UniMc come una grande impresa per una città universitaria

 

L’ateneo, oltre ad essere un fattore di sviluppo culturale, presenta una dimensione economica importante. Carenti i servizi a livello di trasporti.

 

Macerata – Trasporti, infrastrutture, servizi culturali sono alcuni degli elementi da ripensare per rendere Macerata una vera e propria città universitaria. Lo ha ribadito il rettore Francesco Adornato in apertura del convegno “Università e città”, un’iniziativa organizzata insieme all’Ordine degli architetti della provincia proprio per creare un momento di riflessione sul rapporto tra il territorio e un ateneo “giovane per definizione e vitale -, ha ribadito Adornato – che vive nella città e ne è parte integrante”.

L’Università di Macerata ha attraversato sette secoli di alterne vicende, ripercorse dal professor Luigi Lacchè per raccontare la storia e lo sviluppo di un ateneo da sempre strettamente intrecciato con la comunità e la società civile, tanto che nel 1981, come ha ricordato Adornato, fu organizzato un importante convegno sul tema sotto il rettorato di Attilio Moroni.

L’Università, come ha rilevato Rosita Pretaroli, docente di economia politica, presenta anche una dimensione economica importante, come una grande impresa, che genera un livello di spesa e di occupazione davvero rilevanti per il territorio. Alla domanda diretta di beni e servizi, legata alle attività didattiche e di ricerca, si aggiunge quella derivata dai molti attori che si muovono intorno all’università: gli studenti innanzi tutto, ma anche i docenti e tutti gli altri portatori di interesse. Ad esempio, i cinque milioni di euro che il Ministero si è impegnato a dare a Unimc per recuperare i danni del terremoto possono creare circa 14 milioni di euro di nuova produzione e nuovo reddito. La presenza dell’Ateneo, è stato detto, può rispondere alle criticità legate alla perdita di attrattività del territorio, dovuta anche ai recenti eventi sismici.

Ma per farlo, uno dei punti nodali da sciogliere è quello dei trasporti, che, come ha spiegato Erik Longo, docente di diritto costituzionale e delegato del rettore ai rapporti con le imprese, viene percepito come poco rispondente alle esigenze reali, mostrando un quadro di investimenti basso, carenza di servizi e mancanza di un piano integrato. Manca ad esempio la possibilità di usufruire di una tariffa unica da poter utilizzare su più mezzi, come un biglietto studenti. Non ci sono investimenti, che non siano di mero mantenimento, per la tratta ferroviaria Civitanova – Albacina, che potrebbe essere liberalizzata, e i trasporti su gomma, a fronte di una rete viaria molto sviluppata, non sono abbastanza sfruttati.

Importante è anche la riqualificazione urbana della città, come ha puntualizzato Antonio Pagnanelli di Italia Nostra Macerata. Tra gli assi da recuperare, secondo l’architetto, ci sono via Don Minzoni, che unisce la parte civile e quella religiosa del centro storico, corso Cavour, che presenta il maggior problema di traffico veicolare, e l’asse che da piazza della Vittoria va verso il Sasso d’Italia, dove si vanno concentrando i maggiori edifici di sostegno all’attività didattica dell’Ateneo, come i collegi dell’ex Cras e l’Istituto Confucio.

Al convegno, che ha rappresentato la prima di una serie di lezioni sull’urbanistica coordinati dall’architetto Federica Ciavattini, sono intervenuti anche il vescovo Nazzareno Marconi, il sindaco Romano Carancini, il direttore generale dell’Ateneo Mauro Giustozzi, la presidente del consiglio degli studenti Rebecca Marconi, il presidente dell’Ordine degli architetti della provincia di Macerata Enzo Fusari, Manuel Orazi dell’Università di Ferrara e il presidente dell’Istao Pietro Marcolini. Il tavolo di lavoro è stato presieduto da Giorgio Piccinato, professore emerito di Urbanistica nell’Università Roma Tre.

 




dalla Regione Marche

2017-04-12

L’assessore Cesetti ha ricevuto i lavoratori regionali ex Anas

 

L’assessore Fabrizio Cesetti questa mattina ha ricevuto i lavoratori regionali già adibiti alla manutenzione e sorveglianza delle strade ex ANAS trasferite dalle Province alla Regione all’esito del riordino delle funzioni provinciali conseguenti alla Legge Delrio.

La delegazione, accompagnata dalle rappresentanze sindacali CGIL CISL UIL, ha ribadito la necessità di definire al più presto la posizione lavorativa delle 42 unità, provenienti dalle Province di Macerata, Ancona e Fermo, con il trasferimento all’ANAS su base volontaria con il mantenimento delle posizioni individuali già maturate. Contestualmente le Organizzazioni sindacali hanno chiesto la ricollocazione e riqualificazione del personale che non transiterà volontariamente all’Anas.

L’assessore Cesetti, accompagnato dal Dirigente al personale Mariotti, ha rassicurato la delegazione e i rappresentanti sindacali sull’impegno della Regione a garantire il trasferimento del personale ad Anas secondo gli originari accordi del novembre 2016. I contatti con ANAS sono quasi quotidiani tanto che si confida in una prossima, celere e positiva soluzione della vicenda.

Per la verifica dello stato di attuazione dell’accordo le parti hanno deciso di riconvocarsi il prossimo 12 maggio.

