Remo, 80 e non sentirli

 

San Benedetto del Tronto, 2016-12-27




da Giulianova

Disponibili i nuovi Ecocalendari.

L’Assessorato all’Ambiente ricorda che sono disponibili gli Ecocalendari 2017, sia per le utenze domestiche che per quelle non domestiche, presso l’Eco Sportello di Corso Garibaldi con i seguenti orari di apertura al pubblico (lunedì ore 8.30–13; martedì 15–17.30; mercoledì 8.30–13; giovedì 15– 17.30; venerdì 8.30–13; sabato 8.30–13). Mail: ecosportello@ecotedi.it, numero verde 800.701.601.
Gli Ecocalendari 2017, solo relativamente alle utenze domestiche, sono anche in distribuzione presso: Sede centrale del Municipio, Corso Garibaldi 109; Sede uffici tecnici del Municipio, Via Bindi 4; Sede Polizia Municipale, Via Campo delle Fiere 1; Sede servizi sociali del Municipio, Viale Orsini – Parco Cerulli; Sede Giulianova Patrimonio, Via Quarnaro Palazzo Kursaal; Centro Anziani Colleranesco.
Gli Ecocalendari sono inoltre scaricabili dal sito www.differenziatagiulianova.it.
Sponsor ufficiale dell’Ecocalendario 2017 è il Co.Re.Ve. – Consorzio nazionale Recupero Vetro. Il Consorzio, con la presenza nell’ecocalendario 2017, ha inteso promuovere ed incentivare i comportamenti virtuosi dei cittadini del comune di Giulianova per favore la tutela ambientale e lo sviluppo sostenibile. Il Co.Re.Ve. è il Consorzio nazionale, che opera all’interno del sistema CO.NA.I. (Consorzio Nazionale Imballaggi), per la raccolta, il riciclaggio e il recupero dei rifiuti di imballaggio in vetro prodotti sul territorio nazionale. La sua missione è la promozione e l’incentivazione della raccolta differenziata dei rifiuti di imballaggi in vetro e l’avvio a riciclo del rottame così ottenuto.

clicca l’allegato: ecocalendario-2017-utenze_domestiche

Dal BIM 2.500 euro per il restauro del busto autoritratto di Pagliaccetti.

 Pagliaccetti

Pagliaccetti

Il B.I.M. – Consorzio dei Comuni del Vomano e Tordino, ha aderito alla richiesta inoltrata lo scorso 22 novembre dal sindaco Francesco Mastromauro, e metterà quindi a disposizione la somma richiesta, pari a 2.500 euro, per il restauro del busto autoritratto ottocentesco dello scultore giuliese Raffaello Pagliaccetti (1819 – 1900), caposcuola del Verismo. Il busto, nella dotazione del Polo museale Civico, è in deposito nell’associazione Centro Italico di bivio Corropoli in attesa delle operazioni di restauro, che pertanto partiranno immediatamente.
Sulla scultura in gesso sono infatti presenti strati consistenti di polveri, fratture e distacchi di parti che sono state comunque salvate.
L’intervento sarà eseguito dallo scultore prof. Di Berardino e dalla restauratrice Serena Petrelli secondo il progetto che ha ricevuto l’approvazione della Soprintendenza competente.
Il restauro ridonerà all’opera una maggiore stabilità grazie al consolidamento
della struttura interna con materiale resistente e reversibile,
la rimozione dei depositi polverosi e delle macchie, la stuccatura delle fratture, la ricollocazione degli elementi staccati e la reintegrazione pittorica per fornire una rinnovata unità di lettura.
Le operazioni, svolte attraverso continui saggi per verificare la compatibilità dei materiali, saranno documentate da una campagna fotografica e condivisa con la direzione dei lavori.




