Mercato ittico cuore economico della marineria

 

 

San Benedetto del Tronto, 2018-01-11 – Sveglia prima dell’alba per ristoratori e proprietari di pescherie. Alle 3 del mattino, infatti, li si può trovare seduti, trepidanti d’attesa per le cassette di pesce che stanno per essere esposte e che dovranno contendersi. ? il Mercato Ittico di San Benedetto del Tronto. Qui la merce freschissima arriva non appena i pescherecci attraccano al porto ed è allora che ha inizio l’asta.

Ma come avviene? Innanzitutto non si tratta della solita asta che tutti hanno in mente, in quanto è a ribasso. Quando gli acquirenti arrivano, si siedono su gradoni muniti di scranni dotati di pulsanti elettronici, che useranno per scegliere quando e cosa acquistare; ad ognuno corrisponde un numero che permette di capire chi si è aggiudicato la merce. Al centro della struttura ci sono un nastro trasportatore sul quale scorre il pescato e un tabellone che mostra ai presenti le caratteristiche del prodotto esposto ( prezzo, peso lordo, peso netto…). Data la tipologia di asta, è evidente che nulla rimane invenduto, ma nel caso dovesse succedere, ciò che resta viene restituito all’armatore.

Ovviamente non avremo per tutto l’anno lo stesso tipo e la stessa quantità di pesce. Come ha spiegato il direttore del mercato Augusto Torquati, ogni periodo è caratterizzato da una particolare tipicità della fauna marina. Non ci sono dubbi che i prodotti venduti sono esclusivamente di provenienza locale: novembre e dicembre, per esempio, sono caratterizzati da una grande quantità di mazzancolle, mentre attualmente prevale il moscardino.

Il Mercato Ittico di San Benedetto del Tronto rende sicuramente giustizia alla reputazione della città, che fino a pochi anni fa vantava il secondo posto in Italia con il suo porto peschereccio.

Giorgia Amatucci – Anna Censori

 

 

Foto e Video a cura di Lorenzo Barberis
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Gli studenti della classe 3B del Liceo Scientifico Benedetto Rosetti stanno collaborando con la testata giornalistica Il Mascalzone.it per il progetto di alternanza scuola-lavoro “Dalla realtà alla scrittura. Gli alunni sono impegnati nella stesura di articoli  sulla base delle esperienze affrontate previste dal progetto nell’arco dell’anno scolastico. Obiettivo è quello di potenziare le competenze comunicative, attraverso attività di scrittura e documentazione foto/video, per vivere la realtà con maggior consapevolezza.

 

 

 




Anteprima del cortometraggio Like a Offida

 

OFFIDA – Anteprima del cortometraggio Like per i ragazzi delle scuole medie di Offida. La proiezione si è tenuta nella mattinata del 21 febbraio all’Enoteca regionale ed il primo dei progetti, pensati dall’Unione dei Comuni della Vallata, per i giovani. Sono intervenuti Luigi Ficcadenti – coordinatore dell’Ambito Territoriale Sociale XXIII – il produttore Ernesto Vagnoni della Looks Video, il regista Andrea Giancarli e gli attori che hanno partecipato alle riprese.

L’Assessore Piero Antimiani ha portato i saluti dell’Amministrazione ai giovani cittadini offidani, anticipando che presto sarà comunicata la data di una proiezione serale di “Like” e che verranno coinvolti tutti i Comuni della Vallata.

Il progetto è nato perché sempre più spesso i ragazzi sono vittime del solpismo informatico, rimanendo tropo tempo soli di fronte al pc, vivendo di conseguenza una realtà solo virtuale. Lo scopo è insegnare ai più giovani che non bisogna farsi usare dai social e il web in genere ma occorre imparare a usarli e scuotere le loro famiglie.

La sceneggiatura di Like è molto incisiva: non gira intorno al problema ma lo affronta e fa vedere le conseguenze per rendere meglio l’idea di cosa accade nella realtà dei fatti. I giovani studenti delle medie hanno seguito con grande attenzione la proiezione e al temine hanno fatto diverse domande ai presenti.




dall’Amat

 

2018-02-21

CIVITANOVA DANZA: DOMENICA 25 FEBBRAIO

PULCINELLA_QUARTET DI VIRGILIO SIENI AL TEATRO ANNIBAL CARO

Domenica 25 febbraio il Teatro Annibal Caro accoglie Civitanova Danza tutto l’anno – rassegna promossa dal Comune di Civitanova Marche, dall’Azienda Teatri di Civitanova e dall’AMAT, realizzata con il contributo di Regione Marche e Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo – con Pulcinella_quartet di Virgilio Sieni.