CESETTI E GIACINTI AL SINDACO CALCINARO: “DAL 24 AGOSTO L’UFFICIO RICOSTRUZIONE HA GESTITO 2.500 ‘MESSE IN SICUREZZA’ ”

 

“Dal 24 agosto ad oggi l’Ufficio della ricostruzione ha gestito circa 2.500 ‘messe in sicurezza’. Leggendo le dichiarazioni al sindaco Calcinaro sembra quasi che non conosca cosa sia la messa in sicurezza, ma ne pretenda, a prescindere, solo le risorse. I soldi dell’emergenza vanno spesi secondo le regole in vigore. Questo vale per tutti. Anche per il Comune di Fermo. Dopo sette mesi dovrebbe essere ormai chiaro a tutti, in particolare agli amministratori, che la ‘messa in sicurezza’ riguarda opere rapide, reversibili, in gran parte provvisorie, al fine di  evitare la perdita o il maggior grave danneggiamento di un bene, cioè veloci, economiche ed efficaci. Queste sono le messe in sicurezza che possono essere finanziate. Le risorse per l’emergenza sono vitali per i tantissimi Comuni colpiti gravemente dal sisma che stanno tentando di restituire normalità ad una comunità: riaprire strade, negozi, chiese. L’uso distorto delle risorse emergenziali significa sottrarle a tutte quelle comunità che stanno tentando di rialzarsi. Per questo non si può pensare di non rispettare le regole come tutti gli altri. Forse si vuole la solita scorciatoia: poche risorse ma immediate, per poi al prossimo sisma che ci sarà chi vivrà vedrà.

In particolare poi a Fermo sono state esaminate ben 8 situazioni di ‘messa in sicurezza’, 6 chiese e 2 palazzi. Il Comune, a fine anno, ha preventivato di spendere 1.000.000 di euro. Ad oggi ne ha rendicontate 76.000 circa. Come può pretendere di avere un milione di euro a fronte di 76mila di spese? E su Palazzo dei Priori non c’è alcun diniego in corso (il progetto è arrivato all’attenzione dell’Ufficio per la ricostruzione a fine febbraio) ma solo un dovuto approfondimento perché si è passati dall’assenza di pericoli immediati esterni (verbale del 19/11/2016) al pericolo di gravissimi danni (progetto del Comune del 22/02/2017 e approfondimento scientifico del Comune del 10/04/2017).

L’Ufficio ricostruzione con il proprio personale è dal 24/08/2016 (e quindi da ben prima della sua formale istituzione) che gestisce le ‘messe in sicurezza’ con spirito di assoluta collaborazione con i Comuni ed incentivo ad operare, non viceversa. Questo è stato fatto per oltre 2.500 ‘messe in sicurezza’. Di che burocrazia parliamo?”.

 

Lo affermano l’assessore regionale al Bilancio Fabrizio Cesetti e il presidente della Commissione bilancio del consiglio regionale Francesco Giacinti.

Istituto zooprofilattico Umbria Marche, videoconferenza per l’approvazione del Piano aziendale.

Casini: “Prezioso lavoro anche nella fase del terremoto”

Sicurezza della filiera alimentare e benessere degli animali: sono le due direttrici lungo le quali si è sviluppata l’attività dell’Istituto zooprofilattico sperimentale Umbria Marche (Izsum) nel corso del 2016. Attività che ha riguardato anche la gestione degli aspetti veterinari legati al terremoto dell’Italia centrale. In video conferenza da Palazzo Raffaello, la vice presidente Anna Casini, assessore all’Agricoltura, ha partecipato alla riunione dell’Istituto per l’approvazione del consuntivo del Piano aziendale 2016 e del Piano 2017. In collegamento anche l’assessore dell’Umbria, Luca Barberini e, per l’Izsum, il presidente Paolo Lilli. “L’Istituto è stato coinvolto, fin dai primi eventi calamitosi, nella gestione della fase emergenziale – ha sottolineato Casini – Insieme agli altri enti interessati, ha svolto un prezioso lavoro di supporto ai settori agro-zootecnico e agro-alimentare per garantire la ripresa e la continuità produttiva delle aziende, nel pieno rispetto delle norme di sicurezza alimentare e di salute degli animali”. Tra i risultati conseguiti dall’Izsum va segnalato l’istituzione del nuovo Centro di referenza nazionale rinotracheite infettiva del bovino (IBR) conferito dal ministero della Salute. Nelle Marche, in particolare, ha effettuato investimenti nella nuova sezione territoriale di Ancona, nella manutenzione straordinaria sulla sezione di Fermo e finanziato gli interventi relativi alla ristrutturazione della sezione di Pesaro, mentre è il programma, a Perugia, la realizzazione della nuova Officina Farmaceutica per la produzione di “vaccini stabulogeni”. Scelta, quest’ultima, ha detto Casini, “di grande valore per contrastare il fenomeno della resistenza agli antibiotici: attraverso la profilassi indiretta, possibile con questa tipologia vaccinale, si garantisce la competitività degli allevamenti, il benessere animale, la qualità delle carni, contrastando la selezione di popolazioni batteriche resistenti agli antibiotici”. Casini ha sottolineato “gli ottimi risultati conseguiti con gli otto progetti obiettivo nel 2016” che hanno riguardato, tra l’altro, la contaminazione degli alimenti animali, la sorveglianza delle zoonosi (malattie trasmesse dagli animali all’uomo), i farmaci veterinari e la farmaco sorveglianza, l’emergenza epidemica, il registro tumori animale. Altri settori che hanno impegnato l’Istituto sono riconducibili alla popolazione di cinghiali presenti nelle Marche (per gli aspetti sanitari e genetici), insieme alla collaborazione con la Regione in merito al Piano di sviluppo rurale e alla Strategia delle aree interne.

 




dall’UniUrb

2017-04-12

LA RICERCA DELL’UNIVERSITA’ DI URBINO SULLE CONTRATTURE MUSCOLARI NEL CICLISMO

Martedì 11 aprile si è svolto un seminario rivolto agli studenti dei corsi di Scienze Motorie del Dott. Luca Guercilena, General Manager del team di ciclismo su strada TREK Segafredo su “La preparazione olimpica della cronometro individuale”. La Trek Segafredo è tra le maggiori squadre di ciclismo professionistico a livello internazionale. Il seminario fa seguito ad una ricerca che si è conclusa lo scorso anno sull’efficacia di un farmaco miorilassante topico nel prevenire le contratture muscolari nel ciclista professionista. Lo studio, aveva visto direttamente coinvolti gli atleti della Trek durante i Giri di Spagna, di Polonia e dei Paesi Bassi con Andrea Tonti, anch’egli della Trek, e lo stesso Guercilena, seguiti “in itinere” dal Dr Marco Gervasi del Dipartimento di Scienze Biomolecolari, che ha svolto tutte le analisi. Allo studio hanno partecipato anche i Professori Marco Rocchi, Davide Sisti e Piero Benelli dell’Università di Urbino e il Prof, Eneko Ferndez Peña dell’Università dei Paesi Baschi, coordinati dal Prof. Piero Sestili.

