dalla Regione Marche

dalla Regione Marche

2017-10-11

“Io non rischio”, la campagna informativa nazionale della Protezione civile sabato 14 ottobre anche nelle piazze di Ancona, Ascoli, Macerata, Pesaro.

Sciapichetti: “Condividere esperienze, acquisire consapevolezza”

Diffondere la cultura della prevenzione e apprendere buone pratiche per gestire le situazioni di emergenza. Sono le finalità della campagna promossa dal dipartimento nazionale della Protezione civile “Io non rischio”, che, sabato 14 ottobre, toccherà 103 piazze di capoluoghi provinciali italiani, coinvolgendo 748 sezioni locali di volontariato. Nelle Marche sono interessate le città di Ancona, Ascoli Piceno, Macerata e Pesaro. “Un importante momento di confronto tra istituzioni, associazioni e cittadini per condividere esperienze e acquisire la consapevolezza che ciascuno può contribuire alla sicurezza degli altri – afferma l’assessore alla Protezione Civile, Angelo Sciapichetti – Conoscenza e buone pratiche devono divenire patrimonio comune per affrontare le situazioni di emergenza con atteggiamenti corretti”.

Giunta alla settima edizione, la campagna promuove la cultura della prevenzione, aiuta a formare un volontariato specializzato, coinvolge i cittadini nella riduzione delle criticità. Cuore dell’iniziativa è l’incontro tra volontari formati e cittadinanza. Le piazze si arricchiranno di punti informativi, iniziative ed eventi, con percorsi legati alla conoscenza dei rischi specifici del territorio e alla memoria dei luoghi, in modo da capire cosa ciascuno può fare per la prevenzione. Il “Trekking urbano” si svolgerà nell’intero arco della giornata. Ad Ancona interesserà piazza San Francesco (piazza storica della parte più antica) e piazza Roma (piazza storica ottocentesca). Ad Ascoli Piceno: Piazza Arrigo e Piazza del Popolo. A Macerata, con un percorso particolarmente ricco, toccherà Piazza della Libertà (centro), Corso della Repubblica, Piazza Vittorio Veneto, Via Domenico Ricci, Piazza Oberdan, Via Antonio Gramsci, Piazza Università, Via Don Minzioni e Piazza San Vincenzo Maria Strambi. A Pesaro ritrovo in Piazza del Popolo (centro), poi i volontari presenti formeranno dei gruppi di persone che verranno portate in aree del centro storico della città, dove sono presenti testimonianze relative a eventi emergenziali avvenuti a Pesaro. Info sul sito ufficiale della campagna www.iononrischio.it

 

ON LINE LA NOTIFICA PRELIMINARE PER L’AVVIO DI LAVORI NEI CANTIERI EDILI

Procedure più snelle e maggior controllo sulla sicurezza nei luoghi di lavoro

Dal prossimo 1° novembre potrà esser trasmessa online all’Asur  la notifica preliminare dei lavori nei cantieri edili su tutto il territorio regionale. L’obbligo di trasmissione è previsto dal Testo Unico sulla Sicurezza negli ambienti di lavoro a carico di tutti i committenti di lavori edili al fine di snellire le procedure a favore degli utenti e avere un maggior controllo sulla sicurezza dei cantieri. La nuova procedura prevede un modello unico regionale di notifica preliminare da utilizzare attraverso l’invio telematico agli organi istituzionali competenti (Servizi di Prevenzione delle Aree Vaste dell’ASUR e Ispettorato Territoriale del Lavoro).

Dal 1° novembre al 31 dicembre 2017 è prevista  la fase sperimentale. In questi 2 mesi gli utenti (committenti o responsabili dei lavori edili) avranno la possibilità di inviare online la notifica del cantiere previa richiesta certificata di credenziali di accesso al sistema al sito www.marcheprevenzione.it , ma potranno utilizzare anche i vecchi sistemi di invio (raccomandata, Pec, ecc.).

A partire dal 1° gennaio 2018 invece, l’invio online tramite piattaforma web sarà il solo modo possibile per notificare l’apertura di un cantiere edile, sia esso pubblico che privato, nel territorio regionale.