Protagonista della scena contemporanea italiana a partire dai primi anni ’80, coreografo e danzatore conosciuto a livello internazionale, Virgilio Sieni è tra i pochissimi capaci tramite il movimento di dar vita a composizioni che parlano ancora dell’“umano”, delle sue debolezze e fragilità, le cui opere si offrono come un pensiero in forma di danza e sulla danza. Sieni si è formato alla danza classica e contemporanea ad Amsterdam, New York e Tokyo, ma il suo percorso comprende anche studi di arti visive, architettura e arti marziali. Nell’83 ha fondato la Compagnia che porta il suo nome con cui, fra i tanti riconoscimenti, vince tre premi UBU – nel 2000, nel 2003 e nel 2011, anno in cui ottiene anche il premio della rivista “Lo Straniero”.

Pulcinella_quartet è uno spettacolo con momenti di autentico pathos e altri di altrettanto autentica tammuriata napoletana che raccoglie un ciclo di danze che alludono alla figura di Pulcinella: avventure attraverso il corpo esplorate da un gruppo di danzatori. Come “trovatori” di gesti, essi mettono in opera una serie di coreografie slanciate sui temi dell’abitare lo spazio, della gravità, del gioco e della leggerezza. Fughe avventurose nella radura dello spazio, nelle infinite prospettive continuamente percorse da incontri, avvicinamenti e condivisioni. Le danze in serie svelano danzatori destinati alla loro storia, ai loro racconti: esplorazioni sulla postura dell’uomo nelle sue declinazioni antropomorfe, nei tragitti apparentemente marginali posti nelle pieghe del gesto. Il gesto istintivo incontra un continuum di dettagli fisici irregolari e improvvisi di storie e vissuti, margini e scarti, a indicare una mappa dell’uomo che guarda alla natura e alla costruzione di un chiasmo, un luogo dell’incontro e dell’intreccio. Nei margini e negli scarti del movimento emergono oltremodo le briciole del contemporaneo.

La coreografia e la regia sono di  Virgilio Sieni, la musica è di  Michele Rabbia eseguita dal vivo dall’autore, l’interpretazione è affidata a Claudia Caldarano, Maurizio GiuntiLisa LabatutDavide Valrosso, l’assistente alla coreografia è Giulia Mureddu, i costumi sono di Elena Bianchini e Virgilio Sieni, le luci di Mattia BagnoliPulcinella_quartet è una produzione Compagnia Virgilio Sieni / Centro di produzione nazionale sui linguaggi del corpo e della danza in collaborazione con Fondazione Federica e Brunello Cucinelli e Teatro Stabile dell’Umbria.

Informazioni e prevendite: Teatro Rossini tel. 0733 812936, Teatro Annibal Caro il giorno di spettacolo dalle ore 16 tel. 0733 892101, call center dello spettacolo tel. 071 2133600, vendita online su www.vivaticket.it. Inizio spettacolo ore 17.

 

RECANATI, LA DOMENICA AL PERSIANI

IL 25 FEBBRAIO CON MUSI LUNGHI E NERVI TESI

 

La domenica al Persiani – rassegna di teatro per ragazzi promossa dal Comune di Recanati e dall’AMAT con il sostegno di Astea energia e Roana – prosegue il 25 febbraio con Musi lunghi e nervi tesi, uno spettacolo d’attore diretto da Simone Guerro, pieno d’ironia e divertenti gag, in cui la maleducazione e l’aggressività si manifestano, esasperate, con connotati grotteschi per ritrovare la forza smisurata della gentilezza.

Quanto è attuale parlare di gentilezza oggi? proprio nell’era in cui le relazioni sono diventate un problema sociale, nasce Musi lunghi e nervi tesi spettacolo che indaga le emozioni, a partire proprio da quelle negative, da una filastrocca di Marco Moschini, scritto e interpretato da Enrico Marconi e Candida Ventura diretti da Simone Guerro, con le scene di Ilaria Sebastianelli e le musiche di Pietro De Gregorio. Musi lunghi e nervi tesi è un paese dove tutte le persone sono costantemente arrabbiate e maleducate, tanto da far diventare questo sentimento la normalità. Un giorno le cose cambieranno con la nascita di una bambina che non riuscendo a comprendere questo modo assurdo di relazionarsi, intraprenderà un viaggio che la porterà nel paese di Dov’è adesso, un luogo abitato da gente allegra e accogliente. Uno spettacolo d’attore pieno di ironia e divertenti gag in cui la maleducazione e l’aggressività prendono connotati grotteschi, su cui poter ridere per comprenderne l’effettiva natura “alterata”.