Lo studio, che verrà pubblicato dalla rivista internazionale “Medicine” è uno dei rarissimi esempi in cui si è riusciti a svolgere una ricerca farmacologica su ciclisti d’elite nel corso di competizioni internazionali, contesti nei quali difficilmente gli atleti e i team sono disponibili a prestarsi per studi sperimentali.

Prof. Ario Federici Prof.ssa Anna Rita Calavalle

Presidente del Corso di Laurea LM 68 Docente Corso Avanzato degli Sport Individuali

SIGLATO IL PROTOCOLLO UNITOWN

SI RAFFORZA IL RAPPORTO TRA CITTÀ E UNIVERSITÀ

Urbino, 12 aprile 2017 – L’integrazione tra la Città e l’Università di Urbino compie un ulteriore passo con la firma del protocollo d’intesa di UNITOWN. Stamattina il Magnifico Rettore, Vilberto Stocchi, e il Sindaco, Maurizio Gambini, hanno adottato formalmente il protocollo locale della rete UNITOWN, la rete europea delle città universitarie, che ha l’obiettivo di promuovere l’interazione tra università e attori economici, politici e sociali della città, nella direzione di uno sviluppo sostenibile dei tessuti urbani e dell’inclusione sociale.

Il protocollo intende favorire la diffusione di buone pratiche di governo, in grado di promuovere l’arricchimento reciproco tra la città e la comunità accademica nel suo complesso, e azioni comuni volte a elaborare e sviluppare le identità delle città universitarie e il loro governo inclusivo. Nello specifico gli ambiti di intervento sono molteplici e differenziati: la ricerca e il trasferimento della conoscenza, la formazione, la comunicazione, la valorizzazione del patrimonio architettonico, i trasporti pubblici e la mobilità urbana, la valorizzazione dell’offerta culturale, sportiva e ricreativa, all’insegna di una completa integrazione tra la comunità universitaria e la cittadinanza.

Siglando il protocollo di UNITOWN Urbino si aggiunge ad altre città universitarie sia italiane, come Pavia, Trento, Ferrara, Bergamo, Torino, sia europee, come Turku (Finlandia), Braga (Portogallo), Katowice and Krakow (Polonia) Thessaloniki (Grecia), Innsbruck (Austria), tanto per citarne alcune. Tutte queste prestigiose municipalità e università hanno stabilito relazioni comuni per risolvere le possibili problematiche della vita di tutti i giorni e concepito una visione unica della città universitaria, a dimostrazione che i contenuti del protocollo di UNITOWN hanno una valenza che trascende e supera i confini nazionali e ben si prestano a costituire la base per un confronto internazionale.

«Il protocollo UNITOWN – commenta il sindaco Gambini – conferma la stretta collaborazione tra la nostra Città e l’Università, una collaborazione che già esiste ed è fattiva, ma che oggi viene ulteriormente sancita da questa firma dandoci un impulso a portare avanti progetti condivisi. Abbiamo ritenuto importante guardare al panorama internazionale ed entrare ufficialmente nella rete europea delle città universitarie con l’obiettivo di arricchire la nostra azione amministrativa e di migliorare l’integrazione tra la comunità locale e la componente studentesca, seguendo le indicazioni di altre realtà che come noi, pur in altra misura, si trovano ad affrontare problematiche simili».

Soddisfatto anche il rettore Stocchi: «Per l’Ateneo si tratta di una straordinaria coincidenza di intenti con la città di Urbino, in quanto risponde agli obiettivi di internazionalizzazione e a quelli di integrazione con il territorio previsti dalla Terza Missione. Il progetto UNITOWN ci consentirà di perseguirli con rinnovato slancio grazie alle competenze che l’Università di Urbino può mettere in campo sia nel campo umanistico che in quello scientifico».

Firmato Prot Unitown




Riparte da Cossignano il progetto “Gli itinerari della fede”

 

 

Cossignano – Riparte da Cossignano il progetto “Gli itinerari della fede” promosso da Circolo Acli Oscar Romero e Unione Sportiva Acli Marche, con la collaborazione della locale amministrazione comunale e dell’Ufficio per la pastorale tempo libero, turismo e sport della diocesi di San Benedetto del Tronto/Montalto/Ripatransone.

Sabato 22 aprile, in occasione delle festività patronali, alle ore 15,45 con partenza da piazzale Europa è in programma la “Camminata per San Giorgio”.

Si tratta di una camminata aperta a cittadini di ogni età che da un lato vogliono svolgere attività fisica, dall’altro festeggiare a loro modo il patrono San Giorgio e conoscere meglio Cossignano, “l’ombelico del piceno”.

Il progetto “Gli itinerari della fede” viene riproposto dopo il successo ottenuto lo scorso anno quando sono stati tantissimi i podisti che hanno partecipato alle iniziative realizzate ad Ascoli, San Benedetto del Tronto, Spinetoli, Monteprandone, Acquaviva e Montedinove.

Ed anche per il 2017 sono in programma tanti appuntamenti di cui alcuni già fissati come il 4 giugno a Montedinove ed il 10 giugno ad Ascoli.

Per ulteriori informazioni si possono consultare il sito www.usaclimarche.com oppure la pagina facebook “Gli itinerari della fede”.

“L’esperienza del cammino – dicono i promotori della manifestazione – è comune a molte culture, in ogni tempo e luogo; essa è stata spesso associata a contesti religiosi o, comunque, di ricerca interiore. A prescindere dal credo religioso, l’uomo ha da sempre cercato di sviluppare la propria spiritualità, fin dall’alba dei tempi, ed il pellegrinaggio è una delle pratiche predilette: elevare il proprio spirito ad un livello superiore, che trascenda la materialità quotidiana, è la speranza che conduce molti ad intraprendere questo percorso. Tale obiettivo è agevolato sia dalla possibilità di concedersi del tempo per entrare in contatto col proprio essere intimo sia dalla liberazione delle endorfine che si ha quando si pratica una qualunque attività fisica: riflettere e camminare contemporaneamente è dunque una pratica che consente di ottenere notevoli benefici”.