 

Cantiere Edile

“La notifica on line dei cantieri edili rappresenta un importante strumento di semplificazione degli adempimenti per gli utenti – spiega il Giuliano Tagliavento, dirigente della Prevenzione e promozione salute nei luoghi di vita e di lavoro dell’Agenzia sanitaria regionale  –  ma anche uno strumento per una miglior programmazione delle attività di controllo da parte delle istituzioni. La sicurezza nei luoghi di lavoro, e nei cantieri edili in particolare, costituisce un settore sotto la costante attenzione della Regione e dell’ASUR, in collaborazione che tutti gli altri partner istituzionali e le parti sociali coinvolte”.

Per consentire l’inserimento telematico delle informazioni previste è stata sviluppata la piattaforma web “Marche Prevenzione” in accordo con l’ufficio operativo del Comitato regionale di coordinamento per la prevenzione nei luoghi di lavoro.  Un tavolo tecnico, costituito dai referenti della Regione Marche, della direzione regionale di Inail e Inps, della Direzione Interregionale del Lavoro e dall’Asur Marche, ha condiviso gli obiettivi e le modalità tecniche di trasmissione della notifica in modalità online.

A cura di Regione ed ASUR è stato definito inoltre un calendario di incontri informativi per la   pubblicizzazione della procedura Notifiche Online rivolti a tutti i soggetti interessati: associazioni di categoria, ordini professionali, , organismi bilaterali,  Comuni (Anci) , Province, Ufficio Regionale per la ricostruzione post-sisma, OO.SS., ecc.

Gli incontri informativi avranno durata 2-3 ore e si terranno nelle seguenti date e sedi:

 

Data Ora Sede  
Martedì 17 ottobre 15.00 Ancona – Regione Marche –  via Gentile da Fabriano c/o Palazzo Raffaello (Salsa Raffaello)  
Giovedì 19 ottobre 15.00 Fano – ASUR AV1, via Ceccarini 38 – (aula gialla)  
Sabato 21 ottobre 10.00 Macerata, via 8 Marzo, 9 – sala formazione CPT  
Martedì 24 ottobre 10.00 Fermo – ASUR AV 4, via Zeppilli, 18 – c/o sala “teatrino”  
Sabato 28 ottobre 10.00 S. Benedetto del T. – ASUR AV 5, via Manara, 3/7 – c/o sala convegni Ospedale Madonna del Soccorso  

 

Longevità attiva con il metodo Montessori

Longevità attiva con il metodo Montessori

Longevità attiva, firmata in Regione la Dichiarazione di Chiaravalle per applicare il metodo Montessori, in ambito rurale, nella cura degli anziani con disturbi cognitivi, attraverso un progetto internazionale di ricerca e sperimentazione

 

Ancona – Gli anziani con demenza curati con le tecniche e l’umanità del metodo Montessori, all’interno di strutture agricole finanziate con il Programma di sviluppo rurale (Psr) 2014/2020: è la sfida che la Regione Marche, l’Inrca, il Centro internazionale Montessori di Perugia e la Fondazione Chiaravalle Montessori lanciano attraverso una ricerca e una sperimentazione internazionale. Il tema è stato oggetto del Convegno “Longevità attiva in ambito rurale. L’anziano al centro di un progetto di vita” che si è svolto, lo scorso 22 settembre, nella città natale di Maria Montessori, nell’ambito delle iniziative del Psr. La giornata si era chiusa con la stesura di un documento, la “Dichiarazione di Chiaravalle” che è stato firmato oggi, presso la sede della Giunta regionale, dai partner italiani. Seguiranno poi le sottoscrizioni delle parti internazionali: strutture statunitensi e francesi che già applicano il metodo  nella gestione della demenza. I firmatari contribuiranno, con i dati scientifici della propria esperienza, a elaborare modelli (format) di accompagnamento dell’anziano che valorizzino, attraverso il metodo e il pensiero Montessori, le capacità cognitive residue e il mantenimento della qualità di vita anche nella terza età.