Collocazione defibrillatori sul territorio di Bellante

 

BELLANTE – Lo Spirito Natalizio non aleggia dalle parti del gruppo consiliare “Bellante Bene Comune”, il cui capogruppo preferisce impegnare il suo tempo nelle solite sterili polemiche che ne distinguono costantemente l’azione, mentre il resto del mondo è dedito alla riflessione e alla festa. Ma tant’è! Un defibrillatore non è un giocattolo, né uno strumento pubblicitario per chi è alla spasmodica ricerca di visibilità, bensì un dispositivo medico “salvavita” che, come tale, va ubicato e utilizzato conformemente a quanto previsto dal Decreto Interministeriale 18 marzo 2011 che disciplina, tra l’altro, i criteri per la collocazione ottimale degli stessi e i requisiti che deve possedere l’operatore che
somministra lo shock elettrico.
I fondi stanziati per la formazione al corretto utilizzo dei defibrillatori erano insufficienti a soddisfare
tutte le richieste pervenute dai Comuni, al punto che la Regione aveva inizialmente finanziato soltanto
i Comuni con maggiore densità demografica, e soltanto grazie all’impegno di questa Amministrazione,
nella persona dell’Assessore alle politiche sociali Ada Di Silvestre, il nostro Comune ha ottenuto
ugualmente i fondi per il corso, che si è tenuto il 23 ottobre 2016 a Palazzo Saliceti e i cui attestati di
abilitazione sono stati recapitati presso gli uffici comunali solo il 15 dicembre scorso.
“La consegna dei defibrillatori al Comune” – precisa il Sindaco – “è avvenuta l’ 8 ottobre e non a giugno,
alla presenza della Pro Loco di Ripattoni promotrice dell’iniziativa, dell’ex Sindaco Mario Di Pietro,
degli ex assessori Pasquale Liberatori e Viviana Di Febo, e delle associazioni che hanno impegnato
proprie risorse umane nella partecipazione al corso formativo. Tra coloro che hanno partecipato va
annoverata anche una consigliera del gruppo Bellante Bene Comune, a dimostrazione del fatto che chi
ha voluto partecipare lo ha fatto, senza polemiche e smanie di protagonismo.
Da parte nostra, avevamo già programmato e provvederemo celermente, benché con la dovuta
ponderatezza, alla collocazione dei presidi sul territorio, con gli idonei supporti, a disposizione della
cittadinanza”.




da Grottammare

 
Un corso di scacchi a Palazzo Ravenna
Aperto a tutte le fasce di età, si terrà nelle ore pomeridiane.

 

La promozione del gioco degli scacchi tra le giovani generazioni e non solo.
Questo è lo spirito che ha portato alla decisione di ospitare all’interno del palazzo comunale il primo corso di scacchi a Grottammare. L’organizzazione dell’iniziativa, promossa dall’assessorato alla Formazione e ai Talenti, è affidata al Club Scacchi Offida.

La data di avvio non è stata ancora stabilita, ma lo scorso 20 dicembre, intanto, l’associazione offidana ha ottenuto formalmente l’utilizzo della Sala di Rappresentanza del palazzo comunale.
Il corso, infatti, si terrà al primo piano del municipio, due volte alla settimana, individuate nei giorni di martedì e giovedì.

L’attività è destinata ad adulti e ragazzi, questi ultimi differenziati per fascia di età, dalla scuola Primaria alla Secondaria e Superiori.
Le lezioni saranno tenute da istruttori tesserati FSI (Federazione Scacchistica Italiana).
L’amministrazione comunale ha accordato la proposta di svolgere gratuitamente le prime tre lezioni propedeutiche al gioco; per le lezioni successive è previsto un rimborso forfettario di 30/35 € per l’intero ciclo di almeno 10 lezioni.

“Da molti anni – ammette il sindaco e assessore alla Formazione e ai Talenti, Enrico Piergallini – speravo di organizzare a Grottammare un corso di scacchi. Finalmente, si sono proposte le persone giuste. Sarà un’occasione in più offerta ai nostra ragazzi per la loro crescita e la loro formazione. Il valore didattico e cognitivo degli scacchi è enorme: con questo corso, qualcuno avrà finalmente la possibilità di scoprire il proprio talento”.

 




Marche Jazz Wine winter edition, il 28 e 29 dicembre a Offida

Tanta musica e buon cibo fino a tarda notte, per i locali del centro storico offidano.