Lo spettacolo è prodotto da ATGTP Associazione Teatro Giovani Teatro Pirata Onlus, le scene sono di Ilaria Sebastianelli, le musiche di Pietro De Gregorio.

Biglietto 6 euro (0,50 euro fino a tre anni). Prevendite e informazioni 071 7579445. Inizio spettacolo ore 17.

DOMENICA 25 FEBBRAIO

AL TEATRO CASANOVA DI CERRETO D’ESI CAPPUCCETTO ROSSO

Domenica 25 febbraio il Teatro Casanova di Cerreto d’Esi ospita Cappuccetto rosso, spettacolo per tutta la famiglia del Teatro alla Panna proposto nell’ambito del progetto Double Fa.ce, promosso da MiBACTRegione MarcheComune di Cerreto d’Esi in collaborazione con AMAT a sostegno delle aree colpite dal sisma. Grazie al progetto che finanzia l’appuntamento, l’ingresso allo spettacolo è gratuito sia per i giovani spettatori sia per i loro genitori, offrendo l’opportunità di avvicinarsi al magico mondo del teatro.

Dopo più di trent’anni di attività il Teatro alla Panna si misura per la prima volta con un classico per l’infanzia ma i due burattinai non sono riusciti a mettersi d’accordo e quindi ognuno racconta la sua storia, classica o moderna.

“Ci troviamo davanti ad un classico intoccabile della letteratura per l’infanzia, Cappuccetto Rosso – sostiene uno, niente da fare per l’altro, che non ne vuole sapere di raccontare la solita storia, lui la vuole diversa, più moderna, perché il pubblico si é stufato di sentirsela raccontare sempre nella stessa maniera. Così inizieranno a raccontare ognuno la propria storia senza alcuna volontà di capirsi e mentre uno cercherà di rimanere fedele alla tradizione, l’altro comincerà a fare i dispetti e a cambiare le carte in tavola; ne scaturirà un conflitto creativo con conseguente raddoppio dei personaggi principali, il Lupo e Cappuccetto Rosso, un altro Lupo e un altro Cappuccetto Rosso, a ciascuno il suo, coi due burattinai impegnati in un tiro alla fune per cercare di portare la storia dalla propria parte. Riusciranno i due ad evitare il caos in agguato e a risolvere la serata davanti al pubblico raccontando comunque una “bella storia”? A sentire la nonna sembrerebbe di si!. Non ci si aspetti una trasposizione metateatrale sullo spessore antropologico dei racconti fiabeschi, né tantomeno una lettura psicanalitica che espliciti contenuti più o meno edificanti; i nostri due burattinai sono figli di genitori che si occupavano, e loro due se ne occupano ancora, di agricoltura, non conoscono perciò Freud o Bettelheim, Propp o Rodari. Siamo davanti a due menti semplici, naive, ma entusiaste del loro lavoro. Ci si aspetti quindi, piuttosto, una sorta di “famolo strano” teatrale che trae origine dalla cultura della commedia dell’arte intesa come chilometri percorsi, pasti trangugiati freneticamente e storie raccontate all’improvviso per pagarli, cercando di divertire il pubblico senza che si senta truffato!”.

Inizio spettacolo ore 17.

SABATO 24 FEBBRAIO AL TETARO TIBERINI DI SAN LORENZO IN CAMPO

DON ANTONIO IN CONCERTO

Dopo il trionfale tour europeo con Alejandro Escovedo e forte dei lusinghieri riscontri sui media nazionali e internazionali, Don Antonio presenta sabato 24 febbraio al Teatro Tiberini di San Lorenzo in Campo la sua musica evocativa, calda e meticcia. Il concerto è proposto nel cartellone di TeatrOltre promosso dall’AMAT con, tra gli altri, il Comune di San Lorenzo in Campo e fa parte di KLANG altri suoni, altri spazi, rassegna musicale regionale realizzata da AMAT con il Loop Live Club.

Don Antonio è un uomo e un disco. Una storia vera e un viaggio a Sud. Don Antonio è Don Antonio Gramentieri.

