dalla Città

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17 gennaio 2017

I “cantori di Sant’Antonio” in Comune per la “Pasquella”

Si è rinnovato il rituale della “Pasquella” dinanzi agli amministratori

 

In occasione delle ricorrenza di Sant’Antonio, lunedì17 gennaio si è rinnovato in sala consiliare il tradizionale momento legato all’antichissima tradizione della “Pasquella”. Nel pomeriggio infatti sono arrivati in Municipio i “Cantori di Sant’Antonio”, una ventina di membri del gruppo folk della corale “Riviera delle Palme” in abiti tradizionali guidati dal maestro Fabrizio Urbanelli.

 

In questo modo si ravviva l’antichissima tradizione dei cantori che, nel giorno dedicato al Santo protettore degli animali, giravano per le campagne intonando melodie popolari e, in cambio, ricevevano dalle famiglie beni in natura come gesto propiziatorio di un anno fecondo per le attività agricole e di allevamento.

 

I “Cantori di Sant’Antonio” sono stati accolti da rappresentanti dell’Amministrazione comunale che, dopo aver ascoltato i canti della tradizione, hanno fatto omaggio di prodotti tipici del territorio che saranno poi devoluti in beneficenza.

17 gennaio 2017

San Benedetto capofila di un progetto per una PA più efficiente con l’informatica

Coinvolti 59 comuni e 4 Unioni dei Comuni per rispondere ad un bando della Regione Marche

 

59 Comuni, 4 Unioni di Comuni in rappresentanza di oltre 360.000 cittadini: sono i numeri dell’aggregazione “Marche Sud” che ha come capofila la città di San Benedetto del Tronto che partecipa con un progetto del valore di oltre un milione e mezzo di euro ad un bando emesso dalla Regione Marche per rendere più efficiente la pubblica amministrazione attraverso le tecnologie informatiche.

 

Il progetto servirà a sviluppare “azioni a supporto dell’integrazione dei sistemi della pubblica amministrazione locale per la gestione dei servizi di E-Government e per la riorganizzazione dei flussi dati in cooperazione applicativa tra sistemi informativi locali e sistemi aggregatori”. In parole povere, maggiore efficienza nei procedimenti degli enti, maggiore efficacia nei confronti di cittadini ed imprese e maggiore economicità nell’acquisizione di software e servizi informatici.

 

Il costo del progetto, in termini assoluti, è sicuramente notevole. “Tuttavia, quello per singolo cittadino risulterà decisamente inferiore rispetto ad altre esperienze di E – Government – dice il sindaco Pasqualino Piunti – grazie all’economia di scala che l’aggregazione potrà ottenere ponendosi come interlocutore unico nei confronti dei fornitori. Le idee, le tecnologie, gli strumenti, i programmi e i servizi che il progetto produrrà saranno replicati su ogni singolo comune dell’aggregazione. L’idea è far arrivare la migliore innovazione anche a quelle amministrazioni che, autonomamente, non avrebbero avuto la possibilità di averla. A costo zero. E il fatto che la guida del progetto sia stata affidata al nostro Comune dice tanto sul livello di competenze e di esperienza che i nostri Sistemi Informativi hanno raggiunto”.

 

Se si considerano il numero dei Comuni coinvolti, le differenze demografiche (si va da centri con meno di 200 abitanti ad altri con oltre 50.000), la varietà territoriale, le molteplici vocazioni economiche e l’eterogeneità dei sistemi informativi presenti, ci si rende immediatamente conto dell’imponente sfida che l’aggregazione si trova ad affrontare. Spiega però Mauro Cecchi, direttore dei servizi informativi del Comune di San Benedetto e referente del progetto: “Utilizzando opportune metodologie e un’adeguata governance è possibile gestire con successo una tale complessità. Non solo: questo progetto vuole diventare un punto di riferimento nel panorama italiano dell’E-Government, un esempio virtuoso di sussidiarietà e di collaborazione”.

 

Giovedì 12 gennaio scorso, presso l’auditorium del Comune di San Benedetto del Tronto, si è svolta la prima giornata di lavori dell’aggregazione, che ha visto una nutrita partecipazione di Comuni ed Unioni; sono state comunicate alcune scadenze inderogabili per i partecipanti, in particolare quella del 3 febbraio che è la data ultima per l’invio della delibera di approvazione del progetto da parte di ogni ente.

 

Per informazioni: cecchim@comunesbt.it

 

17 gennaio 2017

Al Museo del mare una mattinata dedicata alla storia del porto e della Città

Grande interesse per l’incontro su “Il paesaggio urbano del porto, tra sfide e trasformazioni”

 

La sala convegni del Museo della Civiltà Marinara delle Marche, affacciata sul porto, ha ospitato nella mattinata del 14 gennaio l’incontro “Il paesaggio urbano del porto tra storia e trasformazioni”, organizzato dall’Assessorato alla cultura della Città di San Benedetto del Tronto nell’ambito del Grand Tour della Cultura promosso da MAB Marche (coordinamento marchigiano tra Musei, Archivi e Biblioteche) e dall’Assessorato alla Cultura della Regione Marche.

 

L’incontro, moderato dall’archivista del Comune Giuseppe Merlini, ha visto la presenza dello storico locale Stefano Novelli che si è soffermato sull’evoluzione storico/urbanistica del porto, e del Consigliere Comunale delegato al porto Mario Ballatore che ha posto l’accento sull’importanza del porto di San Benedetto a livello nazionale sotto differenti punti di vista.

 

Novelli non si è limitato a delineare una semplice storia del porto, ma ha approfondito il tema della trasformazione di una città che si è evoluta nei secoli grazie alla sua principale infrastruttura, un tempo semplice approdo,

 

L’approfondimento ha riguardato la linea di costa, quattro secoli or sono sottostante al Paese Alto, per poi arrivare fino alla dimensione attuale. Ovviamente grande spazio è stato dato al porto, con Novelli che ha spiegato tutte le fasi evolutive, dal via ufficiale ai lavori del 1908 a firma dell’Onorevole Luigi Dari fino alla costruzione dei due moli, passando per le opere dell’ing. Luigi Onorati e quelle realizzate per la navigazione da diporto.

 

Inoltre, i partecipanti hanno avuto modo di avere notizie sulle abitazioni di un tempo, le cosiddette “case basse” e le “case cielo-terra”, e le particolarità del mandracchio settecentesco, l’attuale Via Laberinto, in cui il semplice pigmento delle abitazioni fungeva da segno di riconoscimento per le famiglie di pescatori che vi vivevano.

 

Tra i partecipanti all’incontro anche gli studenti e i docenti delle classi quarte, sezioni A –B – C Costruzioni Ambiente Territorio (CAT), dell’Istituto Tecnico per Geometri “Pericle Fazzini” di Grottammare, che hanno avuto modo di conoscere e approfondire la storia e l’urbanistica di un tempo, memorie del passato che saranno per questi giovani strumenti di grande utilità nel futuro.

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