Piazza del Popolo torna a ospitare i Mercatini di Natale

OFFIDA – Torna l’appuntamento di Offida con il jazz, ma stavolta in versione invernale. Il 28 e 29 dicembre i locali del centro storico, dalle 18 in poi, ospiteranno la winter edition del Marche Jazz Wine. Organizzato dalla cooperativa Oikos, in collaborazione con l’Associazione Ristoratori e il Comune di Offida, l’evento sarà dedicato, esattamente come quello estivo, alla grande musica e alle tipicità enogastronomiche della Città del Sorriso. Saranno 14 gli spettacoli che si terranno in 7 locali, nei due giorni del Marche Jazz Wine. Si partirà alle 18:30 con le degustazioni allo ShowRoom di Ciù Ciù e si terminerà con la jem session del 28 al Caffè del Corso e quella del 29 a Spazio Vino. Alle 19 l’appuntamento sarà con la Cantinetta dell’Olmo; mentre dalle 20:30 si potrà cenare all’Osteria Italia, all’Osteria Ophis (28 dicembre), al Vistrò (29 dicembre)e all’Osteria Cantina Offida. Poi dalle 21:30 e alle 22:30 cominceranno i concerti anche al Caffè del Corso e a Spazio Vino. Si esibiranno i seguenti gruppi/musicisti: Alessia Martegiani; Giacinto Cistola; Stefano Travaglini; Paride Pignotti; Sax and the city; Alessandro Olori; Elmar Shaffer; Valeria Svizzeri; Giuseppe Cistola trio; Flavio Moretti trio; Giammarco Polini trio; Christian Regnicoli; Martin Diaz; Giacinto Cistola trio; Massimiliano Coclite e Mauro de Federicis.

“Questo è un evento che avevamo anticipato quest’estate, che purtroppo il sisma aveva messo in forse – conclude l’assessore al Turismo Piero Antimiani – Come ho ribadito spesso, in questo ultimo periodo, l’unica soluzione possibile per ripartire è non fermarsi. E noi offidani non ci fermiamo. Continuiamo a puntare sulle nostre eccellenze e sulla capacità che abbiamo di saperci organizzare. Ricordo che fino al 29, in Piazza del Popolo, ci sarà il Mercatino di Natale con i prodotti tipici di Offida e dei paesi terremotati”.

Si consiglia di contattare i locali per la prenotazione.

Marche Jazz Wine winter edition

Marche Jazz Wine winter edition




dalla Regione Marche

2016-12-27

Igp olio extravergine d’oliva “Marche”, la Commissione europea pubblica la richiesta di riconoscimento

Casini: “Chiudiamo l’anno con la tragedia del terremoto, ripartiamo con la speranza per il futuro”

