Benvenuto e Buona Navigazione, sono le ore 01:25 di Mer 18 Set 2019

dalla Regione Marche

di | in: Cronaca e Attualità, dalla Regione Marche

Angelo Sciapichetti

image_pdfimage_print

2017-10-07

 

SCIAPICHETTI: “ANCORA UNA VOLTA CHIEDIAMO A GOVERNO E PARLAMENTO DI PROLUNGARE IL TERMINE PER LE SOLUZIONI ABITATIVE PROVVISORIE COSTRUITE DAI CITTADINI VICINO ALLE CASE “

 

 

“Il consiglio regionale, diversi mesi fa,  ha approvato all’unanimità una mozione che sollecitava la giunta ad adoperarsi per chiedere al Governo e al Parlamento un provvedimento che prolungasse di un periodo superiore ai sei mesi le soluzioni abitative provvisorie costruite dai cittadini per restare vicino alla loro casa distrutta, in attesa del provvedimento di ricostruzione pubblica e privata. “ Lo ricorda l’assessore regionale Angelo Sciapichetti che aggiunge: “ Un atto che ha permesso alla giunta di fare diverse proposte al governo in questo senso. Per questo ancora una volta chiediamo al Parlamento e al Governo di intervenire. Sappiamo che ci sono già depositate alcune proposte di legge di diverse forze politiche. E nelle prossime settimane, così come annunciato dal commissario, già nella legge finanziaria si potranno inserire alcuni emendamenti che potranno semplificare le procedure per la ricostruzione pubblica e privata. Ci auguriamo che si  trovi una soluzione che solo il Parlamento e il Governo possono decidere, almeno fino al termine dell’emergenza e al momento in cui sarà partita a pieno regime la ricostruzione,  che  dia la possibilità ai cittadini di restare nelle soluzioni abitative provvisorie. Resta inteso che, al termine della disposizione e del termine che verrà stabilito, tali strutture andranno completamente rimosse e i luoghi ripristinati”.

 

SIMONELLI GROUP, A BELFORTE DEL CHIENTI L’INAUGURAZIONE DEL CENTRO DIREZIONALE

 

Taglio del nastro a Belforte del Chienti per il centro direzionale di Simonelli group, secondo gruppo italiano nella produzione di macchine professionali per caffè e centro di ricerca. La nuova struttura, realizzata accanto al moderno stabilimento già in funzione da alcuni anni, completa un complesso industriale tecnologicamente avanzato su un’area di circa ventimila metri quadrati nella zona per attività produttive di Fonte Moreto al confine con Tolentino.

Il nuovo centro ospiterà tutti gli uffici di direzione, amministrativi e commerciali. Si sviluppa su diversi piani per una superficie complessiva di tremila metri quadrati, è stato realizzato con le più moderne tecniche costruttive e sistemi di domotica di ultima generazione all’insegna della sostenibilità e della riduzione del consumo energetico. Il Centro direzionale – a cui entro il prossimo anno si affiancherà un Centro per la logistica – è stato realizzato con il lavoro di imprese tutte marchigiane. Rappresenta uno dei più consistenti investimenti realizzati dopo il terremoto del 2016 nell’area del maceratese all’interno del cosiddetto “cratere”.

All’inaugurazione e alla tavola rotonda di questa mattina dal titolo “Coesione è competizione”, realizzata in collaborazione con la Fondazione Symbola, ha partecipato il presidente della Regione, Luca Ceriscioli: “Un’azienda che ha saputo trasformare anni di crisi in anni di crescita straordinaria da cui bisogna prendere esempio non solo in ambito industriale ma in tutti i campi – ha detto Ceriscioli che poi ha fatto una riflessione sulle vie di comunicazione che portano sviluppo – Per venire a Belforte ci ho impiegato solo un’ora percorrendo un tratto della Quadrilatero, strada che ha cambiato la geografia economica di questi luoghi perché porta sviluppo imprenditoriale, maggiori facilitazioni per nuovi insediamenti e farà crescere le comunità”.

Riferendosi poi alla ricostruzione post sisma il presidente ha aggiunto: “Gli strumenti ci sono e altri ci saranno messi a disposizione, è importante che ogni soggetto faccia la propria parte cogliendo tutte le opportunità. La ricostruzione è un gioco di squadra per svolgere appieno il proprio ruolo e giocare al meglio la partita”.

Il dibattito, svolto all’interno del nuovo Centro direzionale Simonelli Group, si è focalizzato sulla necessità di rafforzare ogni sinergia tra istituzioni, imprese e società civile, quale insostituibile motore per lo sviluppo del territorio. E in questo contesto un ruolo fondamentale devono svolgerlo le università, specie in un territorio come quello maceratese che, caso quasi unico in Italia, vanta due atenei di antichissima tradizione. Lo hanno sottolineato i rettori delle due università di Macerata e Camerino, Francesco Adornato e Claudio Pettinari. All’incontro ha partecipato il presidente di Confindustria Macerata, Gianluca Pesarini, le conclusioni sono state affidate a Ermete Realacci, presidente della Commissione ambiente e lavori pubblici della Camera dei deputati.

