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Desk Tunisia – un momento dell’incontro

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2017-09-28

Desk Tunisia, Carrabs (Svim): “Opportunità per l’imprenditoria marchigiana”

Il presidente Ceriscioli riceve il ministro plenipotenziario Mhadhbi

 

Ancona, 2017-09-28 – Un’opportunità da cogliere per le imprese marchigiane, con l’avvallo delle istituzioni regionali e tunisine. È il Desk Tunisia attivato da Svim Marche, tramite la Delta Center, a Tunisi, che si pone come punto di riferimento per gli imprenditori che vogliono investire nel Nord Africa. L’interesse da parte del Governo della Tunisia è testimoniato dalla presenza del ministro plenipotenziario presso l’Ambasciata d’Italia, Wissem Mhadhbi al seminario di presentazione che si è svolto nella sede della Giunta regionale. Ricevuto dal presidente Luca Ceriscioli, il ministro si è confrontato con gli imprenditori presenti in sala, delineano gli scenari economici del Paese. “Una realtà di grande interesse per l’imprenditoria marchigiana, con un tasso di crescita dell’export regionale, nell’ultimo semestre, del 32,9%”, ha sottolineato l’amministratore unico Gianluca Carrabs. L’operatività del desk abbraccia tutta l’area nord africana, Libia compresa, ma l’attenzione del workshop è stata focalizzata sulla Tunisia.  Il valore marchigiano dell’export 2016 supera i 12 miliardi di euro e registra un incremento del 5,6% rispetto al 2015. La Tunisia è il 26esimo Paese nella graduatoria di destinazione del made in Marche, risalendo addirittura al 15esimo sulla base dei dati del semestre. Settori trainanti sono quelli degli apparecchi elettrici, calzature e pelletterie, metallurgia, gomma e plastica, meccanica, prodotti chimici, tessile. “Un ampio ventaglio di comparti che calza perfettamente con le tipologia produttiva marchigiana – ha concluso Carrabs – Possiamo fornire quello che il mercato tunisino chiede, puntando sulla qualità delle nostre produzioni. L’occasione del desk non va fatta cadere”.  A Tunisi l’ufficio svilupperà i contattati istituzionali e promozionali, garantendo assistenza il loco alle imprese marchigiane. Svim mette a disposizione la propria sede di Ancona per accogliere imprese e operatori tunisini interessati al mercato marchigiano.


DIDACTA: LE MARCHE IN PRIMA LINEA SULL’INNOVAZIONE E L’ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO

 

Le Marche in prima linea sul fronte dell’innovazione scolastica e dell’alternanza scuola-lavoro. E’ in corso a Firenze la Fiera Internazionale Didacta patrocinata dal MIUR, il più importante appuntamento fieristico internazionale dedicato al mondo della scuola, che si svolge per la prima volta in Italia. L’evento  si articola in una parte espositiva e in una sezione dedicata alla formazione degli insegnanti con eventi, dibattiti, workshop e seminari ai quali i rappresentanti marchigiani della scuola e della Regione hanno portato fondamentali contributi molto seguiti da tutti i partecipanti.

“Questo – spiega l’assessore all’Istruzione, alla formazione e al lavoro Loretta Bravi – è un luogo di incontro e scambio di esperienze e buone pratiche a livello europeo. Qui è possibile vedere una “didacta in progress”, qui ci sono le capacità per uscire dai canoni della scuola tradizionale, per avvicinarsi sempre di più al mondo del lavoro grazie ad una formazione ad hoc e per realizzare una didattica in grado di usare tutti i nuovi strumenti tecnologici coniugandoli con un capitale umano in grado di gestirli. Come Regione Marche abbiamo presentato due seminari sulle sperimentazioni in corso sia per favorire il sistema duale che per gli Istituti tecnici superiori che possono diventare volano del loro territorio. Argomenti molto attuali e utili a tutti anche a livello nazionale. Siamo agli inizi di questi progetti, ma i numeri dei partecipanti che si moltiplicano di anno in anno e gli esiti positivi dei percorsi indicano la strada giusta. Altro aspetto fondamentale – continua l’assessore Bravi –  sono gli interlocutori: gli insegnanti certamente, ma anche gli imprenditori che esprimendo le loro esigenze costituiscono un ottimo aggancio per l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro”. Presenti infatti anche due aziende marchigiane Med Store e Clementoni e l’Opera Montessori.