La partecipazione alla “Camminata per San Giorgio” ed al progetto “Gli itinerari della fede” è gratuita. Basta presentarsi 15 minuti prima del via sul luogo di partenza per la registrazione dei dati anagrafici.

 




Eduardo Galeano raccontato dal Prof. Gennaro Carotenuto

 

L’ateneo sta conoscendo una crescita costante a livello reputazionale, soprattutto nel campo dell’internazionalizzazione.

 

Macerata – A due anni dalla scomparsa del giornalista e scrittore latinoamericano Eduardo Galeano, giovedì 13 aprile dalle 14 alle 14.30 su Rai Radio 3 andrà in onda una puntata del programma “Wikiradio” della quale è autore Gennaro Carotenuto, docente di storia Contemporanea del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Macerata.

Eduardo Galeano, nato a Montevideo nel 1940 fu in particolare l’autore nel 1971 de “Le vene aperte dell’America latina”, una delle opere che più di tutte hanno plasmato la coscienza critica della regione latinoamericana, tanto che nel 2009 il presidente venezuelano Hugo Chávez ne fece dono al suo omologo statunitense Barack Obama. Il prof. Carotenuto, nella puntata di Wikiradio, si occupa di tutta la parabola intellettuale dello scrittore uruguayano, dalla passione per il calcio, all’impegno giornalistico agli anni dell’esilio, prima in Argentina e poi in Spagna.

 

Il prof. Carotenuto fin dal 1997 collabora o è invitato come esperto ai più importanti programmi del principale canale culturale del servizio pubblico e per Wikiradio ha curato alcune delle principali biografie ed eventi della storia contemporanea latinoamericana, da Simón Bolívar a Fidel Castro.

 

 




dall’Amat

2017-04-12

PESARO, CITTÀ DELLA MUSICA, VENERDÌ 14 APRILE

ALLA CHIESA DELL’ANNUNZIATA MUSICAE SACRI LOCI

 

 

Pesaro sempre più città della musica, nelle sue diverse desclinazioni. Nella settimana della Pasqua torna venerdì 14 aprile la rassegna Musicae Sacri Loci, riflessioni musicali per la Settimana Santa e per il Tempo di Pasqua nella splendida Chiesa dell’Annunziata realizzata su iniziativa del Coro Polifonico Jubilate di Candelara in collaborazione con Comune di Pesaro, AMAT, Ufficio per la Pastorale Liturgica dell’Arcidiocesi di Pesaro e festival Musicae Amoeni Loci.

In programma Le leçon de Ténèbres del compositore francese François Couperin (1668-1733) eseguita da Alida Oliva soprano, Angelo Bonazzoli sopranista, Fabrizio Lepri viola da gamba e Willem Peerik clavicembalo. Queste pagine musicali, basate sul testo delle lamentazioni del profeta Isaia sono una commossa rappresentazione poetica della desolazione della città di Dio e ci accompagnano nella riflessione espressa nel titolo dela serata, La rivelazione della Bellezza. Il verbo scende negli abissi del Venerdì Santo.

 

La rassegna Musicae Sacri Loci intende offrire un’occasione privilegiata per conoscere un patrimonio musicale di grande valore, legato alle composizioni nate nell’ambito della musica antica proprio per il periodo pasquale e della Quaresima. Un valore aggiunto alla proposta già di grande spessore artistico è offerto anche dalla location che ospita il concerto, la Chiesa dell’Annunziata appunto, che quale luogo sacro è capace di offrire un’esperienza di grande suggestione per meditare con la musica sacra, capace di nutrire la memoria di ogni uomo attraverso l’immenso tesoro che i secoli cristiani hanno accumulato.

 

Informazioni: Musicae Amoeni Loci 347 7552274. Informazioni, prevendite e prenotazioni Teatro Rossini 0721.387620 – 0721.387621. Biglietteria presso Chiesa dell’Annunziata 389.6657785 da un’ora prima dello spettacolo. Inizio concerto ore 21.

SERIAL KILLER PER SIGNORA CON GIANLUCA GUIDI E GIAMPIERO INGRASSIA

TOURNÉE MARCHIGIANA DA MARTEDÌ 18 A SABATO 22 APRILE

AD ASCOLI PICENO, SAN SEVERINO MARCHE, URBINO E FABRIANO

 

 

Da martedì 18 aprile arriva nei teatri marchigiani la commedia musicale, divertente e frizzante Serial killer per signora, musical di Douglas J. Cohen da un racconto di William Goldman, con protagonisti i amatisismi attori Gianluca Guidi, che firma anche la regia, e Giampiero Ingrassia.

Lo spettacolo – ospite delle stagioni teatrali promosse dai rispettivi Comuni con l’AMAT – giunge al Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno il 18 e 19 aprile (inizio ore 20.30), per proseguire poi la tournée marchigiana al Teatro Feronia di San Severino Marche il 20 aprile (inizio ore 21), al Sanzio di Urbino il 21 aprile (inizio ore 21) e in conclusione al Gentile di Fabriano il 22 aprile (ore 21).

