Nuovo ospedale del Piceno: arrivate in Regione le proposte dei comuni

Nuovo ospedale del Piceno: arrivate in Regione le proposte dei comuni

 

Ancona – Quattro proposte che coinvolgono sei comuni quelle arrivate alla Regione per il nuovo ospedale del Piceno. Candidatura congiunta da parte dei Comuni di  Castorano e Castel di Lama, Spinetoli e Colli del Tronto, singola quella di Monsampolo e Maltignano.

La Regione aveva chiesto ai Comuni una proposta di aree da individuare in base ad una serie di caratteristiche. Gli uffici ora faranno una rapida istruttoria tecnica e l’algoritmo verrà applicato nuovamente alle località idonee, scegliendo la migliore sotto il profilo della baricentricità.

L’area selezionata sarà sottoposta alla Conferenza dei Sindaci che può confermarla o sceglierne un’altra. Se non ci sarà una ampia convergenza la Regione andrà avanti con la zona individuata.

In allegato le aree.

Colli e Spientoli, uniti per l’ospedale unico

 

Alessandro Luciani

COLLI DEL TRONTO – I Sindaci di Colli e Spinetoli, congiuntamente, propongono la candidatura di una vasta area posta a cavallo tra i territori dei due comuni aventi caratteristiche idonee rispetto a ciò che è richiesto dalla Regione. Superano, insieme, la superficie pianeggiante richiesta (minimo 20 ettari) con 208 mila metri quadrati di Spinetoli e 170 mila metri quadrati di Colli, per un totale di 37 ettari  “Unendo i nostri due comuni, di Colli del Tronto e di Spinetoli, si avrebbero a disposizione oltre i 20 ettari che chiede la regione. Ce ne sarebbero 37 di ettari per costruire”. La proposta dei due sindaci, Andrea Cardilli e Alessandro Luciani, va a rafforzare il clima positivo, di confronto e di collaborazione, che si è creato intorno alla questione del nuovo Ospedale di Vallata fra le forze pubbliche.
I due primi cittadini si auspicano che certe sinergie possano consolidarsi e condurre a una nuova stagione di crescita, in termini di indotto economico e produttivo, che l’individuazione di questo investimento comporterebbe per la comunità picena e marchigiana.

L’area indicata si trova in una zona adiacente ai centri abitati e pertanto dotata delle principali opere di urbanizzazione.
L’area è accessibile e servita dalle vie principali di comunicazione, come il raccordo Ascoli-Mare; le opere stradali e sottopasso nel comune di Colli in via di realizzazione e due fermate ferroviarie che consentirebbero di raggiungere il futuro ospedale in pochi minuti.
Le aree in oggetto sono di proprietà privata soggette a esproprio.

 

Nota del Sindaco Cardilli sui lavori al sottopasso

 

 

BASTA PRENDERE IN GIRO I CITTADINI PER INTERESSI POLITICI….
Rompe il silenzio il Sindaco di Colli Andrea Cardilli. Dopo giorni di imprecisioni sussurrate per strada e notizie distorte per ovvie ragioni di opposizione politica, il primo cittadino fa chiarezza sulla questione del sottopasso ferroviari fermo ormai da decenni nel territorio del Comune che amministra. Lo fa con la precisione che lo contraddistingue nonché con la passione di chi ha creduto, fin dal primo giorno del suo mandato, che terminare questo lavoro fosse doveroso e primario per l’ intera collettività.

Andrea Cardilli

“Ritengo urgente fare chiarezza sui termini di una tematica particolarmente importante e sentita per tutti i cittadini del mio paese. Serve per questo una breve cronistoria di questa opera. Il sottopasso è stato introdotto nel Piano regolatore del nostro comune nel lontano 1999 e nel 2003, per la sua esecuzione, sono stati attivati due mutui per un totale di 1.250 mila euro da estinguere nel 2037
L’opera è rimasta per anni come la vediamo oggi, ovvero incompiuta, mentre il Comune, e quindi ogni cittadino, ha continuato a pagare le relative rate del mutuo, per anni. Inoltre la Regione ha sospeso il pagamento della quota interessi sul mutuo pari a 700 mila euro (25 euro euro all’anno ) che si era accollata a causa dell’opera ritenuta incompiuta. Abbiamo messo il completamento di questo lavoro come punto fondamentale nel nostro programma elettorale e quando le Ferrovie dello Stato ci hanno proposto di farsi carico delle spese per terminarlo ci è sembrato giusto valutare la loro offerta. La proposta fatta al Comune di Colli del Tronto riguarda anche la costruzione di una viabilità parallela sotto la ferrovia e la chiusura di tutti i passaggi a livello padronali (d’accordo con i proprietari) che ricadono sul nostro territorio, al fine di ridurre gli incidenti da attraversamento che comportano ogni anno spese altissime di risarcimento alle ferrovie. Tutto questo a loro carico con lo stanziamento già definito e sottoscritto di oltre 2 milioni di euro. Il passaggio a livello di via Vargo, che attualmente mette in comunicazione Colli con la parte più vicina al Tronto, verrà chiuso solo quando i lavori del sottopasso e relativa viabilità alternativa saranno completati e sarà sostituito da un sottopasso carrabile, dove passeranno sia i pedoni sia le macchine a senso alterno, con
sbocco in via Dante Alighieri e sulla Salaria. A tal proposito mi preme rispondere al consigliere Crocetti, che pochi giorni fa aveva espresso la sua preoccupazione per la chiusura del
passaggio a livello. Vorrei ricordare che tutto questo che sto dicendo è stato oggetto di un atto di consiglio in cui il suddetto non era presente anche se in altre sedute di consiglio ha espresso il suo
parere positivo. Pertanto la chiusura del passaggio a livello avverrà esclusivamente dopo aver attivato la viabilità alternativa. Per quanto riguarda la raccolta firme del sedicente comitato contro la
chiusura del passaggio a livello, voglio precisare che le firme raccolte sono numericamente insignificanti rispetto al numero dei residenti sul territorio e al numero dei tanti cittadini che ogni
giorno esprimono soddisfazione e speranza per il completamento dei lavori e ci incoraggiano ad andare avanti. Non da ultimo voglio precisare che per la modalità con cui sono state raccolte (in
fotocopia) e per l‘omissione dei dati sensibili, come indirizzo e recapito, stiamo valutando gli estremi per un’azione legale. Tra l’altro il promotore è proprio quel consigliere che ha votato il primo atto del sottovaso indebitando il comune fino al 2037. Non permetterò che per ragioni politiche o di disinformazione si crei paura e preoccupazione ai miei cittadini. La
chiarezza che abbiamo messo nel fare l’assemblea pubblica con i tecnici delle ferrovie e nel redigere gli atti amministrativi relativi alla questione è sotto ormai gli occhi di tutti. Ritengo inoltre quest’opera indispensabile anche in previsione di un possibile collocamento del nuovo ospedale sul territorio di confine tra Pagliare e Colli del Tronto, ipotesi questa che si fa ogni giorno
più reale e concreta.

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