Dopo 23 anni, i tentativi di riconoscimento della qualità dell’olio prodotto nelle Marche, attraverso una prestigiosa certificazione, raggiungono il traguardo atteso: il 17 dicembre 2016 la Commissione europea ha pubblicato sulla Gazzetta Ue la richiesta del Consorzio Marche Extravergine per ottenere il marchio Igp Olio “Marche”. Entro tre mesi, se non perverranno opposizioni da parte di altri Stati membri o Paesi terzi, verrà definitivamente adottato il regolamento di iscrizione dell’Igp nel registro europeo delle indicazioni geografiche. L’olio “Marche” verrà riconosciuto come un’eccellenza agricola e alimentare europea.  Con lo 0,4% di acidità massima e la presenza di polifenoli nella misura di 200 mg/kg, si pone al top tra i 45 oli italiani già registrati: 42 Dop (Denominazione d’origine protetta) e 3 Igp (Indicazione geografica protetta). Il punto è stato fatto nel corso di una conferenza stampa, in Regione, alla quale hanno partecipato l’assessore all’Agricoltura Anna Casini, i rappresentanti del Consorzio e numerosi produttori oleicoli. “Chiudiamo l’anno con la tragedia del terremoto, ripartiamo con la speranza per il futuro – ha commentato l’assessore Casini – Una cosa grandissima che si aspettava da tempo, è arrivata anche in un momento particolare per la nostra regione”. Si puntava alla registrazione di più Dop, ma l’ipotesi è stata subito accantonata in quanto le Marche rappresentano appena lo 0,5-0,7% della produzione oleicola nazionale. Non possono affrontare le sfide del mercato globale presentandosi divise in tanti piccoli marchi, per cui si è scelta la via dell’Igp, “che non va vista come un ripiego, ma come una scelta consapevole, in quanto strumento più adatto alla nostra realtà produttiva. Ogni varietà di oliva (cultivar) potrà esaltare le proprie particolari specificità”, ha detto l’assessore. “L’Igp è un prodotto valido per le Marche perché abbiamo circa 24 cultivar; era fatica assemblare il tutto in una Dop – ha sottolineato Antonio Di Maio, presidente del Consorzio – Abbiamo seguito una strategia che guarda avanti. Questo risultato valorizza le Marche perché puntiamo su un prodotto tipico della nostra regione”. Di un punto di partenza per qualificare le Marche agricole a livello internazionale, dove il mercato consuma solo il 3% di olio d’oliva, quindi con possibilità di crescita esponenziali, se si lavora su logiche di filiera, hanno parlato i vari rappresentanti presenti all’incontro. La strada è tracciata, hanno detto, dal riconoscimento che assegna alle Marche la qualifica di regione produttrice di un olio di qualità certificato. L’indicazione Igp “Marche” è riservata all’olio extravergine ottenuto da olive prodotte in una zona che comprende circa il 76% del territorio marchigiano, idoneo a garantire produzioni con le caratteristiche qualitative previste. Di colore “giallo/verde”, è un olio caratterizzato da un fruttato medio, verde, amaro, piccante medio, con piccole oscillazioni verso l’intenso o verso il leggero, legate a parametri agronomici, tecnologici e all’annata. Il fruttato è caratterizzato da note erbacee fresche, accompagnate da un tipico sentore di erba, a sua volta accompagnato o sostituito da sentori di mandorla e/o carciofo, in funzione della componente varietale prevalente. Le varietà di oliva che concorrono, in maniera predominante, all’Igp “Marche” sono dodici, di cui dieci autoctone (Ascolana tenera, Carboncella, Coroncina, Mignola, Orbetana, Piantone di Falerone, Piantone di Mogliano, Raggia/Raggiola, Rosciola dei Colli Esini e Sargano di Fermo) e due (Frantoio e Leccino) coltivate sul territorio regionale da circa un secolo. L’olio extravergine “Marche” va commercializzato con, in etichetta, il simbolo europeo Igp. Tutte le fasi di produzione (coltivazione, raccolta e oleificazione) devono avvenire nella zona geografica delimitata. In controtendenza rispetto ad altre colture marchigiane, l’olivo ha conosciuto, negli ultimi 30 anni un’espansione, passando da circa 6.500 ettari dei primi anni ’80 ai 13.515 del 2010 (dati Istat). Le aziende olivicole marchigiane (ultimo censimento) sono 25.458 – di cui 1.474 biologiche – sulle complessive 44.866. Non tutte le 25mila sono specializzate, ma tutte hanno l’olivo presente nei poderi, connotando in maniera peculiare il paesaggio agrario e rurale delle Marche. La produzione, in considerazione della forte alternanza che caratterizza questa coltura, oscilla mediamente tra i 250 mila e i 350 mila quintali di olive raccolte e tra i 35 mila e i 50 mila quintali di olio. Significativo anche il numero dei frantoi: 156 (nel 201), pari a circa il 3% del totale nazionale.

 

Una forte azione in difesa del patrimonio culturale danneggiato dal sisma

 

Comunicazione  dell’assessore al Turismo-Cultura, Moreno Pieroni alla giunta regionale

 

“Una forte iniziativa in difesa del patrimonio culturale gravemente ferito nei territori colpiti dal sisma.” E’ quanto ha proposto l’assessore regionale al Turismo-Cultura, Moreno Pieroni nella comunicazione che ha svolto nella recente riunione di giunta, “condividendo le preoccupazioni e le ansie dei sindaci dei comuni colpiti” perchè si mantenga l’integrità delle collezioni d’arte e i capolavori conservati nei luoghi che da sempre li ospitano e, dove non sia possibile, nei comuni limitrofi. 

“L’intento – spiega Pieroni – è quello di assicurare le necessarie condizioni di cura, di tutela e anche di valorizzazione, nonostante le note difficoltà.”  

