Mettersi in proprio, perché? Intervista ad Elisabetta De Vecchis, traduttrice

Mettersi in proprio, perché? Intervista ad Elisabetta De Vecchis, traduttrice

 

Il lavoro autonomo tra sogni e realtà. Perché lavorare per “costruire” i propri sogni invece di realizzare quelli degli altri. Ce lo dice la traduttrice libera professionista ed interprete Elisabetta De Vecchis.

 

 

Mettersi in proprio, perché?

Perché il mondo del lavoro sta cambiando e stanno nascendo nuove professioni, soprattutto in ambito digitale. Personalmente, mi ero prefissa questo obiettivo sin dall’Università. Non potrei mai rinunciare alla flessibilità e alla libertà di potermi gestire gli orari di lavoro.

Di cosa ti occupi?

Sono una traduttrice libera professionista, lavoro nelle combinazioni inglese-tedesco-italiano e sono specializzata in testi di marketing, soprattutto per l’industria automobilistica. Lavoro anche per il settore medico-infermieristico, ferroviario e turistico. Sono molto attiva nella sezione Marche dell’Associazione Italiana per Interpreti e Traduttori (AITI), che mira a promuovere il valore della comunicazione linguistica e la crescita professionale dei suoi soci.

Quando hai capito di voler diventare traduttrice?

Ho capito prestissimo, intorno a 7 anni, di avere una passione per le lingue. Una passione di nome Peter, un turista inglese, mio coetaneo, con cui ho comunicato per ore a gesti. Da adolescente leggevo libri in inglese che avevo già letto in italiano, e confrontavo il testo originale con la versione italiana… ero già traduttrice senza saperlo!

 

Elisabetta De Vecchis
Elisabetta De Vecchis

 

 

Il lavoro autonomo tra sogni e realtà.

Il sogno che avevo all’università era, appunto, quello di mettermi in proprio. Tuttavia dopo la laurea, pur avendo acquisito ottime competenze a livello linguistico e traduttivo, mi sono accorta che la realtà lavorativa era ben diversa: dovevo introdurmi nel mercato, farmi scegliere dai clienti, stabilire delle tariffe, diventare imprenditrice di me stessa. Ho imparato tantissimo partecipando a corsi di formazione, webinar, confrontandomi con colleghi più esperti e leggendo forum online.

Perché lavorare per “costruire” i propri sogni invece di realizzare quelli degli altri.

Perché amare il proprio lavoro è fondamentale. Curando la comunicazione dei clienti, inoltre, realizzo anche il loro obiettivo di tradurre in parole il valore che offrono.

Descrivi il tuo lavoro tra esperienze passate, attuali e prospettive future.

Dopo la Laurea Specialistica in Traduzione e varie esperienze di lavoro in Italia e all’estero, oggi mi occupo di traduzioni e revisioni per clienti operanti nel settore automobilistico, medico, ferroviario e turistico. In futuro mi piacerebbe creare delle sinergie con lavoratori autonomi di ambiti diversi (grafici, webmaster, esperti di social media marketing ecc.) per offrire dei servizi integrati alle imprese. Chissà, magari qualcuno tra loro mi sta leggendo ora?

Rifaresti tutto quello che hai fatto fino a oggi?

Senza dubbio. Ho sicuramente fatto degli errori in passato, ma è grazie a quelli che sono migliorata.

Cosa consigli a chi vorrebbe mettersi in proprio.

Valutate bene i costi e i rischi, osservate il mercato, cercate di capire qual è il vostro valore aggiunto e cosa vi distingue dai concorrenti, quindi seguite l’istinto e… buttatevi! Personalmente, mi sono data un limite di tempo per provarci: dopo circa 5-6 mesi ho iniziato a vedere dei risultati e ho continuato per questa strada. Attenzione però: il lavoro autonomo non è per tutti: serve molta autodisciplina e, a volte, disponibilità a lavorare di sera o nei festivi. Io, ormai, mi sono adeguata ai giorni festivi della Germania!

Importanza della comunicazione internet nel lavoro autonomo.

Direi fondamentale. La qualità del servizio traduttivo non è valutabile dal cliente se non si conosce la lingua. Chi ci sceglie, si fida dell’immagine di professionalità che trasmettiamo anche e soprattutto attraverso il sito web ed eventuali blog o pagine facebook. Io ho una pagina facebook (CreaWriting – Translation Services) e un sito web: www.creawriting.com

Cosa non ti ho chiesto?

Se la figura del traduttore verrà mai sostituita dal computer. Me lo chiedono tutti! Rispondo che il computer non potrà mai sostituire la sensibilità di una persona nella stesura di testi accattivanti e dallo stile incisivo, ragionare sui significati impliciti o sulle sfumature, o ancora capire ironia e sarcasmo.

 

 

Ph © Davida Zdrazilkova Ruggieri
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ndr: Chi volesse partecipare alla nostra rubrica realizzando con noi una intervista per parlare della propria esperienza può contattare la redazione:  3395958622 redazione@ilmascalzone.it

 

 

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