 

Relativamente ai dati emersi al seminario sulle attività formative di istruzione tecnica superiore, nel 2011 sono stati avviati 5 corsi, nel 2012 3 corsi, nel 2013 6 corsi, nel 2014 5 corsi e nel 2015 e 2016 7 corsi mentre nel 2017 è previsto l’avvio entro il 31 di ottobre di altri 7 corsi. Tutti sono biennali ed impegnano mediamente 20 allievi per 1.800 ore di cui circa il 50% in stage formativi aziendali. Dai percorsi ITS della Regione Marche ogni anno si diplomano in media circa 120 ragazzi. Riguardo all’occupabilità oltre il 70 % dei diplomati trova lavoro nell’arco dei 6 mesi con contratti superiori a 12 mesi. La Regione Marche dal 2011 ha supportato questa filiera formativa con risorse finanziarie proprie che per il biennio in avvio sono previste in 100.000 euro a percorso.

 

Nel corso della giornata l’assessore ha avuto modo di confrontarsi anche con i docenti marchigiani presenti e particolarmente attivi a livello nazionale in tema di innovazione. La dirigente dell’IIS Savoia Benincasa Alessandra Rucci ha infatti partecipato al lancio della Federazione delle Reti, una iniziativa che unifica il lavoro fatto in tanti anni di ricerca educativa e didattica e sul miglioramento delle istituzioni scolastiche. L’istituto di Ancona infatti è membro della Rete delle avanguardie educative che da tre anni lavorano alla trasformazione dei contesti didattici in direzione dell’apprendimento attivo e di competenze. La dirigente dell’Istituto comprensivo di via Tacito di Civitanova Marche Mirella Paglialunga era invece presente in rappresentanza di Au.mi.re, Rete che lavora da tantissimi anni nelle Marche sulla autovalutazione per il miglioramento e la rendicontazione sociale delle scuole e che grazie ad un protocollo d’intesa firmato con l’Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa (Indire, il più antico ente di ricerca del Ministero dell’Istruzione) si occupa della divulgazione dei modelli ideati a disposizione delle scuole marchigiane e nazionali.

 

SCHEDA TECNICA

 

Fondazioni attive nelle Marche e rispettivi corsi attivati.

 

In attuazione del DPCM del 25 gennaio 2008 e della relativa programmazione regionale, nelle Marche si sono costituite quattro Fondazioni di partecipazione per la formazione di tecnici superiori di cui 2 nell’area tecnologica delle Nuove tecnologie per il made in Italy, con sede rispettivamente a Porto Sant’Elpidio e Recanati, una nell’area tecnologica dell’Efficienza Energetica, con sede a Fabriano ed una nell’area tecnologica Tecnologie innovative per i beni e le attività culturali-turismo con sede a Fano.

 

 

Fondazione Istituto Tecnico Superiore Nuove Tecnologie per il Made in Italy di Porto Sant’Elpidio per la formazione di:

  • Tecnico superiore di processo, prodotto, comunicazione e marketing con due articolazioni in  Tecnico superiore retail e market intelligence e Tecnico superiore per l’innovazione tecnologica ed organizzativa dei processi di produzione

nell’area tecnologica “Nuove tecnologie per il Made in Italy” nell’ambito “Sistema moda-calzature”.

 

Fondazione Istituto Tecnico Superiore Nuove Tecnologie per il Made in Italy di Recanati per la formazione di:

  • Tecnico superiore per il marketing e  l’internazionalizzazione delle imprese;
  • Tecnico superiore per l’innovazione dei processi e prodotti meccanici (Project leader per la nautica);
  • Tecnico superiore di processo, prodotto, comunicazione e marketing per il settore arredamento;

nell’area tecnologica “Nuove tecnologie per il Made in Italy” articolato negli ambiti dei “Servizi alle Imprese”, del “Sistema meccanica” per aziende nautiche e del “Sistema casa” per il settore arredamento.

 

Fondazione Istituto Tecnico Superiore Istituto per l’Efficienza Energetica di Fabriano per la formazione di:

  • Tecnico superiore per l’approvvigionamento energetico e la costruzione di impianti;
  • Tecnico superiore per la gestione e la verifica di sistemi energetici;

nell’area tecnologica “Efficienza energetica” articolato negli ambiti del “Risparmio energetico” e dei “Processi e prodotti ad elevata efficienza energetica”.