“La Regione ha investito molto, negli ultimi anni, sulle opportunità offerte dall’agricoltura sociale – ha detto la vice presidente Anna Casini – Con il supporto scientifico degli enti competenti, abbiamo avviato nuovi modelli di azienda agricola: dopo gli agrinido e una sperimentazione sulla longevità, puntiamo ora a sviluppare una ricettività di servizio per le persone affette da demenza. L’ambiente rurale, abbinato alla metodologia montessoriana, può riattivare canali di comunicazione che si pensavano compromessi. In Italia le Marche sono la prima Regione che puntano a migliorare i servizi per gli anziani sfruttando le opportunità e gli stimoli offerti da un’azienda agricola”. Secondo Fabrizia Lattanzio (direttore scientifico Inrca), “l’agricoltura sociale offre gli strumenti per contaminare le diverse realtà esistenti nelle Marche. L’Istituto garantisce il rigore metodologico necessario per esportare il format anche in altri ambiti, dal momento che l’approccio geriatrico e quello montessoriano lavorano, entrambi, su tutta la dimensione della persona”. Alfio Albani (Fondazione Chiaravalle Montessori), ha parlato di “una iniziativa coraggiosa, avviata nelle Marche, che si basa su nuove forme di sperimentazione, sviluppata attraverso contaminazioni diverse, ma tutte legata alla cultura contadina che contraddistingue l’identità marchigiana”. Luciano Mazzetti (presidente Centro internazionale Montessori) ha spiegato che “i risultati sulla demenza senile si possono ottenere lavorando sulle tracce della memoria con la forza educante della natura che richiama le nostre esperienze, perché veniamo educati più dalle cose che dalle parole”. In base alla dichiarazione siglata, il Centro Montessori di Perugia istituirà il Tavolo permanete di confronto che validerà i percorsi assistenziali, mentre la Regione Marche metterà a disposizione le opportunità offerte dal Psr, nel triennio 2018-2020: presso imprese agricole o strutture pubblico o private, verranno avviati progetti di sperimentazione del format. Una prima fase “pionieristica” di agricoltura sociale, con la collaborazione del Inrca, ha già fornito risultati significativi che verranno ora codificati attraverso un’esperienza di respiro internazionale. Prima dell’appuntamento di Chiaravalle, il tema del pensiero montessoriano collegato alla longevità era stato affrontato nei Convegni di Perugia (2015), Bruxelles e Parigi (2016). 

 

All’ospedale regionale di Torrette primo intervento di Tiroidectomia Robotica Trans-Ascellare

Tiroidectomia Robotica Trans-Ascellare: la completa assenza di cicatrici a livello del collo

 

Ancona, 2017-10-11 – All’Ospedale regionale di Torrette (Ancona) il primo intervento chirurgico di  Tiroidectomia Robotica Trans-Ascellare nelle Marche. L’intervento è stato eseguito dal professor Mario Guerrieri Direttore della Clinica Chirurgica dell’Università Politecnica delle Marche in collaborazione con la Dr.ssa Micaela Piccoli e la Dr.ssa Maddalena Baldarelli. L’ approccio robotico trans-ascellare permette la rimozione totale o parziale della ghiandola tiroidea senza creare cicatrici sul collo. La Tiroidectomia Robotica Trans-Ascellare è una metodica sicura, se eseguita da chirurghi esperti, sia in chirurgia robotica che tiroidea. La metodica robotica permette di avere una “magnificazione tridimensionale” delle strutture (in particolare del nervo laringeo inferiore) e di ottenere un eccellente risultato estetico per l’assenza di cicatrice nel collo, mentre la cicatrice a livello ascellare rimane nascosta. Si ha infine un ridotto dolore postoperatorio per l’assenza di iperdistensione del collo necessaria nell’intervento classico. L’utilizzo di mezzi robotici in chirurgia rappresenta un ulteriore passo nell’ambito della Chirurgia Mininvasiva.  Il primo robot chirurgico, chiamato da Vinci è stato ideato dalla Intuitive Surgical (Mountain View, CA)  nel 2000 ed ha ottenuto l’autorizzazione dell’americana Food and Drug Administration (FDA) per l’utilizzo in chirurgia laparoscopica. L’approccio robotico ha avuto una rapida diffusione in ambito urologico (interventi di prostatectomia) , cardiochirurgico ed addominale per i chiari vantaggi che offre rispetto alle altre tecniche mininvasive: estrema precisione dei movimenti chirurgici, stabilità dell’immagine e  magnificazione del campo operatorio con visione tridimensionale.

