Prevedibilità dei terremoti. Intervista al sismologo Robert Geller

Prevedibilità dei terremoti. Intervista al sismologo Robert Geller

 

 

Quanti di noi del Centro Italia controllano il sito dell’INGV quotidianamente, o seguono “guru” del terremoto sperando di avere previsioni rasserenanti? Di certo, lo sciame sismico non si ferma, e pur rimanendo concentrato –per ora- nel triangolo L’Aquila-Rieti-Macerata, non risparmia Sicilia e Molise, e migra anche sulla costa laziale. Ho voluto consultare a tal proposito il Professor Robert Geller, che ha effettuato studi proprio sulla possibilità di prevedere i terremoti.

 

Professore, ci dica il Suo punto di vista sulla prevedibilità dei terremoti In breve, dico subito che è impossibile. Le ragioni sono discusse nel mio trattato del 1997, “Earthquakes cannot be predicted”, “I terremoti non si possono prevedere” disponibile al link: https://dl.dropboxusercontent.com/u/8943731/GJKM-Science-1997.pdf
Tra gli altri, anche il Professor Mulargia di Bologna è stato un coautore. Questo studio è stato pubblicato venti anni fa ma non c’è ragione di cambiare nulla di ciò che scrivemmo allora.

Ecco un estratto del trattato: “Prevedere un terremoto vuol dire specificare il tempo, il luogo e la magnitudo di un evento sismico. La previsione deve essere affidabile e accurata, per non originare falsi allarmi. I media e alcuni scienziati ottimisti incoraggiano l’idea che i terremoti si possano prevedere, ma gli studi suggeriscono che tali opinioni siano sbagliate. Un terremoto viene causato da un improvviso scivolamento di una faglia geologica, e tali rotture e accadimenti sono ingestibili. Lo stato eterogeneo della Terra e la inaccessibilità delle faglie impediscono una misurazione esatta dei fenomeni e complicano le cose. (…) In generale, ogni piccolo evento sismico potrebbe dare luogo a un forte terremoto. (…) E le circostanze perché ciò possa accadere sono formate da una miriade di dettagli (…) che sono impossibili da conoscere. (…) Tuttavia la sismologia può aiutare a prevedere la sismicità di una certa faglia sul lungo termine, e quindi questo è molto importante per predisporre strutture antisismiche, questa è la reale prevenzione per la sicurezza pubblica.(…)

Pensa che i nostri Paesi industrializzati siano, in generale, ben organizzati tecnicamente e mentalmente per prevenire gli effetti di forti terremoti? Non per prevenire, ma per mitigarne gli effetti, sì, anche se in maniera non perfetta.

Il Giappone è una delle nazioni più avanzate nella prevenzione dei terremoti, attraverso la costruzione di edifici antisismici e piani di emergenza. Sarebbe molto difficile, per un altro Paese, raggiungere lo stesso livello?
Il Giappone è tecnicamente avanzato ma ci sono ancora molti problemi. Credo che molte nazioni industrializzate siano difficili da comparare anche sulla base delle loro aree simicamente attive.
Cosa suggerisce come primo passo? Rinforzare i vecchi e non sicuri edifici e infrastrutture, e/o sostituirli con nuovi, che siano antisismici.

In Italia abbiamo diverse faglie attive in particolare lungo gli Appennini, e geologicamente il futuro dell’Italia potrebbe essere di dividersi in due, muovendosi verso est. E’ possibile che questo processo sia in atto? Abbiamo avuto tre maggiori eventi sismici in Italia Centrale: il 24 agosto 2016, con magnitudo momento 6.00; il 30 ottobre, con magnitudo momento 6,5; il 18 gennaio 2017, in poche ore 4 terremoti tra 5,3 3 5,7 di intensità. Questa sequenza ha prodotto danni molto gravi in molte città storiche, e 300 vittime nella prima forte scossa del 24 agosto. Ovviamente molti degli edifici crollati non erano antisismici, ma anche alcuni di quelli antisismici e ristrutturati di recente sono crollati.

Sono un sismologo e non un ingegnere, ma per esempio: 1) qualche volta il progetto antisismico è ok, ma c’è un imbroglio nella scelta dei materiali o nella qualità del lavoro di costruzione; 2) qualche particolare tipo di edifici (come quelli che hanno un garage al piano terra) possono essere strutturalmente deboli (non c’è molta forza portante) anche se tecnicamente rispettano il codice di sicurezza, e così via.

Può darci qualche suggerimento, e se considera appropriata la domanda, pensa che questa sequenza sismica in Italia possa fermarsi o no?

Come dicevo prima, sfortunatamente una previsione accurata e affidabile dei terremoti non è possibile scientificamente, almeno non ora o per il futuro immediato. Mi dispiace, ma questa è la realtà. C’è sempre il rischio di un terremoto, non ci sarà mai una sicurezza al 100% . Ma adesso, a causa dello sciame sismico il livello di rischio è probabilmente più alto del normale, anche se è difficile quantificarlo.
Professor Geller, la gente è spaventata, stressata e molti dormono nella auto o si allontanano dalla zona a più alto rischio sismico.