“Il rischio di danneggiamento e dispersione del patrimonio culturale è rilevante – ha proseguito – e per questo, all’indomani degli incontri con gli amministratori locali, ci siamo messi al lavoro per elaborare un programma operativo che tenesse conto principalmente di un fattore essenziale: la consapevolezza che il patrimonio culturale ha valore strategico per affermare l’identità locale, che resta una leva fondamentale per la ripartenza della normalità, sia in termini prettamente di vita culturale, sia in termini sociali ed economici, convinti anche che la “ricostruzione” dei danni immateriali sia altrettanto importante per il recupero della quotidianità. Vogliamo mettere in atto una serie di azioni, interventi e iniziative per arrivare ad obiettivi concreti. ”

Il programma proposto, infatti, prevede tra le finalità, in primo luogo, di costituire un coordinamento regionale permanente in materia di beni culturali con la presenza di rappresentanti del MIBACT, della Regione Marche, dell’ANCI e delle Diocesi. Necessario, inoltre, definire i tempi e le modalità di intervento per la gestione della fase di emergenza, imprimendo un’accelerazione alla messa in sicurezza del patrimonio monumentale, architettonico e delle opere mobili. Nella proposta è prevista anche l’individuazione di luoghi dei depositi attrezzati per le opere d’arte e le modalità di gestione, regolamentando uno standard omogeneo di fruizione. 

“Fondamentale sarà, inoltre – ha sottolineato l’assessore –  definire  criteri e modalità di intervento che siano la struttura portante di un piano condiviso di ricostruzione del patrimonio architettonico e artistico pubblico, privato d’interesse pubblico ed appartenente alle Diocesi marchigiane ed agli Ordini religiosi. Inoltre – ha concluso Pieroni – la quantificazione di un adeguato sostegno finanziario a programmi ed iniziative di valorizzazione del patrimonio culturale e dei territori, considerate misure strategiche e determinanti per il rilancio dell’offerta turistica ed economica locale.”




dall’Amat

DOPPIO APPUNTAMENTO CON LO SCHIACCIANOCI:

IL 29 DICEMBRE A PESARO DANZATO DAL BALLETTO DI MOSCA LA CLASSIQUE

IL 30 DICEMBRE A MACERATA NELL’ALLESTIMENTO DEL ROYAL BALLET OF MOSCOW

 

Pe le feste di fine anno a teatro un incontro con la tradizione è quello con Lo Schiaccianoci, in doppio appuntamento giovedì 29 dicembre al Teatro Rossini di Pesaro danzato dal Balletto di Mosca La Classique diretto da Elik Melikov e venerdì 30 dicembre al Teatro Lauro Rossi di Macerata nell’interpretazione del Royal Ballet of Moscow diretto da Anatoly Emelyanov.

 

Un mix tra fiaba, sogno e realtà, Lo schiaccianoci è un balletto senza tempo, dall’atmosfera natalizia per eccellenza sulle straordinarie musiche di ?ajkovskij, ultima opera di Marius Petipa, il coreografo dei Teatri Imperiali Russi a fine ‘800. Nello scrivere il libretto, Petipa si lasciò ispirare dal racconto di Hoffmann, precursore del Romanticismo, Nußknacker und Mausekönig (Lo Schiaccianoci e il Re dei Topi -1816), nella versione meno cruenta rivista da Alexandre Dumas Histoire d’un casse-noisette (Storia di uno schiaccianoci -1844) adattata per i bambini. Composta da ?ajkovskij tra il 1891 e il 1892, la partitura sonora è stata lo sfondo della coreografia di Lev Ivanov, successore di Petipa, presentata per la prima volta nel dicembre 1892 al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo. Nel 1934 ci fu il debutto europeo de Lo Schiaccianoci al Sandler’s Wells di Londra e al Teatro alla Scala di Milano la prima rappresentazione risale al 1938.
Una delle versioni più caratteristiche fu di George Balanchine che nel 1954, per il New York City Ballet, divise per la prima volta il balletto in due parti, realtà e sogno. Indimenticabile l’adattamento e interpretazione di Rudolf Nureyev nel ’69 al Teatro alla Scala, in cui il ballerino privilegiò una lettura psicoanalitica, interpretando il triplo ruolo di Drosselmeyer, dello schiaccianoci e del Principe. Una novità introdotta da ?ajkovskij nell’esecuzione originaria di quest’opera è la presenza della celesta, uno strumento scoperto dal compositore a Parigi, che venne utilizzato in alcuni passaggi dal risvolto fiabesco. Lo Schiaccianoci è un balletto dalle atmosfere oniriche tipiche della favola, con celebri passaggi del balletto come la Danza Russa, emblema della tradizione russa nello spettacolo sia per i costumi utilizzati che per le sonorità scelte, il Valzer dei Fiori e la Danza dei fiocchi di neve. Armonica composizione coreutica data dai vivaci balli di bimbi, le deliziose caratterizzazioni delle bambole meccaniche, la battaglia per giocattoli tra i topi e i soldati e il lieto fine, reso sublime dalla grazia e dal virtuosismo del grand pas de deux summa dell’arte e del talento dei solisti che vi si esibiscono.

