inizia presto, con tanti incontri che terranno occupato il variopinto pubblico accorso nella Città del Sorriso. Si comincia con la Certificazione Internazionale “Leader di Yoga della Risata” e si prosegue con i workshop tenuti da Alfonso, affezionato amico della Città del Sorriso, e quello sulla costruzione del Naso Rosso a cura di Guido Nardin, fino all’Assemblea Nazionale della Federazione Nazionale Clown Dottori, che coinvolgerà tutti gli associati su scala nazionale.
Sempre nel corso della mattinata, si inizieranno a tirare le somme, consegnando due importanti premi alle 10.30 in Piazza Aldo Moro: il premio della prima edizione del concorso fotografico “ScattiAMo il Sorriso” e il Premio Takimiri 2016, al vincitore di The ClownFactor, il reality dedicato al mondo dei clown e della clownerie.

Alle 11.30, l’AperiClown che si svolgerà all’interno del tendone da circo GalizioTorresiCircus, sarà occasione di ulteriore riflessione sulla resilienza, tema portante di questa XII Edizione del Festival. L’Associazione Clowncare “M’Illumino d’Immenso” porterà la testimonianza del suo operato a Gaza e nello Saharawi; la Commissione Nazionale Attività di Clownerie della Croce Rossa Italiana racconterà delle attività in corsia; Alfonso e Gabo porteranno i loro racconti come volontari all’interno dei campi profughi.

Dal primissimo pomeriggio, invece, si dà il via a una lunga e divertente staffetta di spettacoli in cui si passeranno il testimone tante Compagnie Internazionali di Artisti di Strada che animeranno le vie e le piazze del Centro Storico della Città del Sorriso, fino ad arrivare alle 18, quando si aprirà l’emozionante ed imperdibile evento conclusivo del Festival “RIMBALZI DI GIOIA…IN UN ABBRACCIO CHE VALE”. Presentato da MARCO MACCARINI e con gli interventi di NATASHA STEFANENKO, Enzo Polidoro, Didi Mazzilli, Piero Massimo Macchini, Ugo Sanchez Jr., Andrea Fidelio .
L’evento vedrà la piazza riempirsi di palloncini colorati che rimbalzano sulla folla. Ci sarà spazio anche per tante sorprese a cui l’evento ci a abituati ogni anno.
A seguire, verrà consegnato l’ultimo Premio: “CLOWN NEL CUORE 2016” AD ANDREA CASCHETTO, SIMBOLO ED ESEMPIO DI RESILIENZA.
ANDREA CASCHETTO è un ragazzo ventiseienne di Ragusa che all’età di 15 anni è stato operato per un tumore al cervello che gli ha causato la perdita della memoria a breve termine, gira il mondo dal 2006 come ambasciatore del sorriso negli orfanotrofi di mezzo mondo  ed è stato invitato a fare un discorso all’assemblea dell’Onu, nel Palazzo di vetro di New York, in occasione della Giornata della felicità lo scorso 20 marzo.

PROGRAMMA COMPLETO E APPROFONDIMENTI IN www.clowneclown.org




La “Camminata per San Francesco” ad Acquaviva Picena

ACQUAVIVA PICENA – Nell’ambito del progetto “Gli itinerari della fede” martedì 4 ottobre, alle ore 21 in piazza della libertà, prenderà il via la “Camminata per San Francesco” su iniziativa di Circolo Acli Oscar Romero, U.S. Acli Marche e amministrazione comunale di Acquaviva Picena.

Non è la prima volta che una manifestazione di questo genere tocca il territorio di Acquaviva Picena dove, va ricordato, esiste la chiesa di San Francesco, il luogo francescano più antico di tutta la marca.

Proprio per questo gli organizzatori dell’iniziativa hanno voluto riproporre anche quest’anno una manifestazione che permette di conoscere meglio il territorio, questa volta in particolare Acquaviva Picena e la chiesa di San Francesco in occasione della festività del santo di Assisi, ma anche di dare modo ai cittadini di occuparsi della propria salute grazie ad una semplice camminata che permette di avvicinarsi sempre di più ad uno stile di vita corretto.

In questi ultimi anni l’Unione Sportiva Acli ha promosso una lunga serie di camminate riservate a patroni e santi come ad esempio San Giacomo della Marca a Monteprandone, San Nicolò e San Giorgio sempre ad Acquaviva Picena, San Tommaso Becket a Montedinove, San Mauro a Monsampolo, Sant’Emidio ad Ascoli, San Benedetto Martire a San Benedetto del Tronto ed altre.

Tali camminate sono state inserite nel progetto “Gli itinerari della fede” che da dunque continuità a tale tipologia di eventi strutturandoli nel tempo e coinvolgendo la popolazione in una iniziativa che va comunque anche a valorizzare il territorio visto che vengono anche visitati santuari, chiede, chiostri e comuni di piccole dimensioni nei quali molti podisti in precedenza non si sono recati.

Per ulteriori informazioni si può consultare il sito www.usaclimarche.com.