Tiroidectomia Robotica Trans-Ascellare: ferita a livello del cavo ascellare il giorno successivo all’intervento

L’approccio robotico alla chirurgia mininvasiva tiroidea è stata inizialmente esplorata e ben descritta dai chirurghi sudcoreani ed ha avuto una rapida e grande diffusione nei paesi asiatici. L’intervento di Tiroidectomia Trans-ascellare robotico è stato infatti ideato dal chirurgo sud-Coreano Woong Youn Chung nel 2007 e realizzato con l’utilizzo del robot chirurgico Da Vinci. Chung ed i suoi collaboratori hanno realizzato più di 5000 interventi di Tiroidectomia totale e Lobectomie tiroidee dimostrando la sicurezza e fattibilità dell’intervento. In Italia il primo intervento di Tiroidectomia Robotica Trans-Ascellare è stato eseguito all’Ospedale Civile Sant’Agostino Estense di Modena dalla Dr.ssa Micaela Piccoli nel 2010. Grazie alla Dr.ssa Piccoli anche in Italia la metodica si sta diffondendo e la sua collaborazione ha permesso l’esecuzione del primo intervento di Tiroidectomia Robotica Trans-Ascellare nelle Marche. L’intervento chirurgico viene eseguito praticando un’incisione cutanea di 5 cm circa a livello ascellare dal lato del lobo tiroideo da asportare o dal lato in cui la tiroide è più voluminosa nel caso di tiroidectomia totale. La metodica richiede la creazione di un tunnel sottocutaneo di circa 15 cm ed il passaggio attraverso i muscoli del collo sino ad arrivare alla loggia tiroidea. Si inizia quindi l’intervento di tiroidectomia con l’ausilio del robot da Vinci.  Il robot si compone di quattro bracci robotici: tre di essi sono utilizzati per strumenti chirurgici quali forbici, strumenti di elettrocauterizzazione o di sintesi. Il quarto braccio sostiene una telecamera. Il chirurgo è distante fisicamente dal campo operatorio e siede in una consolle dotata di un monitor tridimensionale.  Il chirurgo con due pedali e due controlli manuali comanda il movimento dei bracci robotici. Si prospetta che il da Vinci possa venire utilizzato in futuro per effettuare vere e proprie operazioni di chirurgia robotica a distanza. Con la Tiroidectomia Robotica Trans-Ascellare possono essere trattate sia lesioni benigne che maligne. Le indicazioni all’intervento sono: noduli benigni di diametro massimo di 5 cm,  carcinoma papillare o follicolare T1N0 senza evidenza di  linfonodi metastatici e Morbo di Basedow senza considerevole aumento della ghiandola. Le controindicazioni assolute all’esecuzione della Tiroidectomia Robotica Trans-Ascellare sono: pregressi interventi chirurgici sulla mammella, metastasi linfonodali note pre-operatoriamente, pregressa irradiazione della regione cervicale, cancro localmente avanzato, gozzo di grandi dimensioni e presenza di pace-maker. Controindicazione relativa è rappresentata dalla associata presenza di tiroidite che rende più difficoltosa l’esecuzione dell’intervento.  Le complicanze della Tiroidectomia Robotica Trans-Ascellare possono essere divise in complicanze specifiche della metodica robotica durante la creazioni del tunnel sottocutaneo e in complicanze tipiche dell’intervento di tiroidectomia che risultano essere sovrapponibili all’accesso tradizionale.

 

 

La Direzione Aziendale degli Ospedali Riuniti di Ancona replica al consigliere Maggi sul Salesi

Le dichiarazioni del Consigliere Gianni Maggi non sono corrispondenti allo stato delle cose.  Al secondo piano del Salesi non ci sono reparti ostetrici, né tantomeno attività di “pronto soccorso” ostetrico ma vi è la Terapia Intensiva Neonatale e le Pediatrie. Inoltre al Salesi non c’è un Pronto Soccorso ostetrico, ma un’attività ambulatoriale ad accesso diretto per le urgenze ostetriche. L’attività ambulatoriale è per sua natura organizzata e strutturata in maniera diversa rispetto ad un Pronto Soccorso. Tutta da verificare, inoltre, l’affermazione ‘”Clienti a pagamento che passano avanti alle altre’. Una dichiarazione che consideriamo grave e la cui veridicità va provata anziché dichiarata”. Lo precisa la Direzione Aziendale degli Ospedali Riuniti di Ancona, sentita la Direzione Medica Ospedaliera del Presidio Salesi in merito alle dichiarazioni rese dal consigliere regionale del M5S durante lo svolgimento dell’assemblea consiliare.