 

“Ciò che più atterrisce un regista – scrive Gianluca Guidi nelle note allo spettacolo – è scrivere le note di regia o la presentazione di uno spettacolo che metterà in scena dopo 6 mesi. Spesso le buone idee arrivano poco prima della prova generale, e mentre sei felice di aver risolto uno o più problemi, ti dici: “bello, certo le note di regia di sei mesi fa… ah, se avessi potuto scriverle ora!” Nel caso di Serial Killer per signora, però – mi si consenta il paragone più che mai azzeccato – si tratta di un ritorno sulla scena del delitto. Era il 2001 quando ho prodotto e diretto (senza interpretarlo) questo spettacolo per la prima volta. Fu un’esperienza felice: la mia prima regia. Piacque tantissimo, mettendo d’accordo critica e pubblico. A distanza di quindici anni ne curo una seconda edizione, con delle differenze: non produco più, ne sono sempre il regista, interpreto uno dei due ruoli maschili ma spero nel medesimo esito. Ecco perché reputo più appropriato chiamare queste poche righe ”appunti di viaggio”. Il testo di Douglas J. Cohen (autore sia delle musiche che della drammaturgia) mi è familiare da 15 anni, e il mio viaggio teatrale dopo 3 lustri mi riporta qui. Il teatro, tendenzialmente, dovrebbe sempre raccontare una storia; a volte, purtroppo, la si sacrifica per qualche non meglio identificato onanismo di palcoscenico che non porta acqua al mulino di nessuno. Dalla precedente edizione porto con me la brillante e colta versione delle liriche di un grande maestro della musica leggera italiana Giorgio Calabrese, la direzione musicale originale di Riccardo Biseo con materiale aggiunto e orchestrato da Ciro Caravano e parte della traduzione di allora a firma del mio grande amico Gianni Fenzi. Dopo il successo di Taxi a due piazze, virare decisamente verso qualcosa di completamente diverso, è sembrata la scelta più naturale che Giampiero Ingrassia e il sottoscritto avrebbero dovuto fare. Speriamo di incontrare di nuovo il favore di pubblico e critica che ci hanno accompagnati nel precedente spettacolo. E poi chissà, magari faremo un viaggio sulla luna, che di ‘sti tempi, anche per disintossicarsi un po’… Con il medesimo affetto che dura da 30 anni di palcoscenico, ma (purtroppo) un po’ più disilluso”.

 

Lo spettacolo è prodotto da Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro in collaborazione con Festival Teatrale di Borgio Verezzi 2016. In scena accanto ai due protagonisti ci sono Alice Mistroni e Teresa Federico. Le scene e i costumi sono di Annamaria Morelli, i movimenti coreografici di Stefano Bontempi, la direzione musicale di Riccardo Biseo, il disegno luci di Umile Vainieri, la voce dello speaker di Aldo Ralli e i contributi video di Giacomo Di Niro e Alfredo Betrò.

 

Informazioni e biglietti: Teatro Ventidio Basso 0736 298770, Teatro Feronia 0733 634369, Teatro Sanzio 0722 2281, Teatro Gentile 0732 3644.

 




LightCare ha vinto il progetto della lampada per bimbi ospedalizzati

 

LightCare è la lampada intelligente per fornire contenuti multimediali a bambini ospedalizzati realizzata utilizzando la innovativa tecnologia Li-Fi ed evitare il Wi-Fi. Il progetto frutto del lavoro di tre ingegneri Davide Ursetta, Elisa Falistocco e Sara Falasconi dell’Univpm ha vinto a Genova il premio “Innovazione” dell’AIIC Associazione Italiana Ingegneri Clinici.

 

Ancona – LightCare è la lampada intelligente per fornire contenuti multimediali a bambini ospedalizzati realizzata utilizzando la innovativa tecnologia Li-Fi ed evitare il Wi-Fi. Il progetto frutto del lavoro di tre ingegneri Davide Ursetta, Elisa Falistocco e Sara Falasconi dell’Univpm ha vinto a Genova il premio “Innovazione” dell’AIIC Associazione Italiana Ingegneri Clinici, al convegno “Tecnologia e persona: la sfida dell’innovazione. L’ingegneria clinica come motore, garanzia e prospettiva”. I vincitori del premio attualmente frequentano il corso di perfezionamento post-laurea sui temi della domotica istituto dall’Università Politecnica delle Marche in collaborazione con il Politecnico di Milano, Area Science Park di Trieste e con le aziende Telecom, Genera e Habitech. Il corso di perfezionamento è parte del progetto di ricerca SHELL coordinato dall’Univpm e finalizzato a favorire la specializzazione territoriale sui temi della domotica per il confort e la sicurezza nell’abitazione.

“Questo è un primo significativo risultato del progetto SHELL – afferma il Rettore Sauro Longhi – che punta allo sviluppo di una sistema interoperabile per la sicurezza, il comfort degli ambienti di vita, che vede come capofila UNIVPM, finanziata dal MIUR con quasi dieci milioni di euro, e che vede le più importanti aziende nazionali e regionali che operano nel settore. Questa idea è frutto della contaminazione tra formazioni, competenze e culture diverse che hanno trovato nel corso di formazione collegato al progetto la naturale genesi.”

“Da Aprile 2016 ad oggi, ormai è trascorso un anno, il progetto Shell ci ha permesso di entrare in contatto con molteplici e rilevanti realtà della ricerca, confrontandoci con esperti dei più diversi ambiti, ad Ancona, Pisa, Milano e Trieste – scrivono Davide Ursetta Elisa Falistocco Sara Falasconi. La particolarità di quest’esperienza è stata l’aver dovuto rimettersi in gioco, ancora una volta, nello studio e poi nella progettazione di qualcosa che fosse innovativo ed anche socialmente utile. Certamente sono stati mesi di grande attività e di intenso coinvolgimento, caratterizzati dal continuo confronto, scambio di idee, da inizi, modifiche e talvolta da ripartenze molto sofferte. Solo così, in un ambiente professionale rispettoso delle reciproche capacità, abbiamo potuto impostare, realizzare e definire, migliorandolo sempre più, il progetto LightCare. Successivamente, venuti a conoscenza dell’evento promosso dall’AIIC, ci è sembrata l’evoluzione naturale delle cose provare a dare visibilità al nostro lavoro, sia pure confrontandoci con molti altri progetti, almeno 60, come ci è stato detto. Poi la notizia dell’invito al XVII Convegno Nazionale AIIC in quanto prescelti insieme agli altri due progetti avrebbe potuto essere considerato già un risultato notevole ma dobbiamo dire, per amore di verità che, la mattina dell’8 Aprile, sentire LightCare piazzarsi al primo posto è stata certamente una soddisfazione mai provata prima d’ora. Abbiamo percepito che la sfida dell’innovazione, la progettualità che si concretizza in qualcosa di pratico, misurabile, realizzabile. La prova tangibile che l’impegno e lo studio possono essere canalizzati verso la direzione del miglioramento della vita di tutti i giorni, ad iniziare, come in questo specifico caso, dagli ambienti più delicati, come i luoghi di cura, e dai soggetti tra i più fragili, come i bambini.”

