Omaggio a Pio Salvi, sindaco e poeta

Omaggio a Pio Salvi, sindaco e poeta

 

Accolse il re Umberto nel 1925, un’antologia e una targa in sua memoria

 

Grottammare, 02.06.2017 – La Città si prepara ad accogliere l’omaggio a Pio Salvi, poeta dialettale e già sindaco, con cui la nipote Flora vuole ricordare il nonno e il suo estro di apprezzato compositore e cultore delle tradizioni locali. La pubblicazione di un’antologia poetica sarà al centro di una cerimonia presso Palazzo Fenili (attuale sede della locale stazione dei carabinieri), in corso di organizzazione.
Nello stesso palazzo dove soggiornò Franz Listz nel suo periodo di vacanza grottammarese, infatti, abitò anche Pio Salvi. Ed è lì che con una targa commemorativa verrà ricordato il prossimo 18 giugno.

Avvocato e giornalista, Pio Salvi rientra nell’elenco dei sindaci-poeti cronologicamente dopo Tito Vespasiani (amministratore dal 1920 al 1922 ) e Lino Citeroni (amministratore dal 1902 al 1905 e ancora dal 1909 al 1914), senza dimenticare l’attuale primo cittadino, Enrico Piergallini.
Nel corso del mandato amministrativo, il sindaco Salvi si è dedicato molto allo sviluppo sociale e infrastrutturale del suo paese.
E’ ricordato, oltre che per le sue liriche, anche per aver invitato e accolto il principe ereditario Umberto di Savoia, in visita a Grottammare nel 1925.

Un’opera d’arte è la targa commemorativa. In pietra della Maiella, la sta realizzando lo scultore Francesco Santori nel laboratorio studio della Vedetta Picena: “Nei momenti di pausa provo piacere e gran divertimento nella lettura di qualche verso di Pio Salvi tratto dalla raccolta che la nipote Flora mi ha fatto avere – afferma l’artista, anticipando qualche dettaglio – Sulla targa ho riprodotto il profilo di Salvi e un ramo di arancio, in omaggio alla nostra Città e all’opera che lo stesso Salvi gli aveva dedicato, Lu Merarange”.

Ulteriori dettagli sul programma della cerimonia verranno resi noti in prossimità dell’evento.

Pio Salvi

BIOGRAFIA PIO SALVI
Pio Salvi è nato a Grottammare il 4 Aprile 1883 da Federico e Dina Neroni.
Ha studiato a Grottammare nel Collegio-Convitto Peretti a Santa Maria ai Monti e a Fermo, dove ha conseguito la maturità nel Liceo Classico Annibal Caro.
Si è laureato il 7 luglio 1910 in Giurisprudenza, presso l’Università di Macerata ed ha esercitato a lungo la professione di avvocato.
Ha iniziato da giovane a comporre versi in lingua e in dialetto con grande facilità in varie circostanze, riunioni conviviali, feste familiari, patriottiche e paesane, anche improvvisando discorsi e versi d’occasione, prendendo spunto da usi e tradizioni della vita locale.
Ha partecipato a numerosi convegni di poesia dialettale, tra cui “Il secondo Convegno dialettale Marchigiano indetto dal periodico “Il Birichino di Jesi” a Falconara Marittima, il 15 agosto 1908” e ai raduni della Fiera della Pesca di Ancona, diffondendo ovunque l’armonia del dialetto di Grottammare.
E’ stato corrispondente di quotidiani, quali “Il Piccolo e “Il Giornale d’Italia” e ha collaborato durante la stagione estiva con scritti nella cronaca di diversi giornali umoristici locali, tra cui nel 1905, “La Medusa” e nel 1909 “La Pillola”, del quale nel 1910 è stato gerente responsabile.
Nel 1909 ha pubblicato “Versi in Dialetto Grottammarese”, un “opuscolo” di poesie, come da lui stesso definito, che riscosse un notevole successo e ne ha composte in seguito molte altre, conservate inedite.

Ha sposato la N.D. Flora Fenili, maestra elementare per quarant’anni di generazioni di grottesi, da cui ha avuto cinque figli: Pio, Marcella, Dino, Francesca e Carlo.
Insieme a Lei ha fatto sì che si arrivasse alla riapertura del Teatro dell’Arancio, posto sopra le logge di Piazza Peretti e in quella occasione ha composto e recitato il famoso monologo “Lu Merarange”.
Ha combattuto nella prima guerra mondiale ed ha avuto nella seconda tutti e tre i figli sotto le armi, cosa che ha inciso fortemente sul suo spirito.
E’ stato Sindaco di Grottammare, dal 1922 al 1928, come già suo padre Federico, dedicandosi con grande entusiasmo al suo amato paese, dando impulso alla costruzione dell’acquedotto, della strada intercomunale del Tesino, alla trasformazione della pescheria in mercato coperto e tante altre iniziative, volte allo sviluppo sociale ed infrastrutturale di Grottammare. Tra queste, Il 6 luglio 1925, essendo a capo dell’Amministrazione Comunale, ha caldamente invitato e accolto il Principe Ereditario Umberto di Savoia, in visita a Grottammare.
Nell’autunno del 1957 ha partecipato ad uno spettacolo televisivo, dove ha recitato, applauditissimo, i suoi più recenti versi dialettali inediti.
E’ morto nel 1958, stroncato da un’improvvisa malattia.

 

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