Non solo parole…

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Grido d’allarme dalle Università: gli studenti non conoscono la lingua italiana

 

 

di Gaia Di Bonaventura e Matteo Di Girolamo

 

 

San Benedetto del Tronto, 2017-02-11 – “Molti studenti scrivono male in italiano e servono interventi urgenti”: questo è il fulcro di ciò che è stato scritto nella lettera che seicento professori universitari hanno inviato al Parlamento. I docenti hanno denunciato il fatto che gli studenti, usciti dai licei, non siano in grado di scrivere correttamente in italiano, rintracciando le cause di questo “deficit” in particolare nella scarsa abitudine alla lettura, strategica nell’acquisizione di un vocabolario ricco.

Il problema è che l’idea di impiegare il proprio tempo di fronte ad un libro non sfiora minimamente i giovani d’oggi, catturati dagli smartphone e dai social network, dove la comunicazione immediata e schietta non lascia troppo spazio ad estese elaborazioni concettuali.

Sul banco degli imputati ci sarebbe anche il sistema scolastico, colpevole, secondo i docenti universitari, di un inadeguato metodo d’insegnamento della grammatica e della lingua italiana, nonché di una scarsa severità nel controllo degli apprendimenti. A detta degli accademici, infatti, “il tema della correttezza ortografica e grammaticale è stato a lungo svalutato sul piano didattico”, provocando un progressivo impoverimento della lingua, al punto da far rilevare nellascrittura di studenti ventenni “errori appena tollerabili in terza elementare”.

Chiara appare la richiesta da parte dei “seicento” non solo di cambiare il sistema didattico, effettuando con serietà verifiche periodiche a livello nazionale, ma anche di modificare gli obiettivi da raggiungere al termine di ogni ordine di scuola.

Ora c’è da chiedersi se possa bastare una semplice lettera per cambiare un sistema complesso e già tanto bersagliato come quello scolastico o se la questione da affrontare sia più ampia e vada oltre l’ambiente ristretto delle Accademie: solitamente il percorso di una lingua è, di riflesso, quello di un’intera società.

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