“Per molti reparti – aggiunge la Direzione –  è ben chiara l’angustia degli spazi a disposizione, non ovviabile attraverso interventi “tampone” ma solamente attraverso la ricollocazione di tali attività nel polo ospedaliero di Torrette, procedure che, come tutti sanno, sono in corso di preparazione e realizzazione. L’attività ambulatoriale per le urgenze ostetriche viene effettuata sia dalla SOD di Clinica di Ostetricia e Ginecologia (situata al 1° piano), che dalla SOSD di Ostetricia e Ginecologia (situata al 3° piano), a giorni alterni dal reparto che è di “guardia”. L’ambulatorio delle urgenze Ostetriche della Clinica di Ostetricia (Stanza B.1.02), si trova in prossimità dell’ingresso al reparto con una piccola sala d’aspetto ricavata nel pianerottolo delle scale dove attualmente ci sono 7 sedie, mentre al 3° piano (SOSD di Ostetricia, tale ambulatorio (stanza B.3.28), si trova più all’interno del reparto, ed è servito da 6 sedie presenti sul corridoio adiacente più altre 7 in una piccola sala d’attesa situata qualche metro più avanti. Il Pronto Soccorso del Salesi è al Piano 0 e fruisce di un’ampia sala di attesa nella quale si offre la massima attenzione al confort nei confronti dei bambini e dei genitori anche attraverso attività di intrattenimento. Il Pronto Soccorso svolge oltre 30.500 accessi l’anno”.

Infine, conclude la Direzione Aziendale degli Ospedali Riuniti di Ancona “Non esiste commistione tra attività libero-professionale e turni di servizio in attività istituzionale. L’attività libero-professionale è autorizzata dall’Azienda ai singoli medici sia come orario, luogo e tipologia di attività ed è svolta al di fuori dell’orario di servizio per cui i Medici che effettuano la libera professione intra-moenia non possono in alcun modo essere “di turno”. Inoltre solo l’attività libero professionale ambulatoriale di tipo chirurgico viene effettuata nell’ambulatorio chirurgico della SOSD di Ostetricia e ginecologia (3° piano), questo perché solo al suo interno vi sono delle apparecchiature necessarie alle specifiche attività, mentre tutta la restante attività ambulatoriale libero professionale viene svolta nei poliambulatori ostetrici del piano 0”.

 

IN REGIONE IL COMITATO TECNICO DELLA STRATEGIA NAZIONALE PER LE AREE INTERNE

 

L’associazionismo dei Comuni come pilastro della strategia per le aree interne e fattore cruciale per il processo di ricostruzione post sisma. Sono questi i temi centrali emersi durante l’incontro di oggi in Regione, a cui hanno preso parte l’assessore Angelo Sciapichetti, i sindaci dei Comuni interessati del Maceratese e dell’Ascolano, il consigliere alle Aree interne Fabrizio Barca, membri del Comitato tecnico della strategia nazionale per le aree interne.

Le Marche sono la prima regione insieme alla Lombardia ad aver firmato l’accordo quadro per l’area pilota del “Basso Appennino Pesarese e Anconetano” per un ammontare di 9,75 milioni di euro. Attualmente sono in corso di definizione strategie per avviare i progetti nelle altre due aree interne marchigiane, il maceratese e l’ascolano, rientranti nei territori colpiti dal sisma. Per queste due aree sono previsti in totale ulteriori 17 milioni di euro.

“Siamo perfettamente in linea con la Strategia Nazionale delle Aree Interne. I processi di associazionismo sono di estrema attualità nei Comuni del cratere. Occorre pensare a un nuovo modello per lavorare insieme – ha detto il presidente Luca Ceriscioli nel salutare Fabrizio Barca prima dei lavori – La soluzione non è dentro i propri territori, ma nell’aggregazione tra i Comuni. La Regione continuerà a svolgere il ruolo di soggetto propulsore supportando i territori con l’obiettivo di  far convergere le azioni per avviare un nuovo sviluppo”. Associazionismo tra i Comuni quale requisito indispensabile  per ottenere i fondi, ha aggiunto Barca: “I Comuni sanno che otterranno i Fondi destinati alle aree interne solo mediante un accordo che istituisca nuove modalità di aggregazione. In questa fase di cambiamento con il nuovo Commissario succeduto ad Errani, è auspicabile che venga utilizzata la stessa logica nelle due aree interne marchigiane, il maceratese e l’ascolano, interessate dal sisma”.

