dall’Amat

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2017-11-09

FRONTONE, DOMENICA 12 NOVEMBRE ANDAR PER FIABE

CON GIRO GIRO TONDO… UN VIAGGIO INTORNO AL MONDO

 

 

Andar per fiabe, la rassegna sostenuta da MiBACTRegione Marche e dall’AMAT in collaborazione con i Comuni del territorio e Provincia di Pesaro e Urbino registra un ennesimo sold out a Fano e continua il suo viaggio nella provincia pesarese domenica 12 novembre alle ore 17 al Salone del Castello di Frontone –new entry nel circuito della rassegna – con Giro giro tondo… un viaggio intorno al mondo.

Lo spettacolo, di Sandro Fabiani e del Trio Uzza-zà, vede in scena nella suggestiva ambientazione del Castello di Frontone, Ximena Jaime al violino, Yasue Hokimoto al pianoforte e Jean Gambini al contrabbasso e al clarinetto, accompagnati dal bravissimo Sandro Fabiani.

 

Musica, suoni, storie e colori basteranno per trasportare bambini e adulti in paesi lontani, in un tour divertente e travolgente. Un’esperienza memorabile che in breve tempo permette ai viaggiatori di apprezzare la musica popolare del mondo.

Il Trio nippo-italo-colombiano Uzza-zà è una inusuale ed emozionante alchimia sonora che, in perfetto equilibrio tra tradizione ed evoluzione, evoca atmosfere antichissime e, al tempo stesso, contemporanee, popolari e colte.

Tre straordinari strumentisti/arrangiatori che, grazie alla loro bravura e creatività, riescono a miscelare melodie, armonie, ritmi e suoni dal sapore più diverso, pur mantenendo intatti il fascino e le suggestioni musicali e culturali dei loro paesi di origine. Il repertorio del trio attinge dalla loro formazione musicale – cameristica, sinfonica e concertistica, ma anche jazz, popolare argentina, colombiana, giapponese e italiana-, fino ad approdare ai suoni tzigani e irlandesi in una intrigante fusione capace di unire le più diverse culture.

 

Andar per Fiabe non è solo spettacolo, ma una ricca offerta di eventi collaterali. Dalle 16 infatti al Castello di Frontone ad attendere tutti i bambini ci saranno:  Le Storie… ad alta voce con i lettori volontari del progetto Nati per leggere.

 

Biglietti posto unico non numerato € 5, bambini 0-3 anni € 0,50.

I biglietti potranno essere acquistati in prevendita (con maggiorazione di € 1 a biglietto) presso: biglietteria Tipico.tips tel. 0721 3592501; biglietteria Teatro Rossini tel. 0721 387621; biglietteria Teatro della Fortuna di Fano tel. 0721 800750. Il giorno di spettacolo dalle ore 16 la vendita proseguirà presso biglietteria del Castello di Frontone 366 6305500.

Informazioni: Amat, Uffici di Pesaro, tel. 0721 3592515 – 366 6305500, reteteatripu@amat.marche.itwww.amat.marche.it

URBINO TEATRO SANZIO, MERCOLEDÌ 15 NOVEMBRE IN SCENA LA DANZA CON

LA SAGRA DELLA PRIMAVERA E BOLERO DI MM CONTEMPORARY DANCE COMPANY

 

 

Un dittico di danza di MM Contemporary Dance Company attende il pubblico del Teatro Sanzio di Urbino mercoledì 15 novembre con due titoli del repertorio musicale del Novecento.

Lo spettacolo, proposto nella stagione promossa dal Comune di Urbino con l’AMAT, propone La Sagra della primavera di Stravinskij nella recente versione coreografica di Enrico Morelli e Bolero di Ravel nella riuscita versione coreografica di Michele Merola che terrà anche delle masterclass gratuite con gli allievi delle scuole di danza della città.

 

Il 29 maggio 2013 Le Sacre du Printemps di Igor Stravinskij ha compiuto cento anni: dopo lo scandalo suscitato all’esordio, con la prima versione della coreografia, realizzata a Parigi da Vaslav Nijinsky per i Ballets Russes di Diaghilev, la partitura è diventata notissima, tanto da poter essere riconosciuta alla prima battuta. Possente capolavoro musicale, scritto per un organico orchestrale al gran completo, Le Sacre è ispirato ad una antica leggenda slava. Secondo il mitico racconto, ad ogni primavera una vergine doveva essere ritualmente sacrificata, affinché la terra potesse rifiorire. Nella propria interpretazione del Sacre, il coreografo Enrico Morelli si è accostato con profondo rispetto a questa partitura, che ha ispirato i più grandi coreografi del ‘900. Nell’allestimento che ne risulta, si rispecchia un risvolto dell’affannoso dinamismo del nostro tempo. Per combattere antiche e nuove paure, ed esorcizzare il male di vivere che accompagna il presente, ogni occasione è buona per individuare un capro espiatorio. L’assunto della coreografia è tutto qui: sino a quando l’essere umano sacrificherà i propri simili alla violenza del cieco cannibalismo e non sceglierà la via del rispetto dell’altro, la luce della cultura e la chiarezza della ragione non prenderanno il sopravvento.