 

Con lo scopo di restituire lo splendore delle coreografie originarie di Ivanov e la veste tradizionale de Lo Schiaccianoci i solisti del Balletto di Mosca La Classique in scena a Pesaro, giovani talenti dalla migliori accademie di Mosca e San Pietroburgo, ricalcano esattamente i passi e i virtuosismi del coreografo. I costumi di Elik Melikov e le scenografie di Evgeny Gurenko, carichi di ornamenti e decorazioni, sono completamente rinnovati rispetto agli allestimenti degli anni passati.

 

Il Royal Ballet of Moscow – the Crown of Russian Ballet sul palcoscenico di Macerata è stato fondato da Anatoly Emelyanov e Anna Aleksidze nel 1997. Il Corpo di Ballo annovera tra le sue fila ballerini di grande esperienza e raffinatezza artistica, provenienti dai migliori teatri russi. Nel corso degli anni la compagnia ha realizzato tournée in tutto il mondo. La filosofia artistica del Balletto prevede non solo la messa in scena dei grandi classici del balletto, ma anche la creazione di un repertorio moderno di più ampio respiro, rivolto ad un pubblico sempre più vasto e al contempo esigente.

 

Per informazioni e biglietti: Teatro Rossini di Pesaro 0721 387620-21, biglietteria dei Teatri di Macerata 0733 230735. Inizio spettacoli ore 21.

PESARO, ROSSINI IN SORSI

MERCOLEDÌ 28 DICEMBRE ALLA CHIESA DELL’ANNUNZIATA

CRISTIANO HOLTZ IN CONCERTO DA COUPERIN A BACH

 

 

Da Couperin a Bach, il trionfo della tastiera mercoledì 28 dicembre alla Chiesa dell’Annunziata di Pesaro con Cristiano Holtz nell’ambito di Rossini in sorsi, un progetto di E lucevan le stelle Music con il Comune di Pesaro in collaborazione con AMAT e Sistema Museo.

 

Il clavicembalista brasiliano Cristiano Holtz ha iniziato la sua formazione musicale con la nonna quando aveva 7 anni. Ispirato dalla musica di J.S. Bach e dalle esecuzioni di Gustav Leonhardt, ha iniziato a studiare clavicembalo all’età di 12 in Brasile. A 15 anni, ha continuato i suoi studi musicali nei Paesi Bassi, studiando tra gli altri con Jacques Ogg e Gustav Leonhardt. Dal 1989 Cristiano Holtz si è esibito principalmente come solista in Europa, America Latina e Asia, in numerosi festival internazionali ed insegnando in Portogallo, Brasile e Singapore. Cristiano Holtz registra frequentemente per le radio e televisioni brasiliana e portoghese. Nel 2002 ha inciso opere di Johann Sebastian Bach, George Frideric Handel e Antonio Vivaldi, Nel 2006 ha registrato le suites di Johann Mattheson in prima mondiale per l’etichetta Ramee, ottenendo diversi premi internazionali come il “Preis der Deutschen Schallplattenkritik”. Attualmente vive a Lisbona, dove insegna presso l’Instituto Gregoriano e il Conservatorio Nacional de Música.

 

Il programma della serata prevede l’esecuzione di Prélude in re minore, Allemande in re minore, Sarabande la Prudec, Les Silvains di François Couperin Domenico, Sonata K132 in do maggiore, Fandango in re minore di Domenico Scarlatti, Aria con variazioni in sol minore di Francisco Xavier Baptista, Sonata in sol minore di Sebastián de Albero, Praeambulum in sol minore BWV 93°, Adagio in re minore, (Bach/Marcello) BWV 974, Fantasia cromatica e fuga in re minore BWV 9O3 di Johann Sebastian Bach.

 

Posto unico € 10 ridotto € 8 per possessori carta PesaroCult. Inizio concerto ore 21. Informazioni e biglietteria 0721 387620-21, 389 6657785.