 

Simonelli Group, che produce macchine professionali per caffè e cappuccino, due simboli del Made in Italy, è un tipico esempio di come “locale” e “globale” possano coesistere. L’azienda, nata nel 1936 come impresa individuale e trasformata in società per azioni e poi in holding con partecipazioni anche in società commerciali all’estero, ha mantenuto sempre “il cuore e la mente” – ha sottolineato oggi l’amministratore delegato, Nando Ottavi – nel piccolo comprensorio dell’entroterra marchigiano. È qui che viene realizzata l’intera produzione, al 100% made in Italy, esportata per la quasi totalità all’estero. Le macchine prodotte a Belforte del Chienti sono commercializzate in 121 Paesi di tutti i continenti, rendendo la società una delle realtà italiane con il più alto indice di internazionalizzazione. L’elemento che ha guidato l’azienda marchigiana in tutti questi anni è stata la forte innovazione tecnologica, frutto anche di importanti investimenti nella ricerca svolta in stretta collaborazione con le università di Ancona, Camerino, Macerata, oltre che con gli istituti di ricerca marchigiani, ISTAO e Poliarte.  Grazie ai 23 brevetti internazionali posseduti, Simonelli Group ha conquistato oltre il 10% del mercato mondiale delle macchine per caffè, superato brillantemente gli anni della recente crisi economica, quadruplicato il fatturato e quasi raddoppiato dal 2009 ad oggi il numero dei dipendenti.

 


Mostrare le Marche

33. Lotto, Cristo e l’Adultera, Loreto

 

IN MOSTRA I CAPOLAVORI DEI LUOGHI COLPITI DAL SISMA: “ MOSTRARE LE MARCHE”

APERTA OGGI A LORETO “L’ARTE CHE SALVA. IMMAGINI DELLA PREDICAZIONE TRA QUATTROCENTO E SETTECENTO. CRIVELLI, LOTTO E GUERCINO.”

 

Loreto, 2017-10-07 – Si apre oggi a Loreto, presso il Museo-Antico Tesoro della Santa Casa, la mostra “L’arte che salva. Immagini della predicazione tra Quattrocento e Settecento. Crivelli, Lotto, Guercino”, la prima del ciclo di eventi “Mostrare le Marche”, il progetto Biennale della Regione Marche che vede tra il 2017, e l’autunno del 2018 altre cinque mostre a Macerata e Ascoli Piceno e poi a Fermo, Fabriano e Matelica.

A cura di Francesca Coltrinari e Giuseppe Capriotti dell’Università di Macerata e organizzata da Artifex International, la mostra di Loreto è sostenuta dalla Regione Marche con l’obiettivo di valorizzare e tutelare il patrimonio artistico e culturale dei luoghi colpiti dal sisma e del rilancio dal punto di vista turistico ed economico degli stessi. Luoghi da cui provengono gran parte delle opere esposte, cioè dai musei e dalle collezioni pubbliche ed ecclesiastiche interessate dall’ultimo terremoto e messe in sicurezza presso i depositi attrezzati del MIBACT.

”E’ attraverso la riaffermazione dell’identità culturale dei nostri territori e la fruibilità di questi capolavori – ha evidenziato l’assessore regionale al Turismo-Cultura,Moreno Pieroni nel corso della conferenza stampa di presentazione – che vogliamo trasmettere un segnale di effettiva ripartenza e avviare così un percorso di rinascita dei luoghi e dell’arte ferita, tenendo quindi sempre alta l’attenzione sui territori colpiti dal dramma dello scorso anno. L’Arte salvata e l’Arte che a sua volta salva, dunque, perché porta con sé un messaggio forte di speranza nella bellezza e le Marche possono davvero fregiarsi di un immenso patrimonio artistico che della bellezza ne è ambasciatore.  Il progetto organico dei sei eventi d’arte nasce sia con l’intento di valorizzare nel biennio 2017-2018 il patrimonio culturale delle aree colpite dal sisma, anche attraverso una notevole attività di promozione su cui la Regione investirà molto, ma anche come proposta di destagionalizzazione dell’offerta turistico-culturale. Questo progetto –  ha concluso Pieroni – inoltre, rappresenta anche un ottimo esempio di collaborazione istituzionale fra Enti: Regione, Ministero, Comuni che hanno fatto sistema dando vita a un’operazione culturale importante.”