Posso capire e sono solidale con queste persone. Non ho nulla davvero utile da dire se non esternare il mio supporto, e sperare che questa gente discuta di questi problemi con le loro famiglie e amici, e provi a fare delle scelte giudiziose al proposito

 

Robert Geller
Robert Geller

Robert Geller è professor of geofisica alla Graduate School of Science, alla University of Tokyo. Ha ricevuto laurea e dottorato in geofisica presso il California Institute of Technology (Caltech) rispettivamente nel 1973 e nel 1977. Dopo un anno come ricercatore postdottorato e sei anni come assistente professore alla Stanford University, è stato nominato professore in carica alla University of Tokyo nel 1984, diventando il primo non-giapponese membro di ruolo della facoltà e fu promosso alla sua attuale posizione nel 1999. La sua attuale ricerca è incentrata sullo studio di diversi modelli della propagazione delle onde sismiche, e l’analisi delle forme di queste onde per determinare la sottile struttura dell’interno della Terra. Lui e i suoi colleghi stanno applicando queste tecniche per estrapolare la struttura terrestre su una scala globale; stanno lavorando anche sul loro adattamento alla applicazione per la ricerca di petrolio e gas. Geller ha anche lavorato su problemi che coinvolgono la fisica delle cause dei terremoti, specialmente mettendo in ordine di grandezza regole e terremoti simili. Una lista delle sue pubblicazioni maggiori si trova a questo link: http://www.researcherid.com/rid/A-1753-2009 . Un trattato di Geller sulla mancanza di basi tecniche per la previsione dei terremoti in Giappone è stato pubblicato in Nature nel 1991, e il suo “Earthquakes cannot be predicted” è stato pubblicato in Science nel 1997. Dopo il terremoto di Tohoku dell’11 marzo 2011, il suo lavoro “Shake-up time for Japanese seismology” è stato pubblicato in Nature nell’aprile 2011, è il suo famoso libro in giapponese “Nihonnjin wa shiranai ‘zishin yochi’ no shoutai” (“Cosa i giapponesi non sanno sulla ‘previsione dei terremoti’”) è stato pubblicato da Futabasha nell’agosto 2011. E’ stato invitato come relatore ospite ad un simposio sul terremoto di Tohoku dalla Seismological Society of Japan in ottobre 2011.

 

Biografia di Raffaella Milandri 

Raffaella MilandriScrittrice, fotografa umanitaria e viaggiatrice in solitaria . Attivista per i diritti umani dei popoli indigeni, è membro adottivo della tribù Crow, in Montana. Presidente della Omnibus Omnes Onlus. Titolare alla Europrinters Consulting. Membro del Lions Club Ascoli Host. Redattore a Il Mascalzone. Attualmente iscritta alla Facoltà di Scienze Sociali alla Unicam di Camerino.

Dice Raffaella Milandri : “Viaggiare non vuol dire visitare luoghi, ma percepire l’animo dei popoli”. Come viaggiatrice solitaria è stata accolta da tribù nei più remoti angoli di mondo. Dice di sè: “Amo le persone semplici, e sono fiera di essere una di loro”.

La Milandri si dedica alla scrittura, alla fotografia e ai reportage, intesi come strumento di sensibilizzazione e divulgazione sul tema dei diritti umani e delle problematiche sociali, attraverso campagne di informazione, appelli, petizioni e conferenze, e diffondendo filmati, libri e interviste su media e social network. Varie le partecipazioni televisive e radiofoniche in Italia, numerosi gli articoli sui suoi viaggi, su quotidiani e riviste. I suoi viaggi in diretta su Facebook sono un evento mediatico molto seguito. Il gruppo Tabula Osca ha dedicato un pezzo al suo impegno umanitario https://youtu.be/18ePxizn7ug . Una sua intervista sui popoli indigeni è stata pubblicata sul sito dell’ONU http://www.unric.org/it/attualita/30454-raffaella-milandri-la-situazione-dei-popoli-indigeni-oggi .

Tra le mete dei suoi viaggi, ricordiamo la Papua Nuova Guinea, l’Alaska, il deserto del Kalahari,

il Tibet, il Kimberly in Australia. Tra i Popoli Indigeni oggetto delle sue campagne per i diritti umani, i Nativi Americani, i Pigmei, i Boscimani, gli Adivasi dell’Orissa.

Libri pubblicati

Io e i Pigmei.Cronache di una donna nella Foresta, Polaris 2011.

Booktrailer https://youtu.be/5sHZgaTRPOY

La mia Tribù. Storie autentiche di Indiani d’America, Polaris 2013.

Booktrailer https://youtu.be/5xtIuTYxCWA

In India. Cronache per veri viaggiatori, Ponte Sisto 2014.

Booktrailer https://youtu.be/KH3J-NNJRXY 

Email raffaellamilandri@gmail.com

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Twitter @RaffaellaMiland

 

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