Musicista, produttore, internazionalista del suono italiano, fondatore di Sacri Cuori, autore di musiche per il cinema, il teatro, la televisione e la pubblicità. Don Antonio è il suo primo disco solista. Registrato in Sicilia (allo Zen Arcade, con la collaborazione di Cesare Basile), rifinito in Romagna con gli amici e i collaboratori di una vita, Don Antonio è un disco che si lascia il continente dietro le spalle e suona con la faccia rivolta verso il mare, affacciato sull’ultimo lembo di Italia e di Europa. Don Antonio invita a un ballo trasversale a tutti i folklori e intanto dipinge un’identità mediterranea senza ammiccamenti. Dolce e amara, romantica e spietata, vicina e distante. Un’identità che oggi slitta sul suo asse e si trova a vivere simultaneamente l’Est e l’Ovest, il Nord e il Sud, il passato e il futuro. Il suono dell’Italia contemporanea inquadrato in un fotogramma mosso. Il continuo divenire di una geografia che perde i suoi equilibri tradizionali e intanto ne acquisisce dei nuovi, paradossali, misti e meticci. Sul piatto ci sono melodie romantiche che profumano di Sud, strappi blues, reminiscenze ambientali, twang adriatici, balli di gruppo, paesaggi cinematici, aiuole fiorite, navi al porto, personaggi misteriosi, donne eleganti. L’amore e il dolore del viaggio, del trovare e del lasciare. Con l’assoluta-poesia e l’assoluto-kitsch che, esattamente come nella vita vera, danzano abbracciati al mercato del pesce di Catania.

Per informazioni e biglietti (10 euro, ridotto 8 euro): biglietterie circuito AMAT (071 2072439 – www.vivaticket.it vendita on line), call center dello spettacolo delle Marche (071 2133600), biglietteria Teatro Tiberini (366 6305500) il giorno di spettacolo dalle ore 19. Inizio concerto ore 21.15.

MATELICA, TEATRO PIERMARINI SABATO 24 FEBBRAIO

ORCHESTRA DEL CONSERVATORIO BRUNO MADERNA DI CESENA IN CONCERTO

 

 

Ancora musica sabato 24 febbraio al Teatro Piermarini di Matelica con l’Orchestra del Conservatorio Bruno Maderna di Cesena, diretta da Poalo Chiavacci con Sebastiano Severi al violoncello, Alessio Orsial clarinetto e Klest Kripa al violino. Il concerto offre al pubblico del Piermarini una preziosa occasione di incontro con la musica di SollimaMozart e Vivaldi ed è proposto nella stagione musicale promossa dal Comune di Matelica con l’AMAT.

Da diversi anni è vocazione dell’Orchestra partecipare a eventi di solidarietà in collaborazione con l’associazionismo del territorio e oltre (Lega del Filo d’oro, Nuovi Orizzonti, Sezione Pediatria dell’Ospedale Bufalini e altri ancora). In linea con la sua vocazione è l’appuntamento di Matelica, che l’Orchestra ha deciso di donare alla comunità ferita dal sisma del 2016.

L’Orchestra del Conservatorio Bruno Maderna di Cesena è formata da allievi ed ex allievi dell’Istituzione e docenti che partecipano in qualità di tutor. È diretta dal docente di esercitazioni orchestrali Paolo Manetti o da direttori ospiti quali Desderi e Bressan.

Rappresenta il fiore all’occhiello del Conservatorio perché riunisce in sé tutte le eccellenze dei vari insegnamenti e rappresenta l’apice della didattica strumentale, permettendo a giovani e giovanissimi di accedere a repertori importanti, sinfonici e lirici, dei più grandi compositori di ogni tempo, dalla fine del ‘700 ai giorni nostri.

L’attività dell’Orchestra prevede almeno quattro grandi eventi annuali: il primo in occasione delle festività natalizie, due concerti con i solisti selezionati fra i migliori allievi del Conservatorio e un concerto finale. Nell’ambito di una importante collaborazione con gli Istituti di Alta formazione limitrofi, a Ravenna e a Rimini, l’Orchestra si avvale della collaborazione di docenti e allievi di queste e si declina come Orchestra Area Vasta Romagna, una realtà territoriale che opera ormai da tre anni presentando un grande concerto sinfonico in tutte e tre le città e nei più importanti teatri: Alighieri a Ravenna, Bonci a Cesena, Novelli a Rimini.