 

 

URBINO IN MUSICA, GIOVEDÌ 29 DICEMBRE L’ORCHESTRA SENZASPINE

INAUGURA LA STAGIONE DEL TEATRO SANZIO

 

 

Giovedì 29 dicembre si apre il sipario del Teatro Sanzio su Urbino in Musica, terza edizione della stagione musicale promossa dal Comune di Urbino e dall’AMAT con il contributo di Regione Marche e Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo che accresce la composita e ricca proposta culturale della città con appuntamenti per un pubblico ampio e diversificato per un’esperienza a 360° nell’universo musicale.

 

L’inaugurazione è affidata a un concerto curioso e originale dell’Orchestra Senzaspine, un ensemble nato nel 2013 da un’idea di due amici, i giovani direttori Tommaso Ussardi e Matteo Parmeggiani, che conta 350 musicisti under 35. Tutti collaborano per portare avanti una missione ambiziosa: da un lato, riconsegnare la musica classica all’amore del grande pubblico e, dall’altro, offrire ai giovani orchestrali la possibilità di confrontarsi con il repertorio sinfonico più impegnativo e affascinante. Il tutto secondo un approccio pop e social, che proietta nel futuro l’eleganza della tradizione, facendo leva sulla formula del ‘concerto-spettacolo’, pensato per sfatare i falsi miti che accompagnano la musica classica nella percezione comune.

I Senzaspine, in formazione variabile, hanno già all’attivo oltre 200 eventi musicali e hanno collaborato con solisti di fama internazionale, tra cui Enrico Dindo e Dejan Bogdanovich, Sofya Gulyak e Laura Marzadori, primo violino del Teatro alla Scala. Oggi l’Orchestra è in grado di offrire occasioni di lavoro altamente professionali ai musicisti e, al contempo, promuove attività innovative di sensibilizzazione all’ascolto come il flash mob ‘Conduct us’. Oltre ai concerti sinfonici e cameristici, l’attività dei Senzaspine, che include anche un Coro ed un Coro di voci bianche, spazia dalle audizioni alle performance, dai momenti di formazione, incontro e contaminazione tra le arti ai contest per i giovani talenti, fino ai progetti per le scuole.

Dal 2015, l’Orchestra Senzaspine ha una sede ufficiale, il Mercato Sonato a Bologna. Si tratta dell’ex mercato coperto del quartiere San Donato, assegnato all’associazione nell’ambito di un intervento di rigenerazione urbana e culturale, voluto dal Comune di Bologna. Il Mercato Sonato ha inaugurato la prima stagione a novembre 2016. Il progetto dell’Associazione Senzaspine si avvale anche del sostegno di Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Ibc della Regione Emilia-Romagna tramite il bando Giovani per il territorio, Arci Bologna e del contributo di Unipol, Fondazione Unipolis, Maresca & Fiorentino, Borsari e Argenteria Corradini. Il Mercato Sonato, quartier generale dei Senzaspine, è uno spazio polifunzionale, un luogo di cultura e sperimentazione aperto a tutti e gode del patrocinio di Regione Emilia Romagna e Quartiere San Donato- San Vitale.

A tre anni dalla sua nascita, l’Orchestra Senzaspine è un’ondata culturale che ha già travolto Bologna, e non solo, con la sua idea di musica colta che non è solo da ascoltare, ma da vivere.

 

Biglietti 15 euro, ridotti 12 euro. Informazioni e vendita biglietteria del Teatro Sanzio 0722 2281.

Inizio concerto ore 21.

 




Natale per i meno Adulti a Castelleone

Castelleone di Suasa –Natale per i meno Adulti”, la serata organizzata dal Movimento Socio-Politico-Culturale “Insieme per Castelleone”, si terrà il 28 Dicembre 2016, alle ore 21.00, presso l’ex Bocciodromo di Castelleone di Suasa, gentilmente concesso dall’Amministrazione Comunale, ingresso gratuito

Babbo Natale e la Befana” è il titolo di questo spettacolo messo in scena dalla compagnia Gran Teatro dei Ragazzi di Pesaro, con i testi e la regia di Nivio Sanchini.

La rappresentazione inizia con un divertente scontro tra Babbo Natale e la Befana che è arrivata in anticipo e non se ne vuole andare, quando finalmente si convince rimane in scena solo Babbo Natale con l’immancabile sacco colmo di regali.