IL PROGETTO LIGHTCARE
In Italia ogni anno più di 1 milione di bambini vengono ricoverati in una struttura ospedaliera e l’esperienza psicologica  all’ospedalizzazione giovanile risulta, da diversi studi di settore, un vero e proprio trauma. Per lenire tale difficoltà gli ospedali hanno il dovere di introdurre nuovi strumenti tecnologici in grado di alleviare il periodo di degenza. Anche la famiglia gioca un ruolo fondamentale ma da sola non basta. Molto spesso, i bambini per superare il disagio psicologico legato al ricovero ospedaliero passano il tempo a giocare con smartphone o tablet. Tali dispositivi connessi alla rete sono una vera e propria sorgente di campo elettromagnetico che espongono il bambino a possibili rischi e in alcuni reparti possono creare interferenze con i dispositivi medici. Oggi la via più comune di accesso a contenuti digitali è il Wi?Fi. Quest’ultimo è un protocollo di comunicazione che per trasmettere i dati impiega campi elettromagnetici a radiofrequenza; in ospedale, il Wi?Fi, non sempre può essere utilizzato perché  interferisce con le apparecchiature mediche.

Per rispondere a tali esigenze è nata l’idea di progettare ‘LightCare’ una lampada intelligente che, attraverso la tecnologia Li?Fi (Light Fidelity), alternativa al Wi?Fi, offre un servizio, tramite piattaforma software, di contenuti per bambini ospedalizzati, con l’obiettivo di alleviare il periodo di degenza e migliorare l’umore. Il protocollo di comunicazione Li?Fi a differenza del Wi?Fi, non impiega campi elettromagnetici a radiofrequenza ma la sola luce (spettro del visibile). I contenuti multimediali rappresentano il vero e proprio servizio di intrattenimento inteso sia da un punto di vista ludico che con finalità di apprendimento e di supporto psicopedagogico. Ogni contenuto proposto ai piccoli pazienti è attentamente esaminato e verificato da un team di persone esperte del settore, allo scopo di offrire contenuti sicuri e organizzati, tutelando il più possibile il bambino. Gli utilizzatori di LightCare sono i bambini che per qualche motivo di salute entrano in ospedale e le loro condizioni di salute implicano un ricovero di svariati giorni. I clienti di LightCare sono le strutture sanitarie pubbliche e private con particolare attenzione ai centri pediatrici di eccellenza.

 

 




Danilo Cortellini, “4 Grosvenor Square – i menù dell’Ambasciata Italiana a Londra”

 

 

San Benedetto del Tronto, 2017-04-12 – Presentato questa mattina all’Istituto Alberghiero Buscemi il libro di cucina “4 Grosvenor Square – i menù dellAmbasciata Italiana a Londra” di Danilo Cortellini – lo Chef dell’ambasciata italiana a Londra e finalista del master chef Uk.
ndr: ricordiamo che Danilo Cortellini è un ex allievo dell’Alberghiero Buscemi.

 

Danilo Cortellini

 

 

 

 

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Bruno Gabrielli: “Sfiducia a chi?”

 

San Benedetto del Tronto, 2017-04-12 – Sulla mozione di sfiducia al Presidente del Consiglio Comunale di San Benedetto interviene lo stesso Bruno Gabrielli con le sue memorie.

 

Egregio Sig. Sindaco

Egregi Sig.ri Consiglieri

Egregi Sig.ri Assessori

OGGETTO: Contro deduzioni ex art.7 comma 4 Regolamento Consiglio Comunale

Signori consiglieri, Signor Sindaco

Nel fornire le contro deduzioni alle argomentazioni addotte per suffragare la richiesta della mia revoca, non posso non mettere a conoscenza gli stessi che le hanno avallate firmandole di aver omesso la verifica puntuale della veridicità.

Ritengo pertanto di avere degli obblighi ben precisi oltre che nei vostri riguardi anche e soprattutto nei confronti della nostra città. E’ giusto infatti che i cittadini sappiano quanto ingiuste ed infondate siano le accuse che mi sono state mosse.

Cercherò pertanto di procedere nello stesso ordine in cui sono stati snocciolati i “capi d’accusa.

  1. Mi viene imputato innanzitutto di aver detto “…io non vorrei essere una figura super partes, io sarò primus inter pares, proprio per sottolineare che non perderò affatto quelle che sono le mie prerogative di Consigliere comunale e le eserciterò fino in fondo…”

Ebbene peccato che chi ha confezionato l’atto accusatorio abbia volutamente omesso la parte precedente del mio discorso e quella successiva. Sentite come assume un significato del tutto diverso da quello che in maniera forzosa è stato voluto dare aggiungendo le parti tolte ad arte. Di seguito l’estratto dello sbobbinamento della seduta consigliare del 9 luglio inerente il mio discorso d’insediamento:

“…Il mio sarà un mandato presidenziale svolto nella pienezza delle funzioni, improntato alla volontà di garantire i diritti e i doveri di tutti i membri del Consiglio comunale. Pur essendo persona di parte con una precisa identità ed appartenenza politica ho ben chiaro che i miei primi doveri del presiedere questa assemblea saranno quelli del rigore, dell’equilibrio e dell’imparzialità, per assicurare una democratica dialettica tra i consiglieri di maggioranza e di opposizione, consentendo a ciascun consigliere l’attuazione di quelle prerogative a lui attribuite dalla legge e dal regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale. Io non vorrei essere una figura super partes, io sarò primus inter pares, proprio per sottolineare che non perderò affatto quelle che sono le mie prerogative di consigliere comunale e le eserciterò fino in fondo. Per questo mi atterrò scrupolosamente ai regolamenti, utilizzando comunque quella flessibilità e quella ragionevolezza allorchè gli atteggiamenti dei colleghi consiglieri saranno costruttivi e improntati alla buona fede…” (All.n.1)

  1. Il successivo addebito mosso nei miei riguardi trae spunto da un’intervista rilasciata al Corriere Adriatico in data 19 dicembre 2016. Ecco il relativo passaggio.