In una formazione più piccola, come ensemble di archi e fiati, diretta da Paolo Chiavacci, affronta repertori cameristici e di ambito settecentesco.

Per informazioni e biglietti (5 euro): biglietteria del teatro 0737 85088. Inizio concerto ore 21.15.




Investimento in Bitcoin? L’Esperto risponde

2018-02-21

Buongiorno, vi scrivo per avere un parere: vorrei inserire tra i miei risparmi un investimento in BITCOIN. Cosa ne pensa?

Salve. In mancanza d’indicazioni sulla sua persona, sui suoi obiettivi ed esigenze di vita, sul suo profilo di rischio e su come sono attualmente allocati i suoi risparmi, mi limiterò a fare delle considerazioni generali.

Negli ultimi tempi un pubblico sempre più vasto e variegato ha iniziato a prestare attenzione alle “criptovalute”. Da un giorno all’altro, persone che non si erano mai interessate di finanza, hanno iniziato, sapendomi consulente finanziario, a chiedermi se fosse il caso di “puntarci”. Le monete digitali sono delle valute decentralizzate che utilizzano la crittografia per le transazioni e per la stessa generazione di moneta virtuale. Sembrerebbero simili alle valute tradizionali ma se dietro queste ultime c’è una banca centrale, uno stato, un’economia, dietro una “criptovaluta” non c’è alcuna garanzia reale: qualora dovesse sopraggiungere un problema non c’è autorità a cui rivolgersi ed il prezzo ne risentirebbe pesantemente.

Molti osservatori ritengono che il fenomeno abbia ormai assunto le connotazioni di una vera e propria bolla speculativa (vedi paragoni con la bolla dei tulipani)grazie al motore del sogno di facili fortune; altri paventano che questo fenomeno sia privo di fondamentali ed alimentato solo dalla domanda crescente.

La crescita esplosiva dei BITCOIN ha avuto tuttavia il merito di sollevare l’attenzione sulla rivoluzione delle BLOCKCHAIN (letteralmente catena di blocchi, è il registro generale di tutte le transazioni condivisa da tutti gli utenti) destinata ad avere sul sistema finanziario un impatto paragonabile a quello dei social-network sulle relazioni interpersonali, riconoscendo il carattere potenzialmente innovativo di questo meccanismo tecnologico ed economico, tale non solo da creare una possibile nuova asset class ma anche a cambiare gli assetti dell’ecosistema finanziario globale .

Investire è ben diverso dallo speculare

Fred Schwed Jr. ci ricorda che: ”La speculazione è il tentativo di trasformare una piccola somma in una fortuna. L’investimento è impedire ad una fortuna di tramutarsi in una piccola somma.”

Recenti studi confermano che l’88% della performance finale di un portafoglio dipende esclusivamente dall’allocazione iniziale (tecnicamente, ASSET ALLOCATION, AA nel grafico).

Grafico 1 Il grafico ci mostra come un portafoglio diversificato (in bianco) avrebbe consentito di attenuare l’effetto di gran parte della volatilità registrata dai mercati negli anni. E’ quasi impossibile prevedere con certezza all’inizio di ogni anno quale asset class porterà i risultati migliori: per questo motivo è importante investire in un portafoglio diversificato, al fine di ridurre la volatilità dei rendimenti di portafoglio.

Grafico 2 Stesso discorso vale nella scelta dei settori da inserire in portafoglio.

Piuttosto che rincorrere la performance di breve periodo, un metodo condivisibile è quello di concentrarsi su investimenti che puntano alla crescita nel medio-lungo periodo, cavalcando i grandi trend destinati a cambiare la società e l’economia mondiali.

Significa in primo luogo cercare di individuare i principali motori del cambiamento. A tal proposito, leggendo le analisi di economisti e sociologi vi sono due principali motori sociali:

  1. Graduale aumento della popolazione accompagnato da un progressivo invecchiamento: per la prima volta nella storia, la fine di questo decennio ci saranno più ultra 65enni che bambini con meno di 5 anni. Secondo le Nazioni Unite, entro il 2050 la Terra sarà popolata da 1,5 miliardi di over-65, 950 milioni in più rispetto al 2016. L’80% di loro vivrà nelle aree meno sviluppate. Serviranno più ospedali, apparecchi acustici, case di riposo, piani pensionistici e crociere. Questioni che appaiono assai intricate per economisti e giovani, fanno della “ silver economy “ un’ opportunità d’ investimento per i risparmiatori.