 

Fondazione Istituto Tecnico Superiore per le Tecnologie Innovative per i Beni  e le Attività Culturali – Turismo – Marche di Fano per la formazione di:

  • Tecnico superiore per la gestione di strutture turistico – ricettive;
  • Tecnico superiore per la promozione e il marketing delle filiere turistiche e delle attività culturali;

nell’area tecnologica Tecnologie innovative per i beni e le attività culturali – Turismo”

 

 

 

GESTIONE MACERIE POST SISMA E RAPPORTO RIFIUTI 2016 – CONFERENZA STAMPA IN REGIONE

 

Terzo posto in Italia nella raccolta differenziata dei rifiuti, un tasso eccellente di riutilizzo dei materiali contenuti nelle macerie post sisma e un premio europeo per la filiera di gestione dei beni culturali. Sono questi in sintesi gli elementi emersi nell’incontro con la stampa tenuto oggi in Regione, a cui hanno preso partel’assessore Angelo Sciapichetti, il dirigente della PF Rifiuti Massimo Sbriscia, il Segretario regionale Mibact per le Marche, nonché responsabile dell’Unità di crisi, Federica Furst, funzionari del Mibact. Al centro dell’incontro la presentazione del rapporto annuale rifiuti, arricchito in quest’edizione da un capitolo speciale dedicato alla complessa attività di gestione del milione e 100mila tonnellate di macerie post sisma. “Nonostante stiamo affrontando gli effetti dell’evento più distruttivo per la nostra terra dopo la seconda guerra mondiale – ha detto Sciapichetti – non abbiamo voluto perdere l’appuntamento annuale con il Rapporto rifiuti. Con il 64,4% di raccolta differenziata siamo orgogliosamente al terzo posto su scala nazionale, un risultato che è frutto della collaborazione tra istituzioni e cittadini. I 20 centri di riutilizzo operativi nella regione sono un vanto per ciò che significa l’economia circolare. Dopo un trend decrescente sulla produzione pro capite di rifiuti, in calo dal 2008 al 2015, con il 2016 abbiamo registrato un cambio di tendenza che dobbiamo approfondire, anche se la causa potrebbe essere la ripresa economica in atto e il suo impatto sui consumi. La riduzione dei rifiuti e il riciclo sono la migliore arma che abbiamo per scongiurare l’inceneritore nelle Marche, contro cui abbiamo già fatto ricorso e su cui permane la nostra netta chiusura. Dallo scorso anno affrontiamo il problema enorme della gestione delle macerie, ad oggi abbiamo spostato 165mila tonnellate, pari al 95% delle macerie pubbliche, ossia quelle che ostruivano vie e piazze. Si tratta di un lavoro gigantesco che stiamo affrontando salvaguardando diversi aspetti: quello ambientale e di salute pubblica, trattando ad esempio opportunamente le macerie con amianto, quello della tutela del lavoro, quello dei beni culturali e quello dei proprietari delle cose rinvenute. Un lavoro certosino viene effettuato affinché le macerie abbiano un numero civico di riferimento cosicché i proprietari posano recuperare beni affettivi o di valore, come avvenuto anche con oro e preziosi”. Ottimi i dati sul riutilizzo del rifiuto – macerie: nel punto di raccolta di Monteprandone su 42mila tonnellate di macerie in entrata, solo 51 sono andate in discarica, mentre le restanti sono state recuperate o come inerti per costruzioni stradali, oppure come legname e metalli. Ancora migliore il dato del centro di Tolentino, dove su 49mila tonnellate entrate, solo 24 sono andate in discarica. Un premio europeo è stato conferito a Maastricht all’Unita di crisi marchigiana del Mibact, che in stretto contatto con la Regione e le ditte operatrici, lavora alla delicata e impegnativa gestione dei beni culturali coinvolti nelle macerie. “2400 schede di rilievo, 9mila beni mobili recuperati, duemila e cento metri lineari di archivi e 4mila volumi recuperati, 647 beni monumentali messi in sicurezza ad oggi, sono numeri che danno l’idea dell’enorme lavoro che le strutture Mibact delle Marche, coadiuvate da personale ministeriale proveniente da altre regioni, stanno facendo, in zone periferiche e difficilmente raggiungibili”, ha detto Furst. Dopo il reperimento dei beni culturali, che avviene operando in loco, la gestione della catalogazione e conservazione avviene con tecnologie all’avanguardia. Anche attraverso microchip, i singoli frammenti vengono associati a ciascun bene architettonico, per la futura ricostruzione.

 

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