Giornalista: E’ stato spesso criticato per il suo ruolo, o meglio per aver messo mano in settori e incarichi che non fanno parte di un Presidente del Consiglio

Risposta: “Sono un consigliere prima di tutto. Quale problema è? Non sono un presidente super partes visto che faccio politica e credo sia giusto mettere in atto l’esperienza maturata sul campo.”

Ebbene credo sia del tutto ovvio e scontato che la giornalista nel riportare le risposte fornite usi la sintesi necessaria per motivi legate al numero di battute che deve o può contenere un articolo di giornale. Ricordo perfettamente che anche alla giornalista avevo illustrato il concetto secondo il quale il mio non essere super partes va pienamente inteso nel senso riportato nel discorso tenuto dal sottoscritto nel Consiglio comunale del 9 luglio all’atto del mio insediamento. Cioè a dire che sono una persona appartenente ad una forza politica ed in quanto tale di parte. Ma di certo super partes nello svolgimento delle funzioni istituzionali legate al ruolo di Presidente del Consiglio.

E’ bene dunque precisare che sia il primo addebito che il secondo si fondano su dichiarazioni estrapolate da più ampi discorsi e quindi fuorvianti e non in grado di dimostrare nulla riguardo il mio presunto non essere super partes.

  1. Questione Ballarin:

Come molti di voi sapranno il sottoscritto, insieme ad altre persone molto note in città tra cui l’assessore Tassotti, nei primi mesi del 2016 all’indomani della minaccia formulata dall’ex sindaco Gaspari di abbattere l’ex stadio Ballarin costituì un Comitato per difendere lo stesso denominato Comitato Fondazione Ballarin. Tale comitato traeva spunto dalla Fondazione Filadelfia di Torino che era nata per far fronte con successo ad un’identica situazione venutasi a creare per recuperare il vecchio e glorioso stadio Filadelfia.

Al fine di riportare con dovizia di dettagli alle competenti commissioni consiliari questa felice esperienza per studiare se e come potesse essere replicata anche nella nostra città il sottoscritto ha inteso mettere a frutto la personale conoscenza con il Presidente della Fondazione Filadelfia andando a fargli visita a Torino. Mi preme precisare che a norma dell’art. 6 comma 5 del Regolamento comunale il Presidente del Consiglio può recarsi in missione senza autorizzazione preventiva, e ha diritto al rimborso spese sulla base della presentazione di una dichiarazione sulla durata e finalità della missione, corredata da documentazione spese.

Come si evince chiaramente dalla dichiarazione presentata dal sottoscritto all’Ufficio Economato in data 02/03/17 la finalità del viaggio riportata nella stessa è stata la seguente: “rimborso trasferta a Torino per problematiche Stadio Ballarin” (All. n.2)

Ribadisco pertanto che nel caso specifico la mia è stata un’attività di studio del particolare problema, necessaria al fine di essere illustrata dal sottoscritto in una successiva trattazione che avrei voluto svolgere all’interno delle commissioni consiliari competenti per la materia trattata. Purtroppo questo percorso mi è stato impedito dalla mozione di revoca che ne è conseguita dopo qualche giorno dal mio rientro da Torino.

  1. Questione regolamento occupazione suolo pubblico:

Al fine di ricucire il rapporto lacerato dalla passata amministrazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche di comune accordo con il Sindaco, decidemmo di incontrare la responsabile dellla provincia di Ascoli Piceno l’Arch. Miriam Pompei. Siamo nell’agosto 2016. Al primo incontro ne fecero seguito altri. In uno di questi la stessa Pompei ci faceva presente che nel febbraio 2016 la Soprintendenza aveva scritto una lettera al sindaco Gaspari e indirizzata per conoscenza anche alla Procura della Repubblica e ai Carabinieri dove si chiedeva di rispettare le regole inerenti l’occupazione del suolo pubblico nelle zone della città sottoposte a vincoli paesaggistici e storici. Da qui nacque l’impegno del Sindaco Piunti a voler dare soluzione a tale problematica.

Trattandosi di dover redigere un nuovo regolamento comunale il sottoscritto in qualità di Presidente del Consiglio ha svolto il ruolo di sovrintendere al funzionamento degli uffici di supporto del Consiglio Comunale interessati (Urbanistica, Commercio e Vigili Urbani) al fine di agevolare i lavori con la Soprintendenza.

Che si trattasse di una questione molto delicata ed urgente tale da essere seguita personalmente dal sottoscritto lo dimostra il sollecito riportato nella missiva inviata dal Soprintendente Regionale Carlo Birrozzi, in data 30 marzo, al Sindaco di San Benedetto del Tronto e per conoscenza al Segretario Regionale del MiBACT e al Comando Carabinieri N.T.P.C. di Ancona nella quale viene intimato un termine di trenta giorni dal ricevimento della stessa per la redazione del nuovo regolamento delll’occupazione del suolo pubblico. (All. n.3)

  1. Questione Consiglio Comunale aperto:

In merito alla mancata convocazione del Consiglio Comunale nel termine di 20 giorni, ribadisco che il mio non è assolutamente stato un atto di prepotenza istituzionale come qualcuno lo ha voluto definire. Mi trovavo a dover approntare i lavori per la sessione più impegnativa che un’amministrazione si trova ad affrontare nell’arco di un anno: il bilancio di previsione. Quest’ultimo era in programma di essere svolto il 25 marzo.

