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Cesetti Ex Anas

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2017-04-12

L’assessore Cesetti ha ricevuto i lavoratori regionali ex Anas

 

L’assessore Fabrizio Cesetti questa mattina ha ricevuto i lavoratori regionali già adibiti alla manutenzione e sorveglianza delle strade ex ANAS trasferite dalle Province alla Regione all’esito del riordino delle funzioni provinciali conseguenti alla Legge Delrio.

La delegazione, accompagnata dalle rappresentanze sindacali CGIL CISL UIL, ha ribadito la necessità di definire al più presto la posizione lavorativa delle 42 unità, provenienti dalle Province di Macerata, Ancona e Fermo, con il trasferimento all’ANAS su base volontaria con il mantenimento delle posizioni individuali già maturate. Contestualmente le Organizzazioni sindacali hanno chiesto la ricollocazione e riqualificazione del personale che non transiterà volontariamente all’Anas.

L’assessore Cesetti, accompagnato dal Dirigente al personale Mariotti, ha rassicurato la delegazione e i rappresentanti sindacali sull’impegno della Regione a garantire il trasferimento del personale ad Anas secondo gli originari accordi del novembre 2016. I contatti con ANAS sono quasi quotidiani tanto che si confida in una prossima, celere e positiva soluzione della vicenda.

Per la verifica dello stato di attuazione dell’accordo le parti hanno deciso di riconvocarsi il prossimo 12 maggio.


CESETTI E GIACINTI AL SINDACO CALCINARO: “DAL 24 AGOSTO L’UFFICIO RICOSTRUZIONE HA GESTITO 2.500 ‘MESSE IN SICUREZZA’ ”

 

“Dal 24 agosto ad oggi l’Ufficio della ricostruzione ha gestito circa 2.500 ‘messe in sicurezza’. Leggendo le dichiarazioni al sindaco Calcinaro sembra quasi che non conosca cosa sia la messa in sicurezza, ma ne pretenda, a prescindere, solo le risorse. I soldi dell’emergenza vanno spesi secondo le regole in vigore. Questo vale per tutti. Anche per il Comune di Fermo. Dopo sette mesi dovrebbe essere ormai chiaro a tutti, in particolare agli amministratori, che la ‘messa in sicurezza’ riguarda opere rapide, reversibili, in gran parte provvisorie, al fine di  evitare la perdita o il maggior grave danneggiamento di un bene, cioè veloci, economiche ed efficaci. Queste sono le messe in sicurezza che possono essere finanziate. Le risorse per l’emergenza sono vitali per i tantissimi Comuni colpiti gravemente dal sisma che stanno tentando di restituire normalità ad una comunità: riaprire strade, negozi, chiese. L’uso distorto delle risorse emergenziali significa sottrarle a tutte quelle comunità che stanno tentando di rialzarsi. Per questo non si può pensare di non rispettare le regole come tutti gli altri. Forse si vuole la solita scorciatoia: poche risorse ma immediate, per poi al prossimo sisma che ci sarà chi vivrà vedrà.

In particolare poi a Fermo sono state esaminate ben 8 situazioni di ‘messa in sicurezza’, 6 chiese e 2 palazzi. Il Comune, a fine anno, ha preventivato di spendere 1.000.000 di euro. Ad oggi ne ha rendicontate 76.000 circa. Come può pretendere di avere un milione di euro a fronte di 76mila di spese? E su Palazzo dei Priori non c’è alcun diniego in corso (il progetto è arrivato all’attenzione dell’Ufficio per la ricostruzione a fine febbraio) ma solo un dovuto approfondimento perché si è passati dall’assenza di pericoli immediati esterni (verbale del 19/11/2016) al pericolo di gravissimi danni (progetto del Comune del 22/02/2017 e approfondimento scientifico del Comune del 10/04/2017).

L’Ufficio ricostruzione con il proprio personale è dal 24/08/2016 (e quindi da ben prima della sua formale istituzione) che gestisce le ‘messe in sicurezza’ con spirito di assoluta collaborazione con i Comuni ed incentivo ad operare, non viceversa. Questo è stato fatto per oltre 2.500 ‘messe in sicurezza’. Di che burocrazia parliamo?”.

 

Lo affermano l’assessore regionale al Bilancio Fabrizio Cesetti e il presidente della Commissione bilancio del consiglio regionale Francesco Giacinti.

Istituto zooprofilattico Umbria Marche, videoconferenza per l’approvazione del Piano aziendale.

Casini: “Prezioso lavoro anche nella fase del terremoto”

Sicurezza della filiera alimentare e benessere degli animali: sono le due direttrici lungo le quali si è sviluppata l’attività dell’Istituto zooprofilattico sperimentale Umbria Marche (Izsum) nel corso del 2016. Attività che ha riguardato anche la gestione degli aspetti veterinari legati al terremoto dell’Italia centrale. In video conferenza da Palazzo Raffaello, la vice presidente Anna Casini, assessore all’Agricoltura, ha partecipato alla riunione dell’Istituto per l’approvazione del consuntivo del Piano aziendale 2016 e del Piano 2017. In collegamento anche l’assessore dell’Umbria, Luca Barberini e, per l’Izsum, il presidente Paolo Lilli. “L’Istituto è stato coinvolto, fin dai primi eventi calamitosi, nella gestione della fase emergenziale – ha sottolineato Casini – Insieme agli altri enti interessati, ha svolto un prezioso lavoro di supporto ai settori agro-zootecnico e agro-alimentare per garantire la ripresa e la continuità produttiva delle aziende, nel pieno rispetto delle norme di sicurezza alimentare e di salute degli animali”. Tra i risultati conseguiti dall’Izsum va segnalato l’istituzione del nuovo Centro di referenza nazionale rinotracheite infettiva del bovino (IBR) conferito dal ministero della Salute. Nelle Marche, in particolare, ha effettuato investimenti nella nuova sezione territoriale di Ancona, nella manutenzione straordinaria sulla sezione di Fermo e finanziato gli interventi relativi alla ristrutturazione della sezione di Pesaro, mentre è il programma, a Perugia, la realizzazione della nuova Officina Farmaceutica per la produzione di “vaccini stabulogeni”. Scelta, quest’ultima, ha detto Casini, “di grande valore per contrastare il fenomeno della resistenza agli antibiotici: attraverso la profilassi indiretta, possibile con questa tipologia vaccinale, si garantisce la competitività degli allevamenti, il benessere animale, la qualità delle carni, contrastando la selezione di popolazioni batteriche resistenti agli antibiotici”. Casini ha sottolineato “gli ottimi risultati conseguiti con gli otto progetti obiettivo nel 2016” che hanno riguardato, tra l’altro, la contaminazione degli alimenti animali, la sorveglianza delle zoonosi (malattie trasmesse dagli animali all’uomo), i farmaci veterinari e la farmaco sorveglianza, l’emergenza epidemica, il registro tumori animale. Altri settori che hanno impegnato l’Istituto sono riconducibili alla popolazione di cinghiali presenti nelle Marche (per gli aspetti sanitari e genetici), insieme alla collaborazione con la Regione in merito al Piano di sviluppo rurale e alla Strategia delle aree interne.

 

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