 

Meccanismo ad orologeria dalla rigorosa precisione, Bolero (1928) è ancora oggi tra i brani più noti e ascoltati della storia della musica: una delle ragioni della fortuna del pezzo sembra essere fortemente legata all’evocazione di immagini di sensualità che questo suscita, anche quando tali suggestioni sono contrassegnate da una sostanziale ambiguità. Nel realizzare una nuova versione coreografica del Bolero, Merola si è confrontato con questa musica ossessiva e ripetitiva, cercando di comprenderne l’identità, la ragione e la funzione, per arrivare così alla sua interpretazione: alla fine di questo percorso l’ispirazione del coreografo si è focalizzata sul ventaglio inesauribile dei rapporti umani, in particolare quelli di coppia, dentro ai quali, spesso, registriamo le reciproche e inconciliabili distanze tra uomini e donne, quel “muro trasparente” che li divide. Così, nelle diverse sfumature assunte dalla danza, la coreografia declina la varietà di umori che “circolano” intorno e dentro al rapporto di coppia. Umori che, comunque, rendono speziata l’esistenza. Nella coreografia si proiettano, dall’interno verso l’esterno, paure, desideri rimossi, scosse esistenziali che rivelano interi universi, legami segreti che esistono tra le persone… e l’ironia lascia il posto al timore, l’amore al disinganno, il distacco alla condivisione, e via via, fra crescendo e diminuendo, come la musica del Bolero. Su questa stessa musica, con la “licenza” e l’inventiva che sono il segno vero di ogni artista, è intervenuto Stefano Corrias. Da compositore raffinato ed esperto, consapevole delle esigenze del palcoscenico, Corrias ha creato una sua propria partitura musicale, liberamente ispirata alla versione originale del brano di Ravel.

 

Per informazioni e biglietti (da 10 a 20 euro): biglietteria del teatro 0722 2281. Inizio spettacolo ore 21.

 

MACERATA, DOMENICA 12 NOVEMBRE AL TEATRO LAURO ROSSI

FINALMENTE DOMENICA! CON POLLICINO

 

 

Domenica 12 novembre al Teatro Lauro Rossi di Macerata prosegue con Pollicino di Accademia Perduta/Romagna Teatri Finalmente domenica!, rassegna di teatro ragazzi per tutta la famiglia promossa dal Comune di Macerata con l’AMAT. “Il teatro ragazzi è un investimento culturale di grande valore. Educa i nostri ragazzi e i bambini alle arti e alla conoscenza di sé attraverso il teatro – afferma l’assessore alla Cultura e alla Scuola, Stefania Monteverde. – Con il teatro di domenica pro-poniamo alle famiglie di fare una bella esperienza di crescita con i propri figli”.

 

Pollicino è un’occasione per grandi e piccini per confrontarsi con il sentimento della paura. La storia di Pollicino è una “fiaba scura”: “come fate a dormire? sarà la paura, ma io non ci riesco”, dice ai fratelli maggiori. Il protagonista della vicenda è piccolo, il più piccolo, ma la sua paura, grande, non lo annichilisce. Ciò che, al contrario, lo rende vincitore di fronte alle avversità della vita è la curiosità e il suo coraggioso desiderio di conoscere la realtà, anche nei suoi aspetti più crudeli. La curiosità spinge Pollicino a vigilare su quanto dicono e fanno i genitori, in grado di avvertire con tempestività il pericolo si attrezza per farvi fronte. Dalla casa del padre a quella dell’Orco, attraverso il bosco si avvia al mondo, verso altre mete. Pollicino non fa ritorno a casa sua e non si perde: il suo viaggio continua in compagnia dei fratelli. La loro presenza è calda, nel buio e nel freddo della notte, anche nei momenti drammatici c’è sempre qualcuno con cui giocare, litigare, affrontare l’ignoto. Ironia e comicità offrono uno spettacolo originale e con molti spunti di riflessione dedicato a tutti i “pollicini” che, con leggerezza, attraversano i boschi del mondo. Anche quelli devastati dalle bombe.

 

Il testo dello spettacolo – dalla fiaba dei Fratelli Grimm e di Charles Perrrault – è di Marcello Chiarenza, l’interpretazione è affidata a Claudio Casadio, la regia a Gianni Bissaca, le musiche originali a Beppe Turletti.

 

Informazioni e prevendite biglietteria dei Teatri 0733 230735, Teatro Lauro Rossi 0733 256306 la domenica di spettacolo dalle ore 15.30. Biglietti posto unico numerato intero 8 euro, ridotto 5 euro.

 

Inizio spettacolo ore 16.30.

 

 

 

 

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