Come al solito è di fretta, deve consegnare tutti i regali e non può perdere tempo, così saluta tutti promettendo che ripasserà a trovarli; ogni volta che torna racconta il suo viaggio e descrive cosa ha visto nel continente appena visitato, e lascia un regalo speciale.

Si alternano sulla scena i personaggi delle fiabe, doni di Babbo Natale, che raccontano la loro storia, interagendo con il pubblico e riportando alla memoria canti e giochi della nostra tradizione.

Uno spettacolo che si preannuncia allegro e divertente, coinvolgente come è nello stile proprio della compagnia Gran Teatro dei Ragazzi di Pesaro, che prevede la partecipazione diretta e attiva del pubblico giovane e meno giovane.

Vi aspettiamo quindi, bambini, genitori, adulti e meno adulti, tutti coloro che abbiano voglia di trascorrere insieme una serata in allegria, offerta dal Movimento “Insieme per Castelleone” grazie ai contributi pervenuti del 5xmille.




Attorno al Presepe

Il concerto di Natale della Cappella Musicale della Cattedrale di Macerata
Mercoledì 28 dicembre 2016 alle ore 18,30 nel Santuario Basilica della Misericordia a Macerata
Macerata – Si rinnova l’appuntamento concertistico natalizio con la Cappella Musicale della Cattedrale di Macerata diretta da Carlo Paniccià che quest’anno proporrà il concerto “Attorno al Presepio. Canti popolari natalizi del barocco italiano e spagnolo” il giorno mercoledì 28 dicembre 2016 alle ore 18,30 nel Santuario Basilica della Misericordia a Macerata.
La Cappella Musicale della Cattedrale di Macerata sarà accompagnata dall’ensemble strumentale composto da Marylisa Mariani, Laura Verolo (clarinetti), Marco Romanelli (percussioni) e Teresa Wang (organo).
Come sempre un repertorio ricercato e non scontato per la formazione corale maceratese che proporrà due vere e proprie chicche musicali: i villancicos natalizi del “Cancionero de Uppsala” e il “Dialogo de’ pastori al Presepe di Nostro Signore” di Giovanni Francesco Anerio.

Il Cancionero de Uppsala, conosciuto anche come Cancionero del Duque de Calabria o Cancionero de Venecia, è una raccolta di composizioni musicali spagnole dell’epoca rinascimentale. La raccolta di villancicos, canti popolari in lingua catalana, fu composta per la maggior parte da autori anonimi nella prima metà del XVI secolo e fu data alle stampe in molteplici copie nel 1556 a Venezia da Geronimo Scotto, uno dei più famosi stampatori dell’epoca, per cui essa è nota anche come Cancionero del Duque de Calabria o Cancionero de Venecia. L’unica copia oggi esistente è quella rinvenuta nel 1909 nella biblioteca dell’Università di Uppsala in Svezia.
Giovanni Francesco Anerio (Roma, 1567-circa 1624), allievo di Giovanni Pierluigi da Palestrina e, ancor prima, fanciullo cantore nella Basilica di San Pietro in Roma. Gesuita celebrò la prima messa il 7 agosto 1616 nella Chiesa del Gesù. Maestro di cappella dapprima in San Giovanni in Laterano, passò poi dal 1613 al 1620 alla chiesa della Madonna dei Monti. Dopo il rapporto con i Gesuiti l’Anerio si avvicinò al mondo della Congregazione Romana dell’Oratorio fondata da San Filippo Neri. Per l’istituzione Filippina Giovanni Francesco Anerio compose il “Teatro armonico e spirituale“, pubblicato nel 1619, che segna un momento di capitale importanza nello sviluppo dell’oratorio in volgare. Fu prolifico compositore di musica sacra e opere profane. Degli oratori, tutti composti sopra testo volgare, appartiene il “Dialogo de’ pastori al Presepe di Nostro Signore” (dato alle stampe nell’anno giubilare 1600) di cui rimane oggi una sola copia a stampa conservata dalla Biblioteca “Panizzi” dei Reggio Emilia.
L’episodio dei pastori al presepio costituisce nell’arte figurativa come nella musica uno dei temi evangelici più suggestivi e ricchi di immagini pittoresche, fatte di gioia semplice e spontanea, e riuscì a dar vita, sia nel campo della musica vocale sia in quello strumentale ad un «filone», quello «pastorale» appunto, sempre in bilico tra l’arcadico e il devozionale.