Alla conferenza stampa, moderata dal dirigente regionale Raimondo Orsetti affiancato dalla dirigente del servizio Cultura, Simona Teoldi, hanno preso parte anche i curatori della mostra, il sindaco di Loreto, Paolo Niccoletti,  il sindaco di Matelica Alessandro Delpriori, la coordinatrice Unità di Crisi regionale- Marche del Mibact, Francesca Furst.

Il progetto “Mostrare le Marche”, dopo la partenza al Museo-Antico Tesoro della Santa Casa di Loreto , vedrà l’apertura a Macerata, Palazzo Buonaccorsi, della mostra “Capriccio e natura nel secondo Cinquecento. Percorsi d’arte e di rinascita nelle Marche” a cura di A.M. Ambrosini e A. Delpriori, nei mesi da dicembre 2017 a maggio 2018; mentre, ad Ascoli Piceno, presso la Pinacoteca Civica e Sala Cola dell’Amatrice è in programmazione la mostra “Cola dell’Amatrice pittore eccentrico tra Pinturicchio e Raffaello”. Il 2018, con una tripla partenza nel mese di marzo, vedrà a Fermo, nella Chiesa di San Filippo, l’ordinamento della rassegna “Rinascimento a Fermo: pittori tra Adriatico e Appennino dal tardogotico a Carlo Crivelli”, che terminerà nel dicembre 2018. Intanto a Fabriano, sempre a marzo, si aprirà all’Oratorio San Giovanni la mostra “Orazio Gentileschi caravaggesco errante nelle Marche” visibile fino a settembre 2018. Anche Matelica da marzo a settembre 2018 ospiterà una considerevole rassegna espositiva: “Il romanico nelle Marche con i percorsi delle abbazie (Valle del Chienti – Valle del Potenza)”.  Tutte le mostre sono collegate anche da voucher promozionali: la visita di una mostra dà diritto allo sconto per l’ingresso ad un’altra delle sei in programma.

 

LA MOSTRA A LORETO

La rassegna è promossa dalla Regione Marche, Assessorato alla Cultura e Turismo, dal Ministero  dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Segretariato Regionale per le Marche, dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche e dall’Anci Marche in accordo con la Conferenza Episcopale Marchigiana. Ed è realizzata in collaborazione con la Prelatura della Santa Casa di Loreto e del Comune di Loreto. L’iniziativa si avvale del contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Loreto e della Fondazione Opere Laiche Lauretane e Casa Hermes. Con il patrocinio dell’Università di Macerata e la partecipazione della Fondazione Giovanni Paolo II per la Gioventù e l’organizzazione di Artifex International.

“L’arte che salva. Immagini della predicazione tra Quattrocento e Settecento. Crivelli, Lotto, Guercino”, mostra tematica di grande interesse storico, artistico e religioso, si propone di approfondire la conoscenza della produzione artistica collegata a un fenomeno che ha caratterizzato in profondità la cultura non solo europea, la predicazione.

Tale tema verrà illustrato nei suoi molteplici aspetti: dalle figure dei predicatori dei grandi ordini religiosi, francescani, domenicani, agostiniani e gesuiti, alle devozioni da loro promosse con le relative immagini, spesso opera di grandi artisti quali Crivelli, Lotto, Muziano, Guercino; dall’effetto della predicazione sui fedeli, attraverso il caso emblematico di Santa Camilla Battista da Varano, al rapporto con altre fedi religiose e fino alla spinta missionaria mondiale dei predicatori della Compagnia di Gesù. Il percorso è illustrato attraverso 41 oggetti fra dipinti, sculture, incisioni, manoscritti e volumi provenienti dalla Regione Marche, con un nucleo significativo di opere salvate dal terremoto del centro Italia.

Suddiviso in otto sezioni, il percorso espositivo si snoda attraverso l’esposizione di dipinti di artisti più o meno noti, quali ad esempio, il San Nicola da Tolentino del Guercino, il Battesimo di Cristo e  Cristo e l’Adultera di Lorenzo Lotto, insieme a preziosi manoscritti, libri e altri oggetti artistici, per raccontare l’origine e gli sviluppi della pratica predicatoria, l’uso e il significato delle immagini collegate alla predicazione, l’effetto che le prediche producevano sugli ascoltatori.

La prima sezione, i modelli biblici del predicatore, mostra quali sono stati i punti di riferimento nella Bibbia e nel Vangelo per i predicatori di tutte le epoche: i profeti, san Giovanni Battista, Gesù e gli Apostoli. In questa sezione, fra le altre, sono visibili le tele di Girolamo Muziano e l’arazzo fiammingo con La predica di san Paolo agli ateniesi (1620-1624ca.), derivato da una composizione di Raffaello.