  2. La seconda spinta è data dalle tecnologie, con la digitalizzazione che non caratterizza più solo le aziende high-tech ma ormai ogni aspetto della vita quotidiana. Nei prossimi 5 anni l’Intelligenza Artificiale (vedi le prime macchine senza guidatore) avrà un impatto sul nostro stile di vita ancora maggiore degli smartphone. Bank of America Merrill Lynch calcola che il mercato dell’AI e della robotica crescerà fino a 153 miliardi di dollari entro il 2020.

Il primo consiglio quindi che se ne può trarre è: puntare sui grandi temi dello sviluppo di lungo termine e uscire dalla logica d’investimento (speculazione?) di breve periodo con l’alternarsi da un lato delle fasi di crescita e di debolezza economica; dall’altro, dell’altalena delle emozioni che passano dall’euforia, al rimpianto per l’occasione persa, alla rassegnazione di essere entrati nel momento sbagliato, al panico. Quando sono le emozioni e non la razionalità a guidare le scelte di investimento si è destinati a pagare un prezzo salato.

Il secondo è che, per decisioni così importanti, che hanno ripercussioni sugli obiettivi di vita personali e famigliari, è importante nonché imprescindibile affidarsi ad un consulente abilitato e certificato, che vi possa consigliare al meglio gli strumenti più indicati a raggiungere i vostri obiettivi monitorandone l’efficacia ed efficienza nel tempo.

Sciamanna Fabrizio

consulente finanziario

Dottore in Economia, Mercati e Istituzioni

Iscritto al’Albo dei Consulenti Finanziari con Delibera CONSOB n.12429

Iscritto presso l’Istituto di Vigilanza per le Assicurazioni presso la Banca d’Italia n. E000149470

Tel. 349 5569365

sciamanna.consulenza@gmail.com

 

 

 

 

 




Ricorre il naufragio del M/p Pinguino

LA STORIA

Il comandante Alberto Mimì Palestini e i suoi 12 uomini salparono dal porto di Formia, nel sud del Lazio, il 19 gennaio del 1966.

Un mese esatto dalla sua partenza dal Mediterraneo, il motopesca Pinguino trovò la sua tragica sorte nella notte tra Sabato 19 e Domenica 20 febbraio 1966, nelle secche di Capo Bianco, estremo sud della Mauritania.

Il punto esatto fu tracciato sulle carte nautiche a 20 gradi e quaranta minuti di latitudine nord e 17 gradi e sette minuti di longitudine ovest, sei miglia al largo della costa della Mauritania.

Quella notte il motopeschereccio scomparve improvvisamente, sparì dai radar e la radio di bordo restò disattivata.

L’allarme fu lanciato solo la mattina successiva dall’equipaggio del postale navale della Mauritania, un traghetto che collegava le coste africane alle Canarie.

Alle 5 e 30 fu avvistata la prua che sporgeva completamente dalla superficie del mare.

Il comandante Alberto Palestini non ce la fece a lanciare l’ S.O.S.

È immaginabile che tutti i marinai furono colti di sorpresa, molti di loro nel sonno.

L’ultimo contatto radio risaliva alle 22 di sabato 19 febbraio fra il comandante del Pinguino e il comandante dell’Erminio Borio, Filippo Palestini.

La prima imbarcazione ad accorrere sul luogo del naufragio e ad assistere ad una scena inquietante è proprio il Rodi, un altro peschereccio che solo quattro anni dopo, il 23 dicembre del 1970, fu il teatro di un’altra tragedia della marineria sambenedettese.

Ecco la testimonianza del suo capitano di allora, Giacomo Capriotti «Appresi del naufragio dalla radio di bordo, la notizia era stata diffusa da Leandro Re comandante del “Kodiak”. In quei giorni c’erano sempre delle burrasche, tirava un vento fortissimo e c’era molto mare, onde altissime che mi impedivano di vedere addirittura le altre barche che erano vicine alla mia. Quando vidi la prua il “Pinguino” era ormai affondato, presi subito le coordinate della localizzazione dello scafo e le segnalai via radio. Il comandante Palestini era un marinaio molto esperto e non amava il rischio, una persona eccezionale che riscuoteva molta fiducia e rispetto, lui non avrebbe mai messo in pericolo la vita dei suoi uomini».