Ai consiglieri richiedenti dissi che subito dopo lo avrei convocato. Così è accaduto visto che lo stesso è stato convocato in data 24 marzo per il 07 aprile alle ore 16,00. Mi scuso per il ritardo di 17 giorni in cui l’ho convocato, ma ritenevo prioritario il Consiglio comunale per l’approvazione del bilancio di previsione in quanto impossibile da derogare oltre il 31 marzo.

6) Il Presidente Impediva (nel mese di gennaio) alla commissione consiliare “affari generali” di

svolgere il proprio ruolo istituzionale.

Dinanzi ad un’argomentazione così distante dalla verità non si può far altro che rimanere basiti! Tutti i consiglieri comunali sanno, nonché la stessa Assessora Ruggieri e il Presidente della Commissione Affari Generali Morganti, come andarono i fatti.

Sfido i firmatari a produrre al sottoscritto copia della richiesta formulata dall’assessore Annalisa Ruggeri ovvero a voler dirmi con quale atto di trasmissione l’Ufficio di Presidenza avrebbe preso in carico la delibera avente ad oggetto “ il regolamento per la concessione dei contributi” e quindi a non averla voluta inserire nell’ordine del giorno del primo Consiglio comunale utile. Quanto da voi affermato è davvero grave signori consiglieri poiché palesemente non vero! Ad ulteriore riprova della mendacità di quanto da voi asserito mi preme produrre una selezione della copiosa rassegna stampa uscita a riguardo. Giova inoltre sottolineare che ad oggi, mentre sto scrivendo queste memorie difensive, il regolamento è ancora lontano dal vedere la luce (All. n. 4)

Non vero del resto come il fantomatico articolo del Corriere Adriatico posto a prova della mia presunta dichiarazione in merito al Festival del Brodetto: anche qui sfido ognuno di voi che ha firmato a voler produrre una copia dell’articolo del 22 gennaio 2017 in cui il sottoscritto avrebbe definito lo stesso un “Festival inutile”

Non vero come quello che mi viene messo in bocca in un articolo pubblicato da Riviera Oggi in data 09 marzo 2017 e riportato nella rassegna stampa comunale del 10/03/17: Anche qui invito ognuno di voi a rinvenire traccia di quanto virgolettato “Forse non è stato compreso il mio ruolo. Sono chiamato a rispettare delle regole, ma faccio parte di una forza politica. Sono e resto un politico che esprime le sue idee…” Ancora “… Dobbiamo attendere il bilancio di previsione, dopo tale assise lo indirò,… nessuna preoccupazione per la probabile mozione di sfiducia che l’opposizione metterà a votazione. Tra le cariche di presidente del consiglio e consigliere c’è un legame indissolubile…sono e resto un politico”

Alla luce di quanto esposto voglio sperare che si eviti di portare alle estreme conseguenze l’atto di revoca della delibera consigliare con la quale sono stato eletto Presidente del Consiglio.

Fino a prova contraria ritengo che la maggior parte dei firmatari della mozione fossero in buona fede ignorando la mendacità di quello che hanno sottoscritto.

Un documento creato ad arte da qualcuno al fine di portare avanti una scellerata azione politica discriminatoria atta a demolire la mia persona e il partito di cui mi onoro appartenere.

San Benedetto del Tronto, 12/04/2017

Il Presidente del Consiglio Comunale

Dott. Bruno Gabrielli

 

 




Fat Fat Fat, contrastare il crollo delle prenotazioni partendo dall’offerta culturale

 

IL FESTIVAL DI MUSICA ELETTRONICA DELLE MARCHE ANNUNCIA LE DATE E RISPONDE AL CALO TURISTICO POST SISMA

Il Fat Fat Fat, tra Morrovalle e la Grancia di Sarrocciano, dal 4 al 6 agosto. 

Forte delle 3000 presenze dello scorso anno

 

Corridonia – «La ricostruzione post sisma è un atto pratico che ci riguarda tutti, perché non si ricostruiscono solo le case ma anche la socialità di un territorio e la sua economia. Il preoccupante calo di prenotazioni turistiche per la stagione estiva registrato dagli albergatori marchigiani, da Urbino ad Ascoli, ci impone una ripartenza che non escluda l’appeal culturale che chi idea e organizza eventi può mettere al servizio della regione e della ricostruzione economica e sociale del territorio». Non ha dubbio alcuno Sergio Marchionni, direttore artistico del FAT FAT FAT Festival, manifestazione che la scorsa estate in soli due giorni ha registrato oltre 3000 presenze il 40% delle quali fuori dalle Marche.

Il team di lavoro, lo stesso che a Porto Sant’Elpidio organizza le serate di musica elettronica al club Harmonized, è già all’opera per la seconda edizione del Festival che animerà la Grancia di Sarrocciano nelle date del 5 e 6 agosto mentre l’apertura di venerdì 4 trova come cornice Piazza Vittorio Emanuele II a Morrovalle.

«Il concept del Festival – spiega Marchionni – mescola insieme ricerca sonora e sperimentazione con la valorizzazione del territorio nel suo unicum costituito da bellezze artistiche, architettoniche e paesaggistiche ed eccellenze alimentari».

Tra gli obiettivi quello di scandagliare e voler far scoprire al proprio pubblico nuove forme di ibridazioni e linguaggi musicali a cavallo tra musica elettronica e macro generi come Soul, Funk, Jazz e Black Music.

Ma non solo. Lo scopo è quello di voler promuovere e far conoscere la musica elettronica nelle sue mille sfaccettature, creando un segmento turistico giovanile nuovo per il territorio e dal gusto internazionale, sostenibile e in grado di rispondere concretamente al calo turistico determinato dai gravi eventi sismici che hanno colpito il centro Italia e le Marche.

Ma FAT FAT FAT Festival non è solo musica. «Grande attenzione è infatti rivolta alla scelta dei partner legati al festival – continua Marchionni – aziende locali operanti nel settore del Food & Wine in grado di creare una proposta enogastronomica legata alle tradizioni del posto rivisitata in chiave moderna».

Tante le novità all’orizzonte quindi che verranno prossimamente annunciate, ad iniziare dalla presentazione ufficiale della line up di altissimo livello.

FAT FAT FAT Festival