dall’UniMc

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21:57:59

I volontari del servizio civile a UniMc

 

Per il secondo anno l’Università di Macerata, in collaborazione con l’Arci Servizio Civile di Jesi, accoglierà volontari del servizio civile nazionale per attività di supporto ai propri servizi.

 

Macerata – Per il secondo anno l’Università di Macerata, in collaborazione con l’Arci Servizio Civile di Jesi, accoglierà volontari del servizio civile nazionale per attività di supporto ai propri servizi.

“Anche in questo caso l’Università offre occasioni di crescita, che vanno oltre la didattica”, ha commentato il rettore Francesco Adornato presentando l’iniziativa. “Il servizio civile è un momento di crescita personale e per l’ambiente in cui il volontario va ad inserirsi”, ha sottolineato il presidente dell’Arci Servizio Civile di Jesi Stefano Squadroni.

L’esperienza ha preso il via lo scorso anno nell’ambito del sistema bibliotecario di ateneo, che ha visto dieci ragazzi impegnati per migliorare il servizio informativo non solo verso tutti gli utenti accademici – studenti, laureandi, docenti –  ma anche verso l’intera comunità cittadina che in modo diverso gravita intorno all’ateneo – scuole, lettori, studiosi in genere. “E’ stata un’occasione di scambio reciproco e di crescita professionale e personale. I ragazzi sono pieni di entusiasmo”, ha testimoniato Beatrice Vissani, bibliotecaria di Unimc e operatore locale di progetto, mentre Francesca Palucci e Jessica Forò, due volontarie nonché laureate Unimc hanno sottolineato la valenza formativa dell’esperienza, l’accoglienza e l’assistenza ricevute. “Gli incontri con i partner, come biblioteche, librerie e case editrici – ha aggiunto la seconda – nel mio caso mi hanno aperto anche una prospettiva di impiego professionale”.

Quest’anno la partecipazione dell’Ateneo al Servizio Civile raddoppia e, oltre alle biblioteche, coinvolgerà anche i servizi di orientamento e tutorato.

Il progetto “Il sistema docet”, illustrato dalla delegata del rettore ai servizi bibliotecari Elisabetta Michetti, aperto a dieci volontari, nasce per ampliare migliorare la qualità dei servizi bibliotecari offerti attraverso iniziative che coinvolgano un numero sempre più ampio di popolazione studentesca, di docenti e ricercatori, aumentando il rilevamento delle transazioni e del Reference, il numero di eventi formativi e informativi sull’uso dei servizi bibliotecari, migliorando il servizio front office. Il progetto Orienteering all’Unimc, spiegato dalla delegata del rettore all’orientamento Pamela Lattanzi e dalla responsabile dell’ufficio Carla Bufalini, è aperto a quattro volontari e mira a potenziare le azioni dedicate all’orientamento, all’inserimento all’interno del mondo universitario, alle attività di orientamento in uscita rivolte agli studenti con disabilità e con disturbi specifici dell’apprendimento.

Il bando scade il 26 giugno e può essere consultato sul sito www.arciserviziocivile.it e www.unimc.it.

Pubblicato postumo lo studio della prof. Pojaghi su giovani e volontariato

L’articolo compare nella rivista internazionale britannica su. ricerca scientifica e innovazione tecnologica.

E’ stato pubblicato sulla rivista scientifica internazionale britannica “International Journal of Scientific Research and Innovative Technology” l’articolo sul volontariato come forma di partecipazione politica di Alessandra Fermani, Claudette Portelli, Angelo Carrieri, articolo che vede supervisore Barbara Pojaghi, docente dell’Università di Macerata, scomparsa lo scorso novembre. “Si tratta di una ricerca sui giovani adulti italiani iniziata a Macerata nel 2010 e conclusa nel 2015. La professoressa Pojaghi ci teneva particolarmente e aveva piacere di vederla pubblicata in una rivista internazionale”, racconta Fermani.

 

Nonostante l’impegno politico e civile sia fondamentale, le tendenze recenti suggeriscono che in diversi paesi democratici in tutto il mondo i giovani sono dissociati dalla politica, ma sembrano essere più coinvolti in attività volontarie vantaggiose per la comunità di appartenenza. Questo studio ha esaminato le differenze tra i giovani che considerano il loro impegno volontario come una forma di partecipazione politica e quelli che lo interpretano in modo differente. Il campione è costituito da 247 giovani italiani, di età compresa tra i 18 e i 30 anni, tutti attivamente coinvolti in gruppi di volontariato: associazioni ambientaliste, culturali, sociali, solidaristiche. Dai risultati emerge che i giovani che considerano la loro attività come una forma di partecipazione politica sono leggermente più anziani e più orientati verso correnti della sinistra politica.

 

L’articolo è reperibile al seguente link

http://www.ijsrit.com/uploaded_all_files/2673551105_f11.pdf

 

La Scuola in diritto sindacale e della previdenza compie 50 anni

Per celebrare l’anniversario, giovedì e venerdì, 8 e 9 giugno, si terrà un convegno con i maggiori maestri della materia sui nuovi sviluppi della previdenza sociale tra vincoli di bilancio e andamenti demografici.

La Scuola di specializzazione in diritto sindacale, del lavoro e della previdenza dell’Università di Macerata compie 50 anni e, per celebrare questo importante anniversario, organizza, giovedì e venerdì, 8 e 9 giugno, al Polo Pantaleoni il convegno sul tema “Previdenza sociale, vincoli di bilancio, andamenti demografici: un diritto in cambiamento?”, con il patrocinio della Cassa Forense.

All’iniziativa prenderanno parte alcuni dei maggiori maestri della materia, come Mattia Persiani, primo previdenzialista in Italia ad aver elaborato uno studio scientifico della materia, Maurizio Cinelli e Paola Olivelli, entrambi alla guida della Scuola negli anni passati. Prevista anche la partecipazione di Nunzio Luciano, presidente della Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza Forense. La prima giornata, che prenderà il via nel pomeriggio alle 15, sarà più incentrata sugli attuali sviluppi della previdenza sociale, alla luce dei vincoli di bilancio e degli andamenti demografici. I lavori del venerdì – inizio alle 10 – saranno, invece, incentrati su un aspetto ancora inesplorato, quello della previdenza dei liberi professionisti.

Nata nel 1967 per volontà del prof. Valente Simi, rettore dell’Ateneo dal 1966 al 1972, la Scuola – una delle quattro ancora operative in Italia – ha sempre rappresentato un unicum nel panorama nazionale, perché focalizzata sulla materia previdenziale, poco presente nei corsi universitari e raramente oggetto di approfondimenti scientifici. “Considerato il progressivo invecchiamento della popolazione – sottolinea il direttore Guido Canavesi -, questa materia assumerà sempre più importanza sia sul piano delle scelte politiche sia in termini di applicazione concreta e, dunque, anche del contenzioso giuridico, che richiede, però, competenze specifiche”. Alla Scuola possono accedere al massimo 40 allievi selezionati. Gli iscritti provengono prevalentemente dalle Marche, ma anche da Abruzzo, Umbria e Campania. Oltre a neo laureati e giovani avvocati, si contano anche ispettori del lavoro, funzionari dell’Inps e dirigenti di azienda che vogliono qualificare la propria formazione.

PROGRAMMA IN PDF

 

 

 

 

 

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