Durante l’incontro con i Comuni sono stati presentati i risultati dell’analisi del centro studi Formez su associazionismo delle funzioni e supporto alla ricostruzione post sisma. Dallo studio, focalizzato sull’Area interna del Maceratese, si evince la necessità di accompagnare in maniera più strutturale il processo di associazionismo, non solo per rafforzare la capacità amministrativa in vista dei bandi a finanziamento dei progetti ma per sostenere un disegno di sviluppo di lungo periodo. L’analisi sul campo suggerisce un’accelerazione nei processi di unione, pensata come una “federazione”. L’organizzazione amministrativa dovrebbe poggiare su due elementi: da un lato un ufficio unico di area, al servizio della strategia di sviluppo sociale ed economico e a supporto della ricostruzione, dall’altro un rafforzamento delle unioni di Comuni, per garantire l’erogazione dei servizi alle comunità, a partire dal superamento del divario digitale con una rete informatica ed una banda adeguate.

Il fine ultimo è quello del rilancio delle aree interne e il ritorno duraturo della popolazione negli insediamenti originari.

 

 

Sviluppo delle aree interne, la Regione Marche a Bruxelles per gli Open Days

Manuela Bora

La Regione Marche a Bruxelles per gli Open Days presenta la sua strategia Confronto con Andalusia, Murcia, Bretagna e Cornovaglia.

Bora e Sciapichetti: “Primi ad adottarla”

 

Le azioni intraprese dalla Regione Marche per lo sviluppo delle aree interne sono state al centro di un seminari che si è svolto ieri (martedì 10 ottobre) a Bruxelles, nell’ambito degli “Open Days 2017 – La settimana europea delle Regioni e delle città”. Un importante momento per confrontare progetti e idee con altre quattro regioni europee: le spagnole Andalusia e Murcia, la francese Bretagna e l’inglese Cornovaglia, che hanno scelto di far ricorso allo strumento dell’Iti (Investimenti territoriali integrati) per il rilancio delle zone lontane dai centri attraverso i fondi comunitari. L’appuntamento era nella sede della Rappresentanza permanente di Spagna, che guida, con la Regione della Murcia, il partenariato sugli investimenti territoriali integrati. In rappresentanza della Regione Marche, Andrea Pellei, dirigente responsabile Autorità di Gestione, Fesr e Fse, ha illustrato le sfide raccolte per promuovere, con l’utilizzo delle risorse europee, interventi di sviluppo integrato delle aree interne, soffermandosi anche sul percorso avviato a sostegno delle zone colpite dal sisma.

“La Regione Marche – afferma l’assessora alle Politiche Comunitarie Manuela Bora – è tra le prime in Italia ad aver adottato questa strategia per contrastare l’abbandono dell’entroterra e rilanciarne lo sviluppo e l’ampliamento dell’offerta di servizi, come scuola mobilità e salute. La nostra presenza a Bruxelles, in questo contesto, ci ha reso particolarmente orgogliosi. L’appuntamento ha rappresentato una grande opportunità per attivare sinergie con realtà importanti di altri Paesi europei, scambiandoci informazioni utili a programmare in maniera efficace e raggiungere risultati strategici per il territorio”. Nella Regione Marche, in base ai criteri previsti dal Governo, sono state individuate tre aree interne su tre ambiti territoriali: Basso Appennino Pesarese e Anconetano, entroterra Maceratese e zona dell’Ascolano. “Per il loro rilancio – aggiunge l’assessore alle Aree Interne Angelo Sciapichetti – la Giunta regionale ha approvato lo stanziamento di oltre 26 milioni di euro di fondi comunitari, di cui 9,5 milioni già messi a disposizione per finanziare la strategia presentata dall’area pilota pesarese  –anconetana, la prima in Italia ad avviare la sperimentazione”. La realizzazione del progetto è già entrata nel vivo e prevede l’attivazione di una rete di ospitalità di nuova concezione denominata “La rete degli asili d’Appennino – dimore della creatività nelle Alte Marche”, con la quale si intende valorizzare il patrimonio ambientale, culturale, agroalimentare e ricettivo.

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com