Nella seconda sezione, i predicatori dell’Osservanza francescana si incontrano i più grandi predicatori del XV secolo, i frati francescani osservanti Bernardino da Siena, Giacomo della Marca e altri, figure carismatiche capaci di trascinare le folle con la loro oratoria, inventori di immagini per promuovere devozioni, culti o anche istituzioni laiche, come i monti di pietà.

Nella terza sezione, l’effetto delle prediche sull’animo umano: l’esempio di suor Battista da Varano, si racconta la storia di una grande ascoltatrice di prediche, mistica, scrittrice e guida religiosa, la suora clarissa Battista da Varano (1458-1524), figlia del duca di Camerino, santificata nel 2010. Gli oggetti esposti, quasi tutti appartenuti alla santa, provengono dal convento di Santa Chiara a Camerino, fortemente danneggiato dal terremoto.

Nella quarta sezione, I soggetti iconografici diffusi dall’ordine agostiniano, particolarmente legato alle Marche in quanto il primo santo dell’ordine è san Nicola da Tolentino (canonizzato nel 1446), presente in un capolavoro di Guercino, si viene a contatto soprattutto con la curiosa iconografia della Madonna del Soccorso, dove la Vergine Maria scaccia  a bastonate il diavolo venuto a rapire un bambino, svelando il significato religioso e sociale dell’immagine.

Nella quinta sezione, La predicazione domenicana e il confronto con i francescani: il Rosario e l’Immacolata, si mettono in parallelo i due soggetti iconografici: il Rosario, diffuso soprattutto dopo la battaglia di Lepanto (1571), vinta dai cristiani contro i Turchi e attribuita proprio alla Madonna del Rosario; l’Immacolata Concezione della Vergine, al centro per secoli di scontri fra i vari ordini religiosi, fino alla proclamazione del dogma nel 1854.

La sesta sezione, intitolata La Predicazione e la conversione presenta le immagini della conversione di San Paolo, dell’ebreo Giuda divenuto san Ciriaco e dell’Adultera perdonata da Cristo, che fornivano agli “infedeli” (ebrei e turchi) e ai peccatori modelli di cambiamento e redenzione.

La settima sezione, la Missione predicatrice di don Felice Silvestrini da Petriolo (1711-1779) fa conoscere questa figura di umile sacerdote e missionario che fu educatore, predicatore e committente d’arte nelle Marche alla vigilia dell’Illuminismo.

Il viaggio ideale tracciato dalla mostra si conclude nell’ottava e ultima sezione (I predicatori, Loreto e il mondo: il trionfo dei gesuiti) con un’apertura all’Oriente, cristianizzato nel ‘500 dai missionari della Compagnia di Gesù, molti dei quali, come san Francesco Saverio e il maceratese padre Matteo Ricci, primi evangelizzatori rispettivamente del Giappone e della Cina, passati per Loreto. Qui vengono esposte vere rarità, come il ritratto di Matteo Ricci vestito da letterato Ming dei Musei di Macerata e un prezioso leggio laccato con intarsi di madreperla che si ritiene sia un dono alla Santa Casa di Loreto dei primi ambasciatori giapponesi giunti in Europa nel 1585.

Particolarmente curato è l’apparato didattico della mostra, con testi e supporti grafici elaborati per consentire la migliore comprensione al più ampio pubblico, secondo i più aggiornati criteri della comunicazione museale.

Infine, nella Pinacoteca Civica e nella città di Jesi è proposto un itinerario della predicazione legato ai temi della mostra “L’Arte che salva”.  La mostra è corredata da un catalogo edito da Silvana Editoriale.

BREVE SCHEDA TECNICA

Luogo: Museo-Antico Tesoro della Santa Casa di Loreto

Orari: Dal Lunedì al venerdì: 10.00/13.00 e dalle 15.00 alle 18.00; Sabato e domenica: 10.00/13.00 e dalle 15.00 alle 19.00

Biglietto (visita alla Mostra e al Museo): Intero: 7€; Ridotto 5€; Family card: 10,00 €; Scuole: 4,00 €; Minigruppi: 6,00 € cad. (da 10 a 19 persone); Gruppi: 5,00 € cad. (da 20 a 50 persone); Gratuito: bambini fino a 8 anni; Accordo con la Pinacoteca Civica di Jesi per riduzione reciproca presentando il biglietto di ingresso dell’altra mostra

Per informazioni e prenotazioni: 071. 9747198 – 06. 68193064/ museoanticotesoro@gmail.comsegr.artifex@gmail.com

Ufficio Stampa: Rosi Fontana Press & Public Relations – info@rosifontana.it mob. +39 3355623246

 

 

© 2017, Redazione. All rights reserved.




7 Ottobre 2017 alle 17:40 | Scrivi all'autore | | |

Argomenti Frequenti


Archivio


Ricerca personalizzata