La precisazione non è casuale. Come vedremo, la versione ufficiale sulla fine del Pinguino fu quella dell’affondamento come conseguenza di un violento scoppio a bordo, provocato da un guasto alle macchine.

Una versione a cui seguirono congetture e sospetti circa traffici illeciti di armi ed esplosivi da parte dell’ equipaggio.

Sospetti mai provati e mai avvalorati dalla marineria che conosceva bene l’alto spessore morale del comandante Alberto Palestini e del suo equipaggio.

I soccorsi sul punto del naufragio, coordinati sul momento dalla marina militare della Mauritania e del Marocco, non furono tempestivi e forse ciò ebbe un ruolo nel condannare alla morte in mare i superstiti.

La prua del Pinguino restò per oltre un giorno in superficie prima di inabissarsi completamente nella foschia più totale.

Oltre al Rodi, c’erano anche “Erminio Borio”, Luna, Mistral, Maria Matilde, Amoruso I, e “Andrea e Luca Speat”. Giunti sul luogo del naufragio, le forti correnti ostacolarono le operazioni delle scialuppe calate in acqua, perché nel frattempo venne trovato anche un sommozzatore che fu portato sul luogo. L’esito delle ricerche non fu buono.

Solo quattro corpi vennero recuperati: Tommaso Bruni, Vittorio Scartozzi e il comandante Alberto Palestini, un quarto uomo non fu mai identificato.

 

Clicca gli allegati:

A4_PIEGHEVOLE MP PINGUINO (4)

verbale_equipaggio_Pinguino

 

Su questo sito si può vedere il filmato realizzato in occasione del 50° anniversario

http://www.associazionepescatorisambenedettesi.it/category/storia/

L’ equipaggio era così composto:

Nati a San Benedetto del Tronto

  • ALBERTO PALESTINI comandante di 50 anni

  • ELIO VOLTATTORNI primo ufficiale di 56 anni

  • DOMENICO ROMANI direttore di macchina di 51

  • ANTONIO POMPEI motorista di 45 anni

  • RUGGERO SPINA nostromo di 28 anni

  • VITTORIO FIDANZA marinaio di 25 anni

  • DINO BRUNI marinaio di 26 anni

  • TOMMASO BRUNI marinaio di 24 anni

Nati a Lampedusa

  • FELICE TARANTO marinaio di 29 anni

  • AGOSTINO GRECO marinaio di 29 anni

  • GIUSEPPE GRECO marinaio di 56 anni

  • VITTORIO SCARTOZZI cuoco di 47 anni nato a Grottammare

  • GIUSEPPE MONTI marinaio di 31 anni nato a Lacco Ameno

 




Liste di attesa della sanità picena, Fabiani Uilp: “Un chiaro invito all’utilizzo delle strutture private”

LE LISTE D’ATTESA NELLA SANITÀ PICENA DI FRANCESCO FABIANI SEGRETATRIO STU UIL PENSIONATI ASCOLI PICENO

 

Ascoli Piceno, 2018-02-20 – Dalla stampa si è appreso dell’assurdità dei temi di prenotazione di una visita specialistica presso l’Area Vasta n.5 ovvero Ospedale Mazzoni di Ascoli Piceno.

Quello dei tempi di attesa è un problema annoso più volte denunciato dal sindacato e dalla UILP.

È inammissibile che una prenotazione specialistica, sia chiesta attraverso il CUP, sia di persona, sia calendarizzata ad un anno e più.

È un chiaro invito all’utilizzo delle strutture private ( nate come funghi in provincia) a decremento di quelle pubbliche è una chiara ammissione di incapacità gestionale.

Una Risonanza Magnetica è prevista per il 15 marzo 2019;

Una mammografia deve essere fatta fuori provincia ovvero nel mese di luglio 2017 a Civitanova, ad agosto 2017 a Fermo e febbraio 2020 a Macerata.

Le risposte di questo allungamento dei tempi, affermano che è colpa dei medici di famiglia che non utilizzano i codici urgente (entro 72 ore), breve (10 giorni), differibile (30/90 giorni) programmata (180 giorni).

Urge modificare      questo stato delle cose anche attraverso un intervento del prefetto nonchè dei sindaci responsabili della salute dei cittadini.

La regione Marche tutta presa dalle elezioni ignora volutamente queste vicende.

Ho più volte affermato che secondo i nostri rappresentanti la regione finisce a Civitanova e del piceno, e delle Marche sud non interessa nulla a nessuno.